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Roderigo
22-01-2010, 13:54
Omsa, a Faenza chiude lo storico marchio


http://img696.imageshack.us/img696/7075/omsalargox.jpg


Senza più lavoro i 350 dipendenti del calzificio. Tensione dopo l'incontro tra proprietà e sindacati che chiedono il contratto di solidarietà per tutto il grupp. Il 4 febbriaio il prossimo incontro con l'azienda


FAENZA (RA), 21 GEN. 2010 - Per 350 lavoratori è lo scenario più brutto che si potesse aprire. Chiude a Faenza lo stabilimento della Omsa, storico marchio di calze. Nell'incontro che si è svolto ieri tra i sindacati e la direzione della GoldenLady, l'azienda madre del gruppo, la proprietà ha ufficializzato l'impossibilità di proseguire l'attività produttiva a Faenza e l'intenzione di chiudere la fabbrica. Il progetto è di trasferire laltrove la produzione faentina, un po' nello stabilimento Serbo e negli altri stabilimenti italiani. Per l'azienda sono 680 i lavoratori in esubero in tutto il gruppo. 360 quelli dell'Omsa da un anno in cassa integrazione che scadrà fra meno di un mese.

La decisione della Golden Lady è stata definita inaccettabile dai sindacati e dalla Rsu Omsa. "Non è possibile per la città faentina, già pesantemente colpita dalla crisi, subire un’ulteriore ridimensionamento dell' occupazione, in questo caso in prevalenza femminile", visto che lo stabilimento romagnolo conta 350 dipendenti di cui circa 320 sono donne. La controproposta dei sindacati alla proprietà è stata quindi di attivare un contratto di solidarietà per tutto il gruppo.

Un nuovo incontro tra proprietà e sindacati è stato fissato per il 4 febbraio. Domani mattina l'assemblea davanti i cancelli dell'azienda dove continua il presidio permanente. il 29 il tavolo con tutti i parlamentari locali.


21 gennaio 2010
http://www.viaemilianet.it/ (http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=3736)

arjuna
22-01-2010, 15:27
Omsa, a Faenza chiude lo storico marchio



.......fa parte del PIL che aumenterà nel 2010.....

:mad:


..........ma interessa nessuno.......lo si evince dalle visite.....
:(:(

Juliet
22-01-2010, 15:52
Un'interrogazione in Parlamento di Albonetti sul caso Omsa




giovedì 21 gennaio 2010

L'On. Gabriele Albonetti (PD) è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati con un'interrogazione urgente rivolta al Ministro del Lavoro, On. Maurizio Sacconi, ma rappresentato dal sottosegretario On. Giuseppe Pizza "La grave situazione degli stabilimenti OMSA di Faenza e Fermo, in particolare delle 350 lavoratrici in cassa integrazione da un anno a Faenza, implica di intervenire urgentemente. Nei giorni scorsi e anche ieri in particolare è emerso che la proprietà ha intenzione di chiudere gli stabilimenti italiani entro il 16 marzo. La chiusura non è a causa della crisi, ma cogliendo l'occasione della crisi, non ci sono infatti problemi particolari da indurre a tale decisione".

La proprietà, il gruppo Goldenlady, ha deciso di delocalizzare in Serbia per maggior profitto trasferendo le produzioni fuori dai confini nazionali e perdendo il valore di uno dei più classici prodotti del made in Italy, fra l'altro in passato pubblicizzato in televisione, alla loro prima esperienza lavorativa, da gentili componenti dell'attuale Governo (Michela Vittoria Brambilla).

L'On. Albonetti ha sottolineato che sono due le questioni nelle quali è necessario che il Governo faccia sentire la propria voce unendosi alle istituzioni locali, ai lavoratori e ai sindacati: una la salvaguardia del punto produttivo e il lavoro, ma anche la volontà di mantenere nell'industria italiana lo storico marchio OMSA, che spostando la produzione all'estero scomparirà come marchio strettamente italiano.

La risposta del Sottosegretario Pizza è stata solo in parte soddisfacente nel quanto ha annunciato la volontà del Governo Italiano di istituire un tavolo nazionale fra le parti.

Insoddisfazione invece sulla valutazione della questione, visto che il Governo ha fatto riferimento alla crisi in atto, mentre l'azienda aveva già annunciato la delocalizzazione tre anni fa e se la questione fosse riferita solo al calo del 18% delle vendite si potrebbe risolvere con strumenti ordinariee straordinari interni al gruppo che le organizzazioni sindacali hanno già peraltro proposto.

La domanda che rimane nell'interrogazione dell'On. Albonetti, alla quale non è stata data risposta, è questa: "cosa fa il Governo per evitare una delocalizzazione su un marchio e un'azienda che appartiene alla storia del paese?".


http://faenzanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=2593


Ecco l'ennesima azienda che viene delocalizzata, questa volta in Serbia, con i conseguenti gravissimi danni.

Bondourant
22-01-2010, 17:21
.......fa parte del PIL che aumenterà nel 2010.....

:mad:


..........ma interessa nessuno.......lo si evince dalle visite.....
:(:(


ma perchè non fa più notizia perdere il lavoro. l'importante e non avere il negro (cfr calderoli) sottocasa. e vaffanculo

taccaromiceto
22-01-2010, 21:57
La decisione della Golden Lady è stata definita inaccettabile dai sindacati e dalla Rsu Omsa. "Non è possibile per la città faentina, già pesantemente colpita dalla crisi, subire un’ulteriore ridimensionamento dell' occupazione, in questo caso in prevalenza femminile", visto che lo stabilimento romagnolo conta 350 dipendenti di cui circa 320 sono donne. La controproposta dei sindacati alla proprietà è stata quindi di attivare un contratto di solidarietà per tutto il gruppo.


Che cosa si intende per contratto di solidarietà?

Roderigo
22-01-2010, 23:05
Che cosa si intende per contratto di solidarietà?

I contratti di solidarietà sono stati introdotti nel nostro ordinamento nel 1984 con il DL 726, convertito poi in L. 863. I contratti di solidarietà, riferiti al mondo del lavoro, comportano una riduzione dell’orario di lavoro e relativa retribuzione e possono essere invocati dalle aziende che ne hanno bisogno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_di_solidarietà

Juliet
22-01-2010, 23:24
Non conoscevo neppure io l'esistenza dei contratti di solidarietà, forse vengono attivati raramente ? Forse convengono poco alle ditte?

Mi pare che la situazione sia peggiore per i dipendenti di Phonemedia: se questi ultimi hanno nel contratto la postilla escludente la cassaintegrazione, allora non possono neppure godere del contratto di solidarietà? Sono 7 mila.