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Visualizza Versione Completa : Rosarno, paese contro immigrati



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Amanda
08-01-2010, 13:44
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08 gennaio 2010


Così un anno fa, nelle immagini rilasciate da Medici senza frontiere, raccontavamo la situazione disperata degli immigrati nel centro calabrese, dove stanotte scontri con la polizia sono scoppiati ....

gli abitanti si sono asserragliati nel Comune per chiedere la loro espulsione

Edric
08-01-2010, 14:42
Immigrati presi a pallettoni e si scatena la rabbia
Maroni: «Immigrazione troppo tollerata»

di Gianluca Ursini (Rosarno)tutti gli articoli dell'autore E' caccia al nero tra le strade di Rosarno. A fomentare i calabresi contro gli immigrati che hanno “osato” ribellarsi all'ennesima angheria fa buon gioco anche la maldicenza che corre per la città: «La signora aggredita ieri dai neri era incinta e ha perso il bambino...». E così, tra i rosarnesi la parola d'ordine è “vendetta”. Tra le strade del paesone calabrese si affrontano 300 rosarnesi e circa 700 stranieri provenienti da Mali, Burkina Faso, Ghana. In mezzo, a dividere i due gruppi, oltre 300 uomini della polizia arrivati dalle città vicine, Palmi Gioia Tauro, Siderno. In arrivo ci sono anche i carabinieri di Vibo.

Stamattina, dopo gli scontri di ieri, gli immigrati impiegati a nero nei campi agricoli hanno ripreso a marciare verso la città arrivando dalle fabbriche abbandonate dove vivono in condizioni disumane. Al loro passaggio cartelli stradali divelti, vetrine infrante, auto danneggiate. Tutti i negozi sono chiusi. «Oggi è tutto chiuso e tutto aperto» dicono dei ragazzi rosarnesi che ad un angolo di strada fumano Marlboro con i volti scuri. Le pattuglie della polizia intanto fanno la ronda nelle strade vicine ai campi per salvare i pochi immigrati che si avventurano da soli dal linciaggio tentato dai calabresi. In più occasioni, in venti, in trenta hanno provato a scagliarsi contro due o tre camminavano nelle strade intorno alla stazione.

Ruben e il figlio camminano con passo svelto arrivano da Bahía Blanca, Argentina, e sono da otto anni nella piana. Hanno abbassato la saracinesca del loro supermercato Sisa e si dirigono a casa in fretta spaventati dalla rabbia che c'è in giro. «Hijo, disculpame, non voglio parlare. La mia unica fortuna è che sembro un polacco...» dice puntando i suoi occhi chiari sulla pelle rosata del figlio. Anche Tolya, che arriva da Kiev, guarda sconsolato le strade deserte introno a lui: «Oggi niente lavoro. Come ieri. Nessuno ci cerca per lavorare nei giardini». Questo è un problema per gli immigrati che vivono stabilmente a Rosarno. «Adesso addio pure ai medici» dice Tolya riferendosi ai volontari di Medici senza Frontiere che li assistono portandogli cibo caldo o coperte e che in queste ore stanno facendo gli zaini e stanno andando via. «Tutto il lavoro di due anni è andato in fumo...» dicono i ragazzi del Kollettivo di Cinquefondi A fare le spese della violenza che corre nell'aria anche i cronisti e i giornalisti di due troupe locali aggrediti a sassate dai ragazzi rosarnesi in assetto da guerriglia. «Fatti i cazzi tuoi» grida al cronista un ragazzo dalla pelle più scura di alcuni dei magrebini che stanno protestando. «Oggi qua non si fanno foto. Tornatene al paese tuo». E poco importa che questo sia anche il paese del cronista.
08 gennaio 2010

L'Unità (http://www.unita.it/news/italia/93454/immigrati_presi_a_pallettoni_e_si_scatena_la_rabbia_maroni_immigrazione_troppo_tollerata)

Amanda
08-01-2010, 16:32
http://www.repubblica.it/cronaca/index.html
.
A scatenare la rabbia degli extracomunitari il ferimento
di alcuni di loro oggetto di colpi di fucile ad aria compressa

ROSARNO - Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e rovesciati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. E' il bilancio di un pomeriggio di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la protesta di alcune centinaia di extracomunitari, lavoratori dell'agricoltura, accampati in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata. Risale a maggio dello scorso anno l'arresto di tre imprenditori, sempre a Rosarno, per "riduzione in schiavitù" di alcuni immigrati. A dicembre del 2008, invece, un episodio simile a quello di oggi: due giovani a bordo di un'auto spararono alcuni colpi di pistola contro due ragazzi africani di ritorno dai campi. Anche in qual caso gli extracomunitari reagirono con una violenta protesta.

A fare scoppiare la rivolta è stato il ferimento con un'arma ad aria compressa, da parte di un gruppo di sconosciuti, di alcuni cittadini extracomunitari. I feriti - tra i quali c'è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno - non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura in condizioni ai limiti del sopportabile (e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'Ex Opera Sila) non ci ha messo molto ad esplodere.

Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall'Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali: dalle auto - in qualche caso anche con persone a bordo - alle abitazioni, ai cassonetti dell'immondizia. A nulla è valso l'intervento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, schierati di fronte ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo.

In serata sono arrivati i rinforzi e si è tentata una trattativa per far rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito e, in queste ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo l'evolversi della situazione ad alcuni metri dalle forze dell'ordine. Sul posto tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l'ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro, sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell'agricoltura. (07 gennaio 2010)

Amanda
08-01-2010, 16:34
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Pietro Ancona
08-01-2010, 16:46
I fatti di Rosarno Calabro e Panebianco




Ogni tanto si squarcia l'involucro dell'Italia confezionato dalla destra, una Italia che si sta risollevando
dalla crisi e che marcia speranzosa verso il futuro, è fuoriesce l'orrore della ferocia inaudita di comunità di imprenditori agricoli complici della mafia nella riduzione in schiavitù di tanti giovani africani costretti a vivere in condizioni che tutti riconoscono disumane. Ieri l'involucro di cartapesta è stato strappato dagli spari contro due giovani africani che ne sono rimasti feriti non si sa per mero divertimento o esercizio di potere come facevano gli spartani nei confronti degli iloti oppure se per punirli del fatto che si erano in qualche modo lamentati di lavorare per venti euro dall'alba al tramonto, di doverne consegnare un quarto alla ndrangheta, di vivere in condizioni allucinanti dentro silos abbandonati e pieni di topi. Alcune centinaia di lavoratori hanno protestato con la forza inconsulta della disperazione abbandonandosi ad atti di vandalismo distruggendo auto e cassonetti dell'immondizia. Naturalmente è intervenuta subito la polizia oramai specializzata nella gestione del conflitto sociale ed è certo che il fuoco divampato sarà presto spento. Domani non se ne parlerà più e tutto ricomincerà come prima. Moltissimi di questi giovani africani erano venuti in Italia attratti non soltanto dalla sua prosperità ma anche dalla leggenda "italiani brava gente". Si riteneva che noi fossimo più umani, più gentili, più generosi degli anglosassoni, dei francesi, dei tedeschi. Per decenni ha aleggiato la favola di una Nazione rispettosa dei diritti civili. Ebbene, sulla loro pelle martoriata, sulla loro stessa carne malata per denutrizioni, mancanza di igiene, sfruttamento hanno potuto vedere l'Italia attraverso il mafioso che tasta i loro muscoli per constatarne la robustezza e dell'imprenditore agricolo che li vessa a meno di 1 euro all'ora e che sta attento che non drizzino mai la schiena dalla terra dove raccolgono pomodori o olive.
I politici che parlano come robot in funzione delle prossime elezioni regionali intervengono per dichiarare il loro orrore difronte alla inaccettabile vita dei rivoltosi di Rosarno. Epperò il Presidente della Regione Calabria che ha avuto parole di umanità avrebbe potuto fare moltissimo per assicurare minime condizioni civili concordando con le associazioni imprenditoriali programmi di accoglienza ed anche di aiuto, assicurando assistenza sanitaria, destinando gruppi di assistenti sociali. Non è stato fatto niente|. Avrebbe potuto garantire la vigilanza per il rispetto delle sette ore giornaliere previste dai ccnl, organizzare una mensa. Invece niente di niente!
Lo Stato potrebbe intervenire fissando il Salario Minimo Garantito. Una legge in base alla quale non dovrebbe essere possibile pagare una giornata di lavoro per meno di 50 euro. Si guarda bene dal farlo
anche perchè una legge del genere potrebbe riguardare milioni di precari italiani che oggi si debbono accontentatare sotto ricatto di una paga eguale a quella concessa agli africani in Calabria o in Puglia.
Il Professor Panebianco scrive oggi un editoriale sul Corriere della Sera in cui fornisce munizioni ai leghisti per legittimare l'introduzione del reato di clandestinità. Prospettando l'ipotesi di una sentenza della Corte Costituzionale di condanna del reato giunge alla conclusione che questa sarebbe lesiva del diritto dello Stato alla sua sovranità. Un ritorno di comodo al nazionalismo sciovinista nell'era della globalizzazione fortemente voluta dai liberisti ai quali si ispira il professore! Argomento che è stato subito acchiappato dai pennivendoli e mezzi busti al servizio della destra italiana per ribadire il diritto di incarcerare ed espellere i clandestini.
Il Prof.Panebianco sa bene che quasi tutta l'immigrazione ha origine "clandestina" perchè proviene da zone devastate dalla guerra e dalle carestie quasi sempre provocate dall'Occidente. Dalla Somalia, dal Sudan, dalla Palestina, dall'Iraq, arrivano colonne di disperati scacciati dai bombardamenti della Nato, spesso fuggono da guerre civili scatenate e fomentate da interessi occidentali. L'Italia è partecipe della guerra imperialistica contro tanti popoli della terra ed ha le sue respomsabilità in flussi emigratori che non esisterebbero se ci fosse una politica di pace e non di terrore.
Dal momento che il Professore Panebianco insegna "sistemi internazionali comparati" all'Università di Bologna sa che il diritto alla vita è prevalente sul ogni altro ed anche che l'emigrazione è un diritto. Tra il diritto dello Stato alla sua sovranità ed il diritto di una persona che fugge dalla morte certa per sopravvivere ha certamente prevalenza quest'ultimo. Il diritto alla sovranità dello Stato si esercita garantendo innanzitutto i diritti umani e civili della persona. In Italia si viene arrestati e chiusi in carcere se si resta disoccupati e si è stranieri.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

arjuna
08-01-2010, 18:09
ma fatela corta...diamine...

è una rivolta di schiavi.

chiamate le cose con il loro nome.


svegliatevi.

Salvo
08-01-2010, 18:11
Rosarno, appello alla calma Arrestati 7 immigrati
Maroni: troppa tolleranza verso i clandestini
08 gennaio, 18:05



Rosarno, appello alla calma Arrestati 7 immigrati

ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Sette immigrati sono stati arrestati da Carabinieri e Polizia nell'ambito delle indagini sugli incidenti di Rosarno, che hanno coinvolto immigrati e abitanti del Paese. Gli immigrati arrestati sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Arrestati anche due italiani, fermato anche un giovane di Rosarno che ha tentato di aggredire un immigrato. Negli scontri sono stati feriti 14 immigrati, 18 i feriti tra le forze di polizia impegnate nei servizi di ordine pubblico. Un appello e' stato rivolto ai cittadini dal Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta affinche' non si alimenti la tensione. Sull'episodio c'e' stato un vertice al Viminale convocato dal ministro dell'Interno Maroni: costituita una task force di cui Interno-Welfare-Regione Calabria.

Stamane intanto alcune centinaia di immigrati hanno sfilato per la statale 18 e si sono concentrati arrivando a duemila circa davanti al Municipio, tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine.

Gli immigrati si sono abbandonati ad atti di vandalismo danneggiando vetrine e rovesciando cassonetti dell'immondizia e suscitando la protesta degli abitanti. Un cittadino rosarnese ha sparato in aria per disperdere un assembramento che si era formato davanti all'abitazione dove c'erano anche la moglie e i figli. Aggredite alcune troupe televisive, giunte a Rosarno per documentare la situazione.

Al termine della protesta davanti alla sede del Comune gli immigrati hanno fatto rientro nei centri di ricovero e proprio in questa circostanza alcuni abitanti di Rosarno si sono scontrati con le forze di polizia. "Abbiamo bisogno di protezione - ha detto Sidiki, un immigrato africano di 25 anni - perché contro di noi ci sono continue violenze che sono frutto di razzismo".

In una dichiarazione il commissario prefettizio di Rosarno, Bagnato ha invitato gli immigrati alla calma assicurando loro protezione". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a Reggio Calabria per incontrare i vertici delle Procure dopo l'attentato dinamitardo di ieri ha detto che il ministro Maroni "non perde occasione per lo scaricabarile sull'immigrazione clandestina". Per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, "a pagare non può essere la popolazione incolpevole". Secondo Loiero, "e' lo stato che si fa carico dei richiedenti asilo, di quelli che entrano in forma clandestina in Italia. Lo Stato non si è fatto carico della Calabria. Si era stabilito con il ministero degli Interni che avrebbero mandato dei fondi per questo problema di Rosarno di cui poi non si fece nulla".

MARONI: CLANDESTINI TROPPO TOLLERATI

La rivolta degli extracomunitari a Rosarno (Reggio Calabria) è "una situazione difficile, così come in altre realtà", determinata dal fatto che "in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno". Lo ha detto il ministro dell'interno, Roberto Maroni, nel corso della trasmissione Mattino 5. "A Rosarno - ha spiegato Maroni - stiamo intervenendo con i mezzi e i tempi necessari. Inoltre, abbiamo per ora posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalità le situazioni".

SACCONI, OBIETTIVO BONIFICARE SACCHE ILLEGALITA'

"Il prioritario obiettivo dell'azione di governo deve essere quello di bonificare tutte le sacche di illegalità che si sono prodotte da Padova a Rosarno perché in un contesto di sistematica e diffusa violazione delle leggi si realizzano fenomeni di disintegrazione di vario genere". Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. A questo scopo - ha aggiunto il ministro - "concorrono tutti i Servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e degli enti vigilati con lo scopo di reprimere tutte le forme di sfruttamento del lavoro irregolare. Le stesse politiche di integrazione hanno quindi come presupposto un quadro di effettività delle regole".
CEI, IMMIGRATI SENZA SOSTEGNO UMANO NE' ECONOMICO

CITTA' DEL VATICANO - L'episodio di Rosarno rappresenta "un segno di sofferenza e di degrado umano" che spinge "da un lato a condannare la violenza e dall'altro a considerare l'estremo disagio e la difficoltà di questa gente che non ha sostegno né umano né economico". Lo ha detto all'ANSA mons. Bruno Schettino, presidente della commissione episcopale per le Migrazioni della Cei. Mons. Schettino ha quindi lanciato un appello "alla calma e alla collaborazione nel tentativo di ricomporre il tutto in una dimensione di maggiore umanità e servizio ai poveri". "Noi - ha aggiunto - stiamo sempre dalla parte dei poveri".

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/01/07/visualizza_new.html_1651873528.html

Edric
08-01-2010, 18:16
Ho letto anche io l'articolo sul sito online del Corsera di oggi, a commento dei fatti di Rosarno:

La fermezza e l'ipocrisia di Angelo Panebianco (http://www.corriere.it/editoriali/10_gennaio_08/panebianco_9330e16a-fc1d-11de-98e4-00144f02aabe.shtml)

Condivido questo giudizio espresso da Pietro Ancona


I fatti di Rosarno Calabro e Panebianco

...
Dal momento che il Professore Panebianco insegna "sistemi internazionali comparati" all'Università di Bologna sa che il diritto alla vita è prevalente sul ogni altro ed anche che l'emigrazione è un diritto. Tra il diritto dello Stato alla sua sovranità ed il diritto di una persona che fugge dalla morte certa per sopravvivere ha certamente prevalenza quest'ultimo. Il diritto alla sovranità dello Stato si esercita garantendo innanzitutto i diritti umani e civili della persona. In Italia si viene arrestati e chiusi in carcere se si resta disoccupati e si è stranieri.
...

Amanda
08-01-2010, 18:38
NEWS
Le notizie da Rosarno

su dailymotion.virgilio.it

Dopo la gironata di tensione in Calabria si è verificata una sparatoria a pochi chilometri dall'accampamento degli immigrati a Rosarno, nel comune di Laureana di Borrello. Due immigrati sono stati feriti. I colpi di arma da fuoco sono stati esplosi da ignoti. I due feriti sono stati trasportati in ospedale. A darne notizia i carabinieri di Gioia Tauro.


=======================================


ancora...

Edric
08-01-2010, 18:39
08/01/2010
Da domani tutto sarà più difficile

Parla Alberto Conia, membro del collettivo che ha aiutato per anni gli immigrati

Chi, in questi anni, ha lavorato per aiutare i braccianti irregolari della Piana di Gioja Tauro, adesso ha paura. Non tanto che la rabbia degli abitanti e la ritorsione della mafia possa ritorcersi contro di loro, quanto per la vita degli stessi immigrati. Che, loro malgrado, hanno perso la testa, esplodendo in una collera soffocata per troppo tempo. Ma che questa volta sembra aver colpito il bersaglio sbagliato. Alberto Conia lavora per il Kollettivo Onda Rossa di Cinque Frondi, che per alcuni anni ha lavorato sia sul fronte umanitario, portando agli immigrati beni di prima necessità come cibo, coperte e vestiti, che su quello dell'assistenza legale. Alberto racconta come è la situazione nella Piana dopo gli incidenti di ieri e di oggi.

"La situazione è molto delicata. Ci sono 1500 ragazzi fra Rosarno e Gioia Tauro. E' più facile colpirli, in questo territorio assai esteso, soprattutto perchè non stanno tutti insieme. Alcuni sono appartati, isolati. Oggi non si fidano più. Abbiamo provato a daree assistenza e apporto di carattere giuridico legale, con avvocati impegnati in forma gratuita, ma la situazione è molto frammentata, perche i ragazzi sono gli stessi che si ritrovano a Foggia, o a Castelvolturno. Quando partono è difficile trasferire il materiale e la documentazione per seguirli dal punto di vista giuridico. In più, hanno perso la fiducia.

Capiscono perfettamente che la loro situazione non è per niente facile. Molti fanno parte di una fascia 'alta' di migrazione, quella che possiede parametri culturali per analizzare il contesto in cui si trovano costretti a lavorare. E ciò che è successo ieri è il risultato di questa mancanza di fiducia. Abbiamo provato a spiegarglielo che gli si sarebbe ritorta contro, una tale rabbia. Ma hanno perso la testa, e l'ira li ha accecati. La donna malmenata non apparteneva alle cosche, e la popolazione poi su queste cose non ragiona. Aggiungiamo che Rosarno è uno dei centri nevralgici della malavita calabrese, un luogo ad altissima intensità mafiosa. Per noi non sarà per niente facile ricominciare a lavorare con loro se la popolazione è contro. I membri del nostro collettivo non ha ricevuto direttamente intimidazioni o minacce. Però stamani un gruppo di ragazzi mi si è rivolto dicendo: quelli che tu hai aiutato, guarda che cazzo stanno combinando in Calabria. Purtroppo la popolazione è abituata a guardare verso il basso, a prendersela con gli ultimi, non con i padroni o i mafiosi. Questa mentalità è distruttiva. Si sta toccando il fondo, noi sono due anni che lavoriamo coi migranti, e adesso non ci fanno entrare nel Paese. E' la stessa popolazione a impedire l'accesso. Da domani, quando i riflettori si spegneranno, noi temiamo che arrivi contro di loro la vendetta più subdola e spietata, quella della mafia. Temiamo per la loro vita.

E' un conflitto che scivola sempre di più verso il basso. Io non riesco a non definire xenofobo e razzista il comportamento di certe persone, così come le dichiarazioni del ministro Maroni. Ma anche nella popolazione manca la cultura dell'integrazione. Non sarà difficile tornare a lavorare, domani. Ma lo faremo lo stesso. E' come se in una notte fosse stato vanificato tutto quello che abbiamo costruito in questi anni. Cercheremo di non lasciarli soli, a dispetto di tutto. Sarà rischioso anche per noi, ma il mio viso lo conoscono, non potrei nascondermi".

FONTE: PeaceReporter (http://it.peacereporter.net/articolo/19662/Da+domani+tutto+sar%26agrave%3B+pi%26ugrave%3B+difficile)

fantasma76
08-01-2010, 18:55
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Il secondo video lo vedrei bene doppiato da Maroni, magari crocifigge direttamente gli africani nelle aule scolastiche.

Il problema non è l'immigrazione clandestina, Spartaco si è consegnato volontario senza manco inviare le legioni, il problema è l'enorme squilibrio mondiale di ricchezza. Se io, sono , poniamo, somalo, perchè dovrei rimanere in Somalia a morire di fame mentre in Europa Beckham sta lanciando la sua nuova linea di abbigliamento e Briatore pensa a come estendere il Billionaire e a dove piantare qualche palma in piu'. O mentre a Milano si buttano centottanta quintali di pane ogni giorno, presente le montagne di arance del supermercato imprigionate nelle retine rosse? Basta che un frutto mostri qualche segno di deperimento perché tutto sia buttato nella spazzatura. Gli yogurt vengono gettati quando sono ancora degni di una sana merenda: «Li preleviamo dagli scaffali due giorni prima della scadenza. Tanto non li compra più nessuno», spiegano i direttori dei supermercati. Per non parlare della aragoste che facevano bella vista nei banchi frigo prima di Natale: quelle invendute sono in gran parte finite nella spazzatura. L'Italia butta 1 miliardo in alimenti mentre l'Africa muore di fame. (http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/querze-cibo-buttato-non-solo-pane_ff735744-fa11-11de-ad79-00144f02aabe.shtml)
Oggi, col satellite, io somalo, so tutto questo, Berlusconi viene addirittura nelle sue TV a dircelo in francese. Allora parto, lascio la famiglia e i figli, qualcuno ancora vivo, e vado verso Briatore, verso Beckham, verso Moggi...Il caldo, poi, il clima surriscaldato del pianeta contribuisce a far sì che molti africani in piu' si spostino. Una volta in Briatore-land, scoprirò che mi sarà lecito solo raccogliere pomodori per 13 ore, beh, che altro posso fare? Però, tra un pomodoro e l'altro, tra un mandarino e l'altro, c'è la Speranza. In Somalia non c'è speranza. finale: se qualcuno dei ricchi grassi italiani PENSA solo di poter rimandare indietro queste persone, beh, è fuori strada di molto. Chi ha fame non torna indietro, lo dice pure Spartaco, la morte per uno schiavo è diversa dalla morte per una persona libera.

Alessandra
08-01-2010, 19:34
Le ultime notizie parlano di altri due immigrati gambizzati a colpi di arma da fuoco e le ultimissime, ancora non verificate, di altri immigrati massacrati a sprangate che verserebbero in gravi condizioni.

Salvo
08-01-2010, 19:49
Si, la situazione sembra degenerare sempre di più. Quando la gente iniza a sparare nonostante ci siano Forze dell'Ordine presenti ovunque vuol dire che c'è una situazione che sta sfuggendo di mano a chi dovrebbe garantire sicurezza nei confornti di tutti sia degli immigrati che degli italiani. Vuol dire che i problemi sono da tempo presenti e da tempo - come assai spesso avviene - semplicemente dimenticati.

Amanda
08-01-2010, 19:58
apcom 8 gennaio 2010
Due immigrati sono stati ricoverati all'ospedale di Polissena in Calabria, feriti da spranghe e bastoni. Il ferimento è avvenuto durante scontri sulla Statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, tra immigrati e popolazione di Rosarno. Sempre questo pomeriggio altri due immigrati sono stati feriti alle gambe nei pressi di Rosarno, a quanto pare da colpi di pistola ad aria compressa

taccaromiceto
08-01-2010, 20:24
SE aggredisci il caporale alla mattina quando ti viene a prendere,e lo lasci secco,magari devi vedertela con la ndrangheta che certo non può ammazzare tutti.

Se invece distruggi i cassonetti e le auto di poveri cristo che amalapena arrivano a fine mese,è INEVITABILE che ti si rivolti tutto contro.

fantasma76
08-01-2010, 20:28
vedo che in Calabria lo stato era addirittura più assente che in Campania, esplosivi davanti ai tribunali, gente che gira armata a sparare gli immigrati, schiavi detenuti alla luce del sole, un altra strategia della tensione forse per liberalizzare lo schiavismo?

taccaromiceto
08-01-2010, 20:37
Non credere che a sparare agi immigrati siano stati solo dei mafiosi,anche degli onesti cittadini che tirano la giornata,si imbestialiscono se gli fai dei danni,del tutto gratuiti poi,almeno nei loro confronti.

Io ci sono cresciuto in quell'ambiente.

In Calabria,Puglia,Sicilia,onestissimi agricoltori ti sparano con i fucili (a sale o ad aria compressa),anche solo per un'anguria o un fico.

Io stesso,italianissimo e ragazzino di 15 anni,mi presi una fucilata a base salina per un'anguria di merda.

Se poi gli hai anche bruciato la macchina........


Non esiste proprio la cultura del saccheggio o la devastazione per protesta.

Quelle sono realtà che appartengono al nord.

Al sud non sono tollerate.

Hai mai sentito di manifestazioni violente a Lecce,Cosenza o Messina, come quelle che puntualmente ogni anno avvengono a decine nelle grandi città del nord?

A Lecce,tanto per fare un esempio,la protesta è stata sotto controllo anche quando si manifestava contro il G8 dell'univeristà dello scorso anno

Alessandra
08-01-2010, 21:07
I mafiosi sono quelli che li reclutano e gli "onesti" agricoltori quelli che li sfruttano pagandoli una miseria sapendo inoltre bene che vita fanno.
Gli onesti cittadini sono invece quelli che li vedono tutti i giorni vivere in condizioni disumane da anni e reagiscono solo ora, contro di loro, perchè gli hanno rotto la macchina.

Sarà proprio il caso che anche al sud comincino a considerare che la gente, anche se non quella natia, si ribella.

fantasma76
08-01-2010, 21:08
taccaromiceto pure io mi aspettavo una reazione simile, infatti non parlo delle fucilate dopo, quelle anche se non condivise li comprendo, ma dei 2 atti che hanno portato alla rivolta, le fucilate della settimana scorsa e quelle di questa mattina.
Alessandra tu stai parlando di italiani che vivono poco al di sopra delle condizioni in cui vivono quegli africani, e che se gli rubi il capitone ti sparano perchè magari resterebbero digiuni, che sono stati caricati dai carabinieri per aver occupato qualche fabbrica.

Alessandra
08-01-2010, 22:03
Verso trasferimento 200 immigrati
Rosarno, andranno nel cpt di Crotone

Almeno 200 immigrati, responsabili a vario titolo degli scontri avvenuti a Rosarno, saranno trasferiti questa notte stessa al centro di permanenza temporanea di Crotone. In arrivo nel paese della Piana di Gioia Tauro alcuni pullman di ditte private per organizzare il trasporto. Sarebbe questo uno dei primi provvedimenti presi dalla task force organizzata dalla Prefettura di Reggio Calabria.

Ultimo aggiornamento ore 21:50

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo470624.shtml

Edric
08-01-2010, 22:11
Su questo Fantasma hai ragione. Sicuramente l'ospitalità ed sapere che cosa significa l'emigrazione è molto più presente lì in Calabria che da noi al nord. Conosco personalmente quelle zone e lo posso confermare.
Sta di fatto che il germe della xenofobia ha raggiunto anche quelle zone. Magari molto meno che nel ricco nord, ma intanto qualcuno, qualche italiano, ha voluto dare fuoco alle polveri.

Comunque sono d'accordo con Saviano; sia a Castelvolturno che adesso a Rosarno, questa gente è l'unica, forse perchè non ha davvero nulla da perdere, ad aver alzato la testa per non essere trattati come bestie.

Lo sbaglio è che la gente del posto non ne può molto e si dovrebbe cercare con loro un'alleanza non distruggergli il paese per quanta possa essere la rabbia.

Non dimentichiamoci però che se succede qualcosa a noi, possiamo sempre rivolgerci alla legge, allo stato, per quello che per poco vale da quelle parti.
Per loro non vale neppure quello. Non si possono nemmeno presentare in un ospedale per curarsi le ferite.
Grazie a questo governo di merda!

Edric
08-01-2010, 22:25
Dire che la mafia è stata sconfitta è una bestialità

Roma, 8 gen. (Apcom) - Gli africani che si ribellano a Rosarno sono coraggiosi perchè ribellarsi alla criminalità che controlla quei territori è pericoloso. Lo dice Roberto Saviano ai microfoni del Tg3. "Gli africani sono stufi di subire la criminalità e sarebbe un errore criminalizzarli adesso perchè si corre il rischio di spingerli nelle mani dei criminali - dice lo scrittore - sarebbe come dirgli: vedetevela tra voi". Saviano suggerisce piuttosto di "vedere questa rivolta come una modalità coraggiosa, seppure criticabile, perchè in quei territori dire no alla criminalità è pericoloso, la parte malata non si ribella". Infine l'autore di Gomorra auspica l'unità della politica nei provvedimenti da prendere adesso per contrastare la criminalità e avverte: "Dire che la mafia è stata sconfitta è una bestemmia, non è vero".

FONTE: ApCom (http://www.apcom.net/newspolitica/20100108_192559_47419e4_80243.html)

taccaromiceto
08-01-2010, 22:34
Dire che la mafia è stata sconfitta è una bestialità

Roma, 8 gen. (Apcom) - Gli africani che si ribellano a Rosarno sono coraggiosi perchè ribellarsi alla criminalità che controlla quei territori è pericoloso. Lo dice Roberto Saviano ai microfoni del Tg3. "Gli africani sono stufi di subire la criminalità e sarebbe un errore criminalizzarli adesso perchè si corre il rischio di spingerli nelle mani dei criminali - dice lo scrittore - sarebbe come dirgli: vedetevela tra voi". Saviano suggerisce piuttosto di "vedere questa rivolta come una modalità coraggiosa, seppure criticabile, perchè in quei territori dire no alla criminalità è pericoloso, la parte malata non si ribella". Infine l'autore di Gomorra auspica l'unità della politica nei provvedimenti da prendere adesso per contrastare la criminalità e avverte: "Dire che la mafia è stata sconfitta è una bestemmia, non è vero".

FONTE: ApCom (http://www.apcom.net/newspolitica/20100108_192559_47419e4_80243.html)

La mafia non si combatte distruggendo i pochi beni a coloro che capitano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

taccaromiceto
08-01-2010, 22:36
Per loro non vale neppure quello. Non si possono nemmeno presentare in un ospedale per curarsi le ferite.
Grazie a questo governo di merda!

E di grazia...

come mai?

Non è che te ne salti fuori di nuovo con la bugia in malafede che affermava come i clandestini sarebbero stati denunciati se si presentavano in ospedale?


Questa si chiama disinformazione in malafede Edric.

Ne più,ne meno!

Bondourant
08-01-2010, 22:44
ma fatela corta...diamine...

è una rivolta di schiavi.

chiamate le cose con il loro nome.


svegliatevi.

è talmente ovvio...

Edric
08-01-2010, 22:51
E di grazia...

come mai?

Non è che te ne salti fuori di nuovo con la bugia in malafede che affermava come i clandestini sarebbero stati denunciati se si presentavano in ospedale?


Questa si chiama disinformazione in malafede Edric.

Ne più,ne meno!

La malafede è tua che difendi in questo caso l'indifendibile.
Come fa un immigrato irregolare a denunciare un reato di cui è stato vittima?

Come fa un immigrato irregolare a denunciare un figlio appena nato all'anagrafe?

Vediamo come mi rispondi. Ma in modo pragmatico, non con proposte di legge che non esistono se non nella tua mente


Per questo andrebbe tolta la partita iva per sempre a chi assume irregolari in nero.

Nella stessa direzione della confisca dell'appartamente se viene affittato ad irregolari.

Poi magari ci starebbe un bel premio (permesso a tempo determinato) per chi denuncia gli sfruttatori.

Alessandra
08-01-2010, 22:58
La mafia non si combatte distruggendo i pochi beni a coloro che capitano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Adesso, dopo essere stati schiavizzati, trattati come animali, lasciati a marcire dimenticati da chiunque e pure aggrediti, oltre che fare i buoni e i bravi e protestare dignitosamente a suon di marche da bollo, dovevano pure combattere la mafia.

Alessandra
08-01-2010, 23:16
E di grazia...

come mai?

Non è che te ne salti fuori di nuovo con la bugia in malafede che affermava come i clandestini sarebbero stati denunciati se si presentavano in ospedale?


Questa si chiama disinformazione in malafede Edric.

Ne più,ne meno!

Sai immaginare quanti clandestini o irregolari che rischiano il Cpt, l'espulsione, oltre che l'imputazione per il reato di clandestinità, si fidano ora ad andare al pronto soccorso?

fantasma76
09-01-2010, 00:02
Sta di fatto che il germe della xenofobia ha raggiunto anche quelle zone. Magari molto meno che nel ricco nord, ma intanto qualcuno, qualche italiano, ha voluto dare fuoco alle polveri.La xenofobia è ovunque ed uguale ovunque, il fatto è che lo sporco negro può prendere 20€ al giorno per lavorare, e dormire nelle case senza mura, lo sporco meridionale oriundo prende 25€ e dormire nella case abusive con i muri ma senza intonaco esterno, il pulito nordista prende 50€ e dorme nei villini coi cani da guardia perchè ha paura che uno dei 2 più incazzati del solito lo vadano a derubare, per redistribuire il reddito.


Lo sbaglio è che la gente del posto non ne può molto e si dovrebbe cercare con loro un'alleanza non distruggergli il paese per quanta possa essere la rabbia.
La gente onesta sa tutto e non parla, ha paura, la nostra convivenza è la nostra colpa, la nostra condanna, e la nostra pena.
Gli immigrati lo sanno, sono scesi in piazza a chiedere il loro aiuto, ma come al solito hanno fatto finta di non vedere, gli avranno detto, vi è andata bene su rialzatevi erano colpi a salve, avvolte la gente scompare e non si trova più. Ma il negro non ha voluto ascoltare il buon consiglio e ha fatto "mazz avott a tuorn" mazza girati intorno, e quando la mazza gira avvolte le prende pure chi la ha fra le mani.


Non dimentichiamoci però che se succede qualcosa a noi, possiamo sempre rivolgerci alla legge, allo stato, per quello che per poco vale da quelle parti.
Per loro non vale neppure quello. Non si possono nemmeno presentare in un ospedale per curarsi le ferite.
Stato? Sanità? e chi li ha mai visti al sud?




Non è che te ne salti fuori di nuovo con la bugia in malafede che affermava come i clandestini sarebbero stati denunciati se si presentavano in ospedale?
Ma smettila, che ormai li rimpatriano pure se denunciano di aver subito dei crimini, informati.


Sai immaginare quanti clandestini o irregolari che rischiano il Cpt, l'espulsione, oltre che l'imputazione per il reato di clandestinità, si fidano ora ad andare al pronto soccorso?
Sempre a fare la pessimista almeno non li hanno mandati nei CPT in Libia, li sai come li curavano bene poi, quasi come in Italia.

taccaromiceto
09-01-2010, 00:08
Adesso, dopo essere stati schiavizzati, trattati come animali, lasciati a marcire dimenticati da chiunque e pure aggrediti, oltre che fare i buoni e i bravi e protestare dignitosamente a suon di marche da bollo, dovevano pure combattere la mafia.

No,hanno fatto bene,anzi,dovrebbero spaccare le macchine di onesti cittadini tutti i giorni.

Finchè no ntoccherà alla tua.

Forse ti renderai conto che così non combatti affatto la mafia.

Crei solo uno scontro tra poveri che alla mafia GIOVA

Juliet
09-01-2010, 00:09
FERRERO - FED SINISTRA:

ROSARNO: MARONI COPRE I CAPORALI CHE TRATTANO GLI IMMIGRATI COME SCHIAVI.

LA SOLUZIONE E’ DARE IL PERMESSO DI SOGGIORNO A COLORO CHE LAVORANO IN AGRICOLTURA, COME SI E’ FATTO PER LE BADANTI.


Gennaio 8, 2010


Il ministro Maroni mente sapendo di mentire. Gli immigrati clandestini di Rosarno lavorano al nero in agricoltura e sono sfruttati come schiavi. Gli sgomberi di Maroni servirebbero solo a non far pagare gli stipendi a questi lavoratori da parte dei caporali che li sfruttano.
La soluzione c’è ed è semplice: si dia il permesso di soggiorno a tutti coloro che lavorano a Rosarno: il governo lo ha fatto per le badanti perché non lo si deve fare per chi lavora in agricoltura?
Il vero nemico a Rosarno come in tutta Italia è il lavoro nero e schiavistico ma questo problema Maroni non lo vuole risolvere perché la Lega esprime, al governo, il peggio di una politica xenofoba e razzista.

http://www.paoloferrero.it/

taccaromiceto
09-01-2010, 00:10
Sai immaginare quanti clandestini o irregolari che rischiano il Cpt, l'espulsione, oltre che l'imputazione per il reato di clandestinità, si fidano ora ad andare al pronto soccorso?

Il ''fidarsi'' non è un problema che mi riguarda.

Così come non è un problema di nessuno se io non mi fido a prelevare dal bancomat o andare in giro di notte nelle stazioni semideserte.

Edric
09-01-2010, 00:10
...meridionale oriundo prende 25€ e dormire nella case abusive con i muri ma senza intonaco esterno,...

Stai bravo :D.
Certe non avranno anche l'intonaco esterno ma dentro sono delle regge.
Io a Torino l'intonaco esterno c'è l'ho ma dentro cadono a pezzi. ;)

taccaromiceto
09-01-2010, 00:14
FERRERO - FED SINISTRA:

ROSARNO: MARONI COPRE I CAPORALI CHE TRATTANO GLI IMMIGRATI COME SCHIAVI.

LA SOLUZIONE E’ DARE IL PERMESSO DI SOGGIORNO A COLORO CHE LAVORANO IN AGRICOLTURA, COME SI E’ FATTO PER LE BADANTI.


Gennaio 8, 2010


Il ministro Maroni mente sapendo di mentire. Gli immigrati clandestini di Rosarno lavorano al nero in agricoltura e sono sfruttati come schiavi. Gli sgomberi di Maroni servirebbero solo a non far pagare gli stipendi a questi lavoratori da parte dei caporali che li sfruttano.
La soluzione c’è ed è semplice: si dia il permesso di soggiorno a tutti coloro che lavorano a Rosarno: il governo lo ha fatto per le badanti perché non lo si deve fare per chi lavora in agricoltura?
Il vero nemico a Rosarno come in tutta Italia è il lavoro nero e schiavistico ma questo problema Maroni non lo vuole risolvere perché la Lega esprime, al governo, il peggio di una politica xenofoba e razzista.

http://www.paoloferrero.it/

E dopo che a Rosarno hanno tutti il permesso di soggiorno e vanno a cercare dell'altro,verranno trovati altri disperati.

Regolarizziamo anche quelli?

Ma certo,ottimo sistema per far entrare chiunque senza limiti.


Quest'uomo mi fa venire il voltastomaco.

Comunque mi rincuora il fatto che a Rosarno, per questa sparata, non piglierà più un voto per almeno 200 anni.

Avanti così Ferrero!il parlamento per te si vedrà solo con il binocolo

Edric
09-01-2010, 00:22
TG3 - linea notte

1 anno di carcere che nessuno si farà mai pagando un ammenda per il datore di lavoro che assume manodopera clandestina in nero

4 anni di carcere per il lavoratore illegale

Juliet
09-01-2010, 00:26
(...)


La protesta degli extracomunitari era iniziata nella tarda serata di ieri, con il danneggiamento di alcune auto, la distruzione di alcuni cassonetti della spazzatura, la rottura di alcune vetrine ed e' stata provocata dal ferimento di due immigrati con un fucile ad aria compressa. ''Mi preoccupa molto quello che sta avvenendo a Rosarno. E' il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa, che non riguarda, ovviamente, la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione, che si e' determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un'arma ad aria compressa'', ha affermato il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha affermato: ''Auspico - ha detto ancora Loiero - che dal ministero dell'Interno arrivi una forte iniziativa, che tutelando i cittadini di Rosarno, perche' sono intollerabili gli atti di vandalismo, tuteli anche quei tanti disperati contro cui, per la seconda volta, si e' indirizzata la violenza criminale. Il fuoco della rivolta, sebbene vada condannata ogni forma di violenza, nasce da queste premesse.
(...)


http://www.asca.it/copertina-ROSARNO__E__FAR_WEST__GAMBIZZATI_2_STRANIERI_BUFERA_SULLE_PAROLE_DI_MARONI-2342.html

taccaromiceto
09-01-2010, 00:30
(...)


La protesta degli extracomunitari era iniziata nella tarda serata di ieri, con il danneggiamento di alcune auto, la distruzione di alcuni cassonetti della spazzatura, la rottura di alcune vetrine ed e' stata provocata dal ferimento di due immigrati con un fucile ad aria compressa. ''Mi preoccupa molto quello che sta avvenendo a Rosarno. E' il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa, che non riguarda, ovviamente, la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione, che si e' determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un'arma ad aria compressa'', ha affermato il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha affermato: ''Auspico - ha detto ancora Loiero - che dal ministero dell'Interno arrivi una forte iniziativa, che tutelando i cittadini di Rosarno, perche' sono intollerabili gli atti di vandalismo, tuteli anche quei tanti disperati contro cui, per la seconda volta, si e' indirizzata la violenza criminale. Il fuoco della rivolta, sebbene vada condannata ogni forma di violenza, nasce da queste premesse.
(...)


http://www.asca.it/copertina-ROSARNO__E__FAR_WEST__GAMBIZZATI_2_STRANIERI_BUFERA_SULLE_PAROLE_DI_MARONI-2342.html

Sono totalmente daccordo

fantasma76
09-01-2010, 00:40
TG3 - linea notte

1 anno di carcere che nessuno si farà mai pagando un ammenda per il datore di lavoro che assume manodopera clandestina in nero

4 anni di carcere per il lavoratore illegale
E' equo no?
Alla fine visto che questa gente non ha protezione sindacale o politica, si creerà un proprio sindacato alla Jimmy Hoffa, fatto di sindacalisti loro paesani, come che li chiamavano in America indesiderabili.

Edric il discorso di prima era esagerato ma non poi tanto, veramente la differenza di stipendio fra meridionale e extracomunitario è di poco a parità di mansione, ovviamente parlo dill'unico lavoro che si trova qui quelli in nero, mentre diventa abissale se confrontata con uno stipendio regolare medio del nord. Alla fine fra l'asino e il bue che tirano la carretta a parte le corna non c'è tanta differenza, xenofobia o non xenofobia.

Juliet
09-01-2010, 00:41
''Mi preoccupa molto quello che sta avvenendo a Rosarno. E' il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa, che non riguarda, ovviamente, la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione, che si e' determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un'arma ad aria compressa'', ha affermato il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha affermato: ''Auspico - ha detto ancora Loiero - che dal ministero dell'Interno arrivi una forte iniziativa, che tutelando i cittadini di Rosarno, perche' sono intollerabili gli atti di vandalismo, tuteli anche quei tanti disperati contro cui, per la seconda volta, si e' indirizzata la violenza criminale. Il fuoco della rivolta, sebbene vada condannata ogni forma di violenza, nasce da queste premesse.

Per questo mi auguro, intanto, che la rivolta rientri al piu' presto. E subito dopo, al di la' delle singole responsabilita', che qualcuno finalmente si occupi di questa massa di lavoratori costretti a vivere in condizioni disumane''.

Si tratta di oltre 1.500 immigrati, quasi tutti nord africani, impiegati nella coltivazione, raccolta e lavorazione degli agrumi nella Piana di Gioia Tauro.

La protesta degli immigrati di Rosarno nasce dalla condizioni di vita dei 1500 nordafricani, che, utilizzati nel settore degli agrumi, vivono in maniera disumana in una ex fabbrica e in altri capannoni, senza un minimo di protezione igienica, senza acqua, senza energia elettrica, riscaldamenti, bagni e docce. Lavorano quasi 15 ore al giorno per un salario di pochi euro. Hanno lasciato le loro terre, soprattutto, per sfuggire alle guerre e alle repressioni.

Il loro impiego, in nero, e' stato piu' volte denunciato dai sindacati, soprattutto dal Nadil Cgil, che oltre ad evidenziare le loro difficili condizioni di vita, hanno anche messo in evidenza lo sfruttamento salariale e la xenofobia cui sono soggetti.

Molti sono clandestini e di questo la 'ndrangheta ne approfitta, non solo per sfruttarli sul lavoro ma, spesso, quando le condizioni lo permettono, vengono utilizzati come manovalanza criminale per attentati, intimidazioni o ferimenti.
http://www.asca.it/copertina-ROSARNO__E__FAR_WEST__GAMBIZZATI_2_STRANIERI_BUFERA_SULLE_PAROLE_DI_MARONI-2342.html



Forse ora si farà qualcosa per questi immigrati.

Ne avevamo parlato a lungo qui in Meta in altro 3d, ora i fatti ci danno ragione, era un problema da risolvere prima.

Domani cercherò il link dei nostri 3d.

Edric
09-01-2010, 00:45
E' equo no?
Alla fine visto che questa gente non ha protezione sindacale o politica, si creerà un proprio sindacato alla Jimmy Hoffa, fatto di sindacalisti loro paesani, come che li chiamavano in America indesiderabili.

Edric il discorso di prima era esagerato ma non poi tanto, veramente la differenza di stipendio fra meridionale e extracomunitario è di poco a parità di mansione, ovviamente parlo dill'unico lavoro che si trova qui quelli in nero, mentre diventa abissale se confrontata con uno stipendio regolare medio del nord. Alla fine fra l'asino e il bue che tirano la carretta a parte le corna non c'è tanta differenza, xenofobia o non xenofobia.

Non lo metto in dubbio, anche se qui devi pagare anche l'aria che respiri.

fantasma76
09-01-2010, 01:06
Forse ora si farà qualcosa per questi immigrati.
Certo leggi più severe per tutti buoni e cattivi.

Un uomo libero, quando muore, perde il piacere di vivere; uno schiavo perde la sua sofferenza. La morte è l'unica libertà possibile per uno schiavo... E' per questo che vinceremo.- Spartaco

Per questi c'è poca speranza, o fanno gli schiavi o muoiono. Sempre che gli equilibri fra le forze non cambino.

Non lo metto in dubbio, anche se qui devi pagare anche l'aria che respiri.
Lo so lo so, ma non crederti che qui sia tutto gratis, anzi qui non ci sono manco i servizi basilari, ma ci state arrivando pure voi a peggiorare come da noi, abbiate fiducia che prima o poi ci raggiungete.

Amanda
09-01-2010, 01:13
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Le ambulanze da ieri vanno e vengono spesso senza motivo a sirene spiegate e il capitano della Polizia che gestisce le operazioni spiega che i suoi uomini dislocati per il paese non picchiano ma vigilano. Ciò non ha impedito che due immigrati fossero gambizzati venerdì.
Il cuore dei rosarnesi, la gente di colore la chiama e la ospita – qui la Caritas svolge un ruolo fondamentale e sono parecchie le famiglie che durante la stagione della raccolta si prodigano per aiutare chi è senza nulla e nulla ha da perdere – mentre la pancia ora la respinge. A casa sti niri. A casa questi negri, anche se per 30 euro al giorno, di cui almeno 10 dati al caporale, si spezzano la schiena dalla mattina alle sei al tramonto per impilare una dietro l'altra le cassette di frutta che prendono poi la via dei mercati ortofrutticoli del nord Italia. Arance e mandarini più pregiati raggiungono ancor più celermente le piazze straniere. Traffici rigorosamente gestiti dalle cosche, senza alcuna eccezione. Trenta euro che diventano 20 dopo il taglieggiamento del caporale, spesso di colore e mandato dalle cosche, ma che diventano 15 o anche 10 dopo il versamento dell'affitto per chi li ospita in stamberghe in cui la puzza è nauseabonda anche a metri di distanza. I più disgraziati dormono in fabbriche abbandonate dove la salute è inesistente e le risse e le ubriacature sono all'ordine del giorno. Già, perché molti di questi lavoratori nord africani, sub sahariani e, in misura ridotta, dell'Est Europa, spendono la gran parte di quel che resta in tasca per bere e pagare le prostitute. Insomma i soldi che gli immigrati ricevono in una mano – direttamente o indirettamente gestiti e autorizzati dalle cosche – vengono riconsegnati con l'altra mano a chi fa della disperazione un business.

fonte Il Sole 24 ore

Bondourant
09-01-2010, 01:44
chiunque creda in Dio almeno si vergogni, Italia 2010 mi vergogno
di vivere in questo paese :mad:

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Amanda
09-01-2010, 01:45
Rosarno/ Un immigrato: abbiamo paura, per questo protestiamo
"Noi non vogliamo far male a nessuno, ma quelli ci vogliono morti e noi non possiamo sempre chinare la testa". 'Ahdi' dice di avere 26 anni e di essere arrivato a Rosarno dal Marocco. Ha la pelle…

DATA 08-01-2010 21:10 FONTE (APCOM)

taccaromiceto
09-01-2010, 02:02
La protesta è sacrosanta.

Dubito però che la modalità intrapresa porti qualche vantaggio.

Al contrario si rischia di scatenare una guerra tra poveri che mette la mafia in condizioni migliori peragire indisturbata.

Facciano inomi dei caporali,dei proprietari terieri e di chi gli affitta una camera per 30 persoe.

Solo così potranno liberarsi da questa vergognosa schiavitù.

Prendersela con chi si trova nel momento sbagliato al posto sbagliato non porterà a niente.

Alessandra
09-01-2010, 02:11
Il Giornale di domani titola in prima pagina:


Questa volta


HANNO RAGIONE I NEGRI


Un caimano in confronto a Feltri è una tenera lucertolina.

Alessandra
09-01-2010, 02:13
Anche Libero non si smentisce:


MANDIAMOLI A QUEL PAESE

Edric
09-01-2010, 10:12
Tratto da Due sindaci in piazza per Rosarno (http://it.peacereporter.net/articolo/19667/articolo/19667/Due+sindaci+in+piazza+per+Rosarno) - PeaceReporter del 8/1/2010

http://it.peacereporter.net/upload/2/21/213/2132/21328.jpg

Ilario Amendolia, sindaco di Caulonia. "Anche noi abbiamo un gruppo di profughi che vivono insieme alla popolazione, sono 120 persone. E' un modello di comunità solidale e di accoglienza, il nostro, mentre qua vediamo che lo sfruttamento è terribile, queste persone vivono in condizioni sub-umane. Siamo riusciti a entrare a Rosarno per dare parola di distensione, per dire che esiste una Calabria non ostile a loro. Chi ricorda l'America degli anni '60 e '70 fa un parallelismo immediato: all'inizio vi è una provocazione, e il nero risponde. Poi il nero diventava cattivo perchè ha risposto, e il sottoproletariato bianco gli si scaglia contro. Noi dobbiamo pensare all'integrazione, all'accoglienza, la situazione può degnerare da un momento all'altro perchè non hanno interlocutori, hanno paura, la loro aggressività è una conseguenza di questa di paura. Man mano che il tempo passa questi si stancano e la situazione può esplodere. Avrei voluto incontrare gli amministratori di Rosarno, se non fosse commissariata. Suggerirei al sindaco di parlare con la popolazione. Un sindaco deve scendere in piazza. Se fossi io sindaco cercherei di stare con la gente di colore. La gente di colore è in trappola, non ci sono interlocutori, le associazioni umanitarie non riescono più a fare la loro parte. Oggi queste donne e questi uomini sono oggetto di possibili attacchi mafiosi..."

Edric
09-01-2010, 10:20
08/01/2010
Caccia al nero

La Rosarno raccontata da Marco Rovelli nel libro 'Servi' sugli immigrati clandestini

Rosarno e' una terra di nessuno dove imperversa la malavita organizzata e prospera lo sfruttamento del lavoro nero. Marco Rovelli, nel suo libro 'Servi' (Feltrinelli 2009) racconto' di questo inferno quando ancora la rivolta non era scoppiata. Ma gia' covava sotto la cenere. Ringraziando l'autore, pubblichiamo di seguito alcuni stralci del capitolo dedicato a Rosarno.

Lo sport più praticato dai giovani di Rosarno è la caccia al nero. Dove "nero" non designa un subasahariano, ma indica indistintamente - senza discriminazione - un africano: di pelle scura o chiara è lo stesso. Il lunedì mattina, sugli autobus che portano a scuola, i ragazzi si fanno i reportage dei rispettivi pestaggi, sono motivi di vanto, di onore, a misurare il valore, tante croci sul petto. Ci sono delle tecniche, per linciare un nero. Anzitutto, evidentemente, essere in gruppo. Poi appostarsi nei luoghi strategici, dove sei obbligato a passare se vuoi andare da un punto all'altro del paese. Luoghi come via Carrara, via Roma, via Convento. Su via Convento, ad esempio, c'è un muraglione da dove si ha a portata di sasso chiunque passi di sotto. Ma anche sul corso (il corso, nei paesi come Rosarno, non ha un altro nome: è il corso e basta) - anche sul corso ci sono i presìdi, si aspetta che passi un nero per dargli la caccia. Appena due mattine fa, dice Antonino (ha i capelli alle spalle, un maglione colorato, un giubbotto di pelle scamosciato - "pure io quando cammino, mi sento dire drogato, frocio, come sei combinato..."), un ragazzino maghrebino correva, terrorizzato, lo rincorrevano in tre, con delle verghe in mano, l'ho fatto salire in macchina e l'ho portato via. E lo stesso ha fatto qualche tempo prima Giuseppe con un ragazzo algerino, a inseguirlo erano dei ragazzi più giovani di lui, avranno avuto dodici o tredici anni.

Io, quando li vedo passare, mi metto sul ciglio della strada, e lancio un sasso in aria, un bel sasso grosso, così gli faccio vedere che non ho paura, che sono pronto a reagire. Così mi dice Michael James, liberiano, che ho già incontrato all'ex zuccherificio di Rignano, vicino a Foggia, dove raccoglieva i pomodori, e che incontro di nuovo all'ex cartiera di via Spinoza, un posto che il miglior scenografo hollywoodiano saprebbe difficilmente restituire in tutto il suo scenario apocalittico, entri e ti trovi in mezzo a una cortina di fumo, e l'abbaglio di fuochi in mezzo a questo lucore tagliato da fasci di luce che entrano dalle feritoie del tetto coperte da plastica gialla ondulata, come fosse una cattedrale della desolazione, questa è la vera, realissima wasteland che nessuno spettacolo illumina, fuochi per cucinare accanto alle baracche di assi di legno inchiodate, con pareti di cartone e plastica e ancora cartoni a far da tetto, fissati da scarpe, sassi e stivali. Cumuli di terra. Rifiuti. Ethernit. Detriti. Laterizi.

Sul grande muro in fondo al capannone ci sono scritte, e numeri di telefono.Tra le scritte, Procrastination is a thief of time. By Goding King, Prisoner of conscience mess.

A giugno dell'anno scorso sono entrati nella cartiera, hanno bruciato le baracche, le fiamme sono arrivate fino al tetto. Un'altra volta dei ragazzini , "bad guys" hanno detto i ragazzi della cartiera, sono entrati in macchina nel cortile, Ve ne dovete andare, hanno gridato, agitavano le pistole, e anche stavolta le pistole hanno declinato il loro verbo ad altezza d'uomo, nessuno però stavolta è caduto sui detriti.

E se qualcuno fosse caduto, si sarebbe trattato di un regolamento di conti tra questa gente clandestina e dunque portatrice di colpa, gente che la propria innocenza deve sempre e solo dimostrarla. Come è successo quando hanno fatto in piazza la festa per la fine del ramadan, un vero e proprio gesto politico, un gesto forte, una manifestazione d'esistenza. A notte se ne sono andati a gruppetti, per non restare soli, ma qualcuno è stato costretto a fare un tratto di strada da solo, gli pareva che non ci fosse nessuno alle spalle, e invece sono sbucati all'improvviso, loro sì davvero uomini neri, clandestini, gli si sono parati davanti e gli hanno detto Negro di merda devi andartene di qua, e giù botte, il ragazzo (anche lui un nero di quelli chiari) è rimasto a terra, il viso coperto di sangue, qualcuno ha chiamato la polizia, e la polizia al nero chiaro gli ha detto, Ma tu che ci facevi in giro a quest'ora?

Il terzo giorno d'ospedale, il ragazzo, appena ha avuto un po' di forze per alzarsi dal letto, è scappato. Ché il clandestino, per la legge, è lui.

Mi inoltro nella cartiera, cammino tra le baracche. Luogo di fantasmi. Fantasmi realissimi, però. Che stanno attorno a un fuoco e si cucinano un pezzo di carne. E' tarda mattinata, e oggi non si lavora che fino a poco fa pioveva. Mi avvicino al fuoco, per scaldarmi. Un ragazzo mi saluta, ci presentiamo. Lui si chiama Charles, è liberiano. E' venuto l'anno scorso col barcone, non parla ancora italiano. Qui aveva degli amici. Le sue venticinque euro a giornata, a cui vanno sottratte le due e cinquanta da dare al guidatore del pulmino, non riesce a guadagnarsele tutti i giorni. A volte sono solo tre in una settimana, a volte cinque. Dice che non vuole tornarci in Liberia, in Italia ormai si sta ambientando, ha da lavorare. Finita la raccolta delle arance tornerà a Castelvolturno, nel casertano, dove fa base. E dove ogni tanto riesce pure a trovare qualcosa da fare, nella campagna. Il suo amico che sta cuocendo la carne, invece, è togolese, è qui da un anno e mezzo, e anche lui fa base a Castelvolturno. (...)

Qualche settimana fa nella cartiera c'era anche Philip, un ragazzo ghanese. Me ne racconta Antonino. Al nord aveva avuto problemi con lo spaccio, e qui lavorava nei campi. Stava andando dal padrone a riscuotere la paga, lo accompagnava un amico con la sua auto. Un trattore esce da una stradina laterale d'improvviso e colpisce l'auto, che resta danneggiata. Che facciamo adesso? Il signore del trattore sembra disponibile, venite cinquanta metri più avanti, lì sulla destra c'è la campagna mia, ci fermiamo e parliamo. Ma appena all'ingresso del fondo, quello prende un badile e li colpisce sulla testa. L'amico riesce a scappare, Philip resta tramortito a terra, sul bordo della strada, finché una macchina passa e, guardandosi bene dallo scendere per aiutarlo vedendolo tutto sanguinante con uno squarcio sulla testa, chiama la polizia. Un'ambulanza lo porta in ospedale, dove gli danno dei punti di sutura, e insieme la polizia gli consegna il foglio dell'espulsione.

Philip non ha voluto far denuncia, per paura di quello che l'aveva picchiato. Non si sentiva protetto per farlo, né sentiva di avere qualche chance per avere giustizia. Del resto la polizia non aveva proceduto nemmeno alla denuncia d'ufficio.

La polizia, agli abitanti della cartiera, si era fatta conoscere nel gennaio 2006 arrivando con le camionette, facendo uscire tutti e disponendoli in fila sul bordo della strada. Trattati con i guanti, nel senso che tutti i poliziotti avevano i guantini da infermieri, e il messaggio che passa è quello di infezione. Quando all'indomani del blitz Antonino era entrato nella cartiera, aveva incontrato chi aveva la macchina spaccata e gli erano state portate via le chiavi, chi diceva che i poliziotti gli avevano preso le borse con dentro telefonino e documenti, chi diceva che gli avevano preso cento euro. Tutto era stato sfondato, le baracche dove dormivano, le porte del bagno, un televisore con la parabola unica ricchezza, i due piccoli chioschi interni al luogo, e anche le stanze dove si esercitava la prostituzione. Perché questi sono come eserciti di uomini, e come tutti gli eserciti di uomini non manca mai il battaglione delle donne che vendono piacere.

La cartiera non è l'unico luogo abitato da questi braccianti. Ce ne sono almeno altri cinque. L'ex fabbrica della Rognetta, il ponte dei maghrebini, il ponte dei neri, il casolare della Fabiana, il casolare in collina dei senegalesi. Ci vado con Antonino e Giuseppe, che distribuiscono vestiti.

Se alla cartiera ci sono solo subsahariani, alla Rognetta ci sono anche egiziani, marocchini, tunisini. Mi fermo a parlare con un egiziano di Alessandria che è stato due anni e mezzo a Milano, abitando in un appartamento con molti amici nella zona di Loreto, facendo il carpentiere. Dopo l'obbligo del cartellino voluto dal decreto Bersani ha avuto grosse difficoltà per lavorare, finché è stato trovato in metropolitana, dove oltre alla multa gli hanno dato il foglio di via. Così ha deciso di scendere. Solo che se lavorando tanto a Milano riusciva, col padrone che aveva, a guadagnare anche 120 euro al giorno, adesso non supera le 25. E in Egitto ha una moglie e due figli da mantenere (...).

Rosarno veniva chiamata Americanicchia, una volta, quando i braccianti della Jonica ci andavano a lavorare, e i grandi commercianti amalfitani e napoletani aprivano negozi, empori. Oggi la ‘ndrangheta si è mangiata tutto, si sta comprando le terre stabilendo i prezzi con minacce e intimidazioni, il mercato delle arance e dei mandarini è in mano a un oligopolio criminale, le cooperative dei produttori a cui i singoli agricoltori devono rivolgersi sono legate con le mafie, e sono loro che gestiscono il denaro dell'integrazione dell'Unione europea, il cui sostegno non era indirizzato alle strutture o alla qualità del prodotto, ma al prezzo: questo ha favorito truffe organizzate su vasta scala (le cosiddette "arance di carta"). Così, si trovano agrumeti ovunque, a Rosarno, anche dove dovrebbero essere gli alvei di fiume, riempiti appositamente per strappare incentivi europei (...).

La cifra normale per una giornata di lavoro è di 25 euro, ma trattandosi di clandestini capita più o meno regolarmente che qualche caporale non paghi. C'è chi fa parte di una squadra in maniera continuativa facendo riferimento a un caporale "compaesano" e - per la maggior parte - c'è chi cerca lavoro giorno per giorno, trovandosi prima dell'alba sulla strada principale di Rosarno, radunandosi per gruppi "etnici": i maghrebini, i rumeni e i bulgari, i rom (rumeni anche loro, ma a distanza), i subsahariani. (...).

Sono clandestini, senza di loro le arance resterebbero sugli alberi. Di loro hanno bisogno i padri nei campi, ma di loro hanno bisogno anche i figli per prenderli a sassate, che nelle loro figure espiatorie trovano il bersaglio ideale della loro cultura modellata dalla mafiosità, che di sacrifici si nutre, come Peppe Valarioti sacrificato su un tavolo di ristorante, quella mafiosità che fa cultura, che sempre più spesso fa rispondere, alla domanda Cosa vuoi fare da grande? - Il boss.

FONTE: PeaceReporter (http://it.peacereporter.net/articolo/19660/Caccia+al+nero)

gladiatore78rm
09-01-2010, 10:38
Lo Stato potrebbe intervenire fissando il Salario Minimo Garantito. Una legge in base alla quale non dovrebbe essere possibile pagare una giornata di lavoro per meno di 50 euro.
Si guarda bene dal farlo

sarebbe una cosa buona, ma non è una panacea. immaginiamo che la ditta x possa sopravvivere soltanto pagando 40 euro al giorno i suoi dipendenti, cos'è meglio? che delle persone abbiano un lavoro con una paga più bassa o che la ditta chiuda e quelle persone non abbiano più alcun lavoro. il problema non è semplice. e comunque non potrebbe valere per i clandestini, che evidentemente non possono che essere in nero, e quindi non sarebbe possibile controllare la retribuzione di persone che ufficialmente non lavorano ne sono qui.



anche perchè una legge del genere potrebbe riguardare milioni di precari italiani che oggi si debbono accontentatare sotto ricatto di una paga eguale a quella concessa agli africani in Calabria o in Puglia.

ripeto, essendo clandestini sono ricattabili, e se ce ne sono tanti anche i regolari e gli italiani vedono diminuito il loro potere contrattuale.



Il Prof.Panebianco sa bene che quasi tutta l'immigrazione ha origine "clandestina" perchè proviene da zone devastate dalla guerra e dalle carestie quasi sempre provocate dall'Occidente.

infatti il primo gruppo di immigrati in italia sono i romeni, che scappano dalla guerra dalla carestia e dalla pestilenza...poi seguono se non sbaglio i marocchini e tunisini, che non saranno stati ricchi ma sono in pace e non sono certo stati in cui i cittadini hanno la "certezza di morire di fame", semplicemente qui hanno la speranza di diventare ricchi come vedono in tv. quelli veramente disperati non possono venire in europa, sono nei campi profughi e non hanno nulla.



Dalla Somalia, dal Sudan, dalla Palestina, dall'Iraq, arrivano colonne di disperati scacciati dai bombardamenti della Nato, spesso fuggono da guerre civili scatenate e fomentate da interessi occidentali.

peccato che le etnie più presenti in italia non siano i palestinesi o i sudanesi, ne i serbi o gli afgani. anzi queste persone sono rarissime.
abbiamo pero' un mare di esteuropei, magrebini e sudamericani scappati dai bombardamenti a tappeto di fesserie della sinistra italiana.


L'Italia è partecipe della guerra imperialistica contro tanti popoli della terra ed ha le sue respomsabilità in flussi emigratori che non esisterebbero se ci fosse una politica di pace e non di terrore.

ah ecco. il milione di romeni che sono qui sono l'effetto della nostra politica imperialista e dei nostri bombardamenti sulla romania...non lo sapevo!



Dal momento che il Professore Panebianco insegna "sistemi internazionali comparati" all'Università di Bologna sa che il diritto alla vita è prevalente sul ogni altro ed anche che l'emigrazione è un diritto.
la prima cosa è vera, la seconda no. cosa c'entra il diritto alla vita con la decisione di un tunisino di tentare di diventare qualcuno, o comunque di avere più cose, lavorando qui e non li?



Tra il diritto dello Stato alla sua sovranità ed il diritto di una persona che fugge dalla morte certa per sopravvivere ha certamente prevalenza quest'ultimo.

quindi gli stranieri clandestini provenienti da paesi in cui non esiste il pericolo di morte certa (perchè non ci sono guerre o carestie) possono essere rimandati a casa?





Il diritto alla sovranità dello Stato si esercita garantendo innanzitutto i diritti umani e civili della persona. In Italia si viene arrestati e chiusi in carcere se si resta disoccupati e si è stranieri.
Pietro Ancona

no, in italia si viene espulsi (o meglio si dovrebbe) se si entra illegalmente nel paese eludendo i controlli. nel paradiso comunista che tu sembri rimpiangere tanto invece se provavi a varcare le frontiere (per andartene) sparavano a vista!

Juliet
09-01-2010, 10:43
Certo leggi più severe per tutti buoni e cattivi.

Un uomo libero, quando muore, perde il piacere di vivere; uno schiavo perde la sua sofferenza. La morte è l'unica libertà possibile per uno schiavo... E' per questo che vinceremo.- Spartaco

Per questi c'è poca speranza, o fanno gli schiavi o muoiono. Sempre che gli equilibri fra le forze non cambino.



Si, ci vuole una politica di integrazione seria, la repressione e il non voler vedere i problemi non serve a niente. Leggi giuste e ferme per tutti.

E' vero, chi non ha niente da perdere ed è nel giusto, vince sempre .

Hanno necessità di schiavi. Non c'è altra spiegazione.
Da tempo tutti sapevano ma nessuno ha posto rimedio e la situazione non riguarda solo la Calabria, anche la Puglia e il Sud.



14-08-2009, 13.30.01 #1
Roderigo
Administrator

Raccolta clandestina

La clandestinità è reato da qualche giorno in Italia ma a Rignano Garganico, vicino Foggia, il lavoro prosegue come ogni anno. Contando sulle tante braccia di immigrati che per lavorare accettano qualsiasi condizione

di Giusi Marcante - FOGGIA
Baracche di cartone e nylon tenute insieme da fasce di plastica nera, le stesse che si vedono abbandonate sui campi dove fino a qualche giorno fa c'erano i pomodori. La clandestinità è reato da qualche giorno in Italia ma a Rignano Garganico, una decina di chilometri a nord est di Foggia, la raccolta prosegue come ogni anno. Contando sulle tante braccia di immigrati senza documenti che per lavorare accettano qualsiasi condizione e si spostano da una parte all'altra dell'Italia, di raccolta in raccolta in raccolta, di sfruttamento in sfruttamento. La nuova legge non rappresenta un problema per le centinaia di ragazzi che affollano «il ghetto» di Rignano. «Quando hai fame non può essere questa la tua preoccupazione», racconta più di uno. E d'altronde non sembra essere un problema neanche per i «caporali» che lucrano sui magri guadagni dei raccoglitori, e per le aziende dei produttori perché il pomodoro va raccolto altrimenti marcisce. Da fine luglio agli inizi di settembre c'è bisogno di più manodopera possibile.

Lo chiamano il ghetto e una ragione c'è. E' un alternarsi continuo di costruzioni in muratura semi diroccate e di baracche dove di solito vanno ad abitare gli ultimi arrivati. Se passate da queste parti vedrete diversi uomini che spingono dei passeggini, non ci sono neonati dentro anche se c'è qualche bambino che abita tra le baracche. Servono a caricare il bidone dell'acqua, bene tra i più preziosi e che il Comune ha portato sotto forma di cisterne di plastica dopo che i sindacalisti della Flai Cgil sono andati a denunciare che lì non c'era neanche quello. Qualcuno gode del lusso di una casetta tutta (o quasi) per sé. E' del «capo nero», qui chiamano così il caporale non italiano, sul muro qualcuno ha scritto con della pittura rosa e verde «Nigeria». Le stime dicono che al ghetto ci sono un migliaio di persone, sono tutti africani, quasi tutti maschi. Qualche ragazza c'è, anche lei dalla Nigeria: «Non vogliamo avere niente a che fare con loro», spiega un ragazzo del Ghana alludendo a un modo di guadagnare che lui non condivide. E' l'11 agosto: martedì pomeriggio e sono circa le sei al ghetto, molti lavoratori sono rientrati dalla campagna. Chi ha avuto la «fortuna» di lavorare tutto il giorno può aver passato anche dodici o quattordici ore in campagna. Ha riempito una decina di cassoni con i pomodori. Il cassone è il grande contenitore di plastica che poi finisce dritto sul camion, i tir arrivano sul campo e caricano direttamente per poi scaricare alle aziende di trasformazione. Sulla strada da Foggia a Salerno in questi giorni è una processione continua di camion ma da due anni un imprenditore salernitano ha impiantato qui un'azienda che trasforma l'oro rosso. Contraddizione tra le contraddizioni: a Foggia non esisteva una fabbrica che lavorava il pomodoro. Tra i cassoni il più diffuso è quello da tre quintali. Al lavoratore immigrato vanno tre euro, a volte tre euro e mezzo su cinque complessivi: questo significa che il caporale succhia due euro da ogni cassone.

Dhembelè, così dice di chiamarsi, non ha i documenti. E' un ragazzo di 23 anni e viene dal Mali. Martedì ha iniziato a lavorare alle 12, ha fatto solo mezza giornata. Meglio di Lafya che ha 30 anni e viene anche lui dal Mali: «Il n'y a pas de travaille aujourd'hui». Non c'è lavoro ed è rimasto a terra, come lui altri ragazzi che abitano in una costruzione accanto ad una chiesa vuota sempre nella campagna di Rignano. Non è il ghetto ma la situazione non è diversa: niente elettricità, niente acqua corrente. In quella che forse poteva essere la canonica ci sono alcune tende, in un'altra stanza ci sono centinaia di scarpe e alcuni panni stesi ad asciugare. I ragazzi, qui ci abitano in centocinquanta, giocano a dama. Due sono appoggiate per terra, come pedine hanno i tappi delle bottiglie d'acqua, quelli bianchi e quelli rosa. «Non ho i documenti - spiega Lafya - sono in Italia dal 2007, quando finisce il lavoro qui io torno a Rosarno (in Calabria dove c'è la famosa cartiera trasformata in baraccopoli, ndr) e poi inizio la raccolta dei mandarini». L'irragionevolezza del reato di clandestinità sprofonda negli occhi di questo ragazzo che si sente in una trappola da cui crede di non poter uscire «in Italia se vuoi lavorare devi avere i documenti e se non hai i documenti niente lavoro». La raccolta per questo 2009 è un po' tardiva, il tempo ha fatto sì che i pomodori stiano maturando con un lieve ritardo. Il boom del lavoro è atteso dalla settimana prossima. Ma è numerosa anche l'offerta di braccia e quel che emerge è la sua diversificazione.

«Quello che sta avvenendo nelle campagne è anche una guerra senza confini tra poveri - spiega Daniele Calamita, segretario della Flai Cgil di Foggia - oltre ai lavoratori di origine africana ci sono i comunitari: romeni, bulgari, polacchi e albanesi. Per loro ci sono maggiori possibilità di lavoro perché non hanno problemi con i documenti». Gli africani quindi sono l'ultimissimo gradino di questa piramide di sfruttamento ma Calamita fa parlare i dati per fornire un altro segnale che è arrivato dalle campagne del foggiano. Dopo l'estate del 2006, le inchieste giornalistiche (come quella di Fabrizio Gatti) che hanno svelato la realtà della piana della Capitanata ci sono stati maggiori controlli. A suo tempo l'ex ministro Giuliano Amato aveva addirittura emanato una circolare in cui esortava i questori a rilasciare permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale agli stranieri che denunciavano i loro sfruttatori. I numeri raccontano che dai 4500 immigrati iscritti negli elenchi anagrafici dell'Inps nel 2006 si è passati ai 16 mila del 2008. «Ma per la maggior parte di questi lavoratori i padroni hanno fatto figurare alla previdenza solo pochi giorni di lavoro, due o tre - prosegue il segretario - è evidente che non è così. Per questo dico, il numero dei lavoratori iscritti è aumentato ma per loro quante giornate verranno denunciate?». I produttori si lamentano, dicono che il pomodoro viene pagato una miseria. «Le aziende parlano di nove centesimi al quintale ma i soldi che vengono dati ai lavoratori sono sempre quelli anche quando il pomodoro valeva molto di più».

Nelle campagne non ci sono solo invisibili, si possono trovare lavoratori che hanno i documenti e ci sono diversi rifugiati politici. Assicura di avere il permesso di soggiorno anche Prince, trentenne del Ghana, che con un quaderno «coordina» il lavoro di altri connazionali in un campo sul Gargano non lontano da Lesina. «Vengo da Milano, ho lavorato in una fabbrica che adesso ha chiuso - racconta - adesso sono qui ma io vorrei tanto poter lavorare in una radio». Al ghetto intanto nel tardo pomeriggio arriva un camioncino stipato di gabbie di plastica dove ci sono circa duecento polli, vivi. Attorno al camion si accalca una ressa di persone, è una lotta autentica non per prendere e portare via ma per acquistare. Un pollo, un euro e ogni ragazzo ha in mano il denaro. In pochi minuti vengono venduti tutti ma all'italiano con occhiali e cappellino che è stato sommerso da questi ragazzi non va bene. «Non è possibile lavorare così, non si può in questo modo, quanti mi saranno fuggiti senza pagare. Io lo so, qui in mano non ce li ho tutti i soldi che avrei dovuto avere. Io ve lo dico se si continua così non torno più». Il venditore di polli queste parole le pronuncia metà in italiano, metà in dialetto. Ma non è un problema, per chi parla inglese e francese e mastica l'italiano comprendere quello che dice un foggiano arrabbiato non è difficile. «Hai ragione non succederà più» assicura un abitante del ghetto. I polli intanto sono spariti dentro le baracche, qualcuno prende le pietre e le dispone a cerchio. Poi prende una pentola con dell'acqua e accende il fuoco. Anche qui a Rignano il sole si prepara a tramontare.


http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=217894&postcount=1

Edric
09-01-2010, 11:36
...
infatti il primo gruppo di immigrati in italia sono i romeni, che scappano dalla guerra dalla carestia e dalla pestilenza...poi seguono se non sbaglio i marocchini e tunisini, che non saranno stati ricchi ma sono in pace e non sono certo stati in cui i cittadini hanno la "certezza di morire di fame", semplicemente qui hanno la speranza di diventare ricchi come vedono in tv. quelli veramente disperati non possono venire in europa, sono nei campi profughi e non hanno nulla.
...


Continuo a ricordarti che i romeni sono comunitari. Che ti piaccia o no: fattene una ragione!

Bondourant
09-01-2010, 12:12
Quegli schiavi-fantasma in mano alle mafie



il Fatto
Rosarno è esplosa. Può succedere il peggio, la rivolta dei neri rischia di finire con un morto ora che la protesta è già guerriglia. Sono tutti contro tutti. I neri contro i bianchi. Chi fino a ieri, ma per meri interessi economici, "tollerava" la presenza di quei ragazzoni alti dalla pelle scura che vagavano per gli agrumeti della Piana, ora è in piazza a fare ronde.

Chi era "tollerante" e solidale perché questo gli imponevano formazione e cultura, ora ha paura. E poi c'è chi soffia sul fuoco, perché ha già deciso che la rivolta dei neri può tornare utile.

La 'Ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, la più forte, la più ricca, quella più impregnata di rapporti con la politica. Può succedere di tutto a Rosarno, ecco perché sono stonate, fuori luogo, fuorvianti e pericolose le parole del ministro dell’Interno Maroni. Ha parlato da leghista o da capo della sicurezza nazionale di questo paese? Dove sta, dove ha visto questa “troppa tolleranza verso gli stranieri”?

Qui l’unica “tolleranza”, alimentata dall’assenza dello Stato, dall’indifferenza, dallo sfascio della Pubblica amministrazione e dalle complicità, è nei confronti di chi sfrutta i migranti.

Si è tollerata la riduzione in schiavitù di quei 50 mila lavoratori stranieri senza identità e senza diritti che vagano per l’Italia seguendo il ciclo delle stagioni e dei raccolti. 50 mila, una città intera fatta di cartoni infraciditi dall’acqua, di bidoni dove bruciano plastica e carta per riscaldarsi, di cessi colmi di escrementi, di acqua che non c’è per lavarsi.

Diaby Sekou aveva da poco superato i vent’anni, era ivoriano ed era venuto in Italia per guadagnarsi il pane. Si rompeva la schiena nel Tavoliere delle Puglie per una ventina d’euro al giorno. Non era nessuno. È morto di freddo il 22 dicembre mentre l’Italia battibeccava sul white christmas.

Il suo corpo riposa sotto la terra d’Africa grazie alla solidarietà dei braccianti italiani (esistono ancora) e del loro sindacato, la Flai-Cgil. Anche Diaby era “tollerato”, come le migliaia di suoi compagni col volto nero degli africani o con la pelle pallida di chi viene dall'Est, che affollano le tante Soweto italiane, le banlieue diffuse a macchia di leopardo nel sud dell’Italia.

San Nicola a Varco (Eboli), Cassibile (Catania ), e poi Cerignola, Stornara, Stornarella (Puglia), Castelvolturno (Campania). E la Calabria. Zone del sud che hanno un’agricoltura forte e di qualità che sopravvive solo grazie a uno sfruttamento bestiale del lavoro. I 3.000 braccianti neri che vivono tra Rosarno e gli altri paesi della Piana (un crogiuolo di 37 nazionalità diverse) guadagnano 20 euro al giorno, 22 in meno di un lavoratore italiano.

Sei euro è la tangente che tocca al “caporale” che li porta sui campi, ne restano 14. Per vivere in Italia e per far vivere gli altri della famiglia che sono rimasti in Ghana, in Burkina Faso, in Burundi o in Senegal. Vivono in una ex cartiera che il 20 luglio scorso è andata a fuoco, distruggendo tutto e ferendo quattro di loro. All’alba affollano la statale 18 in attesa dell’ingaggio, come quarant’anni fa i braccianti italiani. Il “caporale” li caricherà su un furgone e li porterà in campagna.

Sono bianchi, ma anche neri: sempre legati alla 'Ndrangheta. I Pesce di Rosarno, i Piromalli di Gioia Tauro, clan potenti che controllano tutto nella Piana, dal porto, ai centri commerciali, ai lavori pubblici, all’agricoltura, alle amministrazioni comunali. Desta più d’un sospetto il ferimento dei due migranti, la scintilla che ha fatto scoppiare la rivolta.

Due persone, diverse tra di loro per ruolo e cultura, la pensano allo stesso modo. “Appare strano – dice Domenico Bagnato, il commissario mandato dalla prefettura dopo lo scioglimento del comune per mafia – che due immigrati siano stati feriti in concomitanza con la riunione per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Convocato dopo la bomba di mafia alla Procura generale di Reggio. “La Calabria e la 'Ndrangheta – riflette Peppino Lavorato, comunista e storico sindaco antimafia – erano in prima pagina, ora, dopo gli spari di quei due picciotti, la rivolta dei neri ha conquistato i grandi titoli. Forse i boss puntavano a questo”.

Rosarno, un’altra notte di tensione. La città è lacerata. Don Pino de Masi, prete e animatore di Libera, è tra i neri, i preti della Caritas, sono lì, i volontari di Medici senza frontiere portano conforto. Conoscono tutti. Tocca a loro ricucire la ferita tra i bianchi e gli schiavi. Loro ci sono da sempre, lo Stato no.

si vergogni questo paese, si vergogni questo governo
che vive di squallore, menzogne, razzismo & truffe mediatiche

:mad:

fantasma76
09-01-2010, 12:20
Si, ci vuole una politica di integrazione seria, la repressione e il non voler vedere i problemi non serve a niente. Leggi giuste e ferme per tutti.
Forse credi che nella Germania nazista erano tutti antisemiti?
Gli ebrei in Germania erano più o meno quanti i neri in Italia, molti tedeschi non ne avevano mai visto 1, sapevano quello che gli dicevano gli altri, chi sono gli ebrei, quelli della strage del 1918-19, quelli che volevano fare la rivoluzione per stare meglio ma ammazzavano innocenti, e se qualcuno osava dire che non era vero, era nemico della stabilità, un uomo dell'odio da rinchiudere insieme agli ebrei.
Chi sono i negri, quelli della rivola a Rosano, quelli che hanno menato una donna innocente fino a farla abortire.


E' vero, chi non ha niente da perdere ed è nel giusto, vince sempre.
Infatti Spartaco vinse la sua battaglia finendo crocifisso.

Edric
09-01-2010, 12:55
...
Chi sono i negri, quelli della rivola a Rosano, quelli che hanno menato una donna innocente fino a farla abortire.

...


Da sottolineare che è stata una maldicenza, perchè in realtà non è andata così. Come quando era piovuta l'accusa a una zingara Rom di voler rapire un bambino per poi dare fuoco all'accampamento.

Alessandra
09-01-2010, 13:02
Tratto da Due sindaci in piazza per Rosarno (http://it.peacereporter.net/articolo/19667/articolo/19667/Due+sindaci+in+piazza+per+Rosarno) - PeaceReporter del 8/1/2010

http://it.peacereporter.net/upload/2/21/213/2132/21328.jpg

Ilario Amendolia, sindaco di Caulonia. "Anche noi abbiamo un gruppo di profughi che vivono insieme alla popolazione, sono 120 persone. E' un modello di comunità solidale e di accoglienza, il nostro, mentre qua vediamo che lo sfruttamento è terribile, queste persone vivono in condizioni sub-umane. Siamo riusciti a entrare a Rosarno per dare parola di distensione, per dire che esiste una Calabria non ostile a loro. Chi ricorda l'America degli anni '60 e '70 fa un parallelismo immediato: all'inizio vi è una provocazione, e il nero risponde. Poi il nero diventava cattivo perchè ha risposto, e il sottoproletariato bianco gli si scaglia contro. Noi dobbiamo pensare all'integrazione, all'accoglienza, la situazione può degnerare da un momento all'altro perchè non hanno interlocutori, hanno paura, la loro aggressività è una conseguenza di questa di paura. Man mano che il tempo passa questi si stancano e la situazione può esplodere. Avrei voluto incontrare gli amministratori di Rosarno, se non fosse commissariata. Suggerirei al sindaco di parlare con la popolazione. Un sindaco deve scendere in piazza. Se fossi io sindaco cercherei di stare con la gente di colore. La gente di colore è in trappola, non ci sono interlocutori, le associazioni umanitarie non riescono più a fare la loro parte. Oggi queste donne e questi uomini sono oggetto di possibili attacchi mafiosi..."

Ilario Ammendolia l'ho conosciuto a Lampedusa. Una persona ed un politico che in una zona difficilissima e con scarsissime risorse, ricordo che Caulonia è nella Locride, è riuscito a costruire un modello di società di pacifica e proficua accoglienza e collaborazione, dimostrando concretamente che è possibile.
E' infatti impegnato nella divulgazione di questa esperienza.
Una persona intelligente, seria,semplice e che trasmette una calma ed un coraggio determinatissimi.

Qui la presentazione dell'intervento suo e di alcuni suoi collaboratori, al convegno di questo settembre svoltosi a Lampedusa.



“Migranti come risorsa per il territorio”

l’esperienza dei comuni della Locride, Riace, Caulonia e Stignano

Incontro con
Domenico Lucano sindaco di Riace,
Ilario Ammendolia sindaco di Caulonia,
Giovanni Maiolo e Cosimo Franco operatori dei progetti


Riace, Caulonia, Stignano sono i tre comuni della Locride che stanno attuando il progetto di integrazione con gli immigrati. Riace ha una lunga esperienza ed è stato uno dei primi comuni ad aderire al sistema di richiedenti asilo per rifugiati nel 2001
Riace si è distinto negli ultimi anni per una serie di iniziative incentrate sulla multiculturalità, il rispetto per l’ambiente e la salvaguardia delle proprie tradizioni. Un esempio chiaro è la raccolta differenziata con gli asini.
Una città che si stava spopolando e che al fenomeno della migrazione ha reagito diventando un centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo (aderendo al progetto SPRAR promosso a livello nazionale dal ministero dell'interno) attraverso la “Associazione Città Futura don Giuseppe Puglisi” www.cittafuturariace.it, conservando e rivitalizzando al contempo, nell’incontro con “l’altro”, le proprie tradizioni locali e creando una nuova formula ricettiva per il turismo (case antiche fatiscenti ristrutturate e affittate in estate ai turisti).
Da allora il suo esempio è stato seguito da altre comunità come il comune di Caulonia e Stignano, i tre comuni della locride sono stati il riferimento per la legge promossa dalla Regione Calabria
Prima regione italiana a creare una legge che promuove l'accoglienza e l'inserimento dei rifugiati sul territorio coniugandolo allo sviluppo socio-economico delle comunità locali. "Il provvedimento - ha commentato il presidente Loiero - nasce dalla positiva esperienza di alcuni Comuni della Locride come Riace, Caulonia e Stignano, dove i rifugiati sono diventati una vera e propria risorsa". Arrivati a più riprese a partire dalla fine degli anni '90, gli immigrati sono da tempo impegnati in attivita' artigianali e produzioni locali e stanno così contribuendo, in armonia con la popolazione locale, a rivitalizzare l'economia di borghi segnati da un passato di emigrazione di massa e altrimenti destinati a un futuro di decadenza e spopolamento. Si tratta di un modello di integrazione balzato agli onori della cronaca nazionale la scorsa estate quando la Locride accolse l'appello disperato che arrivava da Lampedusa di farsi carico dei nuovi arrivi visto che il centro d'accoglienza dell'isola era perennemente stracolmo.
L'obiettivo che adesso si propone la Calabria, mediante l'erogazione di fondi ai Comuni virtuosi, è quello di "mettere a sistema" il modello Locride. E infatti il provvedimento finanzia, con risorse regionali e comunitarie, i progetti presentati da Comuni, Province, e altri enti finalizzati all'inserimento socio-lavorativo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, soprattutto nei borghi interessati da fenomeni di spopolamento e da particolari sofferenze socio-economiche. Non solo: la legge sosterrà azioni che favoriscano la conoscenza reciproca tra i popoli, base fondamentale di una convivenza serena. L'esperienza insegna che tutto ciò è possibile se attuato gradualmente e attraverso la strategia dei piccoli numeri, tenendo conto cioé delle esigenze di ciascuna comunità locale.

A Maggio a Riace si è svolto con grande successo il primo festival sui temi dell’immigrazione intitolato Riaceinfestival – Festival delle migrazioni e delle culture locali www.riaceinfestival.it

Wim Wenders ha reso noto che inizierà in questo mese in Calabria le riprese di un nuovo film in 3D intitolato "Il Volo". Il noto regista tedesco ha accolto con entusiasmo l'invito a lavorare sulla sceneggiatura di Eugenio Melloni ispirata alle esperienze di accoglienza verso i richiedenti asilo dei piccoli comuni calabresi.


http://www.lampedusainfestival.com/press/doc/dibattito%20MIGRANTI%20COME%20RISORSA%20Lampedusainfestival.doc

taccaromiceto
09-01-2010, 13:14
Continuo a ricordarti che i romeni sono comunitari. Che ti piaccia o no: fattene una ragione!

Questo da 36 mesia questapate.

Anche prima erano comunque la comunità piùnumerosa.

Nessun fastidio per carità.

Intendo solo dire che non sono diventati la prima rappresentanza straniera perchè sono comunitari.

Alessandra
09-01-2010, 13:20
A Lampedusa ho assistito anche alla presentazione, tra altri, di un libro dal titolo pieno di una speranza che in questi ultimi giorni sembrerebbe perduta, ma a mio parere invece la ribellione eclatante di quei migranti è semplicemente solo l'inizio di qualcosa di importante che sta accadendo in quelle terre e che lascia ancora spazio alla speranza, indipendentemente da come andrà oggi quella drammatica vicenda.



GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE

presentazione del Libro

Gli africani salveranno Rosarno

di Antonello Mangano
a cura di Antonello Mangano ed Terrelibere.org
Interventi di Peppino Lavorato, Fulvio Vassallo Paleologo, Giuseppe Pugliese, Fortress Europe - Prefazione di Valentina Loiero, postazione di Tonio dell’Olio


Non c'è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall'economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni.
Il libro analizza l'aspetto socio-economico (lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico), quello giuridico (come le leggi razziste producono marginalità fino al lavoro servile), storico (dall'occupazione delle terre all'omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia), geopolitico (le grandi migrazioni dall'Africa all'Europa).
In seguito al ferimento di due lavoratori della Costa d'Avorio, gli africani di Rosarno si ribellano. E' il 12 dicembre 2008. Il loro gesto segna il confine tra la rassegnazione e la protesta, tra il consueto e l'inaccettabile. Non sono i cittadini italiani a trovare il coraggio della rivolta civile, ma "clandestini" senza diritti e documenti.
Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati, sottopagati, umiliati. Ma è anche l'unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza, comprese estorsioni e rapine, in un contesto dove la popolazione è oppressa da un sistema mafioso fatto di narcotraffico intercontinentale ed arcaismo brutale, boss rapinatori e violenze quotidiane. La storia della Piana è però molto contraddittoria, ed ha vissuto momenti eroici, anche recenti, di lotta al latifondo ed alla mafia.

http://www.lampedusainfestival.com/press/doc/dibattito%20MIGRANTI%20COME%20RISORSA%20Lampedusainfestival.doc

fantasma76
09-01-2010, 13:24
Da sottolineare che è stata una maldicenza, perchè in realtà non è andata così. Come quando era piovuta l'accusa a una zingara Rom di voler rapire un bambino per poi dare fuoco all'accampamento.
Eppure ieri il TG1 ha detto che le condizioni della danna sono peggiorate, e che perderà sicuramente il figlio, inoltre precisava che la donna era innocente, non apparteneva a nessuna famiglia mafiosa.

Alessandra
09-01-2010, 13:25
Rosarno,immigrato ferito a fucilate

Spari nella campagna di Gioia Tauro


Un immigrato è stato ferito a fucilate nelle campagne di Gioia Tauro, a pochi chilometri da Rosarno. L'uomo, insieme a due compagni, è stato bersagliato dagli spari esplosi da persone a bordo di un'auto: ora è ricoverato in ospedale, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. I carabinieri ritengono molto probabile che il fatto sia riconducibile agli scontri avvenuti a Rosarno.

09.01.2010 Ultimo aggiornamento ore 13:12

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo470657.shtml

Edric
09-01-2010, 13:32
Eppure ieri il TG1 ha detto che le condizioni della danna sono peggiorate, e che perderà sicuramente il figlio, inoltre precisava che la donna era innocente, non apparteneva a nessuna famiglia mafiosa.

Che ci siano finiti in mezzo alla rabbia della protesta persone che non centravano nulla e che la reazione violenta della comunità dei lavoratori irregolari sia sbagliata per tutti e controproducente soprattutto per loro, non ci piove.
Io ho sentito notizie diverse circa le conseguenze all'aggressione subita nella sua macchina. Quale che sia la verità, l'unica verità che è cominciata ad andare tre secondi dopo in giro è che la signora aveva abortito.

Vatti a fidare comunque del TG1: raccontano sempre e solo la metà delle cose. Quellle che gli fanno comodo.
Comunque dovesse sfortunatamente, cosa che non gli auguro, abortire veramente, faranno i titoloni in prima pagina. La notizia sicuramente non sfuggirà.

Alessandra
09-01-2010, 13:33
Circa 250 sono stati portati nei centri di accoglienza a Crotone e Siderno
Uno straniero preso a bastonate. Continuano le aggressioni. Insediata la task force

Rosarno, via ai trasferimenti
Colpi di fucile contro un immigrato

Il cardinal Bertone: "Sono lavoratori sfruttati"


ROSARNO - Si rialza la tensione a Rosarno dopo gli scontri fra polizia, extracomunitari e cittadini. In mattinata, a Gioia Tauro, un immigrato è stato ferito, alle gambe e ad un braccio, da colpi di fucile caricato a pallini, mentre un altro è ricoverato in ospedale in codice rosso (anche se non ci sono ancora particolari). Un altro immigrato, invece, è stato 'sprangato' a Rosarno: "Mi hanno
aggredito in otto e volevano ammazzarmi. Sono vivo per miracolo". La guerriglia urbana è esplosa giovedì dopo il ferimento di due immigrati a colpi di carabina ad aria compressa. Da allora è stato un susseguirsi di violenze arginate a fatica dalle forze dell'ordine. Una vicenda delicatissima seguita minuto per minuto anche dal quotidiano di cronaca locale onlineStrill.it.

Il bilancio degli scontri è pesante: secondo fonti investigative, sarebbero finora 66 (una trentina di extracomunitari di cui uno aggredito stanotte, 17 abitanti del posto e 19 appartenenti alle forze di polizia). Il clima, dunque, resta teso. "La gente di Rosarno, che si fronteggia con gli immigrati, non è tutta rappresentata nel cosiddetto comitato dei cittadini, "c'è anche qualcos'altro, qualcosa che sfugge al controllo" dice il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. Mentre il segretario di stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, fa appello alla cessazione della violenza e denuncia le "gravi condizioni di lavoro" alle quali sono sottoposti gli immigrati.

Via ai trasferimenti. E' stato effettuato nella notte il trasferimento di circa 250 immigrati dalla ex cartiera "La Rognetta" di Rosarno verso i centri d'accoglienza di Crotone e Siderno. Tranquilla la situazione nell'ex "Opera Sila", l'altra struttura a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro, dove sono ospitati altri immigrati. All'interno vi sarebbero tra le 500 e le 600 persone. Anche queste stanno per essere trasferite. Anche se alcuni temono di essere rimpatriati. "Nessuno degli
immigrati che sono stati portati o stanno per essere trasferiti da Rosarno nel Cpa di Isola Capo Rizzuto sarà espulso, neppure quelli irregolari" dice il referente di Libera della Piana di Gioia Tauro, don Pino Demasi. E anche la Questura conferma: nel centro di accoglienza ognuno è libero di andarsene, non saranno chiesti documenti.
Un centinaio di persone, invece, ha già lasciato spontaneamente l'accampamento. Alcuni si sono allontanati con mezzi propri, altri a piedi verso la stazione ferroviaria. "Restare è impossibile, ce ne andiamo e, almeno io, per non tornare mai più" dice Peter, 30 anni, ghanese - La reazione da parte di qualcuno di noi è stata sproporzionata, ma ci hanno sparato addosso e questo non è tollerabile. Ci dispiace perchè qui c'è il lavoro e avanziamo ancora dei soldi, ma la gente ci è troppo ostile e le violenze contro di noi sono state troppo gravi". E continuano anche adesso. "Alcuni di noi sono stati aggrediti vicino alla cartiera con bastoni e mazze" denuncia uno degli immigrati. "Dovete rimanere uniti, salire sui pullman e andare via, la situazione è insostenibile", invitano gli operatori della protezione civile.

Arresti. Resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Queste le accuse per il quale è stato fermato Antonio Bellocco, 29 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sarebbe coinvolto nei disordini. Bellocco è il figlio di un parente di un capo cosca della 'ndrangheta di un clan molto noto nella piana di Gioia Tauro.

"Liberato" il Comune. Nel frattempo è stata tolta l'occupazione che una decina di abitanti di Rosarno stavano attuando nel comune per chiedere l'allontanamento degli immigrati che vivono nel paese. Una decisione presa dopo l'inizio dei trasferimenti che porteranno, entro 48 ore, all'allontanamento di tutti gli immigrati da Rosarno. Stamattina sono state riaperte le attività commerciali e le scuole.

Task force. A Reggio Calabria, intanto, si è insediata la task force ministeriale incaricata dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di individuare le soluzioni necessarie per superare le tensioni e arginare le violenze.

9 gennaio 2010

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/09/news/notte_rosarno-1885961/

clara
09-01-2010, 13:48
scusate la domanda siccome non vivo li' non oso dire niente solo chiedere.
Da una parte se ho ben capito, ci sono braccianti disgraziati e sfruttati. Dall'altra ci sono "indigeni" che sono stufi di essere invase da immigranti, disgraziati che siano. Il risultato e' uno scontro violento.
Ho detto giusto?

Orchidea Selvaggia
09-01-2010, 14:07
Più o meno sì.


A Rosarno tra gl'immigrati con Medici senza frontiere - Il Sole 24 Ore (http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Video/Italia/2010/rosarno-disordini-2010/Rosarno_dic2009.php)

Juliet
09-01-2010, 14:11
Era una tragedia annunciata come scritto
da Antonello Mangano, Calabria, Gli africani salveranno Rosarno,

in occasione della prima protesta.
http://blog.panorama.it/italia/2010/01/08/tra-ndrangheta-arance-e-schiavitu-gli-africani-salveranno-rosarno/

fantasma76
09-01-2010, 14:22
Ho detto giusto?
Bo?
Chi dice che era tutto annunciato, chi dice che fino all'altro ieri andavano tutti d'amore e d'accordo, i negozianti facevano entrare gli extracomunitari a caricare i cellulari senza esigere nulla in cambio.
Sta di fatto che qualcuno ha incominciato a sparare a pallettoni questa gente, come se fossero cani con cui puoi giocare liberamente, e i cani si sono incazzati e hanno morso i passanti, andranno abbattuti sicuramente possiamo permettere che cani rabbiosi circolino in Italia?
Certamente no, ma possiamo accettare che la gente si metta a fare il tiro a bersaglio sui passanti, vogliamo mica impedirgli di divertirsi?

Juliet
09-01-2010, 14:30
Rosarno/ Bertone:
No violenza, immigrati gravemente sfruttati


10:34 - POLITICA- 09 GEN 2010

"Rendono servizio prezioso a agricoltura ed economia legale"


Città del Vaticano, 9 gen. (Apcom) - Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, fa appello alla cessazione della violenza a Rosarno e denuncia le "gravi condizioni di lavoro" alle quali sono sottoposti gli immigrati. "La situazione in Calabria preoccupa e affligge tutti - ha detto il cardinale Bertone - soprattutto per le gravi condizioni di lavoro a cui sono sottoposti i migrati, che pure rendono un servizio prezioso all'agricoltura e all'attività locale". Interpellato dai giornalisti a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario dello Stato della Città del Vaticano, il porporato ha sottolineato che "la giustizia diventa ingiustizia quando si adotta la violenza" ed ha auspicato un "riscatto di vita secondo giustizia". Il cardinale Bertone ha citato il salmo 71 per invitare tutti alla "osservanza delle leggi" all'agire "secondo giustizia" e alla necessità di promuovere "pace, riconciliazione e accoglienza reciproca".

http://www.apcom.net/newspolitica/20100109_103401_42841e7_80278.html

Orchidea Selvaggia
09-01-2010, 14:36
Ho appena sentito al TG3 di un immigrato regolare preso a pallettoni, mentre si recava al lavoro, dal suo datore di lavoro.

Allucinante...

fantasma76
09-01-2010, 14:48
Secondo me la destra si prenderà pure la regione Calabiria, sempre se non si presenta la lega, allora tacendo il fatto che i calabresi sono dei terroni negri e arriciulati, potrebbero fare cappotto come a Lampedusa.

Edric
09-01-2010, 15:18
Ho appena sentito al TG3 di un immigrato regolare preso a pallettoni, mentre si recava al lavoro, dal suo datore di lavoro.

Allucinante...

Come sostiene


Bo?
Chi dice che era tutto annunciato, chi dice che fino all'altro ieri andavano tutti d'amore e d'accordo, i negozianti facevano entrare gli extracomunitari a caricare i cellulari senza esigere nulla in cambio.
Sta di fatto che qualcuno ha incominciato a sparare a pallettoni questa gente, come se fossero cani con cui puoi giocare liberamente, e i cani si sono incazzati e hanno morso i passanti, andranno abbattuti sicuramente possiamo permettere che cani rabbiosi circolino in Italia?
Certamente no, ma possiamo accettare che la gente si metta a fare il tiro a bersaglio sui passanti, vogliamo mica impedirgli di divertirsi?

Se hanno diritto i ragazzini a divertirsi non ne ha diritto ogni tanto anche un imprenditore, che si fà un mazzo così tutto il giorno?! :D

Comunque la reazione di Marroni è tutta invidia.

Non è ancora riuscito ad accettare che dei meridionali siano riusciti a fare quello che loro vorrebbero con questa gente.

Di giorno a travaiè e alla sera ... invisibili. :blow:

taccaromiceto
09-01-2010, 15:35
Bo?

Certamente no, ma possiamo accettare che la gente si metta a fare il tiro a bersaglio sui passanti, vogliamo mica impedirgli di divertirsi?

Fosse successo il contrario,avreste ritenuto giusto un assalto alle fabbriche fatiscenti dove si riuniscono gli immigrati?

fantasma76
09-01-2010, 15:53
Fosse successo il contrario,avreste ritenuto giusto un assalto alle fabbriche fatiscenti dove si riuniscono gli immigrati?
Ho scritto forse questo?
Fosse successo il contrario avrei voluto che i colpevoli penzolassero dalla forca, hai forse sentito appelli in TV che invitino a identificare coloro che da 1 mese si divertono a impalliate i cani negri?

Levitico 19
33 Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli farete torto. 34 Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l'amerai come tu stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio.

Cosa hanno fatto i cittadini di Rosarno per difendere i rosarnesi, hanno imbracciato spranghe e fucili e si sono messi a menare gli esagitati, ad incendiare i luoghi in cui dormono con loro dentro, se questo è il modo in cui difendono i paesani, perchè non hanno fatto lo stesso per difendere il forestiero?

fantasma76
09-01-2010, 16:01
Arresti. Resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Queste le accuse per il quale è stato fermato Antonio Bellocco, 29 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sarebbe coinvolto nei disordini. Bellocco è il figlio di un parente di un capo cosca della 'ndrangheta di un clan molto noto nella piana di Gioia Tauro.

Per fortuna che la ndrangheta non centrava nulla, chi sa quale è la strategia, aiuti elettorali favorendo la strategia della tensione, con l'appalto sul ponte di Messina o l'expo di Milano?

Juliet
09-01-2010, 16:21
Per fortuna che la ndrangheta non centrava nulla, chi sa quale è la strategia, aiuti elettorali favorendo la strategia della tensione, con l'appalto sul ponte di Messina o l'expo di Milano?




Centinaia di stranieri sono stati portati nei centri di accoglienza a Crotone e Siderno
Sale il bilancio dei feriti. A Gioia Tauro agguato con un fucile caricato a pallini
Rosarno, nuove aggressioni
Fucili e spranghe contro gli immigrati
Ipotesi inquirenti: forse 'ndrangheta dietro le violenze per motivi da chiarire
I tre calabresi arrestati sono personaggi noti alle forze dell'ordine

ROSARNO - Avanza l'ombra della 'ndrangheta sulle violenze scoppiate a Rosarno dove la tensione è ancora alta dopo gli scontri fra polizia, extracomunitari e cittadini. In mattinata, a Gioia Tauro, un immigrato è stato ferito, alle gambe e a un braccio, da colpi di fucile caricato a pallini, mentre un altro è ricoverato in ospedale in codice rosso (anche se non ci sono ancora particolari). Un altro immigrato, invece, è stato colpito a sprangate a Rosarno: "Mi hanno aggredito in otto e volevano ammazzarmi. Sono vivo per miracolo". Sono queste le ultime due vittime dell'ondata di violenza che non accenna a diminuire: centinaia di extracomunitari hanno lasciato Rosarno e un gruppo è assediato in un casolare. Una delle ipotesi sui cui stanno lavorando gli inquirenti è che la n'ndrangheta abbia "cavalcato" la situazione: i tre rosarnesi arrestati sono infatti personaggi noti alle forze dell'ordine, due hanno precedenti e uno è figlio di un esponente di spicco della cosca Bellocco.

La guerriglia urbana è esplosa giovedì dopo il ferimento di due immigrati a colpi di carabina ad aria compressa. Da allora è stato un susseguirsi di violenze arginate a fatica dalle forze dell'ordine. Una vicenda delicatissima seguita minuto per minuto anche dal quotidiano di cronaca locale onlineStrill.it. Intanto è cominciata la "fuga" degli immigrati africani, presenti in massa a Rosarno fino a pochi giorni addietro per lavorare negli uliveti e negli agrumeti della piana di Gioia Tauro. In centinaia hanno raccolto in fretta e furia i loro bagagli, quasi sempre buste stracolme di stracci, per salire sui pullman messi a disposizione dalle autorità per trasferirli nei centri di prima accoglienza di Crotone, Bari o della Sicilia.

Il bilancio degli scontri è pesante: secondo fonti investigative, sarebbero finora 66 (una trentina di extracomunitari di cui uno aggredito stanotte, 17 abitanti del posto e 19 appartenenti alle forze di polizia). Il clima, dunque, resta teso. "La gente di Rosarno, che si fronteggia con gli immigrati, non è tutta rappresentata nel cosiddetto comitato dei cittadini, c'è anche qualcos'altro, qualcosa che sfugge al controllo" dice il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. Mentre il segretario di stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, fa appello alla cessazione della violenza e denuncia le "gravi condizioni di lavoro" alle quali sono sottoposti gli immigrati.

Inquirenti: forse cosche dietro la protesta. Le violenze scoppiate a Rosarno potrebbero essere state "cavalcate" dalla 'ndrangheta per fini che sono ancora tutti da chiarire. E' una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti anche se il procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, che coordina le indagini, si è limitato a dire che "allo stato ogni ipotesi è plausibile".[ Di certo, al momento, c'è che i tre rosarnesi arrestati per fatti di violenza nel corso degli scontri con gli immigrati, sono personaggi noti agli investigatori. Uno è Antonio Bellocco, 29 anni, figlio di un esponente di spicco della cosca Bellocco, che insieme a quella dei Pesce estende il suo predominio su Rosarno. Il giovane è accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Ma anche gli altri due hanno precedenti e uno è stato condannato per l'omicidio colposo della fidanzata. Entrambi sono accusati di tentato omicidio. La Procura di Palmi ha già chiesto al gip la convalida dell'arresto ed è in attesa della fissazione dell'udienza, che potrebbe svolgersi lunedì.

(...) segue
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/09/news/notte_rosarno-1885961/

Alessandra
09-01-2010, 16:22
Ho appena sentito al TG3 di un immigrato regolare preso a pallettoni, mentre si recava al lavoro, dal suo datore di lavoro.

Allucinante...

Non capisco la sottolineatura. Secondo te è più grave sparare ad un regolare?

Tzazzamita
09-01-2010, 16:26
scusate la domanda siccome non vivo li' non oso dire niente solo chiedere.
Da una parte se ho ben capito, ci sono braccianti disgraziati e sfruttati. Dall'altra ci sono "indigeni" che sono stufi di essere invase da immigranti, disgraziati che siano. Il risultato e' uno scontro violento.
Ho detto giusto?

no perchè la cosa è biunivoca, sono due facce della stessa medaglia

parafrasando

è il sud del sud che si rivolta al sud

Amanda
09-01-2010, 16:46
http://img694.imageshack.us/img694/5949/53830543.jpgUltimo aggiornamento: 9 gennaio 2010,
Gomorra Rosarno e quelle bestie che non ci stanno piu'
Immigrati presi a pallettoni scatenano la loro rabbia sulla statale 18 per Gioia Tauro. E scatta la caccia al negro.

E’ trascorso poco più di un anno da quella strage di Castelvolturno, la strage di San Gennaro dove persero la vita sei nigeriani clandestini caduti sotto i colpi del gruppo di fuoco della camorra scissionista dei casalesi. Furono fatte molte ipotesi un anno fa, ma dalle indagini è emerso che nessuno di quegli immigrati era legato o aveva lavorato al servizio della criminalità organizzata. Anche se su una popolazione di 11.000 immigrati, di cui solo 2000 regolari e con una disoccupazione record non è difficile immaginare che molti di essi si dedichino all’ illecito con il beneplacito dei boss locali. Il giorno dopo la strage, per la prima volta in Italia, vi fu una sommossa della comunità di extracomunitari. Chiedevano protezione, rispetto, giustizia. Distruggevano tutto e gridavano “Noi non siamo bestie!”

CACCIA AL NEGRO - Due giorni fa un episodio analogo, cambia la latitudine, ci spostiamo nel profondo sud, sparano da un’auto in corsa su un gruppo di lavoratori stagionali. Ne feriscono due, un rifugiato politico con permesso di soggiorno e un clandestino. Urlano i feriti: “Noi non siamo bestie!”. Scoppia la protesta, la comunità africana si mette in marcia sulla via Nazionale, la strada principale di Rosarno e distrugge tutto quello che le capita a tiro. Feriscono una donna mettono a ferro e fuoco la città, si scontrano con i residenti che reagiscono alle violenze, nascono sassaiole, la caccia all’ immigrato, i tentativi di metterli sotto con le auto. L’ultimo bilancio è di 37 feriti, 19 fra gli extracomunitari e 18 fra le forze dell’ ordine.

INTIMIDAZIONE ? - E fa quasi impressione che il Paese si risvegli come da un torpore e scopra che esiste la Piana di Gioia Tauro come più di un anno fa scoprì la Domitiana. Scoprì che esisteva un universo di baracche dove vivevano ammassati i regolari e gli irregolari, quelli che un lavoro ce l’hanno e quelli che invece mendicano, o peggio, vengono assoldati dalle mafie per gestire l’illecito. Condizioni disumane a Castelvolturno, condizioni disumane per gli stagionali che si spostano più volte l’anno per raccogliere pomodori, arance, olive. Per fare quello che gli italiani ormai non fanno più. E fa quasi impressione che sia una parte del Pil di questo Paese intorpidito. E non è difficile immaginare che in una regione stretta nella morsa della ‘ndrangheta, dove pure per lavorare nei campi devi avere il “permesso”, si sia trattato di un regolamento di conti tra clan rivali e che dietro la guerriglia degli immigrati si nasconda la longa manus dei boss.

NIENTE INTEGRAZIONE - La cosa più semplice da fare ora sarebbe quella di punire solo i più deboli, del resto abbiamo già leggi molto feroci da questo punto di vista. Leggi che non favoriscono l’integrazione, ma che al contrario esasperano l’apartheid. Altro è, invece, stanare chi sfrutta il lavoro nero per arricchirsi, chi soffia sul fuoco della disperazione, della paura. Rosarno come Castelvolturno non sono città razziste, così come quelli che vanno a sbarcare il lunario per i campi non sono dei criminali. E soprattutto non sono bestie.
fonte Giornalettismo.com

Pietro Ancona
09-01-2010, 16:49
Rosarno e tutto il resto
Nella vicenda di Rosarno sono rimasto colpito da alcune cose che dovrebbero allarmare. La trasmissione di Rai Uno del pomeriggio diretta da Sposini ha dato vita ad un collegamento con Rosarno riservata ai "bianchi." Tra questi anche un avvocato il quale si è lamentato dell'ingratitudine dei neri che vivrebbero nel degrado per loro scelta e che vengono pagati "normalmente" per il loro lavoro. Queste cose, del tutte clamorosamente contrarie alla verità, venivano avallate da altro "portavoce". Mi ha colpito l'atteggiamento "comprensivo" e di consenso dell'intervistatore che ad un certo punto ha costretto lo stesso Sposini a tagliare la trasmissione che stava assumendo un tono di condanna piena di pregiudizi per le vittime dello schiavismo della mafia calabrese. Nessun portavoce della comunità africana è stato intervistato.. Sono state mostrate soltanto le ferite al braccio di uno di loro. I massmedia televisivi italiani hanno privati le vittime anche della "voce"-
Sarebbe interessante avere una anagrafe delle proprietà agricole, delle aziende per le quali lavorano gli africani. Magari scopriremmo che appartengono quasi tutte ad uomini della 'ndrangheta che, con la collaborazione di mafiosi africani, si arricchiscono con il lavoro degli schiavi. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli africani presenti in Calabria siano stati "importati" da famiglie mafiose per procurarsi lavoratori privi di diritti e ricattati dal loro stato di clandestinità. Purtroppo tantissimi immigrati , vengono schiacciati non soltanto dalla ferocia delle condizioni imposte dagli imprenditori italiani ma anche dalla violenta intermediazione della criminalità organizzata dei loro paesi che spesso è basata su minacce verso i familiari tenuti in ostaggio
Mi ha colpito la dichiarazione del Presidente della Repubblica che si è riferito alla vicenda di Rosarno preoccupandosi soltanto dei problemi della cittadinanza ed ha chiesto di fermare senza indugio ogni violenza. Oggi, la stampa di tutto il mondo, ha avuto giudizi molto severi sull'Italia razzista e si è mostrata allarmata della nostra crescente xenofobia. Il Presidente della Repubblica dovrebbe valutare
meglio i riflessi che sulle popolazioni del continente africano avranno gli avvenimenti di Rosarno o i racconti che gli imnmigrati fanno alle loro famiglie ed alle loro comunità di come vengono trattati in Italia. L'Italia si sta facendo una sinistra fama di paesi di razzisti. Napolitano avrebbe potuto spendere qualche parola di solidarietà e di conforto per i disperati sfruttati dalla mafia di Rosarno. Avrebbe potuto dire al mondo ed all'Africa che l'Italia non è solo razzismo.
Saviano e Don Ciotti si sono distinti per le cose assai giuste che hanno scritto sulla vicenda. Saviano in particolare apre nuovi squarci nella realtà della mafia spingendo la sua analisi verso orizzonti del tutto nuovi.
Colpisce il silenzio della CGIL nazionale che ha lasciato ad un burocratico comunicato della CGIL calabrese il commento degli avvenimenti senza gettare il suo peso morale e politico nella vicenda.La CGIL sa bene che la risposta civile e democratica alla gravità della questione immigrazione non può che venire da una svolta culturale e politica a cominciare dall'introduzione del Salario Minimo Garantito e l'abolizione delle leggi razziste (che non chiede).
LoJero, Presidente della regione calabria, scarica tutte le responsabilità sullo Stato secondo un copione diventato osceno, indecente, e che non si vergogna di riproporre. Parla di duecentomila euro promessi dallo Stato e non dati che sono più o meno due suoi stipendi di Oligarca. Lojero e tutti i suoi colleghi politici oligarchi della Regione, aiutati dalle loro parentele e clientele, divorano gran parte delle risorse della Calabria. Politici e mafiosi sono due cancri che affliggono la Calabria. Basta dare uno sguardo alle leggi emanate dal Consiglio Regionale per rendersi conto della entità mostruosa delle ingiustizie che si consumano in questa Regione. IL federalismo, appoggiato in modo miope da Napolitano, finirà con il fare regredire la Calabria e l'Italia ad un passato remoto precedente l'illuminismo.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

Amanda
09-01-2010, 17:04
ASCA 9 gennaio 2010
IMMIGRATI: 'AVVENIRE', 'NDRANGHETA NON SPIEGA TUTTO. NON SI VUOL VEDERE

Rosarno, Italia: cinquemila immigrati, in gran parte irregolari, pagati (quando va bene) 18-20 euro al giorno per 12-14 ore di lavoro a raccogliere agrumi, ammucchiati in ex fabbriche senza acqua e senza luce, sfruttati da imprenditori e mafiosi, dimenticati da enti locali e istituzioni regionali e nazionali. Val di Non, Italia: settemila immigrati, tutti regolari, pagati 6,90 euro all'ora per 8 ore di lavoro a raccogliere mele, con vitto e alloggio assicurato dai datori di lavoro, sotto il rigoroso controllo della provincia di Trento e dei Comuni della zona. Dietro alla drammatica rivolta degli immigrati africani della Piana di Gioia Tauro, dietro la reazione degli abitanti, sfociata ieri sera in due feroci gambizzazioni, c'e' ancora una volta questa Italia spaccata in due, questo Paese che, come ha denunciato piu' volte il capo dello Stato, viaggia a velocita' diversissime.

Due Italie, forse addirittura due pianeti diversi''. Lo afferma il quotidiano dei vescovi 'Avvenire' che con una severa lettura dei fatti drammatici culminati con gli scontri di Rosarno invita nell'editoriale a ''smetterla di 'non vedere'''. ''Lo diciamo chiaro e forte, perche' nessuno puo' accusarci di trito e becero antimeridionalismo. Avvenire, con la stessa identica passione della Chiesa italiana e dei suoi vescovi -prosegue l'editoriale-, e' da sempre attento alla realta' del Sud: al male che la affligge e al tanto bene che offre. Anche sul fronte immigrazione.

Perche' non e' impossibile gestire e accompagnare questo fenomeno epocale. Proprio nella tanto disastrata Calabria due paesi della zona jonica, Caulonia e Riace, sono esempi di integrazione, apprezzati e studiati anche all'estero. Addrittura ospitano, su richiesta degli organismi internazionali, i profughi dei campi palestinesi. Dunque, si puo' agire nella legalita' e nella civilta'. E non solo nell'efficiente Trentino''. ''Esperienze felici, ma purtroppo solo isole. Il resto -sottolinea 'Avvenire'- e' un mare di Rosarno, dove gli immigrati si spostano seguendo le stagioni.

Nomadismo agricolo: a settembre in Sicilia (olive), tra ottobre e marzo in Calabria (agrumi), poi in Puglia e Campania (ortaggi). Cosi' da almeno venti anni. Sotto agli occhi di tutti. All'aperto dei campi, non al chiuso di qualche fabbrica. Tutti vedono ma girano la testa dall'altra parte. Le istituzioni per prime. Gli 800 immigrati ammassati nell'impianto (mai entrato in funzione) dell'ex Opera Sila sono piu' o meno gli stessi che vivevano, in condizioni analoghe, nell'ex cartiera di Rosarno. Sbarrata quest'ultima dopo il ferimento a pistolettate, un anno fa, di due immigrati e una prima rivolta, gli 800 hanno solo cambiato ''inferno''. Intanto i due Comuni interessati, Rosarno e Gioia Tauro, sono stati (e non e' certo una coincidenza...) sciolti per infiltrazione mafiosa.

Ma neanche la diretta gestione da parte delle prefetture attraverso i commissari straordinari e' stata capace di dare una svolta''. ''Perche' -avverte 'Avvenire'- non e' solo una questione di ordine pubblico. Malgrado pistolettate, rivolte e gambizzazioni.

Se in migliaia ogni giorno si 'prostituiscono' agli incroci della Piana di Gioia Tauro, aspettando di essere soppesati e assoldati dai 'caporali'; se dopo fredde e interminabili giornate a raccogliere i dorati frutti degli agrumeti tornano a dormire tra mura diroccate, sotto teli e cartoni e perfino nei silos metallici; se al loro fianco hanno, come al solito, la sola preziosa e disinteressata presenza del volontariato; se vengono sfruttati e sottopagati con la scusa che il mercato degli agrumi non tira, davvero questa Italia non va.

Non e' solo colpa della 'ndrangheta, che certo su di loro si arricchisce e magari li usa come facile manovalanza criminale (Rosarno, ahime', e' un noto punto di transito della droga, ''la farina'' come la chiamano i corrieri di colore). E che forse ieri, come suo stile, ha voluto 'fare giustizia' sparando ad altri due immigrati''. ''Ma la 'ndrangheta -conclude 'Avvenire'- non spiega tutto. Dove sono le organizzazioni imprenditoriali? Battano un colpo. Chiaro, netto. Magari, come Confindustria Sicilia, espellendo chi usa lavoratori in nero o irregolari. E lo battano le istituzioni, come gia' fanno in altre regioni o in altre zone della Calabria. Non ci saranno cosi' piu' alibi per i violenti, italiani e immigrati''.

Pietro Ancona
09-01-2010, 17:05
le proprietà agricole della meravigliosa piana di Gioia Tauro appartengono alla mafia o a loro prestanomi. Credo che dei pochi proprietari non mafiosi si possa dire che non possono vendere le loro terre (se volessero) senza il consenso dei vicini contigui mafiosi.
Debbono sottostare alle loro durissime leggi e condizioni. E' come se non possedessero niente.
Per questo la "popolazione" di Rosarno è stata rappresentata da "Comitati spontanei" che sono riusciti a condizionare pesantemente i servizi giornalistici della Rai. La mafia riesce ad egemonizzare la popolazione.
Ci sono sospetti fondati che gli incidenti siano stati provocati ad arte per non pagare i salari maturati., E' una pratica comune dei proprietari mafiosi.
I politici non sono in grado di fare niente. Vivono da nababbi a stipendi da favola parificati a quelli del Senato e sono tutti d'accordo a spartire tra loro e le loro famiglie i beni e le risorse della Regione o del Comune o altro. Con questa democrazia non c'è niente da fare.
Bisognerebbe riformare profondamente la politica. Ma chi lo farà?

Juliet
09-01-2010, 17:50
ASCA 9 gennaio 2010
IMMIGRATI: 'AVVENIRE', 'NDRANGHETA NON SPIEGA TUTTO. NON SI VUOL VEDERE

Rosarno, Italia: .


Adry, manca il link.

http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

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Amanda
09-01-2010, 18:01
Adry, manca il link.

http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

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la fonte e' Agenzia di StampaASCArosa.gif

Juliet
09-01-2010, 18:04
la fonte e' Agenzia di StampaASCA

Si richiede il link.

Lo puoi dare o no ?
http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

fantasma76
09-01-2010, 18:52
Si richiede il link.

Lo puoi dare o no ?
No, è gelosa delle sue fonti, non le vuole mai rivelare, ci ho rinunciato a chiedergliele.

Juliet
09-01-2010, 18:55
No, è gelosa delle sue fonti, non le vuole mai rivelare, ci ho rinunciato a chiedergliele.

Il regolamento chiede il link.

(le sue fonti sono ansa e basta )

Amanda
09-01-2010, 19:04
Il regolamento chiede il link.

(le sue fonti sono ansa e basta )

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sul mio pc le notizie escono cosi'

Amanda
09-01-2010, 19:09
No, è gelosa delle sue fonti, non le vuole mai rivelare, ci ho rinunciato a chiedergliele.

SOLO NOTIZIE di: Cronaca (2902) | Politica (2069) | Esteri (1825) | Economia (1315) | Top News (1098) | Sport (982) | Altro (870) | Spettacoli (320) | Scienze e Tecnologie (102)

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sul mio pc le notizie escono cosi'


gelosa delle notizie?? ma sei fuori di testa?

Juliet
09-01-2010, 19:10
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sul mio pc le notizie escono cosi'





Il regolamento richiede il link.

L'hai ?

Alessandra
09-01-2010, 19:13
Appena ora vista un'intervista al TG3 ad una donna di colore che dice: "Mi dispiace per l'Italia. Noi possiamo andare via, però..." e non ha proseguito. Aveva già detto tutto.

Infatti, però a noi resta questa Italia che fa sempre più disgusto.

Amanda
09-01-2010, 19:19
Il regolamento richiede il link.

L'hai ?

dossier Icesave rischiava di diventare uno scomodo ostacolo all'ingresso dell'Islanda nell'Unione europea.
E' battaglia aperta, infatti in Islanda sulla legge che prevede il risarcimento di circa 3,8 miliardi di euro ai risparmiatori di Gran Bretagna e Olanda per il fallimento di Icesave. Con un margine di soli tre voti a favore (33 contro 30), il Parlamento islandese ha approvato un contestatissimo progetto di legge che prevede rimborsi a favore degli oltre 320mila investitori inglesi e olandesi rimasti coinvolti nel crack della banca online Icesave. L'ammontare del rimborso corrisponde al 40% del Prodotto interno lordo islandese e dovrebbe essere versato gradualmente nell'arco di 14 anni. Proprio l'entità del risarcimento è all'origine dell'opposizione al provvedimento: ad agosto un sondaggio aveva evidenziato come il 70% degli islandesi fosse contrario alla legge. Il Governo, però, ha tirato dritto, convinto che quella del rimborso fosse l'opzione migliore.
La partita, comunque, non è ancora chiusa: oltre 40mila cittadini - un record, in un paese di 300mila abitanti - hanno firmato una petizione contro la norma.

(Il Sole 24 Ore oggi)
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perche ' lo chiedi solo a me?

Juliet
09-01-2010, 19:20
dossier Icesave rischiava di diven
============================================
perche ' lo chiedi solo a me?


Perchè tu non metti i link e ci riempi di doppioni.


Una domanda: lo sai cosa è un link ???

Amanda
09-01-2010, 19:23
Perchè tu non metti i link e ci riempi di doppioni.


Una domanda: lo sai cosa è un link ???

quali doppioni?

Juliet
09-01-2010, 19:25
quali doppioni?


ripeto: lo sai cosa è un link ?

Amanda
09-01-2010, 19:27
ripeto: lo sai cosa è un link ???

il furum e' pieno di articoli senza link, ce l'hai con me? e quali sarebbero i doppioni?

Juliet
09-01-2010, 19:28
il furum e' pieno di articoli senza link, ce l'hai con me? e quali sarebbero i doppioni?


allora non hai link ?

tutti te li chiedono e tu non li metti è cosi ?

http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

Amanda
09-01-2010, 19:30
allora non hai link ?

tutti te li chiedono e tu non li metti è cosi ?


tutti chi?????????????????
www.forumpalestina.org



datti una calmata e dimmi quando e come, oltre oggi, mi hai avete chiesto i link, a parte una volta fantasma

Juliet
09-01-2010, 19:33
tutti chi?????????????????
www.forumpalestina.org


ueilà!!!!

l'hai capita!!!

sempre i link darling !!!


rosa.gif

(ora vado a controllare se il link è fasullo o no )

Amanda
09-01-2010, 19:35
ueilà!!!!

l'hai capita!!!

sempre i link darling !!!


rosa.gif

(ora vado a controllare se il link è fasullo o no )


vedi che sei una persona molto aggressiva, e sei anche in malafede, peccato, ti avevo giudicata diversamente...

cara maestrina...

Juliet
09-01-2010, 19:35
peccato, ti avevo giudicata diversamente...

E chi se ne frega di come mi giudichi tu ???


Basta che metti i link come tutti.
http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

Amanda
09-01-2010, 19:38
E chi se ne frega di come mi giudichi tu ???
http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11

basta, non diventare volgare, per me finisce qui!

ci sono tanti modi per chiedere le cose...

se vuoi l'ultima parola, accomodati..
non perdero' tempo a risponderti

Juliet
09-01-2010, 19:39
basta, non diventare volgare, per me si chiude qui!


Come vuoi. ciao .

I link sono obbligatori.

Alessandra
09-01-2010, 19:53
La storia della donna che ha abortito è un falso.


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51090girata.asp

Orchidea Selvaggia
09-01-2010, 20:01
Non capisco la sottolineatura. Secondo te è più grave sparare ad un regolare?

No. Ma è un modo per sottolineare che anche chi è lì regolarmente, con un lavoro non in nero, che non è 'brutto e sporco' e cha magari si sta integrando viene preso a pallettoni.
Ho sentito anche di una famiglia che stava tranquillamente a casa sua in appartamento, essere stata attaccata letteralmente e cacciata via con parecchia violenza.
Si supera ogni logica che sia anche destroide. A destra si è sempre detto 'chi è regolare, ha una casa ed un lavoro sarà ben accetto e sarà integrato, chi entra irregolarmente sarà mandato via', ebbene, cade anche questa illusione.
Questa è intolleranza allo stato puro, si va ben oltre il razzismo strettamente inteso.

Alessandra
09-01-2010, 20:02
No. Ma è un modo per sottolineare che anche chi è lì regolarmente, con un lavoro non in nero, che non è 'brutto e sporco' e cha magari si sta integrando viene preso a pallettoni.
Ho sentito anche di una famiglia che stava tranquillamente a casa sua in appartamento, essere stata attaccata letteralmente e cacciata via con parecchia violenza.
Si supera ogni logica che sia anche destroide. A destra si è sempre detto 'chi è regolare, ha una casa ed un lavoro sarà ben accetto e sarà integrato, chi entra irregolarmente sarà mandato via', ebbene, cade anche questa illusione.
Questa è intolleranza allo stato puro, si va ben oltre il razzismo strettamente inteso.

No, questo è il razzismo.

Orchidea Selvaggia
09-01-2010, 20:46
Juliet e Adry

Siccome vi considero due amiche, vi prendo capa contro capa e ve suono a mo' di piatti... :mad:

gladiatore78rm
09-01-2010, 20:48
Continuo a ricordarti che i romeni sono comunitari. Che ti piaccia o no: fattene una ragione!

a me piace perchè sono contento che siano qui, ma il punto è che l'assioma migrante=persona che al suo paese non può sopravvivere è assolutamente falso. gli esseri umani, senza distinzione, cercano naturalmente di stare il meglio possibile, dunque se io in italia faccio un determinato lavoro e prendo 1500 euro al mese e so che facendolo in giappone ne prenderei 30.000 sono motivato ad andare in questo paese, a prescindere dal fatto che io possa tranquillamente sopravvivere in italia con 1500 euro e non rischi affatto la vita. se guardi la lista delle comunità di migranti (comunitari e non) più presenti in italia ti accorgerai che per la stragrande maggioranza non sono persone provenienti da teatri di guerra o da zone dove è impossibile vivere, ma da paesi con una ricchezza molto (o anche non così tanto) inferiore alla nostra.
se non si considera questo fatto non si capiscono le conseguenze di un approccio x o y all'immigrazione.

Juliet
09-01-2010, 20:49
Juliet e Adry

Siccome vi considero due amiche, vi prendo capa contro capa e ve suono a mo' di piatti... :mad:


Suonati da solo che faresti meglio.




Che a Casini e puntate varie ti trovi fin peggio di Adry - tutto detto.



http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=251496&postcount=12

gladiatore78rm
09-01-2010, 20:57
scusate la domanda siccome non vivo li' non oso dire niente solo chiedere.
Da una parte se ho ben capito, ci sono braccianti disgraziati e sfruttati. Dall'altra ci sono "indigeni" che sono stufi di essere invase da immigranti, disgraziati che siano. Il risultato e' uno scontro violento.
Ho detto giusto?

si è esattamente questo. e non serve vivere qui per poterlo capire, perchè è un fenomeno che è presente in quasi tutti gli stati sviluppati, la ricchezza di questi stati attira masse enormi di migranti che entrano in collisione con gli "indigeni" penso che in israele non succeda perchè state molto attenti a chi entra e lo stato è molto piccolo, dunque facile da controllare.

Orchidea Selvaggia
09-01-2010, 21:00
Suonati da solo che faresti meglio.

Che a Casini e puntate varie ti trovi fin peggio di Adry - tutto detto.

Pierferdinando? Quale onore... :D

Amanda
09-01-2010, 21:02
Juliet e Adry

Siccome vi considero due amiche, vi prendo capa contro capa e ve suono a mo' di piatti... :mad:

se hai seguito la discussione, avrai anche notato il tono con cui si e' rivolta e continua a perseguitarmi su tutto il forum...

fantasma76
09-01-2010, 21:14
gelosa delle notizie?? ma sei fuori di testa?Ma poi siamo noi ad essere aggressivi, velo male che sto dietro ad un monito se no mi sprangavi come a quei poveri extracomunitari, e calmati un po se non riesci a capire che sono un tipo ironico, e volevo fare la battuta nel dire che sei gelosa degli informatori, se fai il copia e incolla del link della pagina che apri per leggere le notizie ci fai un enorme piacere.
Se ci fai capire il problema che hai cercheremo di risolverlo, ma se noi chiediamo e tu dici che ti provochiamo o che ce lo dobbiamo cercare da soli è meglio terminare qui la discussione, non ricaveremo mai il link

si è esattamente questo.
Ne sei sicuro?
Hai letto il link postato da Alessandra?
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51090girata.asp

Qualcuno va in giro a mettere bombe d'avanti ai tribunali, poi impallina gli extracomunitari questi vanno in città e sbraitano fate qualcosa, qualcuno che li vede troppo vicino casa spara un colpo in aria, un gruppo di loro gli entra in casa dove sta la moglie e gli urla ma sei scemo, non siamo animali, questo si impaurisce sono in troppi e abbassa il fucile e questi escono sbattendo tutto ma senza fare del male a nessuno.
Dopo un po circola le voci false che 4 africani sono stati uccisi, e che una donna incinta ha perso il figlio durante gli scontri, lo dicono i TG dove parlano solo italiani e sempre gli stessi, si dice che la donna stia peggiorando come è possibile se non esiste?
Di certo, al momento, c'è che i tre rosarnesi arrestati per fatti di violenza nel corso degli scontri con gli immigrati, sono personaggi noti agli investigatori. Uno è Antonio Bellocco, 29 anni, figlio di un esponente di spicco della cosca Bellocco, che insieme a quella dei Pesce estende il suo predominio su Rosarno. Il giovane è accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Ma anche gli altri due hanno precedenti e uno è stato condannato per l'omicidio colposo della fidanzata. Entrambi sono accusati di tentato omicidio.
A me sembra un altro Castel Volturno.

gladiatore78rm
09-01-2010, 21:16
Ma poi siamo noi ad essere aggressivi, velo male che sto dietro ad un monito se no mi sprangavi come a quei poveri extracomunitari, e calmati un po se non riesci a capire che sono un tipo ironico, e volevo fare la battuta nel dire che sei gelosa degli informatori, se fai il copia e incolla del link della pagina che apri per leggere le notizie ci fai un enorme piacere.


Ne sei sicuro?
Hai letto il link postato da Alessandra?
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51090girata.asp

Qualcuno va in giro a mettere bombe d'avanti ai tribunali, poi impallina gli extracomunitari questi vanno in città e sbraitano fate qualcosa, qualcuno che li vede troppo vicino casa spara un colpo in aria, un gruppo di loro gli entra in casa dove sta la moglie e gli urla ma sei scemo, non siamo animali, questo si impaurisce sono in troppi e abbassa il fucile e questi escono sbattendo tutto ma senza fare del male a nessuno.
Dopo un po circola le voci false che 4 africani sono stati uccisi, e che una donna incinta ha perso il figlio durante gli scontri, lo dicono i TG dove parlano solo italiani e sempre gli stessi, si dice che la donna stia peggiorando come è possibile se non esiste?
Di certo, al momento, c'è che i tre rosarnesi arrestati per fatti di violenza nel corso degli scontri con gli immigrati, sono personaggi noti agli investigatori. Uno è Antonio Bellocco, 29 anni, figlio di un esponente di spicco della cosca Bellocco, che insieme a quella dei Pesce estende il suo predominio su Rosarno. Il giovane è accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Ma anche gli altri due hanno precedenti e uno è stato condannato per l'omicidio colposo della fidanzata. Entrambi sono accusati di tentato omicidio.
A me sembra un altro Castel Volturno.


non sono sicuro di capire a cosa alludi. qual'è la spiegazione dei fatti che ti sei dato?

Edric
09-01-2010, 22:05
a me piace perchè sono contento che siano qui, ma il punto è che l'assioma migrante=persona che al suo paese non può sopravvivere è assolutamente falso. gli esseri umani, senza distinzione, cercano naturalmente di stare il meglio possibile, dunque se io in italia faccio un determinato lavoro e prendo 1500 euro al mese e so che facendolo in giappone ne prenderei 30.000 sono motivato ad andare in questo paese, a prescindere dal fatto che io possa tranquillamente sopravvivere in italia con 1500 euro e non rischi affatto la vita. se guardi la lista delle comunità di migranti (comunitari e non) più presenti in italia ti accorgerai che per la stragrande maggioranza non sono persone provenienti da teatri di guerra o da zone dove è impossibile vivere, ma da paesi con una ricchezza molto (o anche non così tanto) inferiore alla nostra.
se non si considera questo fatto non si capiscono le conseguenze di un approccio x o y all'immigrazione.

Su questo non ci piove ed aggiungerei anche, per fortuna.
I richiedenti asilo per ragioni umanitarie saranno circa 10% del totale degli immigrati se non di meno.
La maggior parte dell'immigrazione che viene nel nostro paese ha le stesse motivazioni che avevamo noi quando emigravamo in Belgio, in Germania, in America o in Australia.
Ciò non toglie che dal mio punto di vista sia una ragione sufficiente per decidere di lasciare il proprio paese. Ed è un modo anche per aiutare indirettamente per aiutare lo sviluppo dei loro paesi d'origine tramite le rimesse, in modo che domani non abbiano più bisogno di andare a lavorare all'estero.
Valeva per l'Italia fino alla fine degli anni '70, se non oltre, in cui la voce rimesse dall'estero era una delle voci più importanti della nostra bilancia dei pagamenti, voce che bilanciava in parte le nostre uscite per l'acquisto di materie prime che arrivavano magari da quei paesi dai quali provviene un buon numero di immigrati che arrivano oggi (che contraddizione,no!?!).
E' chiaro che se l'occidente detiene ed utilizza l'80% delle risorse mondiali, una buona fetta della popolazione che non dispone di queste risorse (benchè magari vengano estratte nel proprio paese, es. delta del Niger) cercherà di andare nella direzione in cui si muovono tali risorse per migliorare la propria condizione.
In qualche modo viene operata anche una sorta di redistribuzione.
D'altro canto, che piacia o non piacia, ci sono lavori che gli italiani non hanno più voglia di fare.
Questa sera è sono stati intervistati degli agricoltori di Rosarno.
Sai cosa hanno detto: "noi li facciamo lavorare anche perchè i nostri figli questo lavoro non lo vogliono più fare!".
Demoliamo i falsi miti:
solo una percentuale minoritaria (per fortuna) viene in Italia per problemi di guerre e di carestia.
Bene!
Però l'altro mito da demolire è che: gli stranieri prendono il lavoro agli italiani.
Questo è vero solo in minima parte perchè nella stragrande maggioranza dei casi gli stranieri fanno lavori che l'italiano non vuole più fare, come i tedeschi ed i belgi riempivano le miniere e le fonderie di turchi e di italiani perchè i loro figli quei lavori lì non li volevano più fare.
Quindi quale approccio vogliamo dare al fenomeno dell'immigrazione? A me sembra che l'accento sia sull'immigrato irregolare sul quale la nostra società tende a scaricargli addosso tutti i problemi. La mancanza di sviluppo tecnologico e di investimenti, la mancanza di una giustizia che funzioni, un'indecente utilizzo del lavoro in nero,etc.
Come tutte le situazioni che si collocano agli estremi la loro situazione - quella degli immigrati irregolari - mettono in luce le crepe della nostra società.
Allora vediamo come sia scontato fare i forti con i deboli ed essere conniventi con i forti (le mafie, gli imprenditori scorretti, etc.), cioè con coloro che, tra l'altro hanno la capacità di veicolare, da nord a sud magari con metodi diversi, voti e consenso elettorale.
Quanti danni ha fatto la legge Bossi-Fini? Quanti danni sta facendo il reato di immigrazione clandestina?
Questo non vuol dire che non ci debbano essere delle regole. Questo vuol dire che ci dovrebbe essere un sistema di regole sul modello di quelli utilizzati dalle socialdemocrazie del nord, un modello simile a quello proposto dal dll Amato-Ferrero.

Edric
09-01-2010, 22:13
non sono sicuro di capire a cosa alludi. qual'è la spiegazione dei fatti che ti sei dato?

Fantasma ha fatto più indietro un'ipotesi per nulla peregrina.
Sono state fatte delle provocazioni (spari addosso, notizie false) per aizzare quei poveracci.
Chi è che a scatenato tutto questo casino: l'ndrangheta. Perchè?
1) distrarre l'attenzione dai fatti di Cosenza (bomba davanti alla Prefettura)
2) spingere i calabresi verso posizioni di destra, posizioni che verranno riscosse dall'ndrangheta in appalti nella costruzione del ponte di messina ed in altre zone dell'Italia, per il dirottamento del voto elettorale tra pochi mesi alle regionali.

Amanda
09-01-2010, 22:16
Ma poi siamo noi ad essere aggressivi, velo male che sto dietro ad un monito se no mi sprangavi come a quei poveri extracomunitari, e calmati un po se non riesci a capire che sono un tipo ironico, e volevo fare la battuta nel dire che sei gelosa degli informatori, se fai il copia e incolla del link della pagina che apri per leggere le notizie ci fai un enorme piacere.
Se ci fai capire il problema che hai cercheremo di risolverlo, ma se noi chiediamo e tu dici che ti provochiamo o che ce lo dobbiamo cercare da soli è meglio terminare qui la discussione, non ricaveremo mai il link

============================================
dipende da come me lo chiedi, se sei gentile io ti rispondo con gentilezza, infatti non ricordo di aver avuto problemi con te

ti sembro forse una persona poco educata?

fantasma76
09-01-2010, 22:31
qual'è la spiegazione dei fatti che ti sei dato?
Nessuna non la so, non ho certezze, è un complotto ordito dalle mafie?
Un altro tentativo di vincere le elezioni creando paura?
Doveva andare cosi perchè infondo gli schiavi si ribellano?
E' il 3° rait che sta tornando?
E' l'asino che non sopporta più la puzza del bue?


Edric la penso quasi come te e aggiungo che un paese che butta nella spazzatura 1Milardo di euro di cibo all'anno può sfamare molte più persone di quante ne sfami ora, soprattutto se consideriamo che molti africani vivono con meno di 1€ al giorno.
Poi visto che noi per entrare in Italia abbiamo avuto l'unico merito di uscire dalla vagina giusta, non mi sembra corretto impedirà a chi ha avuto la sfortuna di sbagliare genitori di precludergli l'ingresso in Italia, ameno che non si stabilisca un limite di popolazione, allora arrivati a quel limite o vagina bianca o vagina nera in Italia non entri.

fantasma76
09-01-2010, 22:45
ti sembro forse una persona poco educata?
e che c'entra l'educazione?
piuttosto poco collaborativa, la lince sembra un bel gatto, ma quando ci vai a scherzare ti stacca una mano dopotutto si mangia i caprioli, e ora che lo sapiamo la prossima vota cercheremo di chiederti le fonti in altro modo.

Amanda
09-01-2010, 23:49
e che c'entra l'educazione?
piuttosto poco collaborativa, la lince sembra un bel gatto, ma quando ci vai a scherzare ti stacca una mano dopotutto si mangia i caprioli, e ora che lo sapiamo la prossima vota cercheremo di chiederti le fonti in altro modo.

mi spiace se sono sembrata poco collaborativa, il problema del web lo sto chiarendo con Rod

la lince e' un bellissimo esemplare:luna2:

Arianna Lux
10-01-2010, 00:42
io ho dedotto che è andata più o meno così:
quelle persone ono stati fatti venire dai loro paesi d'origine per tagliare i pomodori in estate, cosa che facevano anche gli italiani, ma per salari più alti, per spendere di meno hanno rintracciato questi, con mezzi più o meno leciti. Finita la stagione lavorativa anzichè tornare a casa i tipi sono rimasti in italia pensando che avrebbero trovato un lavoretto, anche in nero, e si sarebbero sistemati... ma non hanno trovati nulla... e hanno continuato a vivere in quel tugurio per tutto questo tempo... dopo mesi si incazzano e intraprendono azioni vandaliche contro gli abitanti del posto.

cosa avrebbero dovuto fare i lavoratori stranieri?
cosa avrebbe dovuto fare lo stato, ammesso che ce ne sia uno, italiano?

fantasma76
10-01-2010, 00:57
a Furia di link mi sono accorto che repubblica e lastampa si copiano gli articoli, manco la spudoratessa di cambiare qualche parola.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/09/news/indagini_rosarno-1891245/
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51090girata.asp

Arianna Lux ma usi un traduttore?
Non credo la vicenda sia semplice come la descrivi tu, quelli stanno in Italia da anni, non sono sedentari, hanno raccolto i pomodori in Campania, poi le olive e l'uva in Puglia, ora stavano raccogliendo le arance in Calabria, lavorano tutto l'anno senza un giorno di riposo.
Piuttosto crederei alla tesi di Pietroancora, che qualcuno invece di pagarli, ha creato il casino per farli andare via con una mano d'avanti e una di dietro, ma credo che sotto ci sia ancora altro, seno perchè inventare voci false per ampliare la vicenda?

Pietro Ancona
10-01-2010, 09:57
Quando la miseria diventa un "marchio d'infamia".

Come a Rosarno, l'America degli anni venti.

Pietro



CAPITOLO XXI

Ora gli emigranti sono trasformati in nomadi. Quella gente che aveva vissuto di stenti sui magri prodotti d’un pezzetto di terra, adesso ha l’intero Occidente in cui spaziare. E lo va rovistando da un capo all’altro, e le strade son convertite in fiumane di gente, e gli argini dei corsi d’acqua sono presidiati da falangi di straccioni.

Finché erano rimasti nei loro poderi del Middie West e del South West, erano stati tutti coloni, coloni che l’industria aveva lasciati intatti, contadini che non sentivano il bisogno di ricorrere alle macchine per lavorare la terra, né conoscevano la potenza e il pericolo delle macchine nelle mani di privati. Non si erano assuefatti ai paradossi dell’industria. Vedevano distintamente il lato assurdo e ridicolo della vita industriale.

Ed ecco che, spodestati e sfrattati dalle macchine, si ritrovano a trascinarsi senza meta sulle strade. Il moto li trasforma totalmente; la strada li trasforma, e la vita nella tenda, e la paura della fame, e la fame stessa. E li trasformano i bambini senza cibo, e gli interminabili spostamenti. Ormai sono solo dei nomadi. E li trasforma l’ostilità che incontrano dappertutto, e che li cementa, li salda insieme.., quell’ostilità che induce i paesini a organizzarsi e ad armarsi come per respingere un invasore, con bande armate di bastoni, impiegati e commercianti coi loro fucili da caccia, preparati a difendersi contro i loro stessi fratelli.

Ed ecco che nel West subentra il panico, ora che i nomadi vanno moltiplicandosi per le strade. I ricchi sono terrorizzati dalla loro miseria. Individui che non avevano mai provato la fame, ora vedono gli occhi degli affamati. Individui che non avevano mai provato desideri intensi per qualche cosa, vedono ora l’ardente brama che divampa negli occhi dei profughi. Ed ecco gli abitanti delle città e della pigra campagna suburbana organizzarsi a difesa, dinanzi all’imperioso bisogno di rassicurare se stessi di essere loro i buoni e i cattivi gli invasori, come è buona regola che l’uomo pensi e faccia prima della lotta.

Dicono: vedi come sono sudici, ignoranti, questi maledetti Okies. Pervertiti, maniaci sessuali. Ladri tutti dal primo all’ultimo. gente che ruba per istinto, perché non ha il senso della proprietà. Ed è giustificata, se vogliamo, quest’ultima accusa; perché come potrebbe, chi nulla possiede, avere la coscienza angosciosa del possesso?

E dicono: vedi come son lerci, questi maledetti Okies; ci appestano tutto il paese. Nelle nostre scuole non ce li vogliamo, perdio. Sono degli stranieri. Ti piacerebbe veder tua sorella parlare con uno di questi pezzenti?

E così le popolazioni locali si foggiano un carattere improntato a sentimenti di barbarie. Formano squadre e centurie, e le armano di clave, di gas, di fucili. Il paese è nostro. Guai, se lasciamo questi maledetti Okies prenderci la mano. E gli uomini che vengono armati non sono proprietari, ma si persuadono di esserlo; gli impiegatucci che maneggiano le armi non possiedono nulla, e i piccoli commercianti che brandiscono le clave possiedono solo debiti. Ma il debito è pur qualche cosa, l’impiego è pur qualche cosa. L’impiegatuccio pensa: io guadagno quindici dollari la settimana; mettiamo che un maledetto Okie si contenti di dodici, cosa succede? E il piccolo commerciante pensa: come faccio a sostenere la concorrenza di chi non ha debiti?

E i nomadi defluiscono lungo le strade, e la loro indigenza e la loro fame sono visibili nei loro occhi. Non hanno sistema, non ragionano. Dove c’è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell’uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.

Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti.

No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.

Io ho bambini, ho i bambini che han fame! io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste, i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po’ di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po’ di carne per fare il brodo ai miei bambini, e io non chiedo altro.

E questo, per taluno, è un bene, perché fa calar le paghe mantenendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.

Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù.

E ora i latifondisti e le società inventano un metodo nuovo. Metton su fabbriche di frutta in conserva, e quando le pesche e le pere e le susine sono mature fanno calare il prezzo della frutta fresca al di sotto del costo di produzione. Cos comprano la frutta fresca a prezzo irrisorio, ma tengono alto quello della frutta in conserva, e realizzano enormi profitti. E i contadini, i contadini che non possiedono fabbriche di frutta in conserva, perdono i loro frutteti; e i frutteti vengono assorbiti dai latifondisti e dalle banche e dalle società che possiedono le fabbriche di frutta in conserva. I contadini allora si trasferiscono in città, e in poco tempo vi esauriscono il loro credito, e perdono gli amici e s’alienano i parenti e finalmente si riducono anch’essi sulla strada. E le strade sono affollate di gente avida di lavoro, ma avida al punto da esser disposta ad assassinare pur di trovarne.

E le banche e le società si scavano la fossa con le proprie mani, ma non lo sanno. I campi sono fecondi, e sulle strade circola l’umanità affamata. I granai sono pieni, e i bimbi dei poveri crescono rachitici e pieni di pustole. Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è sottile come un capello. E il denaro che potrebbe andare in salari va in gas, in esplosivi, in fucili, in spie, in polizie e in liste nere.

Sulle strade la gente formicola in cerca di pane e lavoro, e in seno ad essa serpeggia il furore, e fermenta.

Pietro Ancona
10-01-2010, 12:09
10/1/2010

Se questi sono uomini





BARBARA SPINELLI

Il futuro in cui siamo già immersi comincia nella piana di Gioia Tauro: a Rosarno in provincia di Reggio Calabria (un’autentica guerriglia urbana è ancora in corso), come a Castel Volturno e a Reggio stessa, dove la ’ndrangheta ha voluto intimidire i magistrati con un attentato alla procura generale. Il futuro comincia a Rosarno perché i principali problemi della nostra civiltà si addensano qui: le fughe di intere popolazioni dalla povertà e dalle guerre (guerre spesso scatenate dagli occidentali, generatrici non di ordine ma di caos); le vaste paure che s’insediano come nebbie, intossicando la vita degli immigrati e dei locali; le cruente cacce al diverso; il dilagare di una mafia esperta in controllo mondializzato.

A ciò si aggiunga l’impossibilità di arrestare migrazioni divenute inarrestabili, perché da tempo non si trovano italiani e cittadini di Paesi ricchi disposti a fare, allo stesso salario, i lavori fatti da africani. Si aggiunga l’ipocrisia di chi crede che la risposta consista in un’identità monoculturale da ritrovare.

E la menzogna di chi non sopporta lo sguardo inquieto e assicura: abbiamo già praticamente vinto le mafie, Gomorra appartiene al passato, è «un vecchio film in bianco e nero», come dice Maroni. Non per ultimo, si aggiunga lo Stato che perde il controllo del territorio e il monopolio della violenza: i neri a Rosarno combattono contro ronde private di locali, infiltrate da ’ndrangheta e armate di fucili. Il pensiero della Lega è egemonico e le rivolte vengono associate, dal ministro Maroni, non alle mafie ma all’immigrazione clandestina che si promette di azzerare sanando ogni male. È inganno anche questo. Quando in Francia s’infiammarono le banlieue, nel novembre 2005, Romano Prodi disse che il fenomeno, mondiale, non avrebbe risparmiato l’Italia. Fu deriso e non creduto.

Non era menzogna invece. È vero che l’Italia ha da anni una reputazione cupa, e impaura a tal punto immigrati e fuggitivi da suscitare, nei loro animi, il senso di schifo di cui parla Balotelli. Gran parte dell’Europa ha una cupa reputazione, ma questo non scusa i nostri misfatti e silenzi: il silenzio del sindacato soprattutto, abituato a proteggere pensionati e operai delle grandi industrie (ormai dei privilegiati) e del tutto afasico sull’intreccio mafia, immigrati, sfruttamento. Il massimo della spudoratezza è raggiunto quando i nostri ministri citano Zapatero o Sarkozy, quasi che gli errori altrui nobilitassero i nostri. Quasi che non esistesse, in Italia, quel sovrappiù che è il potere malavitoso. Le rivolte di questi giorni discendono dal fallimento dello Stato e lo rivelano. È la conclusione cui giunge il prezioso libro di Antonello Mangano, scritto sui ventennali disastri di Rosarno e Castel Volturno. Il titolo è: Gli africani salveranno Rosarno - E, probabilmente, anche l’Italia (Terrelibere.org 2009).

Le rivolte odierne hanno infatti una storia alle spalle, occultata dai politici e da molti giornali. Coloro che a Rosarno hanno reagito con ira distruttiva a un’ennesima aggressione contro i lavoratori neri (due feriti a colpi di carabina, giovedì) sono gli stessi che nel dicembre 2008 si ribellarono alla ’ndrangheta. Erano stati feriti quattro immigrati, e gli africani fecero qualcosa che da anni gli italiani non fanno più. Scesero in piazza, chiedendo più Stato, più giustizia, più legalità. Contribuirono alle indagini dei magistrati con coraggio, rompendo l’omertà e rischiando molto.

Denunciarono gli aggressori a volto scoperto, pur non essendo protetti da permessi di soggiorno. È vero dunque: gli africani salveranno Rosarno e forse l’Italia, come scrive anche Roberto Saviano. Poco prima della rivolta a Rosarno si erano ribellati gli africani a Castel Volturno, il 19 settembre 2008, rispondendo a una sparatoria di camorristi che aveva ammazzato sei immigrati.

Quel che è accaduto dopo è una sciagura prevedibile, e per rendersene conto basta vedere come vivono, gli africani dell’antimafia. Sono eloquenti più di altri i video di Medici senza Frontiere, che parlano di crisi umanitaria nella piana di Gioia Tauro. Il rapporto che Msf ha redatto nel 2008 ha un titolo ominoso: «Una stagione all’inferno», come il poema di Rimbaud. Difficile descrivere altrimenti gli africani che vivono in stabilimenti industriali abbandonati, come la cartiera «La Rognetta» a Rosarno, o l’oleificio dismesso presso Gioia Tauro. Dentro l’oblò del silos per l’olio: giacigli di stracci. Tutt’intorno, fuochi e soprattutto rifiuti, montagne di rifiuti tra cui vagano, tristi ombre, esseri umani che si costruiscono alloggi di cartone o tende senza sanitari. Vedere simili paesaggi ricorda Gaza, gli slum pachistani: non è vita primitiva ma l’osceno connubio tra architetture industriali moderne, indigenza estrema e apartheid. Un africano dice sorridendo a Medici senza Frontiere: «Tra l’una e le quattro di notte inutile provare a dormire. Troppo freddo».

Ci nutriamo volontariamente di menzogne, come il protagonista nel poema di Rimbaud, quando diciamo che quest’oscenità nasce dall’eccessiva tolleranza verso i clandestini. Abbiamo chiamato noi gli africani a raccogliere aranci, consci che nessuno lo farà a quel prezzo e per tante ore (25 euro per un giorno di 16-18 ore; 5 euro vanno a caporali mafiosi e autisti di pullman). E la tolleranza denunciata da Maroni non è verso i clandestini ma verso le condizioni in cui vivono clandestini o regolari.

Dopo aver tollerato tutto questo, e versato nella regione milioni di euro finiti in tasche sbagliate, ogni stupore è fuori luogo. I tumulti odierni non sorprendono: se questi africani non son uomini, come s’intuisce nei video, impossibile che non sboccino, prima o poi, i Frutti dell’Ira di John Steinbeck. Scritto nel ’39 durante la Grande depressione, il libro Furore poteva sperare, almeno, nel New Deal di Roosevelt che noi non abbiamo.

Ne abbiamo tuttavia bisogno, di un New Deal, che metta fine all’apartheid e non si limiti a spostare immigrati come mandrie da un posto all’altro. Perfino i poliziotti, spiega Antonello Mangano, dicono che la risposta non può essere solo punitiva, che gli africani sono una comunità mite, che le migrazioni continueranno. Con l’estendersi delle catastrofi climatiche saranno enormi, gli esodi. Non è vero che la questione della cittadinanza viene per ultima. Le grandi crisi si affrontano con grandi scommesse iniziali, fondatrici di nuove solidarietà. Non è vero neppure che i liberal e la Chiesa sono retrogradi, come scrive Angelo Panebianco sul Corriere. Pensare in grande l’integrazione è preparare oggi il futuro.

Dicono che l’identità stiamo smarrendola, a forza di rinunciare alle nostre radici e di convivere con diversi che ci condannano al meticciato.

Anche questa è menzogna. In realtà siamo già cambiati: non perché incomba il meticciato tuttavia, ma perché la nostra identità non è più quella * curiosa, accogliente, porosa * che fu nostra quando emigravamo in massa e incontravamo violenza. È un ottimo viatico l’ultimo libro di Gian Antonio Stella (Negri Froci Giudei - L’eterna guerra contro l’altro, Rizzoli 2009): si scoprirà che la mutazione già è avvenuta, nel linguaggio della Lega e nella disinvoltura con cui si accettano segregazioni che trasformano l’uomo in non uomo.

L’identità che abbiamo perduto, la recuperiamo solo se non tradiamo quella vera inventandone una falsa. Solo se sblocchiamo le memorie e ricordiamo che le sommosse antimafia dei neri prolungano le rivolte italiane condotte, sempre in Calabria, da uomini come Peppe Valarioti e Giannino Losardo, i dirigenti comunisti uccisi dalle ’ndrine nel 1980. Solo se scopriremo che il nostro problema irrisolto non è l’identità italiana, ma l’identità umana. Le scuole non hanno bisogno delle quote del ministro Gelmini (non più di tre alunni su dieci per classe in tutta Italia, come se Gesù avesse imposto quote di accesso alla stalla di Betlemme: non più di tre Magi). Hanno bisogno di insegnare il mondo che muta. Altrimenti sì, è l’inferno di Rimbaud: «L’Inferno antico: quello di cui il Figlio dell’Uomo aperse le porte».

Amanda
10-01-2010, 12:39
io ho dedotto che è andata più o meno così:
quelle persone ono stati fatti venire dai loro paesi d'origine per tagliare i pomodori in estate, cosa che facevano anche gli italiani, ma per salari più alti, per spendere di meno hanno rintracciato questi, con mezzi più o meno leciti. Finita la stagione lavorativa anzichè tornare a casa i tipi sono rimasti in italia pensando che avrebbero trovato un lavoretto, anche in nero, e si sarebbero sistemati... ma non hanno trovati nulla... e hanno continuato a vivere in quel tugurio per tutto questo tempo... dopo mesi si incazzano e intraprendono azioni vandaliche contro gli abitanti del posto.

cosa avrebbero dovuto fare i lavoratori stranieri?
cosa avrebbe dovuto fare lo stato, ammesso che ce ne sia uno, italiano?

vatti a spaccare la schiena tu per pochi euro al giorno...

taccaromiceto
10-01-2010, 12:54
I pomodori,sono raccolti da millenni, senza alcun bisogno di monodopera irregolare.

Basta pagare le persone IL GIUSTO!

Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.

Quello che no nsi comprende, è che una regolarizzazione di massa di questi lavoratori rivoltosi,non porterebbe a niente.

Essendo lavoratori stagionai,perderebbero il lavoro, e ne arriverebbero altri clandestini a riprendere il lavoro lasciato dagli altri.

Risultato?

Nuovi immmigrati regolari ma disoccupati,nuovi candestini nelle condizioni di questi poveri cristo.

Amanda
10-01-2010, 13:05
I pomodori,sono raccolti da millenni, senza alcun bisogno di monodopera irregolare.

Basta pagare le persone IL GIUSTO!

Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.

Quello che no nsi comprende, è che una regolarizzazione di massa di questi lavoratori rivoltosi,non porterebbe a niente.

Essendo lavoratori stagionai,perderebbero il lavoro, e ne arriverebbero altri clandestini a riprendere il lavoro lasciato dagli altri.

Risultato?

Nuovi immmigrati regolari ma disoccupati,nuovi candestini nelle condizioni di questi poveri cristo.

qunado ci sara' una societa giusta che paga il giusto...

gladiatore78rm
10-01-2010, 13:17
I pomodori,sono raccolti da millenni, senza alcun bisogno di monodopera irregolare.

Basta pagare le persone IL GIUSTO!

Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.

Quello che no nsi comprende, è che una regolarizzazione di massa di questi lavoratori rivoltosi,non porterebbe a niente.

Essendo lavoratori stagionai,perderebbero il lavoro, e ne arriverebbero altri clandestini a riprendere il lavoro lasciato dagli altri.

Risultato?

Nuovi immmigrati regolari ma disoccupati,nuovi candestini nelle condizioni di questi poveri cristo.


hai colto perfettamente nel segno. la questione è posta correttamente, gli imprenditori hanno convenienza a sfruttare la mano d'opera immigrata, specie clandestina, non perchè non ci sia mano d'opera italiana che possa svolgere quelle mansioni, ma perchè in questo modo possono abbassare enormemente i salari. la regolarizzazione funzionerebbe se i clandestini a un certo punto si esaurissero, se cioè non ci fossero più persone disposte a venire qui a cercare lavoro basterebbe regolarizzare quelli già presenti per eliminare il problema alla radice. ma regolarizzando quelli presenti i datori di lavoro non sarebbero costretti a alzare i salari, basterebbe aspettare l'arrivo di nuovi clandestini. la conseguenza è che da un lato il flusso di clandestini continuerebbe, dall'altro i lavoratori italiani e immigrati regolari dovrebbero essere competitivi rispetto ai clandestini e per una vasta fetta di lavori sarebbero fuori mercato, con conseguente aumento del problema già esistente della disoccupazione. anche l'idea di regolarizzare tutti, presenti e futuri, ha gli stessi effetti. in sostanza se si eliminano le bariere e si garantisce quello che alcuni considerano la libera circolazione delle persone si ha l'effetto dei vasi comunicanti, i 60 milioni di italiani (che hanno un tenore di vita molto alto) entrano in comunicazione con milioni di diseredati e, almeno per quanto concerne le classi popolari, si abbassa di molto il tenore di vita. al contrario le classi imprenditoriali hanno tutto da guadagnarci, perchè chi ha capitali potendo disporre di una grande quantità di manodopera a basso costo può farli fruttare molto più agevolmente. in questo sta la ragione della strana alleanza nel chiedere maggiore immigrazione tra i partiti comunisti e la confindustria.

fantasma76
10-01-2010, 13:30
Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.
Ma pensi che gli italiani prendano di più?
Io prendevo 4.5€ l'ora, il mio sottostante 3.5, il mio capo 5.5, se gli togli i 6€ che prendono i caporali per trasportarti sul luogo di lavoro stiamo la.
Pietro Ancona ha il brutto vizio di postare ovunque ma ha messo un articolo abbastanza condivisibile furore di Steinbeck, cap.XXI (http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?t=13687)C'è solo un fatto da considerare, ho avuto un problema con SKY chiamo e risponde un colsenter in india, un problema con telecom mi risponde la jugoslavia, 2 stranieri stando a casa propria stanno togliendo lavoro agli italiani, per la Fiat è lo stesso Polonia e Messico, si chiude qua si apre li, e quanti sono i prodotti cinesi che arrivano qua solo per la rifinitura e avere il marchio CE. L'agricoltura in Puglia prima dell'arrivo dei romeni stava morendo, i braccianti volevano il 60% delle olive, i latifondisti pur di non darglielo hanno trasformato gli oliveti in residence, e i frantoi compravano olive da Marocco e Grecia, l'insalata californiana costa esattamente quanto quella che raccolgono gli extracomunitari in Italia, se all'extracomunitario gli raddoppi la paga raddoppia il prezzo dell'insalata allora compro direttamente quella californiana.
Non ti illudere che chi arriva in Italia ti tolga lavoro, chiunque nasce nel mondo ti toglie lavoro.
O si blocca la circolazione di merci, persone e capitali, si stabilisce un tetto massimo di residenti sia italiani che stranieri, perchè pure un bambino italiano che nasce toglierà lavoro, e si eliminano le multinazionali, o non cambia nulla. Poi a questo punto io sono della provincia di Napoli per lavoro vado a Napoli e tolgo lavoro ad un napoletano, pretenderebbe che trovi lavoro nella mia città magari lo trovo nel rione vicino al mio e quello dice cercatolo nel tuo di vicolo, poi il panettiere sotto casa pretenderà che compri il pane solo da lui, e si il vostro diventerà un mondo meraviglioso.

Alessandra
10-01-2010, 13:40
I pomodori,sono raccolti da millenni, senza alcun bisogno di monodopera irregolare.

Basta pagare le persone IL GIUSTO!

Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.

Quello che no nsi comprende, è che una regolarizzazione di massa di questi lavoratori rivoltosi,non porterebbe a niente.

Essendo lavoratori stagionai,perderebbero il lavoro, e ne arriverebbero altri clandestini a riprendere il lavoro lasciato dagli altri.

Risultato?

Nuovi immmigrati regolari ma disoccupati,nuovi candestini nelle condizioni di questi poveri cristo.




hai colto perfettamente nel segno. la questione è posta correttamente, gli imprenditori hanno convenienza a sfruttare la mano d'opera immigrata, specie clandestina, non perchè non ci sia mano d'opera italiana che possa svolgere quelle mansioni, ma perchè in questo modo possono abbassare enormemente i salari. la regolarizzazione funzionerebbe se i clandestini a un certo punto si esaurissero, se cioè non ci fossero più persone disposte a venire qui a cercare lavoro basterebbe regolarizzare quelli già presenti per eliminare il problema alla radice. ma regolarizzando quelli presenti i datori di lavoro non sarebbero costretti a alzare i salari, basterebbe aspettare l'arrivo di nuovi clandestini. la conseguenza è che da un lato il flusso di clandestini continuerebbe, dall'altro i lavoratori italiani e immigrati regolari dovrebbero essere competitivi rispetto ai clandestini e per una vasta fetta di lavori sarebbero fuori mercato, con conseguente aumento del problema già esistente della disoccupazione. anche l'idea di regolarizzare tutti, presenti e futuri, ha gli stessi effetti. in sostanza se si eliminano le bariere e si garantisce quello che alcuni considerano la libera circolazione delle persone si ha l'effetto dei vasi comunicanti, i 60 milioni di italiani (che hanno un tenore di vita molto alto) entrano in comunicazione con milioni di diseredati e, almeno per quanto concerne le classi popolari, si abbassa di molto il tenore di vita. al contrario le classi imprenditoriali hanno tutto da guadagnarci, perchè chi ha capitali potendo disporre di una grande quantità di manodopera a basso costo può farli fruttare molto più agevolmente. in questo sta la ragione della strana alleanza nel chiedere maggiore immigrazione tra i partiti comunisti e la confindustria.

Entrambi date per scontato l'illegalità del comportamento dei datori di lavoro italiani e su questo fatto, per il quale non proponete alcuna battaglia di legalità tanto quanto vi scaldate circa l'immigrazione irregolare, costruite la vostra contraddittoria battaglia di legalità dell'immigrazione.
A questo punto come considerate "fisiologica" la tendenza dei padroni a guadagnare il più possibile ricorrendo anche a comportamenti illegali, dovreste almeno considerare parimenti "fisiologica" la tendenza dei migranti ad entrare illegalmente in un paese quando non gli è consentito di farlo regolarmente.

Edric
10-01-2010, 13:43
I pomodori,sono raccolti da millenni, senza alcun bisogno di monodopera irregolare.

Basta pagare le persone IL GIUSTO!

Quando invece s vuole risperamiare e pagare 20 € alla giornata,è chiaro come il sole che un italiano di manda affanculo.

Quello che no nsi comprende, è che una regolarizzazione di massa di questi lavoratori rivoltosi,non porterebbe a niente.

Essendo lavoratori stagionai,perderebbero il lavoro, e ne arriverebbero altri clandestini a riprendere il lavoro lasciato dagli altri.

Risultato?

Nuovi immmigrati regolari ma disoccupati,nuovi candestini nelle condizioni di questi poveri cristo.

Per questo che bisognerebbe per prima cosa prendere gli imprenditori scorretti ed aprirgli il c***, poi prendere i loro figli, togliergli la playstation, non iscriverli più all'università, e mandarli a raccogliere pomodori nei campi come facevano i loro padri ed ancor di più i loro nonni.
Dopo di che al giusto prezzo, con la concorrenza che c'è nella produzione di ortaggi e frutta tra i paesi mediterranei ed oltre, gli aranci ed i mandarini sai dove se li possono mettere?
E' un serpente che si morde la coda.
Cosa vogliamo fare? Un pò di sano protezionismo sulla manodopera? Dobbiamo farlo anche sui prodotti...
L'operaio, il tecnico, l'impiegato esce dalla fabbrica (ammesso che non abbia chiuso) va al mercato ed al posto di trovare le arance a 1,5-2 Euro al chilo le trova a 3-4 Euro al chilo. Con il cavolo che si compra la macchina nuova a rate e va da Taccaromiceto per fare qualche elaborazione. :sbadiglio:

taccaromiceto
10-01-2010, 13:56
qunado ci sara' una societa giusta che paga il giusto...

Allora ci teniamo gli schiavi???

Amanda
10-01-2010, 13:59
ma che interesse aveva la n'drangata a far succedere questo casino? che cosa ci ricava??:confused::confused:

il conflitto e' nato tra i cittadini di Rosarno e gli immigrati o tra gli immigrati e la mafia?

taccaromiceto
10-01-2010, 14:30
Ma pensi che gli italiani prendano di più?
Io prendevo 4.5€ l'ora, il mio sottostante 3.5, il mio capo 5.5, se gli togli i 6€ che prendono i caporali per trasportarti sul luogo di lavoro stiamo la.
Pietro Ancona ha il brutto vizio di postare ovunque ma ha messo un articolo abbastanza condivisibile furore di Steinbeck, cap.XXI (http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?t=13687)C'è solo un fatto da considerare, ho avuto un problema con SKY chiamo e risponde un colsenter in india, un problema con telecom mi risponde la jugoslavia, 2 stranieri stando a casa propria stanno togliendo lavoro agli italiani, per la Fiat è lo stesso Polonia e Messico, si chiude qua si apre li, e quanti sono i prodotti cinesi che arrivano qua solo per la rifinitura e avere il marchio CE. L'agricoltura in Puglia prima dell'arrivo dei romeni stava morendo, i braccianti volevano il 60% delle olive, i latifondisti pur di non darglielo hanno trasformato gli oliveti in residence, e i frantoi compravano olive da Marocco e Grecia, l'insalata californiana costa esattamente quanto quella che raccolgono gli extracomunitari in Italia, se all'extracomunitario gli raddoppi la paga raddoppia il prezzo dell'insalata allora compro direttamente quella californiana.
Non ti illudere che chi arriva in Italia ti tolga lavoro, chiunque nasce nel mondo ti toglie lavoro.
O si blocca la circolazione di merci, persone e capitali, si stabilisce un tetto massimo di residenti sia italiani che stranieri, perchè pure un bambino italiano che nasce toglierà lavoro, e si eliminano le multinazionali, o non cambia nulla. Poi a questo punto io sono della provincia di Napoli per lavoro vado a Napoli e tolgo lavoro ad un napoletano, pretenderebbe che trovi lavoro nella mia città magari lo trovo nel rione vicino al mio e quello dice cercatolo nel tuo di vicolo, poi il panettiere sotto casa pretenderà che compri il pane solo da lui, e si il vostro diventerà un mondo meraviglioso.

Il pomodoro italiano non puoi portarlo al'estero.
In assenza di pesone che prendono quel salario,i prezzi per tali lavori aumentano.

taccaromiceto
10-01-2010, 14:42
Per questo che bisognerebbe per prima cosa prendere gli imprenditori scorretti ed aprirgli il c***,

Molte volte i proprietari terrieri sono costretti ad agire così.
E qui rispondo anche ad alessandra.
Il grano viene pagato più o meno come 20 anni fa,il costo del pane invece è aumentato del 300%.
Altrimenti arriva il grano da Chernobyl.
Il quel comparto non ci sono schiavi solo perchè la semina e la raccolta sono meccanizzati.

Così vale anche per i pomodori,per le live ecc ecc.



poi prendere i loro figli, togliergli la playstation, non iscriverli più all'università, e mandarli a raccogliere pomodori nei campi come facevano i loro padri ed ancor di più i loro nonni.

I padroni dei terreni,non è detto che abbiano mai raccolto,ci sono sempre stati operai che andavano a raccogliere i pomodori.
Se si paga il giusto,tantissimi disoccupati CRONICI delle nostre parti, correrebbero a raccoglere i pomodori.



Dopo di che al giusto prezzo, con la concorrenza che c'è nella produzione di ortaggi e frutta tra i paesi mediterranei ed oltre, gli aranci ed i mandarini sai dove se li possono mettere?
E' un serpente che si morde la coda.

Non propri,se si blocca la speculazione che c'è più avanti dei coltivatori,che spesso muoiono di fame anche loro,a partire dai grossisti,ai mercati ortofrutticoli,fino alla grande distribuzione



Cosa vogliamo fare? Un pò di sano protezionismo sulla manodopera? Dobbiamo farlo anche sui prodotti...

Infatti,i prodotti extraeuropei dovrebbero subire dei dazi per riequilibrare i prezzi di produzione rispetto ai paesi dell'area UE.
Ed incoraggiare sempre il consumo di prodotti italiani (che bloccando la speculazione,non costerebbero affatto di più rispetto ai prodotti esteri)



L'operaio, il tecnico, l'impiegato esce dalla fabbrica (ammesso che non abbia chiuso) va al mercato ed al posto di trovare le arance a 1,5-2 Euro al chilo le trova a 3-4 Euro al chilo. Con il cavolo che si compra la macchina nuova a rate e va da Taccaromiceto per fare qualche elaborazione. :sbadiglio:


No,le compra sempre ad 2 € al kg.
Basta rendere per legge,il prezzo proporzionale a quello pagato all'agricoltore.

Arianna Lux
10-01-2010, 14:46
vatti a spaccare la schiena tu per pochi euro al giorno...

modera l'aggressività!
cisono già andata a tagliare pomodori, naturalmente per una paga normale

Amanda
10-01-2010, 15:57
modera l'aggressività!
cisono già andata a tagliare pomodori, naturalmente per una paga normale

anche tu vivevi nelle baracche?

taccaromiceto
10-01-2010, 16:05
Se ti pagano il giusto,non si vive nelle baracche.

Chi ha permesso che arrivassero a Rosarno è COMPLICE della loro situazione attuale.

Chi ha permesso tutto ciò li ha gettati nelle mani della ndrangheta.

Fosse per me,non sarebbero mai arrivati nelle loro mani



...............fosse per me

Amanda
10-01-2010, 16:09
Se ti pagano il giusto,non si vive nelle baracche.

Chi ha permesso che arrivassero a Rosarno è COMPLICE della loro situazione attuale.

Chi ha permesso tutto ciò li ha gettati nelle mani della ndrangheta.

Fosse per me,non sarebbero mai arrivati nelle loro mani



...............fosse per me

dove sarebbero andati?

la situazione attuale e' che agli affaristi conviene una manodopera sottopagata

quando e, dico, quando, le cose cambieranno...

Arianna Lux
10-01-2010, 16:10
anche tu vivevi nelle baracche?

non c'entrano nulla col discorso i tuoi due ultimi interventi!!! La tua è soltanto una squallida e gratuita aggressione da becero ricatto morale di una sinistra che non ha più nulla da dire, che è rimasta senza argomentazioni. Vivere in baracche non ti da l'autorizzazione di andare per la strada e sfogare la tua rabbia contro le gente che trovi in giro! Punto.
perchè se tu vivi in baracche io posso avere qualunque altra sorta di problemi, di qualunque tipo, ad esempio se non lo sai ci sono tanti italiani che vivono in scantinati e quando piove si allagano..
sono autorizzati questi a sfogasi su persone che non c'entrano nulla????

Amanda
10-01-2010, 16:14
non c'entrano nulla col discorso i tuoi due ultimi interventi!!! La tua è soltanto una squallida e gratuita aggressione da becero ricatto morale di una sinistra che non ha più nulla da dire, che è rimasta senza argomentazioni. Vivere in baracche non ti da l'autorizzazione di andare per la strada e sfogare la tua rabbia contro le gente che trovi in giro! Punto.
perchè se tu vivi in baracche io posso avere qualunque altra sorta di problemi, di qualunque tipo, ad esempio se non lo sai ci sono tanti italiani che vivono in scantinati e quando piove si allagano..
sono autorizzati questi a sfogasi su persone che non c'entrano nulla????

i problemi li abbiamo tutti, ma non siamo costretti a vivere nelle baracche

sorvolo sugli insulti....

Amanda
10-01-2010, 16:18
di Lucio Garofalo




La rivolta rabbiosa ed improvvisa (ma prevedibile) dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, che hanno messo in atto una furiosa guerriglia urbana che rievoca le scene incendiarie della banlieue parigina o dei ghetti di Los Angeles di alcuni anni fa, ha turbato i sonni tranquilli di una società piccolo-borghese che si è ridestata attonita e sgomenta dal torpore in cui sono sprofondate pure le masse proletarie italiane, vittime di un razzismo strisciante alimentato quotidianamente dai media e dal governo in carica.

Gli ipocriti e i benpensanti si scandalizzano facilmente di fronte alla rivolta degli immigrati, deprecando l’aggressività e la rabbia con cui si è manifestata, celebrando l’intervento armato delle forze dell’ordine, come se la violenza di chi reagisce all’oppressione non abbia una ragione morale superiore alla violenza perpetrata dall’oppressore. Gli schiavi non possono e non devono ribellarsi al loro padrone.......continua

http://notizie.virgilio.it/notizie/locale/2010/01_gennaio/10/quando_gli_schiavi_si_ribellano_e_la_loro_rabbia_spaventa_la_borghesia,22406035.html?mod=frame&provid=14

fantasma76
10-01-2010, 16:29
Quando le ragazze furono stanche, venne la volta delle canzonette: - Nedda! Nedda la varannisa! - sclamarono parecchie. - Dove s'è cacciata la varannisa?
- Son qua - rispose una voce breve dall'angolo più buio, dove s'era accoccolata una ragazza su di un fascio di legna.
- O che fai tu costà?
- Nulla.
- Perché non hai ballato?
- Perché son stanca.
- Cantaci una delle tue belle canzonette.
- No, non voglio cantare.
- Che hai?
- Nulla.
- Ha la mamma che sta per morire, - rispose una delle sue compagne, come se avesse detto che aveva male ai denti.
La ragazza, che teneva il mento sui ginocchi, alzò su quella che aveva parlato certi occhioni neri, scintillanti, ma asciutti, quasi impassibili, e tornò a chinarli, senza aprir bocca, sui suoi piedi nudi.
Allora due o tre si volsero verso di lei, mentre le altre si sbandavano ciarlando tutte in una volta come gazze che festeggiano il lauto pascolo, e le dissero: - O allora perché hai lasciato tua madre?
- Per trovar del lavoro.
- Di dove sei?
- Di Viagrande, ma sto a Ravanusa -.
Una delle spiritose, la figlioccia del castaldo, che doveva sposare il terzo figlio di massaro Jacopo a Pasqua, e aveva una bella crocetta d'oro al collo, le disse volgendole le spalle: - Eh! non è lontano! la cattiva nuova dovrebbe recartela proprio l'uccello -.
Nedda le lanciò dietro un'occhiata simile a quella che il cane accovacciato dinanzi al fuoco lanciava agli zoccoli che minacciavano la sua coda.
- No! lo zio Giovanni sarebbe venuto a chiamarmi! - esclamò come rispondendo a se stessa.
- Chi è lo zio Giovanni?
- È lo zio Giovanni di Ravanusa; lo chiamano tutti così.
- Bisognava farsi imprestare qualche cosa dallo zio Giovanni, e non lasciare tua madre, - disse un'altra.
- Lo zio Giovanni non è ricco, e gli dobbiamo diggià dieci lire! E il medico? e le medicine? e il pane di ogni giorno? Ah! si fa presto a dire! - aggiunse Nedda scrollando la testa, e lasciando trapelare per la prima volta un'intonazione più dolente nella voce rude e quasi selvaggia: - ma a veder tramontare il sole dall'uscio, pensando che non c'è pane nell'armadio, né olio nella lucerna, né lavoro per l'indomani, la è una cosa assai amara, quando si ha una povera vecchia inferma, là su quel lettuccio! -
E scuoteva sempre il capo dopo aver taciuto, senza guardar nessuno, con occhi aridi, asciutti, che tradivano tale inconscio dolore, quale gli occhi più abituati alle lagrime non saprebbero esprimere.
- Le vostre scodelle, ragazze! - gridò la castalda scoperchiando la pentola in aria trionfale.
************************

Nedda sporse la sua scodella, e la castalda ci versò quello che rimaneva di fave nella pentola, e non era molto.
- Perché vieni sempre l'ultima? Non sai che gli ultimi hanno quel che avanza? - le disse a mo' di compenso la castalda.
La povera ragazza chinò gli occhi sulla broda nera che fumava nella sua scodella, come se meritasse il rimprovero, e andò pian pianino perché il contenuto non si versasse.
- Io te ne darei volentieri delle mie, - disse a Nedda una delle sue compagne che aveva miglior cuore; - ma se domani continuasse a piovere... davvero!... oltre a perdere la mia giornata non vorrei anche mangiare tutto il mio pane.
- Io non ho questo timore! - rispose Nedda con un triste sorriso.
- Perché?
- Perché non ho pane di mio. Quel po' che ci avevo, insieme a quei pochi quattrini, li ho lasciati alla mamma.
- E vivi della sola minestra?
- Sì, ci sono avvezza; - rispose Nedda semplicemente.
- Maledetto tempaccio, che ci ruba la nostra giornata! - imprecò un'altra.
- To', prendi dalla mia scodella.
- Non ho più fame; - rispose la varannisa ruvidamente, a mo' di ringraziamento.
- Tu che bestemmi la pioggia del buon Dio, non mangi forse del pane anche tu? - disse la castalda a colei che aveva imprecato contro il cattivo tempo. - E non sai che pioggia d'autunno vuol dire buon anno? -
Un mormorio generale approvò quelle parole.
- Sì, ma intanto son tre buone mezze giornate che vostro marito toglierà dal conto della settimana! -
Altro mormorio d'approvazione.
- Hai forse lavorato in queste tre mezze, perché ti s'abbiano a pagare? - rispose trionfalmente la vecchia.
- È vero! è vero! - risposero le altre, con quel sentimento istintivo di giustizia che c'è nelle masse, anche quando questa giustizia danneggia gli individui.
La castalda intuonò il rosario, le avemarie si seguirono col loro monotono brontolio, accompagnate da qualche sbadiglio. Dopo le litanie si pregò per i vivi e per i morti, e allora gli occhi della povera Nedda si riempirono di lagrime, e dimenticò di rispondere amen.
- Che modo è cotesto di non rispondere amen? - le disse la vecchia in tuono severo.
- Pensava alla mia povera mamma che è tanto lontana; - balbettò Nedda timidamente.
Poi la castalda diede la santa notte, prese la lucerna e andò via
*********************

- Ecco un'altra giornata andata a male! - mormorò una delle ragazze, addentando un grosso pan nero.
- Le nuvole si distaccano dal mare laggiù, - disse Nedda stendendo il braccio; - verso il mezzogiorno forse il tempo cambierà.
- Però quel birbo del fattore non ci pagherà che un terzo della giornata!
- Sarà tanto di guadagnato.
- Sì, ma il nostro pane che mangiamo a tradimento?
- E il danno che avrà il padrone delle olive che andranno a male, e di quelle che si perderanno fra la mota?
- È vero, - disse un'altra.
- Ma pròvati ad andare a raccogliere una sola di quelle olive che andranno perdute fra mezz'ora, per accompagnarla al tuo pane asciutto, e vedrai quel che ti darà di giunta il fattore!
- È giusto, perché le olive non sono nostre!
- Ma non sono nemmeno della terra che se le mangia!
- La terra è del padrone, to'! - replicò Nedda trionfante di logica, con certi occhi espressivi.
- È vero anche questo; - rispose un'altra, la quale non sapeva che rispondere.
- Quanto a me preferirei che continuasse a piovere tutto il giorno, piuttosto che stare una mezza giornata carponi in mezzo al fango, con questo tempaccio, per tre o quattro soldi.
- A te non ti fanno nulla tre o quattro soldi, non ti fanno! - esclamò Nedda tristemente.
***********

Quando il fattore le ebbe fatto il suo conto, Nedda venne a sapere che, detratte le due giornate e mezza di riposo forzato, restava ad avere quaranta soldi.
La povera ragazza non osò aprir bocca. Solo le si riempirono gli occhi di lagrime.
- E laméntati per giunta, piagnucolona! - gridò il fattore, il quale gridava sempre, da fattore coscienzioso che difende i soldi del padrone. - Dopo che ti pago come le altre, e sì che sei più povera e più piccola delle altre! e ti pago la tua giornata come nessun proprietario ne paga una simile in tutto il territorio di Pedara, Nicolosi e Trecastagne! Tre carlini, oltre la minestra!
- Io non mi lamento... - disse timidamente Nedda intascando quei pochi soldi che il fattore, ad aumentare il valore, aveva conteggiato per grani. - La colpa è del tempo che è stato cattivo e mi ha tolto quasi la metà di quel che avrei potuto buscarmi.
- Pigliatela col Signore! - disse il fattore ruvidamente.
- Oh, non col Signore! ma con me che son tanto povera!
*************

Lo zio Giovanni vide a tarda ora della sera la Nedda che correva sulla strada di Punta.
- Ohé! dove vai a quest'ora?
- Vado per una medicina che ha ordinato il medico -.
Lo zio Giovanni era economo e brontolone.
- Ancora medicine! - borbottò, - dopo che ha ordinato la medicina dell'olio santo! già, loro fanno a metà collo speziale, per dissanguare la povera gente! Fai a mio modo, Nedda, risparmia quei quattrini e vatti a star colla tua vecchia.
- Chissà che non avesse a giovare! - rispose tristemente la ragazza chinando gli occhi, e affrettò il passo.
Lo zio Giovanni rispose con un brontolio. Poi le gridò dietro: - Ohe! la varannisa!
- Che volete?
- Anderò io dallo speziale. Farò più presto di te, non dubitare. Intanto non lascerai sola la povera malata -.
Alla ragazza vennero le lagrime agli occhi.
- Che Dio vi benedica! - gli disse, e volle anche mettergli in mano i denari.
- I denari me li darai poi; - rispose ruvidamente lo zio Giovanni, e si diede a camminare colle gambe dei suoi vent'anni.
La ragazza tornò indietro e disse alla mamma: - C'è andato lo zio Giovanni, - e lo disse con voce dolce insolitamente.
La moribonda udì il suono dei soldi che Nedda posava sul deschetto, e la interrogò cogli occhi.
- Mi ha detto che glieli darò poi; - rispose la figlia.
- Che Dio gli paghi la carità! - mormorò l'inferma, - così resterai senza un quattrino.
- Oh, mamma!
- Quanto gli dobbiamo allo zio Giovanni?
- Dieci lire. Ma non abbiate paura, mamma! Io lavorerò! -
La vecchia la guardò a lungo coll'occhio semispento, e poscia l'abbracciò senza aprir bocca. Il giorno dopo vennero i becchini, il sagrestano e le comari.
****************

Lo zio Giovanni la trovò ritta sull'uscio.
Ella si era alzata udendo dei passi nella viottola, perché non aspettava più nessuno.
- Che fai costà! - le domandò lo zio Giovanni. Ella si strinse nelle spalle, e non rispose.
Il vecchio si assise accanto a lei, sulla soglia, e non aggiunse altro.
- Zio Giovanni, - disse la ragazza dopo un lungo silenzio, - adesso non ho più nessuno, e posso andar lontano a cercar lavoro; partirò per la Roccella, ove dura ancora la raccolta delle olive, e al ritorno vi restituirò i denari che ci avete imprestati.
- Io non sono venuto a domandarteli i tuoi denari! - le rispose burbero lo zio Giovanni.
Ella non disse altro, ed entrambi rimasero zitti ad ascoltare l'assiolo che cantava. Nedda pensò che era forse quello stesso di due sere innanzi, e sentì gonfiarsi il cuore.
- E del lavoro ne hai? - domandò finalmente lo zio Giovanni.
- No, ma qualche anima caritatevole troverò, che me ne darà.
- Ho sentito dire che ad Aci Catena pagano le donne abili per incartare le arance in ragione di una lira al giorno, senza minestra, e ho subito pensato a te; tu hai già fatto quel mestiere nello scorso marzo, e devi esser pratica. Vuoi andare?
- Magari!
- Bisognerebbe trovarsi domani all'alba al giardino del Merlo, all'angolo della scorciatoia che conduce a Sant'Anna.
- Posso anche partire stanotte. La mia povera mamma non ha voluto costarmi molti giorni di riposo.
- Sai dove andare?
- Sì, poi mi informerò.
- Domanderai all'oste che sta sulla strada maestra di Valverde, al di là del castagneto ch'è sulla sinistra della via. Cercherai di massaro Vinirannu, e dirai che ti mando io.
- Ci andrò, - disse la povera ragazza.
- Ho pensato che non avresti avuto del pane per la settimana, - disse lo zio Giovanni cavando un grosso pan nero dalla profonda tasca del suo vestito, e posandolo sul deschetto.
La Nedda si fece rossa, come se facesse lei quella buona azione. Poi, dopo qualche istante riprese:
- Se il signor curato dicesse domani la messa per la mamma, io gli farei due giornate di lavoro, alla raccolta delle fave.
- La messa l'ho fatta dire - rispose lo zio Giovanni.
- Oh! la povera morta pregherà anche per voi! - mormorò la ragazza coi grossi lagrimoni agli occhi.
Infine, quando lo zio Giovanni se ne andò, e udì perdersi in lontananza il rumore de suoi passi pesanti, chiuse l'uscio, e accese la candela. Allora le parve di trovarsi sola al mondo, ed ebbe paura di dormire in quel povero lettuccio ove soleva coricarsi accanto alla sua mamma. Le ragazze del villaggio sparlarono di lei perché andò a lavorare subito il giorno dopo la morte della sua vecchia, e perché non aveva messo il bruno; e il signor curato la sgridò forte, quando la domenica successiva la vide sull'uscio del casolare, mentre si cuciva il grembiule che aveva fatto tingere in nero, unico e povero segno di lutto, e prese argomento da ciò per predicare in chiesa contro il mal uso di non osservare le feste e le domeniche.
La povera fanciulla, per farsi perdonare il suo grosso peccato, andò a lavorare due giorni nel campo del curato, acciò dicesse la messa per la sua morta il primo lunedì del mese; e la domenica, quando le fanciulle, vestite dei loro begli abiti da festa, si tiravano in là sul banco, o ridevano di lei, e i giovanotti, all'uscire di chiesa, le dicevano facezie grossolane, ella si stringeva nella sua mantellina tutta lacera, e affrettava il passo, chinando gli occhi, senza che un pensiero amaro venisse a turbare la serenità della sua preghiera - ovvero diceva a se stessa a mo' di rimprovero che si fosse meritato: - Son così povera! - oppure, guardando le sue due buone braccia: - Benedetto il Signore che me le ha date! - e tirava via sorridendo.
http://www.liberliber.it/biblioteca/v/verga/tutte_le_novelle/html/nedda.htm

Libertà

Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: - Viva la libertà! -
Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini, davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.
- A te prima, barone! che hai fatto nerbare la gente dai tuoi campieri! - Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli irti sul capo, armata soltanto delle unghie. - A te, prete del diavolo! che ci hai succhiato l'anima! - A te, ricco epulone, che non puoi scappare nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero! - A te, sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non aveva niente! - A te, guardaboschi! che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al giorno! -
E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue! - Ai galantuomini! Ai cappelli! Ammazza! ammazza! Addosso ai cappelli! -
Don Antonio sgattaiolava a casa per le scorciatoie. Il primo colpo lo fece cascare colla faccia insanguinata contro il marciapiede. - Perché? perché mi ammazzate? - Anche tu! al diavolo! - Un monello sciancato raccattò il cappello bisunto e ci sputò dentro. - Abbasso i cappelli! Viva la libertà! - Te'! tu pure! - Al reverendo che predicava l'inferno per chi rubava il pane. Egli tornava dal dir messa, coll'ostia consacrata nel pancione. - Non mi ammazzate, ché sono in peccato mortale! - La gnà Lucia, il peccato mortale; la gnà Lucia che il padre gli aveva venduta a 14 anni, l'inverno della fame, e rimpieva la Ruota e le strade di monelli affamati. Se quella carne di cane fosse valsa a qualche cosa, ora avrebbero potuto satollarsi, mentre la sbrandellavano sugli usci delle case e sui ciottoli della strada a colpi di scure. Anche il lupo allorché capita affamato in una mandra, non pensa a riempirsi il ventre, e sgozza dalla rabbia. - Il figliuolo della Signora, che era accorso per vedere cosa fosse - lo speziale, nel mentre chiudeva in fretta e in furia - don Paolo, il quale tornava dalla vigna a cavallo del somarello, colle bisacce magre in groppa. Pure teneva in capo un berrettino vecchio che la sua ragazza gli aveva ricamato tempo fa, quando il male non aveva ancora colpito la vigna. Sua moglie lo vide cadere dinanzi al portone, mentre aspettava coi cinque figliuoli la scarsa minestra che era nelle bisacce del marito. - Paolo! Paolo! - Il primo lo colse nella spalla con un colpo di scure. Un altro gli fu addosso colla falce, e lo sventrò mentre si attaccava col braccio sanguinante al martello.
Ma il peggio avvenne appena cadde il figliolo del notaio, un ragazzo di undici anni, biondo come l'oro, non si sa come, travolto nella folla. Suo padre si era rialzato due o tre volte prima di strascinarsi a finire nel mondezzaio, gridandogli: - Neddu! Neddu! - Neddu fuggiva, dal terrore, cogli occhi e la bocca spalancati senza poter gridare. Lo rovesciarono; si rizzò anch'esso su di un ginocchio come suo padre; il torrente gli passò di sopra; uno gli aveva messo lo scarpone sulla guancia e glie l'aveva sfracellata; nonostante il ragazzo chiedeva ancora grazia colle mani. - Non voleva morire, no, come aveva visto ammazzare suo padre; - strappava il cuore! - Il taglialegna, dalla pietà, gli menò un gran colpo di scure colle due mani, quasi avesse dovuto abbattere un rovere di cinquant'anni - e tremava come una foglia. - Un altro gridò: - Bah! egli sarebbe stato notaio, anche lui! -
Non importa! Ora che si avevano le mani rosse di quel sangue, bisognava versare tutto il resto. Tutti! tutti i cappelli! - Non era più la fame, le bastonate, le soperchierie che facevano ribollire la collera. Era il sangue innocente. Le donne più feroci ancora, agitando le braccia scarne, strillando l'ira in falsetto, colle carni tenere sotto i brindelli delle vesti. - Tu che venivi a pregare il buon Dio colla veste di seta! - Tu che avevi a schifo d'inginocchiarti accanto alla povera gente! - Te'! Te'! - Nelle case, su per le scale, dentro le alcove, lacerando la seta e la tela fine. Quanti orecchini su delle facce insanguinate! e quanti anelli d'oro nelle mani che cercavano di parare i colpi di scure!
La baronessa aveva fatto barricare il portone: travi, carri di campagna, botti piene, dietro; e i campieri che sparavano dalle finestre per vender cara la pelle. La folla chinava il capo alle schiopettate, perché non aveva armi da rispondere. Prima c'era la pena di morte chi tenesse armi da fuoco. - Viva la libertà! - E sfondarono il portone. Poi nella corte, sulla gradinata, scavalcando i feriti. Lasciarono stare i campieri. - I campieri dopo! - I campieri dopo! - Prima volevano le carni della baronessa, le carni fatte di pernici e di vin buono. Ella correva di stanza in stanza col lattante al seno, scarmigliata - e le stanze erano molte. Si udiva la folla urlare per quegli andirivieni, avvicinandosi come la piena di un fiume. Il figlio maggiore, di 16 anni, ancora colle carni bianche anch'esso, puntellava l'uscio colle sue mani tremanti, gridando: - Mamà! mamà! - Al primo urto gli rovesciarono l'uscio addosso. Egli si afferrava alle gambe che lo calpestavano. Non gridava più. Sua madre s'era rifugiata nel balcone, tenendo avvinghiato il bambino, chiudendogli la bocca colla mano perché non gridasse, pazza. L'altro figliolo voleva difenderla col suo corpo, stralunato, quasi avesse avuto cento mani, afferrando pel taglio tutte quelle scuri. Li separarono in un lampo. Uno abbrancò lei pei capelli, un altro per i fianchi, un altro per le vesti, sollevandola al di sopra della ringhiera. Il carbonaio le strappò dalle braccia il bambino lattante. L'altro fratello non vide niente; non vedeva altro che nero e rosso. Lo calpestavano, gli macinavano le ossa a colpi di tacchi ferrati; egli aveva addentato una mano che lo stringeva alla gola e non la lasciava più. Le scuri non potevano colpire nel mucchio e luccicavano in aria.
E in quel carnevale furibondo del mese di luglio, in mezzo agli urli briachi della folla digiuna, continuava a suonare a stormo la campana di Dio, fino a sera, senza mezzogiorno, senza avemaria, come in paese di turchi. Cominciavano a sbandarsi, stanchi della carneficina, mogi, mogi, ciascuno fuggendo il compagno. Prima di notte tutti gli usci erano chiusi, paurosi, e in ogni casa vegliava il lume. Per le stradicciuole non si udivano altro che i cani, frugando per i canti, con un rosicchiare secco di ossa, nel chiaro di luna che lavava ogni cosa, e mostrava spalancati i portoni e le finestre delle case deserte.
Aggiornava; una domenica senza gente in piazza né messa che suonasse. Il sagrestano s'era rintanato; di preti non se ne trovavano più. I primi che cominciarono a far capannello sul sagrato si guardavano in faccia sospettosi; ciascuno ripensando a quel che doveva avere sulla coscienza il vicino. Poi, quando furono in molti, si diedero a mormorare. - Senza messa non potevano starci, un giorno di domenica, come i cani! - Il casino dei galantuomini era sbarrato, e non si sapeva dove andare a prendere gli ordini dei padroni per la settimana. Dal campanile penzolava sempre il fazzoletto tricolore, floscio, nella caldura gialla di luglio.
E come l'ombra s'impiccioliva lentamente sul sagrato, la folla si ammassava tutta in un canto. Fra due casucce della piazza, in fondo ad una stradicciola che scendeva a precipizio, si vedevano i campi giallastri nella pianura, i boschi cupi sui fianchi dell'Etna. Ora dovevano spartirsi quei boschi e quei campi. Ciascuno fra sé calcolava colle dita quello che gli sarebbe toccato di sua parte, e guardava in cagnesco il vicino. - Libertà voleva dire che doveva essercene per tutti! - Quel Nino Bestia, e quel Ramurazzo, avrebbero preteso di continuare le prepotenze dei cappelli! - Se non c'era più il perito per misurare la terra, e il notaio per metterla sulla carta, ognuno avrebbe fatto a riffa e a raffa! - E se tu ti mangi la tua parte all'osteria, dopo bisogna tornare a spartire da capo? - Ladro tu e ladro io -. Ora che c'era la libertà, chi voleva mangiare per due avrebbe avuto la sua festa come quella dei galantuomini! - Il taglialegna brandiva in aria la mano quasi ci avesse ancora la scure.
Il giorno dopo si udì che veniva a far giustizia il generale, quello che faceva tremare la gente. Si vedevano le camicie rosse dei suoi soldati salire lentamente per il burrone, verso il paesetto; sarebbe bastato rotolare dall'alto delle pietre per schiacciarli tutti. Ma nessuno si mosse. Le donne strillavano e si strappavano i capelli. Ormai gli uomini, neri e colle barbe lunghe, stavano sul monte, colle mani fra le cosce, a vedere arrivare quei giovanetti stanchi, curvi sotto il fucile arrugginito, e quel generale piccino sopra il suo gran cavallo nero, innanzi a tutti, solo.
Il generale fece portare della paglia nella chiesa, e mise a dormire i suoi ragazzi come un padre. La mattina, prima dell'alba, se non si levavano al suono della tromba, egli entrava nella chiesa a cavallo, sacramentando come un turco. Questo era l'uomo. E subito ordinò che glie ne fucilassero cinque o sei, Pippo, il nano, Pizzanello, i primi che capitarono. Il taglialegna, mentre lo facevano inginocchiare addosso al muro del cimitero, piangeva come un ragazzo, per certe parole che gli aveva dette sua madre, e pel grido che essa aveva cacciato quando glie lo strapparono dalle braccia. Da lontano, nelle viuzze più remote del paesetto, dietro gli usci, si udivano quelle schioppettate in fila come i mortaletti della festa.
Dopo arrivarono i giudici per davvero, dei galantuomini cogli occhiali, arrampicati sulle mule, disfatti dal viaggio, che si lagnavano ancora dello strapazzo mentre interrogavano gli accusati nel refettorio del convento, seduti di fianco sulla scranna, e dicendo - ahi! - ogni volta che mutavano lato. Un processo lungo che non finiva più. I colpevoli li condussero in città, a piedi, incatenati a coppia, fra due file di soldati col moschetto pronto. Le loro donne li seguivano correndo per le lunghe strade di campagna, in mezzo ai solchi, in mezzo ai fichidindia, in mezzo alle vigne, in mezzo alle biade color d'oro, trafelate, zoppicando, chiamandoli a nome ogni volta che la strada faceva gomito, e si potevano vedere in faccia i prigionieri. Alla città li chiusero nel gran carcere alto e vasto come un convento, tutto bucherellato da finestre colle inferriate; e se le donne volevano vedere i loro uomini, soltanto il lunedì, in presenza dei guardiani, dietro il cancello di ferro. E i poveretti divenivano sempre più gialli in quell'ombra perenne, senza scorgere mai il sole. Ogni lunedì erano più taciturni, rispondevano appena, si lagnavano meno. Gli altri giorni, se le donne ronzavano per la piazza attorno alla prigione, le sentinelle minacciavano col fucile. Poi non sapere che fare, dove trovare lavoro nella città, né come buscarsi il pane. Il letto nello stallazzo costava due soldi; il pane bianco si mangiava in un boccone e non riempiva lo stomaco; se si accoccolavano a passare una notte sull'uscio di una chiesa, le guardie le arrestavano. A poco a poco rimpatriarono, prima le mogli, poi le mamme. Un bel pezzo di giovinetta si perdette nella città e non se ne seppe più nulla. Tutti gli altri in paese erano tornati a fare quello che facevano prima. I galantuomini non potevano lavorare le loro terre colle proprie mani, e la povera gente non poteva vivere senza i galantuomini. Fecero la pace. L'orfano dello speziale rubò la moglie a Neli Pirru, e gli parve una bella cosa, per vendicarsi di lui che gli aveva ammazzato il padre. Alla donna che aveva di tanto in tanto certe ubbie, e temeva che suo marito le tagliasse la faccia, all'uscire dal carcere, egli ripeteva: - Sta tranquilla che non ne esce più -. Ormai nessuno ci pensava; solamente qualche madre, qualche vecchiarello, se gli correvano gli occhi verso la pianura, dove era la città, o la domenica, al vedere gli altri che parlavano tranquillamente dei loro affari coi galantuomini, dinanzi al casino di conversazione, col berretto in mano, e si persuadevano che all'aria ci vanno i cenci.
Il processo durò tre anni, nientemeno! tre anni di prigione e senza vedere il sole. Sicché quegli accusati parevano tanti morti della sepoltura, ogni volta che li conducevano ammanettati al tribunale. Tutti quelli che potevano erano accorsi dal villaggio: testimoni, parenti, curiosi, come a una festa, per vedere i compaesani, dopo tanto tempo, stipati nella capponaia - ché capponi davvero si diventava là dentro! e Neli Pirru doveva vedersi sul mostaccio quello dello speziale, che s'era imparentato a tradimento con lui! Li facevano alzare in piedi ad uno ad uno. - Voi come vi chiamate? - E ciascuno si sentiva dire la sua, nome e cognome e quel che aveva fatto. Gli avvocati armeggiavano, fra le chiacchiere, coi larghi maniconi pendenti, e si scalmanavano, facevano la schiuma alla bocca, asciugandosela subito col fazzoletto bianco, tirandoci su una presa di tabacco. I giudici sonnecchiavano, dietro le lenti dei loro occhiali, che agghiacciavano il cuore. Di faccia erano seduti in fila dodici galantuomini, stanchi, annoiati, che sbadigliavano, si grattavano la barba, o ciangottavano fra di loro. Certo si dicevano che l'avevano scappata bella a non essere stati dei galantuomini di quel paesetto lassù, quando avevano fatto la libertà. E quei poveretti cercavano di leggere nelle loro facce. Poi se ne andarono a confabulare fra di loro, e gli imputati aspettavano pallidi, e cogli occhi fissi su quell'uscio chiuso. Come rientrarono, il loro capo, quello che parlava colla mano sulla pancia, era quasi pallido al pari degli accusati, e disse: - Sul mio onore e sulla mia coscienza!...
Il carbonaio, mentre tornavano a mettergli le manette, balbettava: - Dove mi conducete? - In galera? - O perché? Non mi è toccato neppure un palmo di terra! Se avevano detto che c'era la libertà!... -
http://www.liberliber.it/biblioteca/v/verga/tutte_le_novelle/html/liberta.htm

Come può un popolo che ha subito tanto dimenticarsene, e voltarsi dall'altra parte alle sofferenze dei suoi simili?

taccaromiceto
10-01-2010, 16:43
dove sarebbero andati?

la situazione attuale e' che agli affaristi conviene una manodopera sottopagata

quando e, dico, quando, le cose cambieranno...

Non in Italia,non da clandestini

taccaromiceto
10-01-2010, 16:47
di Lucio Garofalo




La rivolta rabbiosa ed improvvisa (ma prevedibile) dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, che hanno messo in atto una furiosa guerriglia urbana che rievoca le scene incendiarie della banlieue parigina o dei ghetti di Los Angeles di alcuni anni fa, ha turbato i sonni tranquilli di una società piccolo-borghese che si è ridestata attonita e sgomenta dal torpore in cui sono sprofondate pure le masse proletarie italiane, vittime di un razzismo strisciante alimentato quotidianamente dai media e dal governo in carica.

Gli ipocriti e i benpensanti si scandalizzano facilmente di fronte alla rivolta degli immigrati, deprecando l’aggressività e la rabbia con cui si è manifestata, celebrando l’intervento armato delle forze dell’ordine, come se la violenza di chi reagisce all’oppressione non abbia una ragione morale superiore alla violenza perpetrata dall’oppressore. Gli schiavi non possono e non devono ribellarsi al loro padrone.......continua

http://notizie.virgilio.it/notizie/locale/2010/01_gennaio/10/quando_gli_schiavi_si_ribellano_e_la_loro_rabbia_spaventa_la_borghesia,22406035.html?mod=frame&provid=14




1) Ti risulta che questa situazione sia da ricondurre temporalmente agli ultimi 24 mesi?

2) Ok,domani mi ribello a mio padre padrone,spaccando la TUA macchina.
Voglio vedere se mi appoggi o se sei ipocrita e benpensante

taccaromiceto
10-01-2010, 16:50
Come può un popolo che ha subito tanto dimenticarsene, e voltarsi dall'altra parte alle sofferenze dei suoi simili?

Perchè 52 milioni di persone non possono pensare ai mali degli altri 5 miliardi,specie se buona prte di essa (esempio 1 famiglia su 3 a torino) soffrono la povertà.

fantasma76
10-01-2010, 16:52
2) Ok,domani mi ribello a mio padre padrone,spaccando la TUA macchina.
Voglio vedere se mi appoggi o se sei ipocrita e benpensante
Non ti appoggerò, cercherò i tuoi figli e tua moglie e la sparerò coi pallettoni.
Cosi non avrà pagato ne tuo padre ne tu, ma la macchina di adry57 e tua moglie e i tuoi figli, è normale no?
E giustizia questa?

Amanda
10-01-2010, 16:55
Non in Italia,non da clandestini

ho capito, dimmi dove debbono andare

sono cosi stupidi questi immigrati da venire in Italia nelle baracche, per una paga misera, quando hanno tante allettanti prospettive?

Amanda
10-01-2010, 16:57
1) Ti risulta che questa situazione sia da ricondurre temporalmente agli ultimi 24 mesi?

2) Ok,domani mi ribello a mio padre padrone,spaccando la TUA macchina.
Voglio vedere se mi appoggi o se sei ipocrita e benpensante

ricondotta no, ma alimentata si

fantasma76
10-01-2010, 17:00
Perchè 52 milioni di persone non possono pensare ai mali degli altri 5 miliardi,specie se buona prte di essa (esempio 1 famiglia su 3 a torino) soffrono la povertà.
Qui si parla solo di Milano

Il caso | I produttori obbligati per contratto a ritirare la merce invenduta

Non solo il pane viene sprecato:
ogni anno cibo buttato per 1 miliardo

La stima tiene conto dei soli supermercati


MILANO—Presente le montagne di arance del supermercato imprigionate nelle retine rosse? Basta che un frutto mostri qualche segno di deperimento perché tutto sia buttato nella spazzatura. Gli yogurt vengono gettati quando sono ancora degni di una sana merenda: «Li preleviamo dagli scaffali due giorni prima della scadenza. Tanto non li compra più nessuno», spiegano i direttori dei supermercati. Per non parlare della aragoste che facevano bella vista nei banchi frigo prima di Natale: quelle invendute sono in gran parte finite nella spazzatura.
Non solo michette e filoncini:i 180 quintali di pane che ogni giorno, a Milano, finiscono nei sacchi neri (http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml)sono la punta di un enorme iceberg di immondizia. Fatto di frutta, verdura, latticini, pasta. Gli operatori parlano di un 1% di fatturato mancato per colpa dei «resi». «Se si tiene conto che il fatturato della grande distribuzione in Italia supera i 100 miliardi di euro l’anno, lo spreco alimentare vale circa un miliardo», stima Sandro Castaldo, ordinario di Marketing alla Bocconi. E la cifra tiene conto solo della grande distribuzione.
Tra le catene più abili nel contenere i cosiddetti «resi» c’è Esselunga. «Ogni punto vendita produce i quantitativi di pane basandosi sul venduto dei giorni precedenti— spiegano al quartier generale di Pioltello —. Nonostante ciò, è inevitabile che rimanga una piccola quantità di pane. La sua alta deperibilità ci impedisce di regalarlo. Come facciamo invece per altre rimanenze che consegniamo al Banco Alimentare».
Ma il problema non riguarda solo i super. Perché sono i produttori a farsi carico dell’onere economico delle rimanenze. «La grande distribuzione chiede ai panificatori artigianali di consegnare pane fresco in abbondanza per avere gli scaffali pieni fino all’ora di chiusura. Nei contratti è previsto il ritiro dell’invenduto da parte del panificatore. Che non può fare altro che buttare tutto», lamenta Luca Vecchiato, presidente della Federazione italiana panificatori. Il sistema è lo stesso quando si parla di formaggi e latticini. Il produttore è tenuto a ritirare l’invenduto. Per di più mantenendo la catena del freddo. Poi, si vede ritirare gratuitamente i prodotti scaduti da società produttrici di mangimi. In alcuni casi paga un compenso per liberarsi della merce. L’alternativa è buttare tutto nell’umido, con il conseguente versamento della tassa sullo smaltimento dell’immondizia. «Con un sistema efficace di riciclo, si potrebbe ridurre l’impatto sull’ambiente e sfamare persone in difficoltà», sintetizza Luciano Morselli, docente di Gestione dei rifiuti a Rimini. Ma per trasformare in sistema le iniziative di pochi (il Banco Alimentare, i Lastminutemarket dell’università di Bologna) servirebbero agevolazioni fiscali mirate. «Alcuni comuni fanno sconti sulla tassa sui rifiuti a chi dona le eccedenze. Ma non basta — valuta Tommaso di Tanno, docente di diritto tributario all’università di Siena —. Se vogliamo diventare a sprechi zero la leva tributaria potrebbe agire in ben altri modi. Agevolando i virtuosi».
<!-- google_ad_section_end --> Rita Querzé
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/querze-cibo-buttato-non-solo-pane_ff735744-fa11-11de-ad79-00144f02aabe.shtml

Con quello che buttiamo e non parlo degli sprechi casalinghi, potremo sfamare l'intero pianeta, ma siamo troppo egoisti per farlo.

Amanda
10-01-2010, 17:02
Perchè 52 milioni di persone non possono pensare ai mali degli altri 5 miliardi,specie se buona prte di essa (esempio 1 famiglia su 3 a torino) soffrono la povertà.


ti risulta che tra i paesi europei l'Italia sia quella che ha il piu' alto tasso di immigrati?

Arianna Lux
10-01-2010, 17:04
di Lucio Garofalo




La rivolta rabbiosa ed improvvisa (ma prevedibile) dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, che hanno messo in atto una furiosa guerriglia urbana che rievoca le scene incendiarie della banlieue parigina o dei ghetti di Los Angeles di alcuni anni fa, ha turbato i sonni tranquilli di una società piccolo-borghese che si è ridestata attonita e sgomenta dal torpore in cui sono sprofondate pure le masse proletarie italiane, vittime di un razzismo strisciante alimentato quotidianamente dai media e dal governo in carica.

Gli ipocriti e i benpensanti si scandalizzano facilmente di fronte alla rivolta degli immigrati, deprecando l’aggressività e la rabbia con cui si è manifestata, celebrando l’intervento armato delle forze dell’ordine, come se la violenza di chi reagisce all’oppressione non abbia una ragione morale superiore alla violenza perpetrata dall’oppressore. Gli schiavi non possono e non devono ribellarsi al loro padrone.......continua

http://notizie.virgilio.it/notizie/locale/2010/01_gennaio/10/quando_gli_schiavi_si_ribellano_e_la_loro_rabbia_spaventa_la_borghesia,22406035.html?mod=frame&provid=14

questo Lucio Garofalo parla di rabbia e di rivolta contro i padroni, come se quelli avessero protestato contro chi li ha assodati per fare quel lavoro sottopagato, chi poi li ha abbandonati in quelle baracche. Gli abitanti di Rosarno non sono padroni proprio di un cavolo!!!lo capite??? e sono stati il bersaglio della rivolta! e non c'entravano nulla!

Amanda
10-01-2010, 17:09
Non ti appoggerò, cercherò i tuoi figli e tua moglie e la sparerò coi pallettoni.
Cosi non avrà pagato ne tuo padre ne tu, ma la macchina di adry57 e tua moglie e i tuoi figli, è normale no?
E giustizia questa?

non ho la macchina:ciaoug7:

Amanda
10-01-2010, 17:14
questo Lucio Garofalo parla di rabbia e di rivolta contro i padroni, come se quelli avessero protestato contro chi li ha assodati per fare quel lavoro sottopagato, chi poi li ha abbandonati in quelle baracche. Gli abitanti di Rosarno non sono padroni proprio di un cavolo!!!lo capite??? e sono stati il bersaglio della rivolta! e non c'entravano nulla!

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=86838&sez=ITALIA







REGGIO CALABRIA (7 gennaio) - Scene di guerriglia a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in vecchie fabbriche. Cinque fermati, una donna ferita e immigrati contusi nello scontro con le forze dell'ordine. La rivolta dopo alcuni spari contro gli immigrati da parte di ignoti

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la rivolta e' iniziata dopo che gli hanno sparato addosso

ma che impudenza.... come osano ribellarsi e non lasciarsi ammazzare silenziosamente?

fantasma76
10-01-2010, 17:17
come se quelli avessero protestato contro chi li ha assodati per fare quel lavoro sottopagato, chi poi li ha abbandonati in quelle baracche. Gli abitanti di Rosarno non sono padroni proprio di un cavolo!!!lo capite??? e sono stati il bersaglio della rivolta! e non c'entravano nulla!
Ne sei sicuro?
Rosarno non è proprietà dei rosarnesi?
Tutte le terre di Rosarno sono di proprietà di Milanesi?
I caporali vengono da Roma a gestire il caporalato?
Cosa hanno fatto i rosarnesi per difendere le loro proprietà?
Perchè quando il mese scorso pacificamente i 2 impallinati sono andati in città a denunciare l'accaduto i rosarnesi non hanno fatto quello che hanno fatto oggi per difendere lo straniero che dimora fra loro?

fantasma76
10-01-2010, 17:43
10/1/2010 (7:32) - L'ESODO DEGLI IMMIGRATI La transumanza degli ultimi della terra

«Portati via a forza»
PIERANGELO SAPEGNO
Alla fine, Abraham Roberts s’è chinato sul paracarro numero 17 della statale 106 e ha vomitato. Aveva la saliva giallastra, con gli occhi rossi di fuori, appoggiati sui campi verdi di pomodori e finocchi. Non aveva niente da rimettere. L’unica cosa che aveva buttato giù da due giorni a questa parte era stato il latte caldo che Francesco Tipaldi gli aveva offerto alle 4 del mattino quand’era arrivato al Centro di accoglienza di Sant’Anna, davanti al grande spiazzo gelato con gli edifici a due o tre piani immersi nel big freeze di questa notte cupa. Aveva preso solo qualche sorso perché aveva la nausea. E’ da un giorno che ha la nausea. Dice che mentre salivano sul pullman della polizia che li portava via da Rosarno, c’era la gente che gli urlava di tutto, che gli sputava addosso e che lanciava dei sassi. Abraham non sa che cosa gli gridavano, perché parla solo inglese. Ma non sa spiegare neanche perché.
E’ arrivato in Italia da 22 giorni, in cerca di un lavoro, dice. Qui a Crotone, è molto meglio del tugurio dove stava prima. Ma che ci resta a fare senza un lavoro e senza una lira? Abraham e Salik Hou e Samuel Keida, e centinaia assieme a loro, hanno ripreso ad andare. L’ultima transumanza di questo popolo disperato - di «queste bestie», come gridavano a Rosarno - la vedi nella processione solitaria lungo la statale 106, nei grappoli di neri che incontri sul ciglio della strada con il sacco a tracolla, le buste di plastica gialle e rosse con delle maglie e dei jeans schiacciati dentro, o sdraiati sulle panchine dei giardini di via Regina Margherita, o davanti alla stazione, in attesa di un treno che li porti chissà dove e chissà quando. Dall’altra sera a ieri pomeriggio, qualcosa è cambiato, e adesso la gente si raduna attorno ai pullman che portano via gli immigrati da Rosarno per applaudire la loro fuga. Non li insulta più, ma esulta. E anche se don Pino Demasi, di Libera, che ha seguito tutte le trattative, sottolinea come questa «non sia una vittoria, lo sappiamo bene», le immagini di questo esodo forzato lasciano la stessa paura che vedi nei loro occhi. «Ci hanno detto che ci portavano qui, e che poi potevamo scegliere dove andare», spiega Gbril, 30 anni, del Gambia. «Il fatto è che non possiamo stare qui ad aspettare», come dice Salik Hou. «Aspettare che cosa? Noi dobbiamo lavorare, solo questo siamo in grado di fare». Nella rivolta di Rosarno, è come se si fossero sommati ingiustizie e disordini e come se tutto quello che è successo non avesse un senso compiuto, una sua logica.

Adesso sono diventati tutti uguali, clandestini e regolari, per salvare la faccia, tutti espulsi, anziché protetti, per essere riammessi? Certo, su questo punto il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, è molto meno chiaro: «Nessuno sgombero forzato, noi dobbiamo cercare di convincerli. La cosa importante è che gli immigrati devono capire che in quelle strutture non si può più vivere, nell'interesse loro. Devono essere sistemati in posti più dignitosi. Per questo dobbiamo portarli tutti fuori. E una volta che saranno arrivati in altre strutture più a misura d’uomo, prenderemo tutte le valutazioni sul loro stato». Quali siano queste valutazioni, il prefetto non lo specifica meglio. In realtà, don Pino ribadisce che nelle trattative è stata raggiunta una mediazione chiara: nessuno verrà espulso. Solo che ora bisogna portare a termine lo sgombero, o comunque lo si voglia chiamare. «Questi 300 che ancora sono a Rosarno, cercheremo di convincerli tutti ad andare via», dice Varratta. «Ma lavorare sotto la minaccia di alcuni cittadini che lanciano ultimatum del tipo “non ci fermiamo finché non saranno andati via tutti”, non ci sembra una cosa né giusta né buona». Come se ci fosse ancora una cosa giusta. Nell’esodo infinito di questo nomadismo, adesso si sono fermati i feriti o tutti quelli che non hanno capito ancora che cosa stia succedendo. Geondin, 30 anni, nigeriano, è rimasto in ospedale e racconta che «erano in 8, ma forse di più perché erano su 3 macchine. Sono scesi e hanno cominciato a picchiarmi con i bastoni sulla testa, sempre nello stesso punto. Io li pregavo di smettere e loro picchiavano più forte di prima». Anche lui come Abraham chiede perché. «Io non avevo preso parte alla rivolta». Samuel Keida spiega che i disordini erano cominciati dopo che alcuni di loro erano stati aggrediti: «dicevano che c’erano dei morti fra di noi. Che ci avevano sparato senza motivo. A un mio amico della Guinea gli hanno tirato 50 pallini. Per questo ci siamo ribellati». Il primo dei feriti è stato portato nella notte a Crotone. Quand’è arrivato gli hanno fatto le feste perché l’hanno riconosciuto: era andato via da qui pochi giorni prima perché aveva trovato lavoro a Rosarno. «Ero uscito da un supermercato con dei miei amici. Ho sentito una fitta al braccio, all’improvviso. Mi avevano sparato. Solo questo. Non avevo fatto niente, avevo lavorato nei campi e stavo andando a casa». Loro restano, perché non possono fare altrimenti. Ma Sambaba, del Senegal, sta cercando un treno che lo porti a Roma, e poi dei soldi per uscire dall’Italia: «Io sono regolare. Ero a Monza, e facevo l’operaio. Poi ho perso il lavoro. Sono venuto in Calabria dopo essere stato a Palermo. Ma qui ci sparano contro come se fossimo degli uccelli nella stagione della caccia. Era già successo un mese fa. E un’altra volta avevamo avuto due morti». La fuga, alla fine, è solo l’ultima sconfitta del disordine. In tutto, confermano alla polizia, sono 910 gli immigrati già scappati da Rosarno, fino a ieri sera. Il ghanese Sidiki, di 25 anni, era andato a chiedere i soldi che gli dovevano prima di partire. L’hanno preso a bastonate. Ha ancora addosso la sua maglia verde macchiata di sangue. E ora cammina, nel crepuscolo di questa sera buia, trascinando malamente la sua gamba destra lungo la statale 106, l’ultima strada della nostra vergogna.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51094girata.asp

Amanda
10-01-2010, 17:50
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fantasma76
10-01-2010, 18:18
FELTRI sul GIORNALE :
"Quelli che sbagliano mira. Anziché ai negri, sparate ai mafiosi"
«I negri hanno ragione. E anziché sparare a loro, i calabresi esasperati dall’immigrazione clandestina sparassero sulla ‘ndrangheta che li opprime, avrebbero non una bensì cento ragioni. Perché non lo fanno? Gli extracomunitari sono poveri e debolissimi, brutti e sporchi: bersagli ideali. Mentre la criminalità organizzata, che tiene in scacco le forze dell’ordine e lucra sul lavoro della gente di qualsiasi colore, è forte, violenta e vendicativa e, quindi, conviene non toccarla. Ecco perché a Rosarno (e altrove) preferiscono la mafia agli sfigati africani che sgobbano per venti euro al dì, però puzzano e non indossano le giacche di Armani».

e fra i vari commenti ho trovato questo

Solo una cosa non ho capito; perché non sono andati a sparar loro addosso, mentre raccoglievano i pomodori ol' uva per 1 € se la lotta è iniziata per difendere il lavoro italiano?

L'hanno già detto ed io lo ripeto : Rosarno è un paese di mafiosi, se fossero esseri umani, degni di tale nome, si sarebbero mossi prima ed in un ben altro senso !
Sono loro che dovrebbero essere messi al bando e cacciati dall' Italia, magari in Nord Africa, a raccogliere datteri per 1 dollaro al giorno....altro che banca del Sud.
Che ci facciano vedere la loro dichiarazione dei redditi e ci dicano dove e quando lavorano........


Ps. dopo il video chi sa se Fini ora ridice che Saviano è un uomo di destra, che va ammirato e rispettato?

Alessandra
10-01-2010, 19:02
non c'entrano nulla col discorso i tuoi due ultimi interventi!!! La tua è soltanto una squallida e gratuita aggressione da becero ricatto morale di una sinistra che non ha più nulla da dire, che è rimasta senza argomentazioni. Vivere in baracche non ti da l'autorizzazione di andare per la strada e sfogare la tua rabbia contro le gente che trovi in giro! Punto.
perchè se tu vivi in baracche io posso avere qualunque altra sorta di problemi, di qualunque tipo, ad esempio se non lo sai ci sono tanti italiani che vivono in scantinati e quando piove si allagano..
sono autorizzati questi a sfogasi su persone che non c'entrano nulla????

La ribellione degli immigrati di Rosarno non è esplosa perchè dormivano nelle baracche e nei silos, senz'acqua, peggio degli animali (cosa che avveniva da sempre), ma perchè gli stavano sparando addosso, dopo averli schiavizzati e tenuti a marcire nelle baracche e nei silos peggio degli animali.
E' un po' diverso.
E' rabbia, umiliazione, disperazione, tenuta compressa a testa bassa per mesi, anni, che esplode improvvisamente ed esclusivamente di fronte all'inaudita ed ingiustificata violenza altrui.

Edric
10-01-2010, 19:13
Non in Italia,non da clandestini

Bene. Adesso voglio vedere un pò di slogan da parte del governo contro gli imprenditori contro gli imprenditori mafiosi e disonesti. Invece "tolleranza 0" viene richiesta solo per l'immigrazione irregolare.
Se questo non succederà, per quello che mi riguarda gli immigrati fanno benissimo a venire in Italia.

Amanda
10-01-2010, 19:21
La ribellione degli immigrati di Rosarno non è esplosa perchè dormivano nelle baracche e nei silos, senz'acqua, peggio degli animali (cosa che avveniva da sempre), ma perchè gli stavano sparando addosso, dopo averli schiavizzati e tenuti a marcire nelle baracche e nei silos peggio degli animali.
E' un po' diverso.
E' rabbia, umiliazione, disperazione, tenuta compressa a testa bassa per mesi, anni, che esplode improvvisamente ed esclusivamente di fronte all'inaudita ed ingiustificata violenza altrui.


REGGIO CALABRIA (7 gennaio) - Scene di guerriglia a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in vecchie fabbriche. Cinque fermati, una donna ferita e immigrati contusi nello scontro con le forze dell'ordine. La rivolta dopo alcuni spari contro gli immigrati da parte di ignoti

=========================================

infatti....hanno osato ribellarsi dopo che gli avevano sparato addosso..dovevano lasciarsi ammazzare in silenzio..

taccaromiceto
10-01-2010, 20:01
ti risulta che tra i paesi europei l'Italia sia quella che ha il piu' alto tasso di immigrati?

Ha la più alta richiesta di asilo politico,quindi il più alto tasso di gente disperata che accetta anche 10€ al giorno.
ALtro che 20.

30.000 domande nel 2008 e 40.000 (erano 37000 ad agosto) nel 2009

taccaromiceto
10-01-2010, 20:06
Non ti appoggerò, cercherò i tuoi figli e tua moglie e la sparerò coi pallettoni.
Cosi non avrà pagato ne tuo padre ne tu, ma la macchina di adry57 e tua moglie e i tuoi figli, è normale no?
E giustizia questa?

Loro se la sono presa con tutto il paese INDISTINTAMENTE
Rosarno se l'è presa con tutti loro INDISTINTAMENTE


le 2 facce della tessa medaglio.

Gli spari e gi scontro sono stati una NORMALE conseguenza di quello che è accaduto.

Appoggerei la controrivolta anche nei confronti di quelli che spaccano le vetrine eccetera al g8 e roba simile.

Nella vita mi hanno insegnato che quando ce l'ho ocn qualcuno,devo prendermela con chi ce l'ho.

Anche la melma mafiosa pugliese,che corrisponde alla sacra corona unita,ha nei suoi dettami l'assoluto divieto delle ritorsioni.

Da noi i parenti dei pentiti vanno in giro a testa alta e nessuno si sogna di andare a rompergli i maroni.

Daruma
10-01-2010, 20:11
Suonati da solo che faresti meglio.

:))
Le ultime parole famose... ("mò ve sòno")...
... ed egli se le fece suonare!

:whistler:

Sob !
Certa ggentes nun vò capì, ma propo nùnvo !
:(

...ma debbo aggiungere, juliet adorèt, che minga ho kapì la diatribba co' adry !

:confused:

taccaromiceto
10-01-2010, 20:13
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=86838&sez=ITALIA


REGGIO CALABRIA (7 gennaio) - Scene di guerriglia a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in vecchie fabbriche. Cinque fermati, una donna ferita e immigrati contusi nello scontro con le forze dell'ordine. La rivolta dopo alcuni spari contro gli immigrati da parte di ignoti

=========================================

la rivolta e' iniziata dopo che gli hanno sparato addosso (CHI???TUTTO ROSARNO?)
ma che impudenza.... come osano ribellarsi (CONTRO CHI???TUTTO ROSARNO???) e non lasciarsi ammazzare silenziosamente?

Te lo ripeto er l'ennesima volta,dato che credo fortemente che tu non sia stupida.

Se tu mi spari,ti rompo il deretano a te,non vado dalla gente del tuo paese,ai tuoi parenti ecc.

Comprendi o no la differenza??

Se non comprendi la differenza vuol dire che reputi normali ribellioni, anche quando in Sicilia sciolgono nell'acido i figli dei pentiti

Alessandra
10-01-2010, 20:16
Li hanno mandati via, portati nei Cpt che sono luoghi di detenzione e non di accoglienza e molti di loro saranno espulsi.
Gli altri regolari e addirittura rifugiati, lasciati al loro destino. Alcuni di loro se ne sono andati addirittura a Castelvolturno, teatro dell'ultima strage di immigrati per mano della camorra, perchè non sapevano dove altro andare.
Questa è la soluzione trovata dal nostro governo a fronte di un'ingiustizia perpetrata da anni nei confronti di queste persone nel silenzio delle istituzioni e dopo che sono pure stati presi a fucilate ed a sprangate.
Complimenti.

taccaromiceto
10-01-2010, 20:17
ho capito, dimmi dove debbono andare

sono cosi stupidi questi immigrati da venire in Italia nelle baracche, per una paga misera, quando hanno tante allettanti prospettive?

Dove hanno il diritto internazionale di andare.
Se fuggono da fame e guerra c'è l'asilo politico ed il permesso di soggiorno.
S invece vengono per migliorare la loro situazione,sappino che in Italia di questi tempi,sono solo degli ottimi candidati per un posto da schiavo.

Alessandra
10-01-2010, 20:20
Te lo ripeto er l'ennesima volta,dato che credo fortemente che tu non sia stupida.

Se tu mi spari,ti rompo il deretano a te,non vado dalla gente del tuo paese,ai tuoi parenti ecc.

Comprendi o no la differenza??

Se non comprendi la differenza vuol dire che reputi normali ribellioni, anche quando in Sicilia sciolgono nell'acido i figli dei pentiti

Non so se hai capito, ma chi ha sparato a quella gente, è gente del paese. Mica estranei. Molti ragazzi si divertono anche ad usarli come bersaglio. Pare sia una tacca da apporre al curriculum per entrare a tutti gli effetti nell'andrangheta.
Carne da macello.

taccaromiceto
10-01-2010, 20:21
Li hanno mandati via, portati nei Cpt che sono luoghi di detenzione e non di accoglienza e molti di loro saranno espulsi.

Questo fa parte delle loro decisioni.In Italia se ti beccano da clandestino,vai a finire nei cpt.



Gli altri regolari e addirittura rifugiati, lasciati al loro destino. Alcuni di loro se ne sono andati addirittura a Castelvolturno, teatro dell'ultima strage di immigrati per mano della camorra, perchè non sapevano dove altro andare.

Da regolari,come mai a Castelvorturno e non a Roma,Milano ecc ecc?
Non hanno bisogno di raccogliere pomodori ecc,possono aspirare ad un lavoro ben retribuito.
Mi puzza alquanto che vadano proprio acastelvolturno.



Questa è la soluzione trovata dal nostro governo a fronte di un'ingiustizia perpetrata da anni nei confronti di queste persone nel silenzio delle istituzioni e dopo che sono pure stati presi a fucilate ed a sprangate.
Complimenti.

Forse non comprendi,li avrebbero uccisi tutti se non sparivano.
Quando dei cittadini comuni occupano il comune fino a quando non partono i primi pullman,vuol dire che quelli meno comuni hanno già lucidato le armi.
Non siamo a Milano.....

Alessandra
10-01-2010, 20:23
Dove hanno il diritto internazionale di andare.
Se fuggono da fame e guerra c'è l'asilo politico ed il permesso di soggiorno.
S invece vengono per migliorare la loro situazione,sappino che in Italia di questi tempi,sono solo degli ottimi candidati per un posto da schiavo.

Una volta per tutte, Taccaromiceto:

PRENDITELA CON CHI LI SCHIAVIZZA.

Se no non sei credibile.

taccaromiceto
10-01-2010, 20:24
Non so se hai capito, ma chi ha sparato a quella gente, è gente del paese. Mica estranei. Molti ragazzi si divertono anche ad usarli come bersaglio. Pare sia una tacca da apporre al curriculum per entrare a tutti gli effetti nell'andrangheta.
Carne da macello.

Non hai capito tu che a sparare a quella gente è stata 1 persona di Rosarno.

Prendersela con chi aveva la macchina parcheggiata sulla statale 18 ha fatto diventare ''cattiva'' anche tutta quella parte della popolazione che li aveva accolti e trattati bene.

I criminali che li perseguitavano vanno presi e sbattuti dentro.
Ma da li a dire che è normale o giusto prendersela con tutti,ne passano di Oceani sotto i ponti.....


In poche parole,si sono dati una martellata nei maroni da soli,andare nei CIE è stata la loro fortuna,sarebero morti tutti

taccaromiceto
10-01-2010, 20:32
Una volta per tutte, Taccaromiceto:

PRENDITELA CON CHI LI SCHIAVIZZA.

Se no non sei credibile.

Per me schiavizzare una persona significa andare a prenerla dal proprio paese e costringerla a fare un lavoro.

In questo caso non c'è ne una ne l'altra.

In questo caso ci sono lavori volontariamenti ACCETTATI a condizioni disumane e una rivolta contro tutto e tutti.

Anche chi in paese gli offriva il vcaffè o una cioccolata calda.


Per me sono alla pari ,chi li sfrutta e chi li fa rimanere (opponendosialle espulsioni) in questo paese di merda.

fantasma76
10-01-2010, 20:41
Loro se la sono presa con tutto il paese INDISTINTAMENTE
Rosarno se l'è presa con tutti loro INDISTINTAMENTE
E allora sono pari, di che stiamo parlando giustizia è stata fatta, il negro aveva ragione il terrone mafioso aveva ragione, la legge della giungla ha fatto il suo corso, quale era il motivo di mandare le forze dell'ordine?
I rosarnessi hanno parlato u u io tarzan, non toccare la mia roba, tu gorilla torna sull'albero dove possiamo impallinarti, il gorilla se ne è andato, la giungla ora è tutta dei rosarniesi, possono tornare sulle loro liane a scorrazzare con le lupare a spalla.

taccaromiceto
10-01-2010, 21:37
LE forze dell'ordine sono intervenute per non vedere un'altra castelvorturno

Amanda
10-01-2010, 21:48
http://img22.imageshack.us/img22/1821/4260711732ef6898c5a1o.gif

Amanda
10-01-2010, 22:03
Io schiavo in Puglia
di Fabrizio Gatti
Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte se protestano. Diario di una settimana nell'inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=48d51a492fe1ee6c

Amanda
10-01-2010, 22:09
Ha la più alta richiesta di asilo politico,quindi il più alto tasso di gente disperata che accetta anche 10€ al giorno.
ALtro che 20.

30.000 domande nel 2008 e 40.000 (erano 37000 ad agosto) nel 2009


numero di rifugiati e richiedenti asilo accolti dai principali paese europei nel 2008 è il seguente:
- Italia: 47.000
- Svezia: 77.000
- Paesi Bassi: 77.000
- Francia: 160.00
- Inghilterra: 292.000
- Germania: 582.000

Inoltre, il numero dei rifugiati e richiedenti asilo per ogni mille abitanti è:
- in Italia: 0,81
- in Francia: 2,64
- nei Paesi Bassi: 4,73
- in Inghilterra: 4,90
- in Germania: 7,05
- in Svezia: 8,54

In poche parole, per ogni immigrato ospitato dall’Italia:
- la Francia (in proporzione) ne ospita più di 3
- i Paesi Bassi 5,8
- l’Inghilterra 6
- la Germania 8,7
- e la Svezia 10,5.



http://www.dillinger.it/emergenza-immigrazioneecco-i-dati-che-non-ci-dicono-25901.html





-1) in risposta a vadano in altri paesi ma non in Italia
===================================================
TESTIMONIANZA DI UN IMMIGRATO - "Abbiamo bisogno di protezione perché contro di noi ci sono continue violenze che sono frutto di razzismo", dice Sidiki, un immigrato africano di 25 anni, che viene a Rosarno di frequente per lavorare nei campi. "Subiamo continuamente - ha aggiunto Sidiki - atti di intolleranza, ma noi siamo lavoratori onesti che vengono qui solo per guadagnarsi il pane e non diamo fastidio a nessuno. Piuttosto, sono intollerabili le condizioni in cui ci fanno vivere perché avremmo bisogno di piu’ igiene e dignita’. Non possono prendersela sempre con noi perche’ non abbiamo nessuna

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2010/01/08/278201-rosarno_riprende_protesta_degli_immigrati_maroni_stiamo_intervenendo.shtml

- 2) in risposta alla protesta verso un intero paese quando solo uno gli aveva sparato

e' evidente che in paese vi era un clima di intolleranza e di continue aggressioni verso questi disperati

fantasma76
10-01-2010, 23:06
LE forze dell'ordine sono intervenute per non vedere un'altra castelvorturno
Lo avevo capito, mica siamo in qualche paese civile, dove le forze dell'ordine intervengono per consegnare i colpevoli alla giustizia, siamo allo zoo, dove entra il domatore, per evitare che la merce si azzanni a vicenda.

Juliet
10-01-2010, 23:36
Rosarno, il prezzo delle arance
aumenta del 474% dal campo alla tavola





http://www.elicriso.it/it/frutta/arance/arance1.jpg






10 GENNAIO 2010




Le arance sono pagate in media 27 centesimi al chilo nelle campagne, in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, ma il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei consumatori con ricarichi del 474% dal campo alla tavola.

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, in occasione dei fatti di Rosarno, dalla quale si evidenzia peraltro che la situazione è ancora più grave per le arance destinate alla produzione di succo che vengono pagate appena 3-4 centesimi al chilo anche perché manca l'obbligo di indicare l'origine nel succo nelle bevande e viene «spacciato» come made in Italy quello importato dal Brasile o dalla Florida.

Con una produzione che quest'anno è stimata pari a 2,3 milioni di tonnellate, il compenso riconosciuto agli agricoltori è insostenibile - sottolinea la Coldiretti - a causa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera che hanno portato alla scomparsa in Italia di oltre il 42 per cento di terreno coltivato ad agrumi negli ultimi dieci anni con la chiusura delle imprese agricole, la perdita di opportunità lavoro e di sviluppo del territorio.

«Va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un'ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune» - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nel sottolineare che «la situazione colpisce la componente più debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le tante imprese oneste agricole che operano nella legaltà», costrette a lasciare il prodotto sulle piante per colpa delle pesanti distorsione nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, con la perdita di opportunità che potrebbero contribuire a ridurre il disagio sociale».

Con circa il 10% di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli nelle campagne la presenza di immigrati è una componente strutturale. Sono 98.155 i rapporti di lavoro regolari in agricoltura identificati come extracomunitari negli archivi Inps e appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura - sostiene la Coldiretti - sono principalmente gli albanesi (15%), i rumeni (12%) e gli indiani (10%) che trovano occupazione soprattutto negli allevamenti del nord per l'abilità e la cura che garantiscono alle mucche.

Numerosi i «distretti agricoli» dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia-Romagna, dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in Puglia.

Si tratta di un evidente dimostrazione che - conclude la Coldiretti - gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabili per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo.

10 GENNAIO 2010


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/01/rosarno-prezzo-arance.shtml?uuid=16d13434-fdf4-11de-bea9-a0b0e63b1e74&DocRulesView=Libero

Alessandra
11-01-2010, 00:10
Per me schiavizzare una persona significa andare a prenerla dal proprio paese e costringerla a fare un lavoro.

In questo caso non c'è ne una ne l'altra.

In questo caso ci sono lavori volontariamenti ACCETTATI a condizioni disumane e una rivolta contro tutto e tutti.

Anche chi in paese gli offriva il vcaffè o una cioccolata calda.


Per me sono alla pari ,chi li sfrutta e chi li fa rimanere (opponendosialle espulsioni) in questo paese di merda.


Hai veramente superato ogni limite di possibile razionalità.

taccaromiceto
11-01-2010, 00:45
Lo avevo capito, mica siamo in qualche paese civile, dove le forze dell'ordine intervengono per consegnare i colpevoli alla giustizia, siamo allo zoo, dove entra il domatore, per evitare che la merce si azzanni a vicenda.

Inun paese civile,invece di ribaltare e scassare tutto,denunciavano i caporali e le forze dell'ordine avevano qualcosa per intervenire.

Qui invece si spacca tutto.

Si pensa:

Chi urla di più a ragione.

Con le conseguenze che vediamo.

taccaromiceto
11-01-2010, 00:47
Hai veramente superato ogni limite di possibile razionalità.

Quando capirai CHE SI OFFRONO per lavorare a quelle condizioni,sarai a metà strada.

Sono loro che vanno a cercare i caporali,non viceversa.




Inoltre vorrei che ti fosse chiara una volta per tutte una cosa.

Se prendevano il caporale e lo appendevano per le palle i piazza,gli davo una medaglia.

Se invece lo scontro è tra l'immigrato e il povero cristo che ha avuto la macchina distrutta,sono dalla parte di quest'ultimo.

Amanda
11-01-2010, 00:50
iIl 16% degli adulti del mondo è pronta a partire. I dati di una ricerca Gallup



Roma – 3 novembre 2009 – 700 milioni di persone farebbero le valige per inventarsi una nuova vita all’estero. Lo rivela un’indagine dell’istituto Gallup presentata ieri al Global Forum on Migration and Development in corso ad Atene


http://www.stranieriinitalia.it/attualita-700_milioni_di_aspiranti_immigrati_9603.html

taccaromiceto
11-01-2010, 01:17
Che facciamo,li invitiamo e piantiamo altri albri di agrumi,o ci mettiamo in testa che bisogna accettarne pari pari SOLO quelli che socialmente puoi sostenere?

Sono meglio 10.000 in una fabbrica abbandonata o 1000 in appartamento e con una vita dignitosa?

Carlotta
11-01-2010, 11:20
Drammatica frase, quella di «Rassegna.it» dell'11 gennaio 2101, che inizia il pezzo degli scontri di Rosarno: “Centinaia di immigrati lasciano la città tra gli applausi degli abitanti”. Il video di Medici senza Frontiere che ci porta in un viaggio nell'inferno degli immigrati risale ormai a un anno fa e l'inferno era una situazione di “routine”, prima che scoppiasse la rivolta di questi giorni con quasi 70 feriti fra lavoratori addetti alla raccolta a basso prezzo delle arance. Secondo Maroni c'è troppa tolleranza verso gli immigrati, secondo altri l'eccesso di tolleranza è assicurato alla mafia, alle spalle di tale situazione.

Arance d'inverno, pomodori d'estate. Da noi, olive, castagne, pomodori vengono da sempre raccolti dai proprietari e da tutta la famiglia fino al terzo e quarto grado. Alla mietitura, finché i covoni si affastellavano a mano, partecipava un paese intero, contadini, operai, disoccupati, casalinghe, lavoranti a domicilio, vecchi, ragazzi; la ricompensa era distribuita sull'aia: un posto a una lunga tavolata, a mangiare le pappardelle e il papero in umido: col sugo del papero si condivano le pappardelle. Per la vendemmia si regalava un paniere d'uva, un fiasco d'olio olio alla raccolta delle olive, e farina dolce o marroni quando maturavano le castagne, che non servivano solo per castagnacci e caldarroste; tuttora la farina di castagne, in Lunigiana ad esempio, costituisce la base di una ricca cucina, tagliatelle e primi assortiti, armonie amalgamate con i secondi, i contorni di torte d'erbe, i dolci.

Le raccolte nei campi e nei boschi sono state, in ogni epoca, un allegro sfruttamento di mano d'opera; di simile sfruttamento i braccianti temporanei non si sono mai preoccupati. Si trattava, si tratta per i più di un lavoro extra che niente ha a che vedere con il lavoro di base di un italiano mentre, per i migranti, è l'unico lavoro possibile. Pian piano, poi, da una mansione all'altra, si fa presto a coprire tutte le stagioni: così lo sfruttamento diventa totale.

Roderigo
11-01-2010, 11:23
Un paese unito dal razzismo


Lo scrittore calabrese Antonello Mangano ha dato un'ottima descrizione delle condizioni di vita dei braccianti stranieri nel libro Gli africani salveranno Rosarno. E probabilmente l'Italia. Mangano l'ha scritto dopo la rivolta degli immigrati del dicembre del 2008, che protestavano contro le ennesime violenze subite dalle gang della 'ndrangheta. Due ivoriani erano rimasti feriti gravemente e i loro amici africani avevano denunciato l'attacco alle autorità. Cos'è successo da allora a questi uomini coraggiosi? Ancora abusi e ancora attacchi da parte dei clan e dei cittadini. Finché il 10 gennaio molti di loro non sono stati allontanati da Rosarno.

Traduzione da: Internazionale
(articolo integrale in inglese (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jan/10/italy-human-rights/print))


The Guardian, 10 gennaio 2010
http://www.guardian.co.uk/ (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jan/10/italy-human-rights/print)

Roderigo
11-01-2010, 11:52
Per me schiavizzare una persona significa andare a prenerla dal proprio paese e costringerla a fare un lavoro.

In questo caso non c'è ne una ne l'altra.


E qui a chi ti riferivi?


Allora ci teniamo gli schiavi???

fantasma76
11-01-2010, 11:55
Inun paese civile,invece di ribaltare e scassare tutto,denunciavano i caporali e le forze dell'ordine avevano qualcosa per intervenire.

Qui invece si spacca tutto.

Si pensa:

Chi urla di più a ragione.

Con le conseguenze che vediamo.
Ma quelli sono animali, vivono da bestie feroci, in modo disumano nei porcili e puzzano.
Noi siamo cristiani, viviamo in casse addobbate, paghiamo le tasse che mantengono i tutori dell'ordine, non puzziamo ci hanno insegnati a lavarci da piccoli col battesimo.
In teoria fra i cristiani e gli animali dovrebbe esserci qualche differenza, ma io non ne vedo, sento addirittura tarzan che scorrazza sulle liane u uu la giungla è mia la giungla è mia.
Ma onestamente c'è qualcuno qui che se gli ultras della Roma gli sfasciano la macchina scende a difenderla di persona?
Sono l'unico fesso che mi barrico in casa e chiama la polizza?
Sarò stato un idiota poi a non organizzare una spedizione punitiva a Roma il giorno dopo?

Roderigo
11-01-2010, 12:23
FERRERO ( FED SIN): ROSARNO , MARONI E’ IL MANDANTE DELLA CACCIA ALL’UOMO CON LE SUE DELIRANTI DICHIARAZIONI. APPELLO PER GRANDE MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA


La drammatica situazione che si è creata a Rosarno è il frutto della legge Bossi Fini che impedisce la regolarizzazione di chi lavora e favorisce gli schiavisti che sfruttano la manodopera immigrata.

L’unica soluzione dare il permesso di soggiorno ai migranti che lavorano e mettere in galera chi li sfrutta. Il ministro Maroni continua ad insultare la sinistra ma si tratta del mandante morale della caccia all’uomo che si è scatenata a Rosarno.
Invece che raccontare balle dovrebbe vergognarsi.

Raccogliendo l’invito che è comparso da più parti in Calabria, in queste ore, facciamo appello a tutte le forze democratiche e antirazziste perché si possa organizzare al più presto, a Rosarno, una grande, pacifica e forte manifestazione di tutto il movimento antirazzista italiano.


10 Gennaio 2010
www.paoloferrero.it (http://www.paoloferrero.it/?p=1942)

Carlotta
11-01-2010, 13:03
Parafrasando Primo Levi,

NEI GHETTI D’ITALIA
QUESTO NON È UN UOMO
di Adriano Sofri

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda di asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E la nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!»,
Certo che ha sbagliato
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande Negro,
Scartato da un caporale
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi),
Che piscia coi cani,
che azzanna i cani senza padrone,
che vive tra un No e un No,
tra un Comune commissariato per mafia
e un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
dei suoi fratelli a un euro all’ora
lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto,
alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua, né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna,
Da questo che non è un uomo,
Che non ha una donna,
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

Juliet
11-01-2010, 13:26
Un paese unito dal razzismo


Lo scrittore calabrese Antonello Mangano ha dato un'ottima descrizione delle condizioni di vita dei braccianti stranieri nel libro Gli africani salveranno Rosarno. E probabilmente l'Italia. Mangano l'ha scritto dopo la rivolta degli immigrati del dicembre del 2008, che protestavano contro le ennesime violenze subite dalle gang della 'ndrangheta. Due ivoriani erano rimasti feriti gravemente e i loro amici africani avevano denunciato l'attacco alle autorità. Cos'è successo da allora a questi uomini coraggiosi? Ancora abusi e ancora attacchi da parte dei clan e dei cittadini. Finché il 10 gennaio molti di loro non sono stati allontanati da Rosarno.

Traduzione da: Internazionale
(articolo integrale in inglese (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jan/10/italy-human-rights/print))


The Guardian, 10 gennaio 2010
http://www.guardian.co.uk/ (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jan/10/italy-human-rights/print)



Italia: un Paese unito dal razzismo

La persecuzione degli immigrati è un grande business in terra di Silvio Berlusconi, da politici di primo piano ad affari e criminalità organizzata

Vittorio Longhi
( guardian.co.uk Domenica 10 gennaio 2010 16,18 GMT)



"Il pericolo maggiore è quando camminano per le strade, semplicemente perché sono i soli a non avere un'auto a Rosarno. Gli Africani non possono riferire alla polizia perché la maggior parte di loro non hanno documenti e non hanno parenti pronti a vendicarli . Pertanto, essi sono gli obiettivi ideali ".

Lo scrittore calabrese Antonello Mangano ha dato una buona descrizione delle condizioni dei migranti lavoratori agricoli in un libro dal titolo provocatorio "Gli africani salveranno Rosarno. E forse anche l'Italia". Egli ha scritto che dopo la rivolta dei migranti del dicembre 2008 avvenuta per protestare contro l'ennesima rapina e attentato da parte delle 'Ndrangheta gangs due Ivoriani sono stati gravemente feriti e alcuni loro amici provenienti da Ghana, Nigeria, Burkina Faso, Mali, Togo, Eritrea e il Sudan hanno unito le forze contro i criminali italiani, segnalando collettivamente l'attacco alle autorità. "
"La comunità africana ha rappresentato un vero movimento contro la mafia dal basso, con coraggio hanno alzato le loro teste, dimostrando un alto senso dello stato, molto più elevato rispetto ai nostri concittadini", ha scritto Mangano.

Da allora, che cosa è accaduto a questi coraggiosi Africani ? Ulteriore sfruttamento, ulteriori attacchi dalle bande e dai cittadini, fino a quando non ha dovuto essere evacuati da Rosarno ieri. Questi fatti costituiscono un chiaro segnale che sempre più gli immigrati in Italia stanno raggiungendo il limite delle loro possibilità , a causa della ostilità causata da una campagna politica e mediatica di criminalizzazione contro i clandestini. " "Dobbiamo essere risoluti contro l'immigrazione clandestina," il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - un politico della Lega Nord - continua a ripetere come un mantra.

Oltre 300 casi di violenza di questo tipo sono stati segnalati negli ultimi due anni, soprattutto contro il popolo rom, rumeni e africani. Le organizzazioni dei Diritti Umani e dei sindacati hanno espresso gravi preoccupazioni fino a quando il governo italiano è stato chiamato da alcuni organismi europei e delle Nazioni Unite, come il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, per rispondere alle accuse di xenofobia e di discriminazione nei confronti dei lavoratori stranieri, siano essi legali o illegali .

Il Vaticano ha anche condannato il clima di razzismo dilagante alimentato da politici irresponsabili. Il partito di opposizione democratica è riuscito solo in qualche tardiva e timida critica di questi eventi, persino il neo-fascista Gianfranco Fini, il presidente della Camera bassa del Parlamento, suonava più progressista quando ha proposto che agli immigrati fosse consentito di votare nelle elezioni locali, che i figli dei migranti nati in Italia ottenessero la cittadinanza, e che il periodo di attesa per la cittadinanza degli adulti fosse abbreviato. . Ma mentre Fini cerca di rappresentare una alternativa, un diritto democratico, Maroni è sicuramente un hardliner.

Con il pretesto della sicurezza, nel maggio scorso ha iniziato la politica dei "push-back", intercettando in acque internazionali barche cariche di africani che speravano di raggiungere la Sicilia e rimandandoli di nuovo in Libia - anche se l'Alto commissario Onu per i rifugiati ha opposto una pratica sulle evidenti violazioni della Convenzione di Ginevra del 1951 riguardante lo status dei rifugiati. Una grande maggioranza di coloro che cercano di entrare in Europa attraverso l'Italia o Malta fuggono da conflitti e persecuzioni in Africa centrale e orientale, e i respingimenti non lasciano alcuna possibilità alle richieste di protezione. Indifferente ai suoi obblighi internazionali e a queste sofferenze umane, il governo italiano rimanda indietro indiscriminatamente la gente ad un paese povero, con ben poco rispetto per i diritti civili di ognuno. Nel momento in cui arrivano a Tripoli, i migranti vengono perseguitati e rinchiusi nei centri di detenzione per mesi, anni a volte.

Ancor peggio, l'Italia scambia gli immigrati per opportunità di lavoro. Nel 2008 il primo ministro, Silvio Berlusconi, ha firmato un accordo in materia di compensazione coloniale con Muammar Gheddafi. L'accordo prevede un € 5 miliardi di investimenti in infrastrutture e abitazioni per oltre 25 anni, e un aumento del petrolio libico per il mercato italiano. Con l'aiuto di Gheddafi, il governo potrebbe spingere il problema dei migranti ancora più lontano: un nuovo progetto di 10 milioni di €, finanziato dalla Commissione europea creerà pattugliamento lungo il confine sud della Libia nel deserto, che coinvolge Italia, altri Stati dell'Unione europea e l'Agenzia europea Frontex .

Ma l'ipocrisia del governo italiano va oltre. Il presidente dell'Eritrea, Isaias Afewerki è considerato dalle Nazioni Unite come uno dei dittatori più brutali del mondo e il suo regime è stato accusato da Hillary Clinton, il segretario di Stato americano, di aiutare i radicali islamici legati ad al-Qaeda in Somalia. Ma per il primo ministro italiano è solo un buon partner d'affari. In quella che è una ex-colonia italiana, gli investimenti italiani vanno da Italcantieri, una società legata alla famiglia Berlusconi, a progetti turistici sul Mar Rosso a imprese tessili che beneficiano di manod'opera a poco prezzo e fuori dal controllo sindacali-lavoro. Secondo il settimanale l'Espresso, nel mese di settembre una delegazione di consiglieri di Afewerki ha incontrato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e sembra che abbia elogiato la politica dei respingimenti in quanto aiuterebbe a cacciare i loro dissidenti politici. Ovunque questi africani siano ora, non si sa se possano fare molto per salvare il proprio paese, lasciati soli.


Come di legge nell'articolo, i fatti di Rosarno vengono collegati all'Italia, e all'estero purtroppo non fanno differenze. Il libro di Mangano è stato veritiero e lungimirante.

Carlotta
11-01-2010, 13:36
NEI GHETTI D’ITALIA
QUESTO NON È UN UOMO
di Adriano Sofri

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo…



Lella Costa, Gigi Proietti e Moni Ovadia leggono la poesia di Adriano Sofri nel video di «la Repubblica.it», 11 gennaio 2010.

Edric
11-01-2010, 14:00
Ma l'ipocrisia del governo italiano va oltre. Il presidente dell'Eritrea, Isaias Afewerki è considerato dalle Nazioni Unite come uno dei dittatori più brutali del mondo e il suo regime è stato accusato da Hillary Clinton, il segretario di Stato americano, di aiutare i radicali islamici legati ad al-Qaeda in Somalia. Ma per il primo ministro italiano è solo un buon partner d'affari. In quella che è una ex-colonia italiana, gli investimenti italiani vanno da Italcantieri, una società legata alla famiglia Berlusconi, a progetti turistici sul Mar Rosso a imprese tessili che beneficiano di manod'opera a poco prezzo e fuori dal controllo sindacali-lavoro. Secondo il settimanale l'Espresso, nel mese di settembre una delegazione di consiglieri di Afewerki ha incontrato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e sembra che abbia elogiato la politica dei respingimenti in quanto aiuterebbe a cacciare i loro dissidenti politici. Ovunque questi africani siano ora, non si sa se possano fare molto per salvare il proprio paese, lasciati soli.
...


Questa mi sembra proprio da incorniciare. Mi aspetto qualche commento da parte di Taccaromiceto e da Gladiatore in merito.

Questo per quanto riguarda la questione in generale, ovvero la criminalizzazione a senso unico degli immigrati fatta dal Governo.
Per quanto riguarda le responsabilità più specifiche, non solo lo stato, con l'ispettorato del lavoro, la prefettura, etc. - appendici dei ministeri - hanno le loro responsabilità dirette, ma anche la Regione, l'INPS, le ASL ed i sindacati, tutti altrettanto gravemente inadempienti, ognuno per la propria parte, e corresponsabili del degrato e degli eventi che hanno avuto luogo in questi giorni.

kalandar
11-01-2010, 14:21
La prima volta, ricordatevelo

domenica, 10 gennaio 2010

Ricordatevi, ricordiamoci: a Rosarno oggi è proibito avere la pelle nera. Non importa se in tasca hai il permesso di soggiorno o, al limite, il passaporto italiano. E’ proprio il colore della tua pelle che non va. A suo modo lo sgombero dei neri dalla piana di Gioia Tauro segna una tappa storica, di cui un giorno ci vergogneremo.


http://www.gadlerner.it/2010/01/10/la-prima-volta-ricordatevelo.html

Amanda
11-01-2010, 14:33
11/1/2010
L'ultima risorsa i raccoglitori dall'Est

Dopo le violenze, adesso le arance marciscono sugli alberi




http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51120girata.asp


==============================================


cambiano solo gli schiavi

in tv gli abitanti di Rosarno avevano detto che le arance le avrebbero raccolto loro...

Edric
11-01-2010, 14:53
...
in tv gli abitanti di Rosarno avevano detto che le arance le avrebbero raccolto loro
...

In TV (e non solo!) sono tutti buoni a parlarne. ;)

kalandar
11-01-2010, 15:10
L’uomo bianco con il fucile

Data di pubblicazione: 11.01.2010

Autore: Prosperi, Adriano

Dopo la cacciata degli stranieri da Rosarno: “l’Italia si avvia lungo la strada di un declino civile senza sbocco”. La Repubblica, 11 gennaio 2010

«Noi ce ne andiamo, voi però qui restate, qui dovete vivere»: questo il messaggio degli uomini in fuga da Rosarno. Uomini? Quasi nessuno li ha chiamati così. È un’altra la parola che è emersa, gridata dalle squadre dei giustizieri della notte, ripetuta in tutte le cronache: negri. E la parola ha suggerito subito l’altra gemella e nemica: bianchi.

Noi che restiamo qui dobbiamo prendere atto di come è cambiato il paesaggio dove da oggi dovremo vivere: che non sarà più solo quello morale della violenza collettiva, o quello materiale del degrado dei luoghi, o anche quello sociale e politico di uno stato assente sostituito dalla ‘ndrangheta, oppure quello storico di un paese «troppo lungo» che giorno dopo giorno visibilmente si spezza, come ha scritto in un libro appassionato Giorgio Ruffolo. Da questo momento, accanto ai problemi del sud, alla questione dell’immigrazione clandestina, ai disastri dell’insicurezza prodotta dal decreto sicurezza, un altro problema è sorto che va al di là di tutto il resto e segna una tappa mai prima toccata o immaginata nell’Italia che credevamo di conoscere: la tappa segnata da una parola: «negri».

Ricorderemo questa data come l’ingresso nel vocabolario dell’Italia incivile della parola chiave, quella che cambia il mondo e lo semplifica, quella che fa del rapporto fra esseri umani una guerra di razze e un conflitto di colori, dove il nero muore e il bianco vince. La cosa da tempo si avvertiva nell’aria, serpeggiava negli stadi, luogo germinale della lingua nuova: ma è solo da oggi che la novità si è imposta collettivamente con l’evidenza delle immagini e con l’urlo collettivo delle folle. Per misurare quante cose sono cambiate in un colpo solo basta ricordare l’assassinio di Jerry Essan Masslo, il rifugiato sudafricano ucciso a Villa Literno il 25 agosto 1989. Non lo chiamarono «negro» le cronache di allora: e dei suoi assassini si parlò come di una banda di criminali. Oggi al posto dell’assassinio isolato si è cercata, voluta e rischiata una strage. Ronde notturne, posti di blocco, automobili con uomini armati di fucili, agguati, spari, grida, ferocia, paura, corpi sanguinanti di altri uomini in mezzo a paesaggi devastati, a rifugi primitivi: dove avevamo già visto queste scene? È una sequenza che finora avevamo visto solo nei film americani, quelli sul Ku Klux Klan e sulla lunga tragedia del razzismo degli Stati Uniti. Le scene di Rosarno trasmesse dalla televisione sembravano spezzoni di quei vecchi film dove i bianchi americani armati di fucili andavano a caccia di schiavi fuggiaschi.

Dunque proprio quando l’elezione alla presidenza di Barack Obama ha siglato la vittoria della battaglia per la fine della separazione razziale, ecco che la crisi italiana diventa una crisi in bianco e nero - semplice, violenta, insolubile, come quella di cui scriveva Charles Silberman mezzo secolo fa nel libro che leggemmo con quel titolo. Ma l’analogia delle parole e la distanza dei tempi e dei modi mostrano che rispetto alla difficile crescita della società americana l’Italia si avvia lungo la strada di un declino civile senza sbocco, in controtendenza rispetto a quel mondo americano dove la lunga lotta per i diritti dei neri d’America ha realizzato il sogno di Martin Luther King. Da noi si apre uno scenario inedito, un panorama assurdo, una realtà sgangherata che ha solo un punto in comune con quello tragico e secolare del razzismo dell’America negriera: la parola.

Negri quelli che se ne vanno, bianchi noi che restiamo. Loro, prima di andarsene, hanno gridato: siamo uomini come voi. Ma l’esito della battaglia ha dimostrato che noi non siamo uomini come loro e che per loro non c’è posto fra di noi. La lingua quotidiana è cambiata. Il mondo mentale degli italiani è diventato da un giorno all’altro un mondo in bianco e nero. E questa è l’essenza linguistica della regressione civile, perché la parola porta con sé la semplificazione del mondo e la radicalizzazione del conflitto. Lo porta in una realtà da sempre storicamente e umanamente vicina al continente africano. E questo prova quanto la crisi sia grave.

Con questa novità dobbiamo fare i conti. La parola «negro», cadendo sull’Italia intera dai fatti di Rosarno, ha prodotto un effetto che ricorda, pur tra molte differenze, l’essenziale di quello che accadde quando le leggi razziali del 1938 portarono per la prima volta nella vita quotidiana la parola «ebreo» . Un bel libro di Rosetta Loy ha raccontato come quella parola producesse l’effetto di far scomparire delle persone. Anche con la parola «negro» l’effetto è stato quello. Stavolta la scomparsa non è stata sotterranea e silenziosa come allora: è avvenuta sotto gli occhi di tutti con scene piene di rumore e di grida. Tutti abbiamo visto centinaia di uomini neri andarsene sotto scorta dal paese dei bianchi. Così si è manifestata ancora una volta la potenza dello stereotipo razziale che sostituisce al volto concreto dell’essere umano una silhouette, una maschera da colpire e distruggere. E lo stereotipo del «negro» è senza ombra di dubbio il più semplificato e il più immediatamente efficace.

Da questo fondo cupo bisognerà pur risalire. E come per la parola «ebreo» bisognerà cercare di capire come e perché quella parola sia caduta oggi sul nostro contesto civile. Bisognerà riportare alla memoria degli italiani le pagine oscure della loro storia, quelle che non si ricordano volentieri, risalire alle responsabilità storiche del paese Italia nel percorso di delitti e di tragedie che hanno conferito a quella parola un suono sinistro. Grazie all’opera solitaria e coraggiosa dello storico Angelo Del Boca sappiamo ormai che cosa sia stata l’Africa nella coscienza degli italiani, conosciamo di quali tragedie e di quali delitti sia stato fatto il colonialismo italiano, quante atrocità siano state commesse dalle truppe italiane mentre le canzonette della propaganda fascista solleticavano gli istinti di violenza del maschio italiano sulle «faccette nere» delle donne abissine. Ma ci vorrà ben altro che qualche lezione di storia per risalire da questo abisso.

http://www.eddyburg.it/article/articleview/14496/0/373/

Roderigo
11-01-2010, 15:33
«Noi ce ne andiamo, voi però qui restate, qui dovete vivere»: questo il messaggio degli uomini in fuga da Rosarno. Uomini? Quasi nessuno li ha chiamati così. È un’altra la parola che è emersa, gridata dalle squadre dei giustizieri della notte, ripetuta in tutte le cronache: negri. E la parola ha suggerito subito l’altra gemella e nemica: bianchi.

http://img29.imageshack.us/img29/6531/4259192574a17e74b431o.jpg

Amanda
11-01-2010, 15:57
La prima volta, ricordatevelo

domenica, 10 gennaio 2010

Ricordatevi, ricordiamoci: a Rosarno oggi è proibito avere la pelle nera. Non importa se in tasca hai il permesso di soggiorno o, al limite, il passaporto italiano. E’ proprio il colore della tua pelle che non va. A suo modo lo sgombero dei neri dalla piana di Gioia Tauro segna una tappa storica, di cui un giorno ci vergogneremo.


http://www.gadlerner.it/2010/01/10/la-prima-volta-ricordatevelo.html

solo a Rosarno e' proibito avere la pelle nera?

penso che ognuno di noi, a contatto con la realta' che ci circonda, sappiamo bene che non e' cosi'

e' un fenomeno diffusissimo...
oltre ad essere immigrati.. sono pure neri

Amanda
11-01-2010, 17:05
E' grande la rabbia, forte la delusione, ferma l'incomprensione di Mamma Africa, la signora che da anni, ogni domenica, prepara da mangiare pazientemente al popolo degli immigrati di Rosarno. Si chiama Norina Ventre, ha 85 anni, ed è la 'mamma' morale di tanti ragazzi costretti per disperazione ad abbondare la propria Terra in cerca di un lavoro, o meglio di un'occupazione per sopravvivere. Ieri pomeriggio è stata assalita e gravemente danneggiata la casa di campagna dove, insieme a un gruppo di volontari, organizza la mensa per centinaia e centinaia di extracomunitari. Ma Mamma Africa non si arrende.

Non è bastato veder mandare via tutti gli immigrati. "Ricostruiremo tutto", assicura con la speranza che presto i suoi amici possano far ritorno nella città della Piana. Sopra ogni cosa, Mamma Africa chiede al governo e alle istituzioni di costruire subito un centro di accoglienza per gli immigrati a Rosarno. "Non voglio morire - dice Norina Ventre - prima di vedere un centro di accoglienza in questa città". "Si vestono con i nostri vestiti, gli diamo da mangiare - aggiunge - e loro non chiedono niente, non vengono a rubare o a fare del male a nessuno, non toccano niente e nessuno, allora - si chiede Mamma Africa - perchè devono essere minacciati? Perchè devono essere trattati male?". L'odio di alcune persone è soltanto rivolto verso gli immigrati dell'Africa nera.

"Ce l'hanno solo con i neri - afferma - gli altri che vanno a rubare, come ad esempio i rumeni vengono sopportati, mentre questi poveri disgraziati che vengono a rischio della vita non li possono sopportare perchè hanno la pelle nera". La speranza, adesso, è di ricostruire tutto. "Speriamo, ma per adesso ci fermiamo e vediamo come vanno le cose. A chi diamo da mangiare adesso? Alcuni vogliono tornare, altri hanno paura", spiega Norina Ventre, raccontando la storia di una ragazza di colore costretta per paura a lasciare la propria casa di Rosarno e a fuggire a Napoli. Questa ragazza, dice Mamma Africa, "tornerà a Rosarno e sarà ospitata a casa mia".


http://notizie.virgilio.it/notizie/top_news/2010/01_gennaio/11/rosarno_la_rabbia_di_mamma_africa_ricostruiremo_tutto,22421427.html

=========================================

questa e' la testimonianza diretta di una donna che conosce bene la realta' del luogo in cui vive

e' il colore della pelle il piu' grosso problema...

Juliet
11-01-2010, 17:11
FERRERO ( FED SIN): ROSARNO , MARONI E’ IL MANDANTE DELLA CACCIA ALL’UOMO CON LE SUE DELIRANTI DICHIARAZIONI. APPELLO PER GRANDE MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA


La drammatica situazione che si è creata a Rosarno è il frutto della legge Bossi Fini che impedisce la regolarizzazione di chi lavora e favorisce gli schiavisti che sfruttano la manodopera immigrata.

L’unica soluzione dare il permesso di soggiorno ai migranti che lavorano e mettere in galera chi li sfrutta. Il ministro Maroni continua ad insultare la sinistra ma si tratta del mandante morale della caccia all’uomo che si è scatenata a Rosarno.
Invece che raccontare balle dovrebbe vergognarsi.

Raccogliendo l’invito che è comparso da più parti in Calabria, in queste ore, facciamo appello a tutte le forze democratiche e antirazziste perché si possa organizzare al più presto, a Rosarno, una grande, pacifica e forte manifestazione di tutto il movimento antirazzista italiano.


10 Gennaio 2010
www.paoloferrero.it (http://www.paoloferrero.it/?p=1942)


A me pare che su Rosarno le posizioni siano identiche.



Dura presa di posizione del quotidiano della Santa Sede
in riferimento ai fatti di Rosarno e ai cori negli stadi

L'Osservatore romano accusa
"Gli italiani ancora razzisti"

ROMA - I fatti di Rosarno continuano a far discutere. E a scendere in campo, oggi, è anche L'Osservatore romano, che pubblica un duro atto d'accusa verso il razzismo degli italiani. Proprio in riferimento alle vicende calabresi. Nell'articolo del quotidiano ufficiale della Santa Sede si compie un rapido excursus storico sulle radici del razzismo nei primi decenni dell'unità d'Italia, per poi concludere: " Nel 2010, invece, siamo ancora all'odio. Ora muto, ora scandito e ritmato dagli sfottò, ora fattosi gesto concreto".

Nel lungo servizio dal titolo "Gli italiani e il razzismo, Tammurriata nera" e firmato da Giulia Galeotti, si legge: "Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano dalla cronaca ci riportano all'odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato". "Per una volta - prosegue il testo - la stampa non enfatizza: un viaggio in treno, una passeggiata nel parco o una partita di calcio, non lasciano dubbi. Non abbiamo mai brillato per apertura, noi italiani dal Nord in giù. Nè siamo stati capaci di riscattarci, quando il 'diverso' s'è fatto più vicino, nel mulatto, a prescindere dalle diversissime cause per cui ciò è avvenuto".

Ancora, l'articolista rivela che "davvero a nulla è servito l'esempio americano: l'Obama-mania che imperversa trasversalmente, dalla politica all'arte, dallo stile al linguaggio, non ha invece fatto breccia alcuna nel dimostrare il valore dell'incontro tra razze diverse".

Il testo del quotidiano della Santa Sede viene pubblicato dopo che il Papa domenica ha chiesto rispetto per gli immigrati e che il Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, aveva parlato delle drammatiche condizioni di vita in cui si trovavano gli immigrati nell'area di Rosarno.
(11 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Cronaca
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/11/news/osservatore_accusa_razzismo-1908659/

arjuna
11-01-2010, 17:21
le arance valgono 0,06 euro al kg. ,per chi paga il produttore....
lì dentro devono starci i costi di raccolta e immagazzinamento, e forse anche le tasse......
il trasporto (che è già un business) lo fanno le mafie.
gli schiavi devono costare meno o anche niente per la raccolta e poi sparire.
Ormai la stagione è agli sgoccioli, e gli schiavi vanno deportati altrove, meglio se lo fa lo stato di cartone che non costa nulla, ed è bravo a nasconderli sotto il tappeto della propaganda.
Meglio che sia colpa degli schiavi, così tutti si indignano....

......e pagate 1 o 1,5 euro il kg di arance per il Vs. desco del nord.

serviranno schiavi nuovi entro l'estate....
:whistler:

taccaromiceto
11-01-2010, 20:04
FERRERO ( FED SIN): ROSARNO , MARONI E’ IL MANDANTE DELLA CACCIA ALL’UOMO CON LE SUE DELIRANTI DICHIARAZIONI. APPELLO PER GRANDE MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA


La drammatica situazione che si è creata a Rosarno è il frutto della legge Bossi Fini che impedisce la regolarizzazione di chi lavora e favorisce gli schiavisti che sfruttano la manodopera immigrata.

L’unica soluzione dare il permesso di soggiorno ai migranti che lavorano e mettere in galera chi li sfrutta. Il ministro Maroni continua ad insultare la sinistra ma si tratta del mandante morale della caccia all’uomo che si è scatenata a Rosarno.
Invece che raccontare balle dovrebbe vergognarsi.

10 Gennaio 2010
www.paoloferrero.it (http://www.paoloferrero.it/?p=1942)

Come al solito la minchiata sua la doveva dire il buon (sic!) Ferrero.

Ora tocca ai romeni (CHE SONO REGOLARI E CHE NON HANNO NIENTE A CHE FARE CON LA BOSSI FINI!!!). L'ordine delle 'ndrine: "Via chi non ci serve"

http://www.unita.it/news/italia/93549/ora_tocca_ai_romeni_lordine_delle_ndrine_via_chi_non_ci_serve

Adesso venitemi a dire che l'unità è un giornale razzista...

Pagliaccio!lui e chi lo sostiene!

taccaromiceto
11-01-2010, 20:09
11/1/2010
L'ultima risorsa i raccoglitori dall'Est

Dopo le violenze, adesso le arance marciscono sugli alberi




http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51120girata.asp


==============================================


cambiano solo gli schiavi

in tv gli abitanti di Rosarno avevano detto che le arance le avrebbero raccolto loro...

Semplicemente perchè la grande distribuzione, COOP e CONAD in testa, fanno in modo che il costo del frutto aumenti del 474% dal produttore al consumatore.

Quindi le cose sono 2

1) Lasciare marcire la merce sugli alberi e prendere i contributi UE

2) Prendere un disperato e dargli 2€ all'ora

Oppure smettiamo di andare a comprare le arance in modo che le grandi catene se le ficchino su per il .... le arance.

Amanda
11-01-2010, 20:17
Semplicemente perchè la grande distribuzione, COOP e CONAD in testa, fanno in modo che il costo del frutto aumenti del 474% dal produttore al consumatore.

Quindi le cose sono 2

1) Lasciare marcire la merce sugli alberi e prendere i contributi UE

2) Prendere un disperato e dargli 2€ all'ora

Oppure smettiamo di andare a comprare le arance in modo che le grandi catene se le ficchino su per il .... le arance.

prendere un disperato e dargli una paga equa?

taccaromiceto
11-01-2010, 20:44
prendere un disperato e dargli una paga equa?

Finchè le arance te le ''estorcono'' a 0,06 cent al kg,è difficile dargli una paga equa.

Anche perchè in tal caso non attirerebbe il disperato,ma tutti i disoccupati comuni.

Come succedeva fino a 15 anni fa.

fantasma76
11-01-2010, 21:19
Semplicemente perchè la grande distribuzione, COOP e CONAD in testa, fanno in modo che il costo del frutto aumenti del 474% dal produttore al consumatore.
Già è un passo avanti ammettere che non sono gli schiavi a toglierci il lavoro ma le multinazionali, quando ammetterai che il trasporto da un capo all'altro del mondo è irrisorio, sarai pronto ad ammettere che ovunque ci sia uno schiavo di una multinazionale, un italiano perderà il posto di lavoro.
Fino a quando tutti gli esseri umani indistintamente ovunque siano non avranno lo stesso stipendio, e almeno 2 pasti al giorno, non cambierà nulla.
Ps oggi ho mangiato il radichino trevisano proveniente dalla Romania.

Amanda
11-01-2010, 21:41
Finchè le arance te le ''estorcono'' a 0,06 cent al kg,è difficile dargli una paga equa.

Anche perchè in tal caso non attirerebbe il disperato,ma tutti i disoccupati comuni.

Come succedeva fino a 15 anni fa.

oggi i disoccupati comuni sono in maggior parte diplomati e laureati

Edric
11-01-2010, 22:06
Già è un passo avanti ammettere che non sono gli schiavi a toglierci il lavoro ma le multinazionali, quando ammetterai che il trasporto da un capo all'altro del mondo è irrisorio, sarai pronto ad ammettere che ovunque ci sia uno schiavo di una multinazionale, un italiano perderà il posto di lavoro.
Fino a quando tutti gli esseri umani indistintamente ovunque siano non avranno lo stesso stipendio, e almeno 2 pasti al giorno, non cambierà nulla.
Ps oggi ho mangiato il radichino trevisano proveniente dalla Romania.

Il genero piemontese di una mia collega, agricoltore, ha aperto delle aziende in Romania. Magari il radicchio veneto che hai mangiato era suo.

Juliet
11-01-2010, 22:07
Ora tocca ai romeni. L'ordine delle 'ndrine: "Via chi non ci serve"


di Gianluca Ursini


Non ci servite più. E adesso ve ne potete andare. Questo il messaggio che le ’ndrine hanno voluto dare ai braccianti»: ossia i meno docili, ma trattati in maniera più disumana. E che alla fine si sarebbero ribellati. Sergio Genco coordina la Cgil calabrese e sui motivi della «seconda rivolta» dei migranti di Rosarno ha idee chiare. Il mercato di arance e clementine è asfittico, i prezzi sono crollati, molti piccoli produttori lasceranno marcire i frutti sui rami pur di non affrontare i costi della manodopera alla raccolta, e i rosarnesi e le cosche infiltrate nel mediazione tra produttore e consumatore non volevano più la massa di lavoratori irregolari, oltre 1200, deportati tra sabato e domenica dai «lager» Rognetta, Opera sila e Colline di Rizziconi.

«I clementini? Per me sui rami possono marcire! Ma almeno non mi devo vedere tutti questi neri tra i piedi!»; il signor Giovinazzo abita in contrada Bosco, dove i braccianti inferociti della ex Opera Sila giovedì sera hanno dato alle fiamme la vettura della 31enne Antonella Bruzzese, picchiandola e intimidendo i suoi due figli di 10 e 2 anni,e scatenando così la più violenta delle ritorsioni rosarnesi di questi giorni.

Allo «Spartimento» il quadrivio <CS9.6>tra Statale 18 e la poderale per il mega Inceneritore della Piana, per giorni gli abitanti del posto hanno atteso al passo con le mazze i migranti uscissero in fuga per vendicarsi. Ma molti di loro prima impiegavano gli immigrati nei loro «giardini», come i calabresi chiamano i fondi agricoli. Ma da un paio d’anni a questa parte, non più.
Da quando la politica agricola dell’unione europea è cambiata con l’ingresso di Romania e Bulgaria, mutando il sistema dei rimborsi per gli agrumeti. «All’agricoltore calabrese, come in tutto il Meridione, paradossalmente entrano più soldi in tasca a lasciare i frutti marcire,che a farli raccogliere dagli intermediari che li destinano alle industrie della trasformazione insucchi e marmellate – spiega Antonino Calogero, un sindacalista di Gioja Tauro che studia la filiera produttiva degli agrumi da decenni – i prezzi sono crollati a 6 centesimi al chilo per le arance». Più remunerative le clementine, i mandarini della Piana: ben 10 centesimi per chilo raccolto «sulla pianta».

L’associazione di categoria Coldiretti precisa che il prezzo delle arance dall’albero alla nostra tavola subisce una moltiplicazione del 474 percento. Cifre folli, e con un prezzo indicato dai rappresentanti degli agricoltori che non rispecchiano nemmeno i reali prezzi contrattati al mattino dai contadini con i capibastone che acquistano per le ’ndrine locali, padrone del settore. Per Coldiretti il prezzo delle arance è 27 centesimi al chilo per il frutto da tavola. I «purtualli» (per un calabrese) destinati al succo di frutta non vengono pagati più di 6 centesimi al chilo. «I rimborsi Ue con il nuovo sistema comunitario, garantiscono una resa maggiore per ettaro» spiega Calogero. prima si pagava l’agricoltore per i quintali prodotti dai fondi, certificati dalla Regione; ora i soldi vengono rifondati a seconda degli ettari di terra posseduti, e dichiara di aver coltivato; se lamenta invenduto si consola con gli euro di Bruxelles. Se consideriamo che anche pagando in nero i braccianti 20 euro algiorno, per cassetta di arance raccolte il costo di raccolta non scende sotto gli 8centesimi. Raccogliere è un gioco al ribasso.

Ecco perché i migranti di Rosarno erano diventati un peso. «Ai pochi che ancora volessero raccogliere i frutti, o i grandi possidenti che su tonnellate di prodotto raccolto, hanno ancora un utile, bastano e avanzano i rumeni, ucraini bulgari e maghrebini residenti in città, quasi tutti in case in affitto» - spiega Pino, un ex bracciante alla «Casa del popolo Valarioti», nel centro città. Era già così l’anno scorso; chi si fosse avventurato sulla statale 18 alle 6 del mattino con Gabriele Del Grande, il blogger di «Fortress Europe» e studioso della migrazione, avrebbe passato una mattinata insieme a ragazzi maliani, burkinabè e senegalesi che aspettavano invano agli angoli delle strade perché le porte dei furgoncini dei «capi neri» (come i migranti chiamavano i caporali del primo livello, gli sfruttatori extracomunitari, unici a poter trattare prezzi e disponibilità di giornata con i caporali calabresi) si aprissero per portarli a lavorare. Già nell’inverno 2009 i «neri» non erano più graditi dopo aver osato manifestare contro la ’ndrina per le strade rosarnesi nel dicembre 2008.
11 gennaio 2010


http://www.unita.it/news/italia/93549/ora_tocca_ai_romeni_lordine_delle_ndrine_via_chi_non_ci_serve

taccaromiceto
12-01-2010, 00:18
oggi i disoccupati comuni sono in maggior parte diplomati e laureati

Non di sicuro al sud italia.

Specie se si considerano poi i titoli di studio ''gonfiati''.

taccaromiceto
12-01-2010, 00:19
Ora tocca ai romeni. L'ordine delle 'ndrine: "Via chi non ci serve"
<cs9.6>

Questo dimostra quanto sia inutile il deagogico provvedimento di una regolarizzazione di massa.

I rumeni sono comunitari equindi regolari,eppure si buttano tra le braccia del caporale.</cs9.6>

Juliet
12-01-2010, 11:45
Rosarno, l'Egitto protesta con l'Italia
"Il governo protegga gli immigrati"

ROMA - Il ministero degli Esteri egiziano è intervenuto oggi sugli scontri di Rosarno denunciando "la campagna di aggressione" e "le violenze" subite dagli "immigrati e le minoranze arabe e musulmane in Italia" e chiedendo al governo italiano di "prendere le misure necessarie per la protezione delle minoranze e degli immigrati". La questione, annuncia il ministero degli Esteri in una nota, sarà sollevata dal ministro Aboul Gheit nell'incontro in programma il 16 gennaio con il titolare della Farnesina Franco Frattini.

(12 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Cronaca
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/12/news/protesta_egitto-1914577/

Roderigo
12-01-2010, 11:48
Questo dimostra quanto sia inutile il deagogico provvedimento di una regolarizzazione di massa.

I rumeni sono comunitari equindi regolari,eppure si buttano tra le braccia del caporale.
Parli troppo presto.

I rumeni si ribelleranno ancora prima degli africani.

Roderigo
12-01-2010, 11:48
Voci da Rosarno


All'ospedale di Gioia Tauro, vicino a Rosarno, Ayiva Saibou è ancora terrorizzato. "Questo è vero e proprio razzismo, noi non siamo dei criminali", dice con voce roca. Dopo l'aggressione che lui e altri immigrati hanno subìto il 7 gennaio si è scatenato l'inferno a Rosarno. Dopo una giornata passata nei campi, hanno visto una macchina fare inversione di marcia dopo che li aveva superati. Hanno subito capito che c'era qualcosa di strano. Il passeggero ha tirato giù il finestrino e ha sparato con una carabina ad aria compressa. Colpi abbastanza forti per ferirli, dice Ayiva mostrando i suoi jeans insanguinati. Abbastanza forti per far scoppiare la rabbia degli immigrati.


Le Monde, Francia
www.lemonde.fr (http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/01/11/a-rosarno-en-calabre-des-bulldozers-ont-efface-jusqu-a-la-trace-des-immigres_1290070_3214.html#ens_id=1290159)

Juliet
12-01-2010, 12:05
NY Times: «Rosarno è segno delle crescenti tensioni razziali in Italia»

ROMA (11 gennaio) - Le immagini giunte da Rosarno, «con auto date alle fiamme e immigrati africani inferociti che lanciano pietre, sono il più vivido esempio delle crescenti tensioni razziali in Italia».

Lo scrive oggi il New York Times, in un ampio articolo sui fatti calabresi, definiti «fra le più violente rivolte» avvenute in Italia negli ultimi anni. «Sia l'economia ufficiale che quelle sommersa si appoggiano sempre più sugli immigrati, mentre l'Italia rimane divisa fra accettazione e xenofobia», nota ancora il quotidiano, scrivendo che «la rivolta pone i riflettori su una parte del paese raramente toccata dagli itinerari turistici».

Il giornale cita gruppi per i diritti umani secondo i quali gli immigrati vivono a Rosarno in «condizioni subumane» e il monito del Papa che all'Angelus di ieri ha ricordato il dovere di rispettare gli immigrati. Negli ultimi anni il governo di Silvio Berlusconi «ha rilasciato forti dichiarazioni anti immigrati», prosegue il New York Times.

Il quotidiano riporta le parole del ministro degli Interni Roberto Maroni sulla rivolta dovuta alla «troppa tolleranza» e sulla possibilità di un ruolo della 'ndrangheta nel provocare i disordini, ma anche quelle dello scrittore Roberto Saviano secondo il quale gli immigrati hanno mostrato coraggio nell'opporsi alla malavita organizzata.

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=25505&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=


Italia è su tutti i maggiori quotidiani come un esempio negativo di razzismo.

Bondourant
12-01-2010, 12:07
il governo lega- pdl ha responsabilità oggettive pesantissime sul
razzismo e la xenofobia che aleggia nel il paese.



il razzismo nasce sui media (cfr)

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che l'immigrato si materializzasse alle 8 di mattina per lavorare nelle scarperie del nordest, e scomparisse alle 20 di sera lo avevo detto anni fa a proposito dello sceriffo gentilini il buzzicone di Treviso, tolse persino le panchine, peggio del KKK

Roderigo
12-01-2010, 14:29
http://img218.imageshack.us/img218/5743/immigratiagricoltura.jpg


http://www.inea.it/public/pdf_articoli/775.pdf

Juliet
12-01-2010, 14:47
"Volevamo braccia, sono arrivati uomini"
(Max Frisch)

http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=243222&postcount=1

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/home.htm

fantasma76
12-01-2010, 18:08
Questo dimostra quanto sia inutile il deagogico provvedimento di una regolarizzazione di massa.

I rumeni sono comunitari equindi regolari,eppure si buttano tra le braccia del caporale.
Io vorrei capire la tua ricetta quale sia, se ti illudi che chiudendo la porta si risolve il problema stiamo freschi, anche perchè non credo che i il mondo accetterebbe che i 7 grandi si cementino dentro col 80% delle risorse che si sono fregati.

Ma vi siete fatti i conti?
Le arance portoghesi, i famosi purtualli, che poi sono gli identici che coltiviamo noi, arrivano in Italia a 0.06€ kg, togli il 20% di tasse, un guadagno minimo per ogni 50mq di terreno di 2.000€ se no conviene togliere l'agrumeto e costruirci un capannone da affittare.
Un agricoltore onesto che riceve quel prezzo dalle multinazionali ad un bracciante non può versare più di 0.04€ al kg, se no le multinazionali valfrutta, santarosa, crai, conan, aucian, deco, cichita, ecc. comprano le arance provenienti da altri paesi.
Voi ce la fate a cogliere 800 kg di arance al giorno per 30€, fate una prova, mettete una busta di arance su uno scaletto e con le mani le prendete a una alla volta e le mettete in un alta busta, lo fate per 2 3 ore, vi fate una media oraria delle arance che riuscite a raccogliere e vedete se riuscite a superare i 30€ al giorno.
A dal guadagno togliete 6€ al giorno per il caporale.

Queste sono le arance, ma per i pomodori è lo stesso, se non fate il prezzo delle multinazionali vi arrivano già inscatolati dalla Cina, del radicchio trevigiano che vi arriva dalla Romania, per i decoder del digitale terrestre che se non li fate a meno da 15€ vi vengono da Taiwan, per le auto gli stabilimenti Fiat si spostano in Messico e Polonia dove si fa la 500 da più di un anno.
Non vi illudete che ammazzando tutti i lavoratori sotto casa state meglio, il mondo è in mano alle multinazionali, se non gli producete al prezzo che dicono loro chiudono e riaprono in Africa, chiedete ai dipendenti dell'alluminio.
Leggetevi il rapporto di green pice sugli allevamenti di bestiame in argentina, e la resa in schiavitù degli indio, dormono nelle gabbie e mangiano un piatto di riso al giorno, per produrre le scarpe geox, nike, la simmental, montana, le pelli per divani e divani.


golpe del 28 giugno 2009 in Honduras:
"Quando i militari honduregni hanno fatto cadere il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya - spiega Kozloff - nelle sale del consiglio corporativo della Banana Chiquita possono aver tirato un sospiro di sollievo. All'inizio di quest'anno, la compagnia della frutta con base a Cincinnati, Usa, si unì a Dole nella criticare il governo di Tegucigalpa che aveva aumentato il salario minimo del 60 percento. Chiquita si lamentò che le nuove regole colpivano i benefici della compagnia. Era inquieta perché avrebbe perso milioni di dollari con le riforme del lavoro di Zelaya, dato che la compagnia in Honduras produceva circa otto milioni di casse di ananas e 22 milioni di casse di platano all'anno".
http://it.peacereporter.net/articolo/17558/Il+golpe+delle+banane

<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_IyWLs7gUuU&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_IyWLs7gUuU&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object>

e non vi illudete che la Chiquita sia il peggio.

Bondourant
12-01-2010, 20:02
logiche leghiste

bossi
in Egitto i cristiani li fanno fuori

quindi

noi meniamo i negri (cfr calderoli)

taccaromiceto
12-01-2010, 20:21
Parli troppo presto.

I rumeni si ribelleranno ancora prima degli africani.

Sull'unità c'erano delle interviste dove dicono di essere pronti a fare quello che facevano gli africani alle stesse condizione.

C'era anche un lapidario ''noi non diamo problemi''


E poi no ncapisco contro chi si rivolteranno.

Contro le multinazionali,oppure contro il proprietario terriero che prende sempre quei maledetti 6 cent al kg?

taccaromiceto
12-01-2010, 20:29
Io vorrei capire la tua ricetta quale sia, se ti illudi che chiudendo la porta si risolve il problema stiamo freschi, anche perchè non credo che i il mondo accetterebbe che i 7 grandi si cementino dentro col 80% delle risorse che si sono fregati.


La mia ricetta è una leggina che lega il prezzo di vendita dall'agricoltore a quello del consumatore.

Ad esempio:

le paghi 6 cent?

Bene,non puoi vendele a più di 30.

Le paghi 30 cent nonpuoi venderli a più di 1,5 €

Vedrai che la paga sarebe talmente buona che avrebbe senso regolarizzare gli immigrati del settore.

Si camperebbe benissimo anche così.

Con 0,06 cent al kg,lo sfruttato è IRRINUNCIABILE,indifferentemente che sia irregolare,regolare o italiano.

Altrimenti le lasciano marcire e si prendono i soldi della UE (fino al 2013) poi dopo vedranno cosa fare.

taccaromiceto
12-01-2010, 20:30
logiche leghiste

bossi
in Egitto i cristiani li fanno fuori

quindi

noi meniamo i negri (cfr calderoli)

Mai sentito dire: non accetto lezioni da....ecc ecc???


MA ha ragione l'Egitto.

Dove era l'Italia quando sono rimasti uccisi i cattolici la settimana scorsa?
Dove era il mondo cattolico?

A furia di fare i buoni siamo diventati conigli!
Questa è la verità.

fantasma76
12-01-2010, 20:59
La mia ricetta è una leggina che lega il prezzo di vendita dall'agricoltore a quello del consumatore
Finalmente un passo avanti verso la fine del capitalismo, l'agricoltura sarebbe solo il 1° passo, anche gli abiti escono dalle fabbriche che costano pochi euro, e diventano centinaia di euro ai negozi.
Ma poi chiudi le frontiere?
Non importi più nulla?
Non fai uscire o entrare più capitali, merci e persone in Italia?
E sei pronto a finire nel registro dei paesi canaglia, ed aspettare che cichita ci faccia fare la fine dell'Honduras?

taccaromiceto
12-01-2010, 21:08
Finalmente un passo avanti verso la fine del capitalismo, l'agricoltura sarebbe solo il 1° passo, anche gli abiti escono dalle fabbriche che costano pochi euro, e diventano centinaia di euro ai negozi.
Ma poi chiudi le frontiere?
Non importi più nulla?
Non fai uscire o entrare più capitali, merci e persone in Italia?
E sei pronto a finire nel registro dei paesi canaglia, ed aspettare che cichita ci faccia fare la fine dell'Honduras?

No,non chiudo le frontiere,do dazi pesantissimi a chi importa merce dall'estero extraeuropeo.

Le multinazionai che non hanno niente a che fare con il cibo non sono pericolose come quelle in questione.
E poi rimane sempre un ricarico del 120% circa da cui attingere guadagni.

Inoltre,cero di contentrare il 80% dell'import export nella zona UE.

Tra un pò anche il petrolo sarà finito e ci libereremo dei ricatti che strangolano la nostra economia.

fantasma76
12-01-2010, 21:54
In effetti tranne il petrolio, poi siamo un paese pieno di materie prime.
Mi chiedo solo come farai a convincere gli agricoltori che per loro il mercato non esiste, mentre per tutti gli altri si.
Come farai a convincerli di non impiantare una sartoria di cinesi sul loro fondo agricolo in modo che pagando 0.06 centesimi a maglietta la possano rivendere poi a 5€

Bondourant
12-01-2010, 22:35
A furia di fare i buoni siamo diventati conigli!


NO siete diventati conigli e peracottari cagasotto da quando credete alle stronzate di mediaesetpremiun
sulla in- sicurezza.

http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2010/01/12/1263316385607_1.jpg

taccaromiceto
13-01-2010, 00:00
In effetti tranne il petrolio, poi siamo un paese pieno di materie prime.
Mi chiedo solo come farai a convincere gli agricoltori che per loro il mercato non esiste, mentre per tutti gli altri si.
Come farai a convincerli di non impiantare una sartoria di cinesi sul loro fondo agricolo in modo che pagando 0.06 centesimi a maglietta la possano rivendere poi a 5€

Ma perchè confond uno che possiede un ettaro di terreno con le multinazionali?

Credi che sia veramente colpa sua se le arance gle le pagano 0,06 cent al kg,costringendolo a munirsi di novelli chiavi?

satya
13-01-2010, 00:00
Neanche mi sento di commentarla, questa oscenità.
Neanche riesco a seguire le notizie.
Provo solo un profondo schifo.


Per l'"italianità"? Beh, se essere italiani significa questo, sì, per l'italianità tutta.


Vergogna.

taccaromiceto
13-01-2010, 00:01
NO siete diventati conigli e peracottari cagasotto da quando credete alle stronzate di mediaesetpremiun
sulla in- sicurezza.

http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2010/01/12/1263316385607_1.jpg

Parlavamo di Egitto o sbaglio?

Staccati dal cognac quando sei su un forum bond :))

satya
13-01-2010, 00:05
Parlavamo di Egitto o sbaglio?

Staccati dal cognac quando sei su un forum bond :))


E tu sei un deficiente, taccaromiceto. Senza possibilità d'appello.

taccaromiceto
13-01-2010, 01:07
rincoglionita,mica parlavo con te....

Fatti i cazzi tuoi.

Se sei interventua per rompere il cazzo puoi tornartene a cuccia.

Altrimenti argomenta ed esponi.

Rispondo così soprattutto per andare a finire in metasaloon insieme al tuo delirio

Amanda
13-01-2010, 01:13
Non di sicuro al sud italia.

Specie se si considerano poi i titoli di studio ''gonfiati''.

SA) - ROMA, 12 GEN - Per meta' popolazione adulta italiana il titolo di studio piu' alto e' il diploma di scuola media. Emerge dal dossier Istat 'Noi Italia'.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/01_gennaio/12/istat%20%20meta%20%20adulti%20italiani%20ha%20solo%20licenza%20media,22444076.html?ARCHIVIO

avevi ragione, questa notizia per me e' sconvolgente, veramente non me lo aspettavo

taccaromiceto
13-01-2010, 01:15
e io cosa avevo detto?

Sono tutt'altro che laureati queli che rimangono al sud.

Chi ha scelto la vita militare sta messo meglio....ma tutti gli altri.

Amanda
13-01-2010, 01:19
e io cosa avevo detto?

Sono tutt'altro che laureati queli che rimangono al sud.

Chi ha scelto la vita militare sta messo meglio....ma tutti gli altri.

senza neanche uno straccio di diploma e' ancora piu'
difficile trovare lavoro

io li metteri in galera i genitori che non mandano i figli a scuola
anche per entrare nell'arma se non sbaglio adesso ci vuole almeno il diploma

taccaromiceto
13-01-2010, 01:27
Purtroppo la cosa è più complessa.

Ti stupirà saperlo,ma ci sono anche famiglie che no possono permetterselo,o non possono permettersi un figlio a carico fino a 20 anni.

Questo è il punto.

Alternative non ce ne sono.

Ci fosse stata 1 sola possibilità,io sarei rimasto.

Bondourant
13-01-2010, 01:36
Parlavamo di Egitto o sbaglio?

Staccati dal cognac quando sei su un forum bond :))

vaffanculo tacca. questo non te lo consento testadicazzo pdl
curati il neurone, muore di solitudine. :mad:

alcolizzato l.o dici ai tuo parenti, mentecatto

taccaromiceto
13-01-2010, 01:48
Guarda che bere una sera a cena (perchè questo intendevo) mica vuol dire essere alcolizzato.


Sei tu che sei fissato con la televisione,più va e più mi convinco di questa cosa.

Ormai non c'è post dove non lo scrivi.

Secondo me qualcuno ti paga per farlo.

Davvero.

Altrimenti dovresti spiegarmi cosa centrava la tua risposta con il mio appunto che tendeva a sottolineare la differenza tra le reazioni dei paesi come l'Egitto,dalle reazioni italiane e cristiane (più in generale),quando avvengono fatti controversi che riguardano la propria sfera.
La stessa chiesa ha parlato più di Rosarno che della tragedia che ha colpito i cattolici ortodossi.

E comunque sappi che scherzavo,pensavo che bastasse la faccina per fartelo capire.

Pardon,non capiterà mai più di scherzare con te.:confused:

Bondourant
13-01-2010, 02:04
Guarda che bere una sera a cena (perchè questo intendevo) mica vuol dire essere alcolizzato.




chiarisci sempre.bravo e comunque io sono astemio(di ritorno)

non sono fissato con la tv semmai sono fissato nell'analizzare le comunicazioni di massa, e la tv è il mezzo principale per (comunicando in modo manipolatorio) modificare le opinioni sulla realtà.

quello di cui tu non ti rendi conto, perchè misuri solo il tuo percepito, io sono in grado di smontare una notizia e vederne i lati manipolatori (solo deformazione professionale) esattamente come in un telecomunicato (o spot pubblicitario)

taccaromiceto
13-01-2010, 08:22
ok,ma credo che la televeisione centri poco con la differenza di reazione tra il mondo mediorientale (egitto ecc) daquello europeo,quando avvengono cose tipo rosarno e luxor

Edric
13-01-2010, 08:44
Dove lo Stato non esiste più (http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/01/12/dove_lo_stato_non_esiste_piu.html)

12 gennaio 2010



Duemila persone in strada per dire “non siamo razzisti” In un paese dominato dalla criminalità organizzata.

Rosarno. La Calabria è una bomba pronta ad esplodere e la miccia è a Rosarno. Bisogna venire qui per toccare con mano le piaghe provocate dall’abbandono: disperazione, bisogni veri, impotenza, rabbia antica. Una miscela pericolosissima che qualcuno sta maneggiando con estrema raffinatezza. Bastava vedere la manifestazione di ieri. Duemila persone. I negozi del paese sbarrati. Un corteo silenzioso e rabbioso. Contro “lo Stato che ci ha abbandonato”, “i mass media che ci criminalizzano”. Noi che “non siamo razzisti”. Questo diceva l’unico striscione che gli organizzatori del “comitato spontaneo” hanno consentito di esporre. Severamente vietati gli altri. Lo si è capito a metà corteo quando tre ragazze-tre del locale liceo srotolano il loro. “Speriamo di poter dire c’era una volta la mafia”. Un oltraggio nel paese dei Pesce e dei Bellocco, capi di quella ’Ndrangheta che qui è padrona di tutto. Della vita dei rosarnesi e del loro futuro, delle arance che marciscono sugli alberi e del destino dei “negri”. “Chiudetelo”, impone uno degli organizzatori, “abbiamo dato direttive precise”. Le ragazze capiscono e lo arrotolano mestamente. Non c’è libertà nel paese dei signori della ‘Ndrangheta, dove il ricordo di Peppino Valarioti, consigliere comunale del Pci, ucciso la sera dell’11 giugno 1980 dalla mafia delle arance a trent’anni, è ormai sbiadito.

Scoloriscono i murales che raffigurano un “Quarto stato” calabrese. Il monumento alle vittime della mafia arruginisce offeso dall’incuria e dalle deiezioni dei cani. Tante facce nel corteo. Di onesti e mala-carne. Tanti interessi, tantissimi bisogni. “Il lavoro nero colpisce anche noi giovani calabresi”, dice una ragazza ai cronisti. Bersaglio degli insulti quando finisce la manifestazione. In prima fila nel corteo ci sono anche uomini e donne di colore, sono gli integrati, quelli che qui vivono da anni nelle case disastrate del centro storico. Gli altri, le braccia a poco prezzo, sono tutti andati via dall’inferno della “Rognetta” e della “Ex Opera Si-la”. Spontaneamente cacciati. Non servivano più e quei lager erano monumenti alla vergogna. Sulla protesta una regia accorta. Opera di Mimmo Ventre, ex assessore della giunta comunale sciolta per infiltrazioni mafiose. Trascina in prima fila un uomo di colore. “Vieni Mustafà”. Un ragazzo lo rimprovera: “Si chiama Hussein, chiamiamoli almeno con il loro nome”. L’ex assessore fa spallucce e se ne fotte. “Ma questi si chiamano tutti Mustafà”.

Già gli organizzatori, le menti politiche che hanno cavalcato la protesta e che fanno a gara per conquistare microfoni e telecamere. Soprattutto per dire che “a Rosarno lo Stato non c’è, qui c’è un commissario della Prefettura”. Nominato dall’Antimafia perché i Pesce e i Bellocco erano ormai diventati i padroni del comune. “Nel sistema politico e dell’informazione, il subdolo esercito degli strumentalizza-tori asserviti è il cancro della nostra società”. Tre cartelle, linguaggio da Ventennio. Firmate Sante Pisani, che ha mobilitato il suo “Partito dell’Alleanza”, per difendere i rosarnesi . Pisani di arance se ne intende. Troppo, per i magistrati della Procura di Palmi che hanno scoperto una truffa di 45 milioni di euro ai danni dell’Unione europea proprio sui contributi alla coltivazione degli agrumi. Per l’accusa lo sdegnato rosarnese onesto sarebbe stato una delle menti che gestirono il business.

Ma dietro la protesta dei cittadini di Rosarno non c’è solo questo. Dietro la violenza esplosa nei giorni scorsi non c’è solo la ‘Ndrangheta, con i rampolli delle “famiglie” mandati a fare le barricate e il ti-rassegno contro i neri. “Lo Stato non c’è”. Ed è vero, ma quando lo Stato si presenta con il volto umile e la determinazione di un suo funzionario donna scoppia la rivolta. Maria Giovanna Cassiano, di professione funzionaria dell’Inps, vive sotto scorta. Un anno fa denunciò lo scandalo dei falsi braccianti (mille solo a Rosarno) e delle cooperative fasulle che assumevano mogli, figli e fratelli di mafiosi. Una sola cooperativa arrivò a produrre un monte salari di 1 milione e 800 mila euro senza lo straccio di un documento contabile. C’era posto per tutti, per i “braccianti da bar” e per qualche “lavoratore” in galera che percepiva regolarmente tutte le indennità (disoccupazione, malattia, pensione) previste dall’Inps. Uno scandalo da 15 milioni di euro. Quando l’inchiesta passò nella mani del procuratore Leonardo Leone de Castris, e dall’Inps arrivò l’ordine perentorio di sospendere i pagamenti sospetti, scoppiò la rivolta. “Così si è messa in ginocchio l’economia della zona” , tuonò un assessore del comune. Antonio Caravetta, politico di spicco dell’Udc, denunciò “l’arroganza e l’insensibilità nei confronti di tanti lavoratori agricoli”. E furono scontri, blocchi della Statale Jonica. Proteste. Maria Giovanna Cassiano, volto gentile dello Stato onesto, finì sotto scorta.

Esplode Rosarno, esplode la Calabria. La terra che brucia, come racconta in un suo bel libro l’antropologo Francesco Minervino. Bruciano i suoi boschi d’estate e le speranze dei calabresi onesti divorate da “famelici stomaci” politici. Già la politica. Assente a Rosarno. Nei lager di “Rognetta” e dell’Opera Sila, c’erano tre cessi chimici per centinaia di disperati. Dei soldi promessi per l’accoglienza degli schiavi neppure un euro. Convegni e consulenze sull’immigrazione, alla regione e alla provincia , tanti. La politica pensa alle elezioni regionali. Nel Pd è ormai regolamento di conti tra il governatore uscente, Agazio Loiero, e gli altri pezzi da novanta del partito. Da una parte Peppe Bova, politico eterno, dall’altra Doris Lo Moro, ex assessore alla disastrata sanità. Stravinsero nel 2005, ma il blocco di potere che li portò al governo col 65% dei voti ha cambiato cavallo. Scelgono il centrodestra, soprattutto i consiglieri regionali uscenti gravati da pesanti accuse per mafia. Arricchiranno le liste a sostegno del sindaco di Reggio Peppe Scopelliti. E guai a chi nel centrodestra si azzarda a chiedere pulizia. “Attento o farai la fine di Fortugno”. Francesco il vicepresidente della regione ucciso nel 2005. Inizia così la lettera anonima arrivata sul tavolo di Luciano Marranghello, un sindaco dirigente del Pdl di Cosenza.


da Il Fatto Quotidiano del 12 gennaio 2009 (link nel titolo)

Bondourant
13-01-2010, 09:31
ok,ma credo che la televeisione centri poco con la differenza di reazione tra il mondo mediorientale (egitto ecc) daquello europeo,quando avvengono cose tipo rosarno e luxor


in generale i mezzi (asserviti) hanno costruito un terreno ideale per questo razzismo che sta viaggiando in Italia, le manifestazioni successive sono la conseguenza e non solo a Rosarno li c'erano anche altre componenti.

la vergogna sta nel fatto che (clandestini o meno) quei disperati lavoravano ed erano trattati come schiavi senza che nessuno intervenisse, ma non è solo da oggi, se poi aggiungi la cancrena mafia..hai detto tutto.

che poi maroni dica che in Calabria lo stato c'è fa veramente ridere i polli

taccaromiceto
13-01-2010, 11:53
Non intervniva nessuno perchè si deve intervenire a monte.

Tu stesso mi insegni che punire il clinete o la lucciola non risolve il problea se non si attacca il protettore.

Stesso caso qui,hai voglia ad attaccare il datore di lavoro,se poi MATEMATICAENTE,non può darti più di quello che ti danno.

P.S. Ieri in tv giravano cifre (da interviste dirette ad immigrati) che prendevano circa 25 € al giorno.

Considera che 25€ a reggio calabria sono come 60 a Milano.

Il problema della vita insopportabile era dovuto più alla condizione dei tetti sulle loro teste.

Amanda
13-01-2010, 12:11
un commentatore televisivo diceva che lo Stato ha lottato solo contro la mafia e non contro la camorra e la ndgrangheta

e cosi'?

Roderigo
13-01-2010, 12:21
Un'immagine contraddittoria


Con la rivolta degli immigrati a Rosarno, l'Italia ha dato un'immagine di sé sconosciuta al resto del mondo. Le auto ribaltate, le vetrine distrutte e gli scontri hanno messo in evidenza le contraddizioni nella percezione che gli italiani hanno del loro paese. Dal punto di vista demografico l'Italia è un paese in rapido cambiamento.
Secondo la Caritas, nel 2009 la percentuale di stranieri non residenti (7,2 per cento) era più alta che in Gran Bretagna. Il paese sta diventando sempre più dipendente dagli immigrati e dalla loro manodopera. Ma è molto lontano dall'idea di melting pot.


Time, Stati Uniti
www.time.com (http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1953064,00.html)

Amanda
13-01-2010, 12:40
13 gennaio 2010, Perdi il lavoro? Ti aiuto solo se sei italiano

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=69751ac92c9e0c0b

Bondourant
13-01-2010, 12:45
Il problema della vita insopportabile era dovuto più alla condizione dei tetti sulle loro teste.

appunto, questo è il problema ed è li che bisognava intervenire
dare (almeno) dignità ad un lavoro pesantissimo e malpagato.

e aggiungo che che le comunicazioni non vertono alla solidarietà
ma all'emarginazione. anche se tu non te ne accorgi

Bondourant
13-01-2010, 12:46
Ma è molto lontano dall'idea di melting pot.




e cos'è il melting pot ?

Roderigo
13-01-2010, 12:57
e cos'è il melting pot ?
http://it.wikipedia.org/wiki/Melting_pot

Da cui prende il nome, un informatissimo sito:
http://www.meltingpot.org/

Edric
13-01-2010, 13:10
un commentatore televisivo diceva che lo Stato ha lottato solo contro la mafia e non contro la camorra e la ndgrangheta

e cosi'?

Sembrerebbe che l'ndrangheta sia in Europa l'organizzazione criminale più potente, abbia il monopolio sui traffici di cocaina e ricavi paragonabili, attraverso molteplici attività, al PIL di uno Stato medio.
La lotta alla mafia siciliana probabilmente ha lasciato degli spazi ad altre organizzazioni maffiose, quali l'ndrangheta, che subito l'hanno sostituita.
E' sicuramente più difficile da colpire anche per la sua struttura orizzontale, mentre la maffia siciliana ha una struttura verticistica, rappresentata al suo apice dalla famosa cupola.

fantasma76
13-01-2010, 13:14
Ma perchè confond uno che possiede un ettaro di terreno con le multinazionali?

Credi che sia veramente colpa sua se le arance gle le pagano 0,06 cent al kg,costringendolo a munirsi di novelli chiavi?
No io considero un imprenditore un piccolo camorrista di strada, una multinazionale in una mafia spa, il boss della spa ordina il picciotto esegue, c'è un unica logica nel tutto, il profitto sopra ogni cosa. Noi multinazionale dobbiamo guadagnare, tu latifondista usa tutti i mezzi che vuoi, noi ti copriremo, il tuo stato impone un salario minimo come in Honduras noi ti organizziamo un colpo di stato, il tuo stato non cede, ti aiuteremo a farci guadagnare producendo roba industriale, e affameremo il tuo stato e ogni altro cittadino fino a quando non si piega.


Duemila persone in strada per dire “non siamo razzisti” In un paese dominato dalla criminalità organizzata.
Il Napoletano Covatta scimmiottando la lega diceva, non siamo noi ad essere razzisti sono loro ad essere napoletani.
Oggi siamo diventati tutti piemontesi.

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Vi portiamo la libertà disse il piemontese, niente più baroni che fanno nerbare la gente nei campi campi, niente più preti del diavolo che vi fanno succhiato l'anima, niente più ricchi opulenti ingrassato del sangue del povero, niente più sbirri che fanno la giustizia solo per chi non aveva niente, niente più guardaboschi che vendono la carne e la carne del prossimo per due tarì al giorno.
Niente più di tutto questo, noi saremo il paese della libertà, e la gente ci credette, prese la scure e fece crollare le teste, ovunque, era arrivata la libertà.
Ma il piemontese fece presto a far capire di che libertà si trattava, il 1° paese a ribellarsi era stato Bronte, si presero individui a caso, e si disse vi diamo 1 ora per ascoltare le vostre ragioni, e poi li fucilarono tutti, punirne uno per educarne 100, poi tocco agli altri.
5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti. Queste le cifre della repressione consumata all'indomani dell'Unità d'Italia dai Savoia. La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1863 "… per la repressione del brigantaggio nel Meridione"
Un genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall'emigrazione forzata, nell'inesorabile comandamento di destino: "O briganti, o emigranti".
Una pagina non ancora scritta è quella relativa alle carceri in cui furono rinchiusi i soldati "vinti". Il governo piemontese dovette affrontare il problema dei prigionieri, 1700 ufficiali dell'esercito borbonico e 24.000 soldati, senza contare quelli che ancora resistevano nelle fortezze di Gaeta, Messina e Civitella del Tronto.
Per la maggior parte furono stipati nelle navi peggio degli animali (anche se molti percorsero a piedi l'intero tragitto) e fatti sbarcare a Genova, da dove, attraversando laceri ed affamati la via Assarotti, venivano smistati in vari campi di concentramento istituiti a Fenestrelle, S. Maurizio Canavese, Alessandria, nel forte di S. Benigno in Genova, Milano, Bergamo, Forte di Priamar presso Savona, Parma, Modena, Bologna, Ascoli Piceno ed altre località del Nord.
Pietà per i deportati si chiedeva, ma quale pietà, quelli sono animali, vivono da bestie feroci, in modo disumano nei porcili e puzzano, dei bastardi, figli di madri dodicenni stuprati da qualche brigante, cresciuti da altri miliziani a modo di animale, che puoi aspettarti da bestie simili, antropologicamente inferiori, l'Ombroso gli misurava il cranio, e guardava la pelle scura, animali antropologicamente inferiori, non si capiscono manco quando pregano.
Be almeno il piemontese fece un processo di 1 ora, a Rosarno nessun processo, prima le schioppettate, e poi i lager moderni, i Cpa, ai posteri ampia sentenza.