Visualizza Versione Completa : Regionali, le candidature da Nord a Sud
Roderigo
08-01-2010, 03:13
Corsa alla candidatura, la mappa da Nord a Sud
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Lazio e Puglia i casi piu' difficili, in Umbria nodo 3/0 mandato
ROMA - Il 28 e il 29 marzo si vota in 13 regioni, l'11 e il 12 aprile ci saranno i ballottaggi. A due mesi dal voto il quadro delle candidature non è ancora completamente definito e in due regioni, la Puglia e il Lazio, il centrosinistra ha un nodo politico da sciogliere per non perdere il sostegno dell'Udc. In Umbria Lorenzetti presidente uscente dovrà superare lo scoglio del terzo mandato. Questa la situazione regione per regione.
* PIEMONTE - per il centrosinistra correrà la presidente uscente Mercedes Bresso (Pd); la sua coalizione potrebbe includere Prc e Pdci allargata all'Udc. Per il centrodestra in campo l'esponente della Lega Roberto Cota, già presidente del consiglio regionale durante il governo di centrodestra di Enzo Ghigo, capogruppo del Carroccio alla Camera e segretario regionale del partito.
* LOMBARDIA - i candidati sono il presidente uscente, Roberto Formigoni, e l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati che sarà appoggiato da una coalizione di cui fanno parte Pd, Idv e Sinistra e libertà. Ancora non si conoscono i nomi dei candidati di Pdci, Prc e dell'Udc.
* LIGURIA - il presidente uscente Claudio Burlando viene ricandidato dalla coalizione di centrosinistra che cerca anche l'alleanza con l'Udc. Lo sfida l'ex governatore Sandro Biasotti (2000-2005), candidato dalla coalizione che unisce Pdl e Lega Nord Liguria, alla ricerca anch'essa dell'alleanza con l'Udc.
* VENETO - Per il centrodestra sarà il ministro leghista Luca Zaia a correre per la poltrona lasciata libera da Galan. Nel centrosinistra c'é l'incognita di una possibile alleanza anti-Lega tra Pd e Udc. I centristi hanno già schierato in campo Antonio De Poli. Il Pd, al momento, ha lanciato il nome di Laura Puppato, sindaco Pd di Montebelluna.
* EMILIA-ROMAGNA - Il centrosinistra punta su Vasco Errani, candidato per il terzo mandato. Il presidente della conferenza delle Regioni ha incassato la deroga all'unanimità dell' assemblea del Pd. Il suo sfidante per il centrodestra sarà Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Resto del Carlino, anche se manca ancora l'ufficialità dal coordinamento nazionale. Corre da solo l'Udc che schiera il parlamentare Gian Luca Galletti.
* TOSCANA - Enrico Rossi (Pd), attuale assessore regionale alla sanità, è il candidato del centrosinistra. Il Pdl non ha ancora ufficializzato un nome. Per l'Udc si profila una corsa solitaria. Il fotografo Oliviero Toscani è il candidato dei radicali.
* LAZIO - per il Pdl corre la sindacalista Renata Polverini, segretario nazionale dell'Ugl. Il centrosinistra, invece, cerca ancora , anche se la candidatura di Emma Bonino ha avuto l'effetto di una scossa e non è escluso che il centrosinistra converga sulla leader radicale. Il Pd ha comunque dato un incarico esplorativo al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti per cercare un candidato, con alle spalle una coalizione la più ampia possibile. Determinante la scelta dell'Udc.
* MARCHE - per il centrosinistra in corsa il presidente uscente Gian Mario Spacca (Pd)ma non si sa ancora se a capo di una coalizione Pd-Idv-Udc o Pd-Idv-Prc-Pdci, copia di quella uscente.Il centrodestra non ha ancora candidati.
* UMBRIA - nel centrosinistra il senatore Mauro Agostini, ex tesoriere del partito, franceschiniano, sfiderà alle primarie (data probabile, il 24 gennaio) la presidente uscente, la bersaniana Maria Rita Lorenzetti (sarebbe al suo terzo mandato, non previsto dallo statuto del Pd umbro). Per il centro destra i nomi che circolano sono quelli del sindaco di Assisi, Claudio Ricci, della capogruppo regionale Pdl, Fiammetta Modena, e dell'imprenditrice umbra Luisa Todini.
* CAMPANIA - Quadro ancora fluido: per il Pdl in pole position l'ex ministro per l'Attuazione del Programma Stefano Caldoro. In alternativa il presidente degli industriali napoletani Gianni Lettieri e il ministro Gianfranco Rotondi. Nel Pd scaldano i muscoli il sindaco di Salerno Enzo De Luca, l'attuale assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta e il rettore di Salerno Raimondo Pasquino in caso di accordo con l'Udc. Già annunciata da tempo per l'Mpa la candidatura di Riccardo Villari.
* CALABRIA - il candidato del centrosinistra dovrebbe uscire dalle primarie del Pd convocate per il 17 gennaioma domani è prevista una riunione a Roma con Bersani. Il candidato del centrodestra è il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. Altra candidatura certa è quella dell'imprenditore Pippo Callipo, sostenuto da Idv e da movimenti della società civile. L'Udc non ha ancora scelto.
* BASILICATA - il centrosinistra candida l'attuale governatore, Vito De Filippo (Pd). Non c'é alcuna decisione ufficiale da parte del Pdl. Ancora da definire le posizioni di Alleanza per l'Italia e Udc.
* PUGLIA - grande incertezza nel centrosinistra: il governatore uscente Nichi Vendola (Sinistra, ecologia e libertà) si candida appoggiato dai partiti della sinistra estrema. Il deputato Francesco Boccia (Pd), che ieri ha ottenuto il gradimento dell'Udc, è l'altro candidato, ma i nodi da sciogliere sono ancora molti, le primarie e l'aut aut di Casini che ha chiesto una decisione entro lunedì. Il Pdl non ha ancora indicato alcun candidato.
07 gennaio, 12:59
www.ansa.it (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/06/visualizza_new.html_1651750736.html)
Corsa alla candidatura, la mappa da Nord a Sud
ROMA - Il 28 e il 29 marzo si vota in 13 regioni, l'11 e il 12 aprile ci saranno i ballottaggi.
(...)
* PIEMONTE - per il centrosinistra correrà la presidente uscente Mercedes Bresso (Pd); la sua coalizione potrebbe includere Prc e Pdci allargata all'Udc.
07 gennaio, 12:59
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Per quanto riguarda il Piemonte:
il Pd ha confermato Mercedes Bresso - attuale presidente della regione - che si è vista contrapporre un esponente della Lega Nord Roberto Cota (dopo esitazioni varie). La scelta è caduta su Cota perchè la lega ha un bacino di voti abbastanza ampio in Piemonte. La coalizione dello schieramento di sinistra non è ancora stata definita. La campagna elettorale si preannuncia molto dura.
« REGIONALI: PSDI, STIMA A BOCCIA MA NO A QUESTO CENTROSINISTRASICILIA: CAPUTO (PDL), SIAMO OPPOSIZIONE MA APPOGGIO A RIFORME »REGIONALI: SINISTRA PIEMONTE A BRESSO, CHIAREZZA SU POSIZIONI
(AGI) - Torino, 7 gen - “La situazione in vista delle elezioni regionali all’interno dello schieramento politico, che si oppone alla destra e’ giunta ad un punto che rende necessari relazioni ed azioni improntate alla trasparenza”. E’ quanto scrivono in una lettera inviata alla presidente della regione Piemonte e candidata alle prossime elezioni di Marzo Mercedes Bresso, i segretari regionali di Prc e Pdci, Armando Petrini e Vincenzo Chieppa e Fulvio Perini di “Lavoro e Solidarieta’”. (AGI) Chc (Segue)
http://www.elezioni-oggi.it/archives/00029604.html
Alessandra
09-01-2010, 02:33
POLVERINI-BONINO
Questione di stile E non solo
di Ida Dominijanni
http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/02/emma_bonino.jpghttp://1.bp.blogspot.com/_9r0ApzMnsnE/SJs3ncICMZI/AAAAAAAAACc/nM3JAWnB-l4/s320/polverini.jpg
Non sempre la storia gira come vorrebbero i professionisti della politica: e meno male. Alla faccia del grande risiko nazional-pugliese propedeutico al lancio del Fronte post-berlusconiano dei Perbene (Fini-Casini-D'Alema e magari Cordero di Montezemolo), stavolta si è messa a girare con un qualche senso invece che controsenso. E alla fine di un anno passato all'insegna di leader con le palle, utilizzatori finali e complici e affabulati relativi, ci regala - pare - l'unica sorpresa interessante della stagione politica più deprimente che sia dato ricordare.
Una sfida fra due donne, Renata Polverini e Emma Bonino, che partono senza azzannarsi e con una dichiarazione di stima reciproca.
Renata a Emma: «Faccio gli auguri a Emma, che è una donna che stimo». Emma a Renata: «C'è da parte mia un dato di stima e rispetto nella diversità di posizioni. Credo che se riusciremo ad avere un dialogo appassionato senza essere insultanti o laceranti nessuna delle due uscirà sconfitta e daremo un segnale di buona politica»: e già si respira un'altra aria. Questione di stile, e non solo. L'una e l'altra scombinano altri giochi. Sforano i rispettivi schieramenti: Polverini piace a sinistra e dispiace a destra sulle politiche sociali, Bonino viceversa. Polverini stana Feltri («Non mi ero accorto che fosse una donna»), Bonino stana Binetti («Se la candida, è il Pd che esce da me») e Castagnetti («E' anticlericale, ci fa perdere voti»). Tutte e due tendono a parlare chiaro e di questioni comprensibili. Nucleare: Polverini dice sì e Bonino dice no. Welfare: Polverini vuole il quoziente familiare, Bonino spiega che il quoziente familiare è un incentivo al familismo e inchioda le donne a casa. Bioetica: Polverini aggancia l'Udc contro le coppie di fatto e la RU486, Bonino dice che sulla RU486 la legge si applica e non si discute e che non riconoscere le coppie di fatto è come non sapere in che anno viviamo, idem pretendere di bloccare la società multiculturale. Ecco, almeno si sa di che si parla e per che cosa si vota.
Tutto oro? Ovviamente no. Nella regione italiana che ospita la Santa Sede una vittoria di Bonino, una che dice chiaro chiaro che i credenti e i clericali non sono la stessa cosa e che i veri cattolici sono quelli che hanno a cuore il libero arbitrio, sarebbe un evento da salutare stappando fiumi di champagne. Però sulla sanità pubblica e privata, a parte la sua giusta insistenza sulla trasparenza delle procedure, aspettiamo delucidazioni. E la sua ossessione paritaria sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne non ci piace affatto. L'onorevole via d'uscita che la sua decisione di candidarsi offre al pantano del Pd non è la quadratura del cerchio a sinistra, e del resto in casa radicale non c'è decisione che non lanci provocazioni e non apra contraddizioni. Incassiamo intanto lo stile, che non è acqua. E la sfida in rosa - Pd volente o nolente - , che segnala che sotto il cielo della politica ci sono più cose di quante non ne contempli la geometrica impotenza dei soliti noti.
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2010/mese/01/articolo/2132/
9/1/2010
"Primarie in Puglia e Lazio
altrimenti si snatura il Pd"
http://latorrenormanna.files.wordpress.com/2009/10/bindi2.jpg
Parla Rosy Bindi: «Non si può rompere con Vendola perchè lo chiede Casini»
FEDERICO GEREMICCA
ROMA
Lei però mi deve concedere due brevissime premesse, altrimenti il rischio è che lo spirito di questa nostra intervista venga del tutto frainteso». Rosy Bindi è a casa sua, a Sinalunga: e visto che lo chiede, cominciamo appunto con le premesse. «La prima: il Pd sta molto meglio di quanto sembri leggendo i giornali, e anche le elezioni regionali andranno meglio di quel che qualcuno ipotizza. La seconda: io non sono una che brontola, sono il presidente dell’Assemblea nazionale del Pd e dunque quel che le dirò non è una critica ad alcuno quanto, piuttosto, un contributo a fare le scelte giuste e magari a correggerne qualcuna già compiuta. Bisogna sapere che non abbiamo molto tempo: e che dalle prossime 36 ore dipendono molte più cose di quel che si possa immaginare...».
Queste le premesse: che non bastano, però, ad addolcire l’impatto di un ragionamento rigoroso e severo. Del resto, il quadro è quello che è. La vicenda che sta dilaniando il Pd pugliese, quella della candidatura di Emma Bonino nel Lazio, le primarie mandate in soffitta quasi ovunque, un eccesso di accondiscendenza verso l’Udc, la rottura con Vendola e con la sinistra... Un arcipelago di scelte - o non scelte - che stanno facendo fibrillare i democratici e che spingono Rosy Bindi a lanciare il suo allarme: «Rischiamo di snaturare il Pd. Se ci sono degli equivoci, meglio chiarirli subito».
Cominciamo a chiarirli, allora.
«Per esempio: vedo che Casini, in queste ore concitate, si permette di entrare nel merito della nostra discussione per dire che c’è chi, utilizzando le elezioni regionali e i problemi ancora aperti su alleanze politiche e primarie, starebbe tentando di ribaltare il risultato congressuale. Mi permetto di obiettare: le cose non stanno così».
E come stanno?
«Noi in congresso abbiamo detto due cose molto chiare. La prima è che avremmo lavorato per allargare il centrosinistra. Ma appunto allargare il centrosinistra: e non limitarsi a tentare di fare intese con l’Udc scaricando, magari, chi non è gradito a Casini. Non a caso il compito che si è assunto Bersani è trovare una nuova sintesi tra i nostri alleati tradizionali e il centro».
Ci dica la seconda cosa chiara.
«Tra noi c’è stato un dibattito su come scegliere il segretario del partito, se con le primarie oppure no: ma non ci sono mai stati dubbi sul fatto che avremmo fatto elezioni primarie - e primarie di coalizione - per scegliere i nostri candidati alle cariche monocratiche. Questi sono due punti fermi del congresso. E io penso che la capacità di Bersani e del gruppo dirigente, cioè di tutti noi, debba essere appunto quella di tenere insieme queste due scelte».
Ammetterà però che quel che sta accadendo in Puglia - e in parte anche nel Lazio - va in direzione del tutto opposta.
«C’è assolutamente tempo per rimediare. Vendola ha le sue responsabilità, e lo dice una che è stata addirittura definita vendoliana. Ma non è pensabile immaginare di vincere in Puglia - o di considerarlo un laboratorio politico - rompendo con la sinistra di Vendola che ha fatto una scissione da Rifondazione comunista. Non ce lo possiamo permettere. E la strada per uscirne è una sola: sono le primarie».
Il Pd però ha scelto Boccia. Anche se, in verità, non si capisce nemmeno chi, dove e quando lo ha scelto...
«In una riunione a Roma è stato indicato Boccia? C’è un unico modo perché diventi il candidato anche di Vendola: che vinca le primarie contro di lui. Facciamole, e non per litigare: ma perché questa è la strada maestra. Quando non ci sono candidature unitarie il Pd fa le primarie e le fa di coalizione. E Boccia non può dire che così salta la coalizione...».
Può anche non dirlo, ma Casini davvero non ci sta a fare le primarie.
«Casini dimostrerà la sua forza facendo vincere Boccia alle primarie. Sia chiaro, occorre aprire all’Udc: ma va fatto con la lucidità di chi ha in testa una strategia politica per il futuro. Casini non può dirci, per esempio, che non farà mai il capo di un centrosinistra simile a quello che ha guidato Prodi, perché nessuno glielo ha chiesto e perché non accetto nemmeno da un possibile alleato che venga liquidata la nostra storia politica e il legame tra il Pd e Prodi. Comunque, ripeto: nessuno gli ha chiesto di fare il capo del centrosinistra».
Però magari qualcuno ci pensa, no?
«Io resto convinta che Casini sarà un ottimo capo del centrodestra liberato da Berlusconi: e vorrei che quel giorno, quando avremo di fronte un centrodestra migliore di quello che abbiamo oggi, il Pd sia così forte da batterlo».
Quindi, primarie.
«Non c’è altra strada. Casini è alleato fondamentale in questa fase, ma noi non possiamo permetterci di rompere con tutta la sinistra. E credo che nemmeno all’Udc convenga allearsi con noi per perdere».
E nel Lazio? La convince la candidatura di Emma Bonino?
«E’ inutile che stia a ridire della mia stima per Emma, ma alcune considerazioni vanno fatte. Quella, per esempio, che sostenere la Bonino nel Lazio, dunque a Roma, non è una scelta scontata per un partito come il nostro. La decisione è stata presa in modo frettoloso e con una motivazione poco convincente: o scende in campo un leader nazionale o si sostiene Emma, che all’inizio si era candidata contro il Pdl e il Pd. So che nel Lazio c’è una situazione difficile: ma so anche che vi sono autorevoli leader regionali capaci di competere, e che la Polverini non è imbattibile».
E dunque?
«Io propongo di andare a elezioni primarie, perché se il Pd dovrà sostenere Emma Bonino è giusto che la scelga in un confronto aperto: altrimenti tutto sembrerà un modo, perfino troppo evidente, per permettere a Casini di sostenere la Polverini. Del resto, sull’uso delle primarie - e sul progetto politico - la mozione Bersani era così chiara da aver ricevuto il voto di quasi tutti gli ulivisti: fare del Pd la forza centrale del centrosinistra. La forza centrale, appunto: e non un partito di sinistra ancora con la sindrome di esser figlio di un dio minore e alla perenne ricerca di qualche alleato moderato che lo legittimi a governare».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51075girata.asp
Regionali/ Parisi sprona Bindi:convochi assemblea Pd per Primarie
11:19 - POLITICA- 10 GEN 2010
Ne ha il potere e tempo stringe: ora passiamo da parole ai fatti
Roma, 10 gen. (Apcom) - L'ex ministro Pd Arturo Parisi chiede a Rosy Bindi di esercitare i suoi poteri di presidente dell'assemblea Pd e convocare il massimo organismo decisionale dei democratici per pronunciarsi sulla celebrazione delle primarie per la scelta dei candidati alla presidenza delle Regioni in cui si voterà il prossimo marzo. "Le ore ancora a disposizione sono pochissime. Chi condivide la passione per la democrazia - dice Parisi invitando a non lasciare sulla carta le parole di critica alle mancate primarie venute ieri dalla presidente Pd- della non potra' che essere al fianco della Bindi. Si preferisce continuare invece con la prassi degli accordi variabili di vertice e dei fatti compiuti. Questa volta, a differenza del passato, Rosy Bindi ha tuttavia la possibilita' di andare oltre le interviste. Per dar seguito alla sua difesa delle vere decisioni uscite dal Congresso, da Presidente della Assemblea Nazionale, faccia valere le prerogative e gli strumenti a disposizione di quella che e' la massima carica di garanzia del Partito". "Mi era sembrato - si legge ancora in una nota dell'ex ministro ulivista - che ieri in una intervista dedicata alla scelta delle candidature regionali, a cominciare da quelle della Puglia e del Lazio, la Bindi avesse parlato chiarissimo! Non era questo il patto fondativo del Pd e neppure la linea congressuale condivisa appena due mesi fa dalla maggioranza del Partito. La questione delle primarie, il modo in cui e' stato affrontato e si va definendo la scelta dei candidati alle Regionali, mette in causa la stessa natura del Pd. Gli avvenimenti successivi mi fanno invece ritenere che anche la posizione della Bindi resti totalmente ignorata, nonostante sia la posizione di una dirigente che ha contribuito in misura importante alla vittoria della linea rappresentata da Bersani".
http://www.apcom.net/newspolitica/20100110_111900_28d4d20_80344.html
Puglia, si scalda la sfida a due Boccia-Vendola, primarie il 24
di Simone Collini
In Puglia si faranno le primarie. Presto, prestissimo, tra otto giorni. E il Pd schiera contro Nichi Vendola Francesco Boccia. Risultato non da poco e tutt’altro che scontato fino a ventiquattr’ore fa. Però qui finiscono le certezze e cominciano le tante incognite. A cominciare dal ruolo che giocherà l’Udc in questa partita, per finire col peso che avranno le dichiarazioni dei dirigenti locali della minoranza Pd. Il tutto, mentre la campagna del governatore uscente è già partita da giorni. Le strade sono piene dei rossi 6 x 3 con «difendi la Puglia migliore» e «la fabbrica di Nichi». E il modo in cui viene accolto Vendola dalla platea del Petruzzelli - rettori universitari, docenti, imprenditori, tutti lì per l’intitolazione dell’Università di Bari ad Aldo Moro - dice quanto sarà difficile la partita per il deputato Pd pugliese. A raccontare la scena è Fabiano Amati, assessore regionale della minoranza Pd, e significativo è quello che racconta ma anche l’entusiasmo con cui lo racconta: «Quando hanno annunciato che in sala c’era Vendola tutti hanno iniziato a battere le mani e l’applauso cresceva, cresceva, cresceva», con le braccia a mimare e salire su e ancora su. «Poi hanno anche detto che c’era D’Alema e insomma - e avvicina e allontana la punta delle dita - c’è stato un applauso di circostanza». Amati è di fronte alla sede del Pd regionale. Aspetta che arrivino gli altri per cominciare una riunione molto importante: quella che, dopo tanti colpi di scena, tensioni, giravolte, deve gettare le basi perché all’assemblea di oggi non ci siano nuove brutte sorprese. Questa mattina il segretario regionale Sergio Blasi proporrà di svolgere le primarie domenica 24, con Boccia candidato del Pd. Alla riunione partecipano Massimo D’Alema, Nicola Latorre, Blasi, lo stesso Boccia e gli assessori e dirigenti regionali della minoranza Pd. Si chiude dopo quattro ore senza che si sia trovato l’accordo sul fatto che oggi ci sia un passaggio formale in cui tutti si impegnano a sostenere lealmente e unitariamente Boccia. «L’accordo è stato su questo: non facciamoci del male», dice uscendo dalla riunione Amati. Al quale non va giù il «veto pregiudiziale messo dall’Udc su Vendola»: «Mi devono dire una legge approvata, una, che sia da pericoloso no global, se questo è il problema». E allora oggi non ci saranno conte laceranti o polemiche al vetriolo, ma per Boccia la sfida sarà complicata. Esce Latorre e guarda al bicchiere mezzo pieno: «Stiamo creando le condizioni perché arrivi il messaggio di un Pd unito e impegnato per vincere le regionali». Le primarie, dice, «ci aiutano a mettere in campo una coalizione che va da Vendola all’Udc». Che è appunto la «condizione per vincere».
IL RUOLO DELL’UDC
Da Roma arriva la notizia che Adriana Poli Bortone è a Palazzo Grazioli da Berlusconi. Carte sparigliate? Che farà l’Udc se sarà lei la candidata? Chi partecipa alla riunione non se ne preoccupa troppo. E anzi c’è chi è convinto che al di là delle battute di Casini sulla «allergia» alle primarie e quel liquidatorio «Boccia non si boccia e sboccerà», i centristi si daranno da fare perché il 24 vinca il candidato del Pd. Anche perché, come dice Pier Luigi Bersani dopo aver incontrato a Roma i segretari regionali, in Puglia «non ci sarà un confronto tra persone ma tra piattaforme e perimetri di coalizione che possano garantirci il successo alle elezioni». Esce D’Alema: «Non abbiamo mai pensato neppure per un momento che si potesse andare alle elezioni con due candidati nel centrosinistra e quindi riteniamo giusto, attraverso le primarie, ricondurre all’unità». La proposta politica su cui Boccia e il Pd chiederanno il voto, dice, «è quella di costruire una coalizione democratica ampia nel segno della coalizione che ha vinto le amministrative a Bari, a Foggia e a Brindisi». Ovvero, quella allargata ai centristi. Vendola, dice, «non appare oggi in grado di costruire questa coalizione più ampia». Oggi interverrà all’assemblea. «Con le primarie decideranno i cittadini. Non deve essere uno scontro, ma un confronto politico rispettoso. Spero che alcuni argomenti che sono stati messi in circolazione siano ritirati. Mi pare che questa sia la via di uscita democratica nello stile di un partito che ha fatto della democrazia il suo principio fondamentale».
http://www.unita.it/news/italia/93781/puglia_si_scalda_la_sfida_a_due_bocciavendola_primarie_il
16 gennaio 2010
Lukebrian
19-01-2010, 11:06
Aggiornamenti sulle sfide interessanti.
Calabria: sembra che il PD appoggi il candidato UDC Occhiuto, de facto cancellando l'accordo che i centristi sembravano aver raggiunto col PDL Scopelliti. Resta da valutare cosa farà l'IdV.
Marche e Basilicata: appoggio dell'UDC al candidato presidente uscente del PD. Partita definitivamente chiusa in queste due regioni dove si confermerà sicuramente il centrosinistra.
Campania: l'UDC sosterrà Pasquino insieme al PD.
Puglia: primarie con a seguito probabile candidato unitario del centrosinistra insieme all'UDC (se Vendola rinuncia).
Lazio: unica regione in cui resiste l'accordo tra UDC e PDL, Bonino semi-ufficialmente candidata appoggiata anche dal PD.
Piemonte e Liguria: Bresso e Burlando in corsa con l'appoggio dell'UDC e della sinistra al gran completo.
Pietro Ancona
19-01-2010, 20:43
non c'è più limite a niente!
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=48596&idsezione=1
PER UNA LISTA UNICA DELLA SINISTRA ALLE REGIONALI DEL PIEMONTE
da Seguono Promotori e adesioni
L’Italia del nuovo millennio sembrerebbe preoccupata soprattutto per le condizioni del sistema giudiziario, mentre veleni di tutti i tipi, compreso l’odio per i diversi e il disprezzo per i deboli, vengono quotidianamente iniettati nell’ambiente naturale ed umano dalle politiche e dalla propaganda della destra.
Nel pieno di una crisi economica senza precedenti, la misura più importante perseguita dal governo è la rottura dell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo, oltre ad un federalismo destinato a dividere l’Italia tra regioni ricche e povere, rompendo il patto costituzionale dell’uguaglianza su cui si è retta finora l’unità della Repubblica. Come si colloca il Piemonte in questo quadro, la regione della Fiat, del suo stabilimento principale, del suo indotto, della crisi che morde e attanaglia migliaia di persone e di famiglie?
La situazione è drammatica; i dati più recenti diffusi dall’ISTAT sulla disoccupazione in Piemonte, evidenziano un’eccezionale crescita negli ultimi sei mesi: da poco più di 90.000 unità dell’inizio del 2008 si è passati a 140.000 persone in cerca di lavoro nella rilevazione di giugno, con un aumento superiore al 50%. Un aumento senza precedenti e senza paragoni in ambito nazionale, dove l’aumento medio è stato del 12,5% (+27% nel Nord-Italia). Il tasso di disoccupazione è per conseguenza salito dal 5% nella media 2008 fino al 7% attuale, che è il livello più alto fra tutte le regioni del Centro Nord con la sola eccezione del Lazio. I dati sul ricorso alla Cassa Integrazione nella nostra regione evidenziano le stesse difficoltà: l’aumento da ottobre 2008 è eccezionale e assolutamente senza precedenti, ed è proseguito con una evidente accelerazione nel 2009, con un picco a maggio di ben 17 milioni di ore, e un assestamento del dato a giugno, quando si sono comunque consumate quasi 12 milioni di ore.
A fronte di tutto ciò, la destra economica e politica risponde con politiche autoritarie e antisociali mascherate con un uso spregiudicato dei mezzi di informazione. Contro questa destra (che in Italia si presenta con il volto del berlusconismo), abbiamo bisogno di costruire un ampio “fronte democratico” capace di rianimare le coscienze e smuovere il panorama politico. Abbiamo la convinzione che servirà un lavoro di lunga lena, prima che l’idea del cambiamento sociale torni ad avere ascolto nella società. La sinistra, incapace di incidere realmente, rischia di essere completamente marginalizzata e invisibile. Per questo, seppure ritenendo le elezioni e la rappresentanza istituzionale “solo” un momento della vita politica, pensiamo che essi siano centrali per la visibilità di ogni progetto o ipotesi politica e consideriamo un’occasione irrinunciabile la presentazione di UNA SOLA LISTA dentro uno schieramento di centro sinistra, alle prossime elezioni regionali in Piemonte.
Una lista unica della sinistra alle elezioni regionali del Piemonte: BASTA CHE CI SIA!! Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppi dirigenti. Si tratta di dar vita ad una lista nella quale trovino rappresentanza sia le forze politiche, sia i movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce ad un’ampia fascia di elettori che non si riconoscono nel Pd e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra.
Soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una vasta area che crede nella possibilità di uno sviluppo, a partire da quello locale, fondato sull’inclusione e sulla solidarietà, sulla condivisione di un percorso.
E’ il momento di tirarci fuori dalle sabbie mobili della frammentazione, sul terreno solido della solidarietà (lo dice la parola stessa) ...
(segue)
http://www.ilmanifesto.it/io-manifesto/lettere-e-filosofia/
fantasma76
23-01-2010, 13:12
Le speranze dell'Italia sembra siano riposte sulle veline.
Il presidente del consiglio ha chiesto una "quota riservata" per le candidature alle regionali. Ovviamente i nomi delle veline spiccano su tutti.
"Questo Migliori avrà anche esperienza ma non ha proprio il fisico adatto, qui ci vuole una bella donna". Decisamente non ha fatto colpo sul Cavaliere l'ex An Riccardo Migliori, salito ieri a palazzo Grazioli per perorare la sua candidatura a governatore della Toscana. Il fatto è che la preferenza del premier per il sesso femminile (che nel caso toscano dovrebbe portare alla scelta di Monica Faenzi, ex sindaco di Castiglione della Pescaia) abbraccia tutto lo Stivale.
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/23/news/veline-candidate-2048396/
Tanto a stuncare il boton so bone pure le scimmie, almeno che siano gnocche.
Aggiornamenti sulle sfide interessanti.
(...)
Piemonte e Liguria: Bresso e Burlando in corsa con l'appoggio dell'UDC e della sinistra al gran completo.
23/01/2010 - REGIONALI
La Bresso sigla l'accordo con l'Udc
TORINO
«Un’alleanza importante per il Piemonte, ma anche un segnale per l’Italia». Così la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha definito l’accordo siglato oggi con Udc-Api in vista delle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo.
«È un accordo firmato direttamente da me come candidata del centro sinistra ? ha aggiunto Bresso ? e condiviso da tutta la coalizione. È il primo accordo siglato in Italia tra Pd e Udc-Api, credo sia importante per la svolta politica che rappresenta ma anche per il futuro del Piemonte».
L’accordo si basa «su principi e valori ? ha spiegato Bresso ? come la centralità della persona, la sussidarietà e la solidarietà. E poi ci sono i temi della famiglia, della salute, il lavoro, lo sviluppo economico, l’energia, l’ambiente e l’agricoltura».
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/121892/
fantasma76
30-01-2010, 18:42
Dopo la rinuncia arrivata da Riccardo Marone, la coalizione capeggiata dal Pd sceglie l'unanimità
Attese le reazioni da parte dell'apparato del Partito legato a Bassolino, amico-nemico del sindaco di Salerno
Campania, De Luca unico candidato alla Regione
Il centrosinistra: "Le primarie non ci saranno"
Ma l'Idv non ci sta: "Su di lui è in corso un processo per fatti delicatissimi"
SALERNO - Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, sarà il candidato presidente del centrosinistra alle elezioni regionali della Campania. Lo rendono noto i segretari regionali del Pd, dei Verdi e dell'Api (Alleanza per l'Italia). "Si è presentato solo De Luca - spiega Enzo Amendola, segretario regionale del Pd - Quindi ora lavoriamo per un'ampia coalizione al suo sostegno. Le primarie infatti non ci saranno".
Dopo la rinuncia arrivata in mattinata da Riccardo Marone, attuale assessore al turismo della Regione Campania, e dopo aver preso atto dell'assenza di altre candidature, il centro-sinistra ha scento l'unanimità e ha optato per delle "primarie di coalizione". "Con Vincenzo De Luca - spiegano Enzo Amendola (Pd), Bruno Cesario (Apl) e Francesco Emilio Borrelli (Verdi) - ci impegniamo a lavorare all'ampliamento della coalizione e alla definizione programmatica di un'alleanza in vista delle prossime elezioni regionali. Le risultanze di questo lavoro saranno valutate nei prossimi giorni negli organismi dirigenti dei partiti".
Ma De Luca non piace all'Idv che reagisce bocciando la proposta dei tre segretari regionali. "Per noi De Luca è improponibile e impresentabile non per le sue qualità di amministratore a Salerno, che sono buone, ma perché su di lui è in corso un processo su fatti delicatissimi. Abbiamo letto le carte". Per l'Idv quindi la questione morale non può partire da De Luca. Sulle spalle del sindaco di Salerno pesa infatti un'inchie*sta giudiziaria sulla delocalizza*zione delle ex manifatture coto*niere meridionali di Salerno. Le accuse a suo carico vanno dalla truffa ag*gravata al falso
. De Magistris si augura infatti che "il Pd riveda la sua posizione anche perché per dare segni di discontinuità in due regioni come la Campania e la Calabria, è necessario che il cambiamento politico arrivi dal basso". Il gioco si fa ancora più duro perché "se lo scenario non cambierà, non si esclude una candidatura Idv anche in Campania". Per ora comunque niente di fatto, sul piano politico - spiega De Magistris - non perdiamo le speranze di un accordo con il Pd". Arrivata la risposta dell'Idv, i tre segretari regionali dovranno ora solo attendere la reazione dell'apparato del Pd, legato al governatore uscente Antonio Bassolino, con cui i rapporti sono sempre stati tesissimi.
Nel Lazio invece buone notizie a favore di Emma Bonino, candidata del centro-sinistra alla presidenza della Regione. Il sì incondizionato a favore della radicale arriva da una rappresentate del mondo cattolico, Luigina Di Liegro, assessore regionale alle Politiche sociali. Secondo la Di Liegro, "la Bonino si è sempre spesa a favore dei più deboli, dei condannati a morte, delle vittime del genocidio in Ruanda e a favore delle donne del mondo". Per tutto questo "Emma è la persona giusta", quella che cioè potrebbe realizzare anche i propositi espressi da monsignor Mariano Crociata: "La realizzazione del bene più grande".
Sono invece "scelte contraddittorie" quelle fatte dall'Udc per le prossime regionali. Secondo il quotidiano Avvenire, il Partito di centro avrebbe eccessivamente puntato "sull'utilitarismo" tralasciando il "segno identitario di ispirazione cristiana". Il giornale dei vescovi italiani critica il segretario Casini per aver "esercitato una significativa centralità politica e rifiutato a priori intese globali e subalterne". In altre parole, Casini avrebbe puntato "più al risultato numerico atteso (e non garantito) che all'affermazione di un'autonomia politica basata su valori esplicitamente proclamati". Il riferimento non è casuale. Stando a quanto scritto nell'editoriale comparso sull'Avvenire, la scelta di schierarsi in alcune Regioni a fianco dei radicali di Pannella potrebbe rivelarsi "pericolosa soprattutto in zone, come quelle settentrionali, nelle quali il voto per l'Udc è soprattutto un voto di opinione, non appoggiato, come invece accade in alcune aree meridionali, sulla rete di presenze amministrative".
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/30/news/regionali_campania-2131387/
Sto fatto che non ci siano primarie a me non piace proprio, candidare uno bravissimo per carità come Leoluca, ma che è sotto processo per abusi ambientali e favoreggiamenti, e pretendere che il popolo lo voti come un pecorone è illogico, a questo punto meglio Cosentino se favorisce i mafiosi magari mi favorirà pure a me.
la campania la vedo messa moooooolto bene...
Nuove candidate in arrivo per il Pdl, tra cui alcune escluse un anno e mezzo fa
e, tra le altre, spunta laRavot, cantante nelle estati a Villa Certosa con Apicella
La carica dei tacchi alti
altre veline in lista col premier
Poi c'è la Petti, che somiglia tanto a Veronica. Smentisce invece l'ex hostess Martani: nessuna offerta dal Pdl, dice.di Francesco Bei
ROMA - La new entry planata sul tavolo dei coordinatori del Pdl, che in questi giorni stanno esaminando le candidature in tutte le regioni d'Italia, è una bellissima ragazza di nome Paola Petti. Con una somiglianza impressionante con Veronica Lario da giovane. "Ma questa chi è?", si sono chiesti. "Amica del Presidente". La Petti - sconosciuta a via dell'Umiltà, ma nota nel mondo della movida romana - è solo una della tante candidature a tacco alto sponsorizzate dal Cavaliere. Non è detto che tutte ce la faranno a entrare in lista (alcune, come la Petti, potrebbero finire all'ultimo in qualche ufficio stampa istituzionale) ma la grande corsa è cominciata.
Alcune di queste ragazze, con cui Berlusconi vorrebbe dare un tocco di freschezza alle sue liste, sono le stesse che un anno e mezzo fa "il Presidente" provò a piazzare al Parlamento di Strasburgo. C'è per esempio Emanuela Romano, animatrice del club "Silvio ci manchi", che insieme a Virna Bello e Francesca Pascale (altra candidata in pole position per il listino del Lazio) andava a villa Certosa per portare a Berlusconi "un barattolino con l'aria di Napoli". Dopo un master in Publitalia, la Romano "bucò" la candidatura alle Europee e il padre ci restò talmente male per la promessa non mantenuta che tentò di darsi fuoco dinanzi a Palazzo Grazioli. Adesso potrebbe essere la volta buona.
Nelle "sliding doors" di palazzo Grazioli ci sono hostess che entrano e hostess che escono. Esce Daniela Martani, ex hostess Alitalia, transitata poi nel Grande Fratello, che proprio Repubblica aveva indicato come in lizza per un posto da consigliere regionale. La Martani oggi smentisce di aver ricevuto alcuna proposta di candidatura e afferma persino di non conoscere Berlusconi: "Non mi ha mai contattata e comunque il mio obiettivo in questo momento non è certo quello di fare politica". Entra invece Francesca Provetti, finalista Miss Italia 2008 e valletta tv. Complice un seminario ad Arcore con "il Presidente", durante il quale la ragazza era stata ingaggiata, appunto come hostess, la giovanissima Provetti dovrebbe impiombarsi nel listino della Lombardia. Si fa viva anche Cristina Ravot, la 29enne cantante della "Berlusconi-Band" che, assieme ad Apicella, allieta le serate estive di villa Certosa. Voce jazz in un corpo da modella, si tratta ora di capire in quale regione candidarla, ma tutto porta al listino della Polverini nel Lazio.
Sempre in ballo per il listino lombardo è invece Patricia Kieran, che ha conosciuto Marina Berlusconi perché porta i figli alla sua stessa scuola. Con il Cavaliere condivide la passione per le farfalle, tanto che il comune di Milano le ha sponsorizzato "l'oasi delle farfalle" nei giardini di Porta Venezia, dove gli insetti possono accoppiarsi liberamente. Ci sarebbe poi Angela Sozio, la ragazza che partecipò al Grande Fratello e fu ospite (paparazzata) di Berlusconi a punta Lada. La rossa "militante del Pdl" ha poi compiuto uno stage giornalistico all'Occidentale, oltre a lavorare per la fondazione Magna Carta e un minimo di esperienza politica se l'è fatta. Per cui ora, giustamente, si propone come consigliere regionale nella sua Puglia. In Campania, dove il listino bloccato non esiste, si dovrà invece cercare voti Giovanna Del Giudice, la ex meteorina di Fede che lavora in Senato con Enzo Ghigo. Ha studiato giurisprudenza e, dopo essere stata scartata dalla liste per le Europee, ora si aspetta un riconoscimento.
le famose quote rosa in ginocchio...
fantasma76
31-01-2010, 18:31
Ma la Cristina Ravot non era candidata in Sardegna?
In Campania l'auditel lo alziamo con GIOVANE PASCALE
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Lukebrian
01-02-2010, 16:09
Piemonte: non so se la sinistra radicale appoggia ancora la Bresso, ho sentito che i comunisti avevano delle riserve. Comunque non è in discussione l'alleanza con l'UDC. Per il centrodestra unito corre Cota.
Lombardia: Formigoni (PDL+Lega) ha chiuso la porta all'UDC che a questo punto dovrebbe andare da sola, si scontrerà contro Penati (PD).
Veneto: Zaia (PDL+Lega) contro Bortolussi (PD), l'UDC va da sola con de Poli.
Liguria: siglata l'alleanza tra PD e UDC a sostegno di Burlando (anche una parte della sinistra più radicale). A lui si contrapporrà Biasotti (PDL+Lega)
Emilia-Romagna: il PDL ha spostato Mazzuca come candidato alle comunali di Bologna dopo il caso-Delbono. Per la regione correrà la Bernini. Il PD insieme a tutta la sinistra conferma Errani, UDC da sola con Galletti.
Toscana: a Rossi (centrosinistra) si contrapporrà Monica Faenzi (PDL), l'UDC da sola candida Bosi.
Marche: nonostante qualche resistenza della sinistra più radicale Gianmario Spacca (PD) dovrebbe avere l'appoggio dell'UDC. Il PDL ha ufficializzato la candidatura di Marinelli
Umbria: la sinistra non ha scelto il candidato (ci saranno le primarie nel week end). Nessuna notizia dall'UDC, il PDL ha candidato invece Fiammetta Modena.
Lazio: il PD ha deciso di appoggiare la radicale Emma Bonino riunendo tutta la sinistra. Il PDL, sostenuto qui dall'UDC, ha già da tempo lanciato la sindacalista Polverini.
Campania: c'è una gran confusione, ma sembra che il candidato del PD sia il sindaco di Salerno De Luca (IDV si è dissociata). Per il centrodestra c'è Caldoro, che ha anche l'appoggio dell'UDC.
Puglia: sfida a tre interessante, con Vendola candidato della sinistra dopo il trionfo su Boccia. L'UDC (che qui è molto forte) va da sola e candida la Poli-Bortone. Per il PDL correrà Palese.
Basilicata: il governatore uscente De Filippo (PD) sarà appoggiato anche dall'UDC. Confusione per mesi sul candidato del PDL che alla fine dovrebbe essere Pagliuca.
Calabria: l'UDC è tornata sui suoi passi e appoggerà Scopelliti (PDL), notte fonda nella sinistra dove PD e IDV potrebbero andare addirittura separati: i dipietristi non mollano la candidatura di Callipo.
fantasma76
07-02-2010, 19:28
Per i canoni del PD-L De Luca non è affatto impresentabile, De Luca è un mastino, e non è ancora condannato in 3° grado, forse per un partito dai gusti facili come il loro è veramente il meglio che il PD-L poteva trovare.
Il problema è tutto del IDV-L, che ha perso punti con questa scelta, altro che assegni fasulli o foto in una caserma, sono queste cose che mi provocano il vero schifo.
De Magistris non poteva presentarsi ora che ha avuto il ruolo che merita in Europa, da li sta lavorando per il sud sorvegliando i finanziamenti che spesso e volentieri finiscono alle mafie.
Se l'IDV-L non trovava candidati non si presentava proprio, e dava libera scelta agli elettori, una parte pur di non far vincere i Casalesi si sarebbe turata il naso e avrebbe votato De Luca, e un altra parte avrebbe scelto i movimenti 5 stelle di Grillo, o non sarebbe proprio andato a votare. Ma l'IDV-L si è venduto per un piatto di maccheroni.
http://img502.imageshack.us/img502/5098/bannerino20magdi20grand.jpg
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=3154425868a9d74b
8 febbraio 2010,
Magdi Allam ha sbroccato
Magdi Cristiano Allam parte a mani nude all’assalto della Basilicata. L’ex giornalista e vicedirettore del Corriere della Sera non ha evidentemente digerito la boutade della settimana scorsa, quando durante un vertice del PdL si era fatto il suo nome come candidato alla Regione, così come quello di Attilio Romita del Tg1 per la Puglia: una chiara boutade, alla quale però Allam ha creduto davvero: ha subito lasciato l’Udc, che lo aveva portato al parlamento europeo, e si è messo a disposizione di Berlusconi. Il quale però ha cambiato idea qualche ora dopo, decidendo di puntare su Nicola Pagliuca, capogruppo del partito in regione; nel frattempo, persino il Secolo d’Italia aveva ironizzato con un titolo – “Ci mancava l’egiziano in Basilicata” – che Magdi Cristiano aveva bollato come razzista.
A quel punto, Allam ha sbroccato, come si dice a Roma. Si è messo in testa che quella regione doveva essere sua, costi quel che costi. Ha scritto una “Lettera al popolo lucano” nel quale ha annunciato la sua candidatura: correrà da solo, perché glielo chiede la Storia, “assumendo la missione di riscatto del popolo lucano da una profonda ingiustizia che lo costringe a vivere povero e umiliato in casa propria, voglio innanzitutto chiarire la ragione per cui oggi sono qui insieme a voi, determinato a mettermi al servizio della vostra causa che ormai mi appartiene totalmente al punto da considerarla la mia causa, che diventa la nostra causa comune“. Non solo: ha affiancato al suo movimento-sito “Io amo l’Italia” un’altra creazione, “Io amo la Lucania”, dal quale ha fatto partire un appello ai lucani “credenti nella Verità e amanti della Libertà” (manca solo la Bellezza e siamo in pieno Moulin Rouge), farcito di vignette orribili e di articoli di giornali locali tra cui troneggia quello che racconta il suo sfigatissimo esordio nella ormai “sua” Potenza (i microfoni non funzionavano) e parla di Allam come “il Barack Obama della Basilicata“.
“Cari Lucani credenti nella Verità e amanti della Libertà, inizio questa missione insieme a tutti voi sentendomi pienamente a casa mia. Il vostro affetto e la vostra fraternità mi hanno subito conquistato. Prenderò casa qui in mezzo a voi e condividerò con voi tutto il percorso che prima o dopo ci donerà la Verità e la Libertà, consentendoci finalmente di essere pienamente noi stessi a casa nostra“, delira in pieno assalto mistico mentre – ce lo immaginiamo – gira il Metaponto e tenta di aprire le acque del mar Ionio. E nel frattempo nel suo sito ospita commenti incensatori e qualche critica. Uno spettacolo nello spettacolo. Ma il massimo è rappresentato dall’immagine che Allam usa per il sito: “Ho deciso che la Lucania è la mia terra, e voi siete il mio popolo“, promette Magdi Cristiano ieratico, biblico e anche minaccioso nella foto. I lucani sono avvertiti: mo’ so’ cazzi vostri.
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