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Visualizza Versione Completa : Bossi: "La Tav? Non so se serve al Piemonte"



fantasma76
22-01-2010, 16:57
La Bresso incalza Cota:
«Visto? Alla destra l'opera
non interessa»

alessandro mondo
torino

Nel giorno in cui è stata portata a termine la prima fase dei sondaggi in Valle Susa, il tema della Torino-Lione è esploso nella campagna elettorale per le elezioni regionali in Piemonte,promettendo di condizionarle più di quanto sia accaduto finora. Il risultato non si è fatto attendere: ieri tra Pd e Pdl-Lega gli stracci sono volati da mattina a sera.

Galeotta è stata un’intervista rilasciata mercoledì da Umberto Bossi a «Telepadania», ripresa dal sito «Il Padano.com» e prontamente diffusa urbi et orbi dal deputato Pd Stefano Esposito. «Passiamo alle regionali - ha domandato ad un certo punto la giornalista dell’emittente leghista al Senatùr -. Ha detto che il Piemonte ha bisogno della Tav. E il Veneto?». «Non lo so, non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav - ha risposto Bossi dopo averci pensato un attimo -. So che il Piemonte ha bisogno di restare collegato alla Lombardia». Poi: «La geopolitica non cambia mai, il Piemonte ha bisogno del collegamento con il sistema imprenditoriale lombardo».

Un autogol in piena regola, stando al centrosinistra, che costringerebbe in difesa Roberto Cota, candidato leghista alla presidenza del Piemonte contro Mercedes Bresso e convinto sostenitore dell’opera. Il Pd sottolinea con la matita rossa soprattutto la prima frase. Anche la considerazione sulla necessità di mantenere un collegamento stretto con la Lombardia viene letta come la volontà di annettere il Piemonte al potente e non sempre amato vicino.

Poco importa se, a metà gennaio, lo stesso Bossi aveva preso decisamente posizione a favore della Tav in un articolo uscito sulla «Padania»: «In Piemonte è necessaria perchè se non si collega con la Lombardia e con la Francia è fuori. Dai tempi di Cavour il problema del Piemonte è proprio questo, la geopolitica non cambia mai». La frittata, stando al Pd, è fatta. La concomitanza con l’inedita manifestazione «Sì Tav» prevista domenica a Torino, organizzata su impulso di un comitato bipartisan ma ora disertata da Pdl e Lega, aggiunge legna sul fuoco della polemica. «Cota farebbe bene a partecipare dimostrando che è un sostenitore dell’opera» attacca Esposito. Quanto a Bossi, «ci spiega che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda».

L’interessato, fiutato il trappolone, non ha tardato a reagire. «Bresso si è ridotta a fare il taglia-incolla delle interviste di Bossi, troppa la paura di perdere - ha replicato Cota dopo una telefonata con il senatùr -. L’intervista a Bossi, se riportata integralmente, riprende quanto già detto dal segretario della Lega Nord su “La Padania”: per il Piemonte la Tav è un’opportunità per collegarsi all’Europa, al Veneto e alla Lombardia». Nelle stesse ore «Telepadania» smentiva Esposito - «Bossi non ha mai detto che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda» - e il Pdl , nella persona del coordinatore regionale Enzo Ghigo, si affrettava a ribadire la «forza e la coerenza nel sostenere la Tav»: «Semmai è’ il centrosinistra a mostrarsi ambiguo e incerto».

Sul fronte opposto, la prima ad affondare il colpo è stata Bresso: «Le dimostrazioni di Bossi rendono evidente che molti esponenti della destra, in particolare i leghisti, sono contrari alla Tav. A loro non interessa il futuro del Piemonte e dell’Italia». Nel mirino della «zarina», come viene soprannominata la presidente uscente, anche «la mentalità dei colonizzatori dei leghisti, che vorrebbero rendere il Piemonte succube della Lombardia». Dello stesso avviso il sindaco di Torino. Chiamparino: «La battuta di Bossi tradisce un duplice sentimento della Lega: il legame conservatore con il territorio, che alcuni fa portò il leghista Borghezio a protestare con i No-Tav, e l’idea che il Piemonte debba essere annesso alla Lombardia».

«La carta geografica di Bossi considera il Piemonte una periferia di Milano», rincara Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino. «Bossi No Tav? Non ci sorprende - conclude il segretario regionale del Pd Morgando -: da anni i militanti leghisti si battono con i No Tav. Cota si preoccupi delle contraddizioni della sua coalizione».
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/121192/

Diciamocele francamente la tav serve a poco, ma serve molto agli amici degli amici, che ci guadagneranno, 5 volte quello che è costato in Francia, e noi sborsiamo.