Cilia
02-02-2010, 21:40
Abbuffarsi? È come una droga
CREA DIPENDENZA
Basta saccheggiare il frigo. Abbuffarsi, ammonisce una ricerca Usa, è come una droga. In pericolo, oltre alla linea, anche la salute.
NEW YORK - I professionisti dell’abbuffata sono avvisati: oltre a fare male alla salute (e alla linea), le scorpacciate non stop possono finire col diventare una droga.
Dopamina a centro campo
A lanciare l’allarme è l’Addiction Institute di New York, i cui ricercatori hanno scoperto che abbuffarsi compulsivamente attiva gli stessi meccanismi di dipendenza e abuso da droga e alcol. Con le tecniche di “neuroimaging”, che rilevano e riproducono graficamente l’attività cerebrale, hanno osservato il cervello di pazienti con disturbi da dipendenza, scoprendo il ruolo centrale della dopamina. I meccanismi di ricompensa del cervello si basano in gran parte su questo neurotrasmettitore: spinto dal ricordo di un’esperienza piacevole, il livello di dopamina sale oltre i limiti, scardinando freni e inibizioni. Nei soggetti affetti da dipendenza, il cui controllo e forza di volontà sono ai minimi, l’effetto è devastante. Insomma: la dipendenza sarebbe, secondo i ricercatori, “una guerra tra meccanismi del piacere, che risultano alterati, e lobi frontali, che non riescono a trattenere l’impulso a ripetere l’esperienza piacevole”.
02 febbraio 2010
Fonte (http://city.corriere.it/2010/02/02/milano/i-fatti/abbuffarsi-come-droga-20660868703.shtml)
CREA DIPENDENZA
Basta saccheggiare il frigo. Abbuffarsi, ammonisce una ricerca Usa, è come una droga. In pericolo, oltre alla linea, anche la salute.
NEW YORK - I professionisti dell’abbuffata sono avvisati: oltre a fare male alla salute (e alla linea), le scorpacciate non stop possono finire col diventare una droga.
Dopamina a centro campo
A lanciare l’allarme è l’Addiction Institute di New York, i cui ricercatori hanno scoperto che abbuffarsi compulsivamente attiva gli stessi meccanismi di dipendenza e abuso da droga e alcol. Con le tecniche di “neuroimaging”, che rilevano e riproducono graficamente l’attività cerebrale, hanno osservato il cervello di pazienti con disturbi da dipendenza, scoprendo il ruolo centrale della dopamina. I meccanismi di ricompensa del cervello si basano in gran parte su questo neurotrasmettitore: spinto dal ricordo di un’esperienza piacevole, il livello di dopamina sale oltre i limiti, scardinando freni e inibizioni. Nei soggetti affetti da dipendenza, il cui controllo e forza di volontà sono ai minimi, l’effetto è devastante. Insomma: la dipendenza sarebbe, secondo i ricercatori, “una guerra tra meccanismi del piacere, che risultano alterati, e lobi frontali, che non riescono a trattenere l’impulso a ripetere l’esperienza piacevole”.
02 febbraio 2010
Fonte (http://city.corriere.it/2010/02/02/milano/i-fatti/abbuffarsi-come-droga-20660868703.shtml)