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Bondourant
15-01-2010, 10:41
Il retroscena. Processo breve, i dubbi di Gianfranco Fini
nell'incontro di due ore. Il premier: se cado io cadi tu


"Silvio io lavoro con te, non per te"


tregua armata tra i due leader del Pdl
di FRANCESCO BEI
repubblica (http://www.repubblica.it/politica/2010/01/15/news/tregua_armata-1953995/)




ROMA - "Non lo so neanch'io com'è andata". Scuro in volto, dopo due ore passate a tavola con Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi lascia Montecitorio con il morale sotto i tacchi. Sperava forse in un ammorbidimento del suo rivale interno, l'avevano convinto che aver accettato di incontrare il presidente della Camera avrebbe portato buoni frutti. Invece i problemi restano tutti sul tavolo, tanto che persino i più ottimisti nel Pdl non si spingono oltre la definizione di "tregua armata" per descrivere il risultato del vertice.

Persino nelle battute filtrava la tensione dell'incontro. Come quando Berlusconi ha fatto notare che, dopo l'aggressione subita a Milano, "abbiamo guadagnato due punti". "E allora di Tartaglia te ne manderemo altri!", hanno scherzato Fini, La Russa e Bocchino. Poi la discussione si è fatta seria. Il menù prevedeva un antipasto di Udc: "È intollerabile che vadano dove gli fa comodo, che si alleino con noi solo dove si vince", si è sfogato Berlusconi, che avrebbe tanta voglia di rovesciare il tavolo e rompere con Casini.

Ma Fini ha tirato il freno: "D'accordo Silvio, Casini si serve di noi. Però sarebbe da matti mandare tutto all'aria a poche settimane dal voto, ormai non si torna indietro". Fini è ovviamente preoccupato per i suoi candidati. Non tanto per la Polverini, che nel Lazio ha già stretto l'accordo con l'Udc. Quanto per Giuseppe Scopelliti, visto che in Calabria non è esclusa un'alleanza a sorpresa tra il Pd e l'Udc, con il centrista Roberto Occhiuto come candidato. "Con Casini ci parlo io" ha assicurato Fini. E la discussione è virata sul partito e la conduzione del governo: "Silvio, non puoi andare avanti così, il partito lo convochi a cose fatte, al governo decidi da solo o insieme alla Lega. È così su tutto".


Fini ha citato come esempio la politica economica: "Hai fatto un'intervista a Repubblica sulla riforma fiscale. Benissimo, ma quelle cose non si annunciano senza consultare i tuoi alleati". Anche sulla giustizia e sul processo breve il presidente della Camera ha sollevato i suoi dubbi, sia sul metodo - "basta con questa grandinata di provvedimenti di Ghedini, tutto deve essere concordato insieme" - sia sul merito. Fini ha buttato lì una frase sibillina: "Ma sei proprio sicuro che quel maxiemendamento presentato da Valentino al Senato sia costituzionale?".

Il Cavaliere, accompagnato da Gianni letta, ha ascoltato in silenzio il lungo cahier de doleances del "co-fondatore" del Pdl. A volte, non si sa se per l'irritazione o per la stanchezza, Berlusconi chiudeva anche gli occhi. Ma ha avuto un soprassalto quando Fini ha toccato il capitolo giustizia: "Sul processo breve, così com'è, dobbiamo andare avanti: non ci sono alternative, né per me ma nemmeno per te. Perché è chiaro che, se ci vado di mezzo io, dietro a me cadi anche tu".

Fini ha condiviso l'idea che Berlusconi sia in qualche modo "perseguitato" dalla magistratura, ma si è sottratto alla richiesta di obbedienza cieca. "Io lavoro con te - ha scandito il presidente della Camera - ma non lavoro per te. Sento il dovere della lealtà ma non quello di riconoscenza come altri hanno nei tuoi confronti". Quindi lo scatto d'orgoglio di un leader che sente di essersi conquistato il diritto di non essere marginalizzato nel partito che ha contribuito a creare: "Noi siamo il terminale di una storia che dura da 40 anni. Io stavo qui dentro dieci anni prima che ci arrivassi tu e ci sarò anche dieci anni dopo che te ne sarai andato".

Ecco, se il clima era questo si capisce il motivo per cui Berlusconi, uscendo dall'ascensore di Montecitorio, fosse così nero. "Ma ti pare - si è sfogato con un amico una volta tornato a palazzo Grazioli - che ogni settimana io mi debba sorbire due ore di questa roba? Ci vuole la pazienza di Giobbe e io ne ho tanta, ma sono stufo di queste litanie. C'è un Paese pieno di problemi da governare e invece... meglio lasciar perdere".

L'unica cosa su cui il premier ha incassato un via libera è stato sulla nomina a sottosegretario di Daniela Santanché. "Se hai un debito di riconoscenza con lei fallo pure - gli ha detto Fini - è una tua responsabilità. È evidente però che, se la porti al governo, anche quello che dice lei è sotto la tua responsabilità".

ma questa gente, avulsa dai problemi del paese, per quanto ce la dovremo cuccare ? :mad:

Onesto Abele
15-01-2010, 13:05
Mi stavo chiedendo quale sarà mai il debito di gratitudine del PdC nei confronti della Santanché

Bondourant
15-01-2010, 13:57
questa storia itaGLIAna- dove tutti debbono qualcosa a tutti,
favori a terzi, menate a quarti, soldi a quinti,e armadi da non aprire pieni di scheletri...

avessi 20 anni me ne andrei in 48 ore

arjuna
15-01-2010, 14:02
Mi stavo chiedendo quale sarà mai il debito di gratitudine del PdC nei confronti della Santanché


il pdc è sempre stato ossessionato dalla DominaSantanchè, (domina nel senso fetish....), secondo dichiarazioni rese alla stampa dalla medesima (la volta che disse che il silviuccio ha un'idea orizzontale delle donne in politica...)

http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/10/Santanche_ossessionato_Silvio_non_daro_co_9_080410083.shtml

evidentemente ....ha ceduto..........:rave:

Bondourant
15-01-2010, 14:20
evidentemente ....ha ceduto..........:rave:

sai che novità...:D

Onesto Abele
15-01-2010, 14:38
evidentemente ....ha ceduto..........:rave:

Allora mi pongo un’altra domanda.
Prendiamo la Marystar e la Carfy che sono diventata ministre. Perché la Vittoria e la Santanché sono solo sottosegretarie? Perché sono arrivate dopo, o per ragioni meritocratiche?

Bondourant
15-01-2010, 17:12
segreto di stato

Persona da niente
21-01-2010, 12:01
Allora mi pongo un’altra domanda.
Prendiamo la Marystar e la Carfy che sono diventata ministre. Perché la Vittoria e la Santanché sono solo sottosegretarie? Perché sono arrivate dopo, o per ragioni meritocratiche?


E' una questione anagrafica.

dai 18 ai 22 velina
dai 23 ai 27 reality
dai 28 ai 35 ministra
dai 35 in su sottosegretaria.