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Juliet
13-02-2010, 12:34
Draghi: Crescita fragile, occupazione tarda a riprendersi
A fine 2009 oltre 600mila occupati in meno. Rischi sui consumi





L'allarme di Draghi: l'occupazione non riparte




Napoli, 13 feb. (Apcom) - Il ritorno alla crescita "è ancora fragile" in Europa e anche per Italia si prevede "un recupero lento con ampie incertezze legate in particolare agli andamenti del ciclo internazionale e alle condizioni del mercato del lavoro". E anche l'occupazione "tarda a riprendersi" con rischi per i consumi e il Pil. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, torna dall'Atic-Forex, a sottolineare la lentezza della ripresa dell'economia italiana ed europea dopo la crisi degli ultimi due anni. "Stiamo ora uscendo dalla crisi - dice il governatore - con un tasso di crescita basso, ai minimi europei. In Italia l'anno scorso il prodotto è diminuito di quasi il 5%". Anche l'occupazione, sottolinea Draghi, "tarda a riprendersi" e "finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul prodotto". "Alla fine dello scorso anno - ricorda il governatore - vi erano in Italia oltre 600mila occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che è al momento forzatamente inoperosa è elevata e crescente". Gab/Bos/Psc


http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/02_febbraio/13/draghi%20%20crescita%20fragile%20%20occupazione%20tarda%20a%20riprendersi,22967817.html?pmk=nothpstr1

Juliet
13-02-2010, 12:43
L'Italia sta uscendo dalla crisi", ha detto Mario Draghi, "ma si cresce poco"
E alle banche: "I loro utili servano per il rafforzamento patrimoniale"





Ripresa, l'allarme di Bankitalia
"Tasso di crescita ai minimi europei"





ROMA - L'occupazione "tarda a riprendersi", l'Italia sta uscendo dalla crisi economica mondiale "ma con un tasso di crescita basso, ai minimi europei". Lo dice Mario Draghi, governatore di Bankitalia, parlando al Forex e sottolineando che, invece, "una crescita sostenuta è base di benessere ed è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l'italia".

Credito contratto solo per le imprese. La contrazione del credito - ha detto ancora Draghi - "riguarda le imprese, non le famiglie". Lo ha sottolineato il governatore della banca d'italia, mario draghi, del suo discorso al congresso atic-forex a napoli. "A dicembre i prestiti alle imprese erano del 3% inferiori a quelli del dicembre 2008. Da un lato, se ne era ridotta la domanda, per la forte flessione degli investimenti; dall'altro, incideva l'accresciuta cautela delle banche nell'offrire finanziamenti in una fase di profonda recessione".

"L'espansione dei crediti alle famiglie - ha aggiunto il governatore della Banca d'Italia - è invece continuata, a ritmi dell'ordine del 3% sui dodici mesi". Draghi ha anche posto l'accento sul fatto che "innuovi prestiti per l'acquisto di abitazioni vengono concessi prevalentemente a tasso variabile: occorre - ha sottolineato - che i contraenti siano avvertiti del rischio che corrono in caso di aumenti di tasso".

Modesta ripresa. Draghi ha comunque aggiunto che secondo le indagini più recenti presso le banche, "vi è una modesta ripresa della domanda di finanziamenti da parte delle imprese" e che quelle impegnate in processi di adeguamento tecnologico e di internazionalizzazione "meritano maggiore attenzione".

Le banche si rafforzino. Il governatore ha quindi proseguito dicendo: "Gli utili conseguiti dalle banche dovono essere prioritariamente impiegati nel rafforzamento patrimoniale", tornando così ad indicare agli istituti di credito la strada del risanamento, dopo aver sottolineato che "la redditività della nostre banche è nettamente peggiorata di pari passo con il deterioramento della qualità dei loro prestiti". Draghi ricorda poi che lo scorso anno gli utili dei principali gruppi bancari si sono dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2008 a causa dei maggiori accantonamenti e rettifiche sui crediti. E' importante che le banche - ha quindi affermato Draghi - "non reagiscano al calo della profittabilità aumentando i rischi".

La qualità del credito. "In ragione d'anno - osserva - il rendimento del capitale e delle riserve si è ridotto in media dal 9% al 4,2%". E anche nel 3* trimestre del 2009 il flusso di nuove sofferenze superava il 3%: il valore più elevato degli ultimi 10 anni", sottolinea. Draghi fornisce anche le prime elaborazioni dell'ultima parte del 2009 e spiega che "il peggioramento della qualità del credito sarebbe proseguito, con probabili effetti sui risultati economici del 4° trimestre dell'anno. L'aumento di incagli e rate non pagate prefigura un ulteriore peggioramento nei mesi avvenire".

I tassi nell'area euro. "Il livello attuale dei tassi ufficiali nell'area dell'euro resta adeguato; non emergono rischi d'inflazione nel medio termine", ha detto ancora il governatore, che ribadisce il giudizio del Consiglio Bce: L'exit strategy dalle misure straordinarie anticrisi "non dovrà essere prematura nè tardiva, per non mettere a rischio la stabilità dei prezzi e non alimentare distorsioni nei mercati e bolle speculative che porrebbero i presupposti di nuove crisi. Prenderemo ai primi di marzo - ha aggiunto - ulteriori decisioni sulla progressiva rimozione delle operazioni straordinarie guardando alle prospettiva per la stabilità dei prezzi".
(13 febbraio 2010) Tutti gli articoli di Economia



http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=38d55270057b4399

Juliet
13-02-2010, 13:08
Draghi: i disoccupati pesano sul Pil
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201002articoli/52191girata.asp

Draghi: Con la crisi avanza l'usura
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/economia/crisi-36/draghi-usura/draghi-usura.html



E naturalmente, Berlusconi non se ne è accorto...

Non dovevamo uscire dalla crisi , anzi, essere già usciti?

citi951
13-02-2010, 18:57
mi raccomando non diciamolo in giro .......

così la gente pensa di essere ancora ricca :))

fantasma76
13-02-2010, 19:32
ricca

:uhm: :uhm: e quanto mai gli itagliani sono stati ricchi?

Juliet
13-02-2010, 19:47
"No ad una legge sui conti correnti"
Le banche frenano il piano di Draghi


Appello del governatore di Bankitalia
"Semplificare costi, avvisare su rischi".
L'Abi: d'accordo ma no a via legislativa

ROMA
Costi dei conti correnti più semplici, magari con una legge di revisione della materia e un chiaro avviso sui possibili rischi in caso di aumenti dei tassi a chi ha sottoscritto e sottoscrive un mutuo variabile, allettato dagli attuali bassi livelli. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel suo intervento al Forex di Napoli torna a spronare le banche, cui riconosce una maggior solidità rispetto a quelle di altri paesi ma che, anche in vista delle nuove norme di Basilea 2, devono ulteriormente rafforzarsi destinando a patrimonio gli utili.

Gli istituti di credito, inoltre, in occasione delle prossime assemblee dei soci dovranno fornire «informazioni esaurienti e dati puntuali» sull’adeguamento delle regole su bonus e stipendi ai nuovi standard internazionali redatti dall’Fsb di cui lo stesso Draghi è presidente. Il governatore cita così i dati dell’indagine di Via Nazionale presso oltre 500 banche, rappresentative di circa l’80% dei conti correnti offerti alla clientela e trasmessa al ministero dell’Economia cui, per la nuova legge spetta la vigilanza sul tema. Le commissioni sui conti correnti bancari hanno visto una riduzione in media ma «per circa un terzo dei casi l’onere è invece aumentato» con «una forte differenziazione» fra i diversi istituti di credito e una varietà «che rende difficile per i clienti confrontare le diverse offerte».

Per il governatore «un nuovo intervento legislativo, che superi le incertezze interpretative del precedente, appare necessario» ma sul tema l’Abi, per bocca del suo presidente Corrado Faissola, si dice d’accordo con una maggiore semplificazione ma non per «via legislativa». Meglio la via regolamentare pena il rischio di «ulteriori distorsioni delle leggi di mercato». Il governatore rileva poi come cali il credito alle imprese sia per la debolezza della domanda sia per una maggiore severità delle banche e si avverta solo una moderata ripresa nei rilevamenti. Si mantengono alti i finanziamenti alle famiglie (+3% nel periodo dicembre 2008-dicembre 2009) in specie per i mutui a tasso variabili e per questo «occorre che i contraenti siano avvertiti del rischio che corrono in caso di aumenti di tasso». Le banche italiane poi sono chiamate ad affrontare le sfide del perdurare della crisi e del venire meno graduale delle misure di stimolo. Inoltre l’aumento di incagli e rate non pagate prefigura un «ulteriore peggioramento nei mesi a venire» delle sofferenze.

Draghi riconosce l’intensa opera di rafforzamento messa in campo dagli istituti di credito attraverso aumenti di capitale, dismissioni e, in alcuni casi, ricorso ai Tremonti Bond ma le modifiche delle regole di Basilea avranno comporteranno «adeguamenti non trascurabili». Per questo gli utili conseguiti, come aveva già esortato nelle scorse settimane, dovranno essere destinati a patrimonio. Una misura che deve essere conciliata con le necessità di alcuni soci istituzionali come le Fondazioni che vedono altrimenti a rischio le loro erogazioni. Per il consigliere di Intesa Sanpaolo Corrado Passera comunque per le banche italiane non avranno ripercussioni dai problemi sul debito sovrano di Grecia, Portogallo e Spagna. Per il governatore c’è ora «un approccio condiviso» a ridurre "l’azzardo morale" per cui le istituzioni finanziarie si sentono protette dal rischio fallimenti e assumono nuovi rischi e anche si registrano progressi nel campo dei derivati, specie in quelli più speculativi come i Cds. «C’è una buona armonizzazione tra le legislazioni (in Usa e Europa)» per accrescere la trasparenza e la stabilità del mercato.
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/02_febbraio/13/no_ad_una_legge_sui_conti_correnti_le_banche_frenano_il_piano_di_draghi,22972317.html?mod=frame&provid=14


Sarebbe ora che gli istituti di credito iniziassero finalmente a fornire «informazioni esaurienti e dati puntuali. con trasparenza.

Ci vuole più informazione da parte delle banche, avvisare sui rischi.