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Roderigo
27-01-2010, 14:55
Imprese: bilancio 2009 in attivo
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Rilevazione Unioncamere, in crescita servizi e turismo (+2,7%)
(ANSA) - ROMA 27 GEN - Il sistema delle imprese ha retto alla crisi. Il bilancio 2009 su natalita' e mortalita' si chiude in attivo (+0,28%) per le aziende italiane. Ma la crisi colpisce duramente i piu' piccoli: sono 30mila in meno all'appello. E' quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere sulla rilevazione trimestrale, condotta da InfoCamere. In crescita, sempre secondo i dati, i servizi alle imprese (+2,2%) e turismo (2,7%). Il conto piu' salato della crisi lo pagano Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna e Puglia.
27 gennaio, 13:32
www.ansa.it (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/01/27/visualizza_new.html_1677700558.html)
Peccato che si siano dimenticati del Piemonte e della FIAT a quanto pare.
Fiat, stop di due settimane
in tutti gli stabilimenti auto
La cassa integrazione durerà dal 22 febbraio al 5 marzo
L'azienda: "Ordini ridimensionati".
In arrivo nuova cassa integrazione,
coinvolgerà circa 30mila lavoratori.
Sacconi: "Così si rompe il dialogo"
TORINO
Si fermano due settimane, contemporaneamente, tutti gli stabilimenti italiani di Fiat Auto: 30.000 lavoratori andranno in cassa integrazione dal 22 febbraio al 5 marzo. Una decisione di cui molti nei sindacati non ricordano precedenti, mentre qualcuno parla di un provvedimento analogo nel 2001, quando c’era alla guida Paolo Cantarella e fu varato un pesante piano di ristrutturazione. E anche allora - fanno notare gli stessi sindacalisti - era in ballo il rinnovo degli incentivi da parte del governo. Una decisione «a freddo», commenta il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e che «interrompe in qualche modo il filo del dialogo sociale». Filo che il governo spera di ricucire «al tavolo dedicato al gruppo Fiat» in programma venerdì. Il mercato dell’auto non va bene e anche a Piazza Affari i timori hanno un nuovo contraccolpo: il titolo, che ieri aveva perso il 3,7%, cede lo 0,79% e chiude a 9,46 euro.
L’Unrae stima per gennaio, a causa dell’incertezza sui tempi del rinnovo degli incentivi, un calo degli ordini del 7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ed è proprio questa, spiega la Fiat, la motivazione dello stop delle fabbriche: «dopo il periodo positivo di fine 2009, gli ordini si stanno drasticamente ridimensionando a un livello ancora più basso di quello registrato a gennaio dell’anno scorso, quando il mercato era in grave crisi». Il Lingotto prevede che «questo andamento negativo continui» e ritiene quindi necessario «adeguare i livelli produttivi alla domanda».
«L’azienda un giorno annuncia la distribuzione degli utili, il giorno dopo la cig. Si tratta di uno schiaffo alla condizione dei lavoratori», osserva il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini secondo il quale il blocco della produzione «è anche uno strumento di pressione nei confronti del governo». «La crisi - commenta Giorgio Cremaschi della segreteria Fiom - non è per niente finita. Forse abbiamo toccato il fondo ma sul fondo stiamo ancora camminando». Per Eros Panicali della Uilm «la decisione della Fiat è un segnale contraddittorio perchè la Fiat non ha problemi di sovraproduzione», la Fismic parla di «segnale molto grave» e chiede «misure energiche da parte del governo».
«Il tema ancora non risolto è quello del futuro strategico di Fiat, dal quale poi discendono una serie di altri problemi come quello di Termini Imerese», sostiene il ministro del welfare Maurizio Sacconi, mentre il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ribadisce che il Lingotto per risolvere i problemi del lavoro deve portare la produzione di auto in Italia a un milione e 100 mila auto all’anno. Per l’Ugl «il cuore della nuova vertenza Fiat è nel Centro-Sud e nasce dalle scelte industriali del gruppo in Italia».
In attesa del tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo Economico, continuano le proteste dei lavoratori: a Pomigliano i 38 lavoratori a cui la Fiat non ha confermato il contratto a fine anno sono saliti sul tetto minacciando di darsi fuoco, mentre a Termini Imerese gli operai dell’indotto hanno bloccato l’ingresso dei Tir ai cancelli della fabbrica. Sempre nella cittadina siciliana restano sul tetto, dove hanno passato già sette notti, i dipendenti della Delivery Mail, l’azienda a cui la Fiat ha ritirato l’appalto per la pulizia dei cassoni.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201001articoli/51633girata.asp
ANSA) - ROMA 27 GEN - Il sistema delle imprese ha retto alla crisi. Il bilancio 2009 su natalita' e mortalita' si chiude in attivo (+0,28%) per le aziende italiane. Ma la crisi colpisce duramente i piu' piccoli: sono 30mila in meno all'appello. E' quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere sulla rilevazione trimestrale, condotta da InfoCamere. In crescita, sempre secondo i dati, i servizi alle imprese (+2,2%) e turismo (2,7%). Il conto piu' salato della crisi lo pagano Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna e Puglia.
il titolo può trarre in inganno (anche questa è manipolazione....non di Rod, delle agenzie....:mad: ndr), il bilancio è inteso come censimento delle aziende dalle liste delle camere di commercio, non considera assolutamente il bilancio finanziario delle medesime, ed è questo il primo deragliamento.
anche considerando a sè stante le nascite/morti delle s.r.l.(che poi sono il grosso delle aziende..) bisogna comprendere che la stragrande maggioranza del popolo delle partite IVA è stato orientato, con le buone o con le cattive, a fare le srl uninominali (che non sono propriamente corrette), e questo ha dilatato i numeri......e questo è il secondo deragliamento
i "servizi alle imprese" sono un eufemismo, neanche tanto fantasioso, per indicare la terzializzazione spinta dei subappalti interni delle aziende; facciamo un esempio: sono una piccola realtà imprenditoriale con 10/15 dipendenti, faccio fare una società ai miei magazzinieri e li pago a fattura....poi loro si arrangiano, magari riduco anche i costi mettendoli in concorrenza con altre realtà, reitero il sistemino con i miei progettisti e con l'amministrazione interna .......rimango con 3/4 dipendenti dai costi facilmente sostenibili...gli altri rimangono come aziende operanti in "collocation" presso i miei uffici. Non, devo neanche licenziare, basta rivedere i contratti o annullarli; lo hanno fatto tutte le grandi aziende paraprotomultinazionali..... adesso lo fanno anche i piccoli. E questo è il terzo deragliamento
......vi rendete conto che siamo solo pedine ignare di una battaglia controinformativa?
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