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fonte Osservatorio Iraq
Gaza un anno dopo: Le conseguenze di una tragedia
di Donald MacIntyre
The Independent, 12 dicembre 2009
Hilmi Samouni spera ancora – “inshallah” – di ritornare al suo vecchio lavoro di assistente di cucina al Palmyra, il ristorante di shawarma più conosciuto di Gaza. Ma a differenza del fratello 22enne Khamiz, che lavora di nuovo nel negozio di vernici per auto, e del cugino 20enne Mousa, in un corso di contabilità di due anni all’università di al-Azhar, Hilmi, che ha 26 anni, quando è tornato al Palmyra dopo la guerra ha scoperto che non riusciva a farcela. “Sono stati tutti molto solidali”, dice, “ma non riuscivo a fare un buon lavoro”. A differenza di Mousa, che pure ha perso i genitori, e di Khamiz, Hilmi ha visto non solo i corpi del padre Talal e della madre Rahme, ma anche della moglie Maha, 20 anni, e del loro unico figlio Mohammed di sei mesi, tra i 21 uccisi nel bombardamento del magazzino in cui le truppe israeliane avevano ordinato loro di radunarsi. A Hilmi dispiace ancora di non avere foto di nessuno di loro; erano state bruciate nel bombardamento della loro casa, il giorno prima.
Ora Hilmi gironzola intorno alla casa, tra frutteti devastati e stie per polli nel distretto di Zeitoun, nella zona meridionale di Gaza City. I graffiti in inglese ed ebraico nelle pareti interne, lasciati dagli uomini della brigata Givati dell’esercito israeliano, sono gli unici resti delle due settimane di occupazione dell’edificio – una lapide disegnata di fianco alle parole “Gaza siamo stati qui”; “Fuori uno, ne mancano 999mila”; “Morte agli arabi”. La famiglia ha lasciato deliberatamente i graffiti in vista? “Sì, ma non avevamo comunque la vernice per coprirli”, risponde. Uno dei compiti di Hilmi è aiutare a badare alla sorella di 11 anni Mona, che gira le pagine di disegni ispirati dai ricordi della mattina del 5 gennaio 2009. “Questa sono io che pulisco il viso della mamma che è morta. Questo è mio padre che è stato colpito alla testa e il cervello è uscito fuori. Questa è mia cognata morta. Questa è mia sorella mentre prende il figlio di mia cognata …”
Il bombardamento del magazzino ricordato nei disegni di Mona è stato uno dei peggiori attacchi su civili a Gaza delle forze israeliane tra il 27 dicembre e il 18 gennaio. L’offensiva militare israeliana doveva arrivare da tempo, ma i molteplici raid di quella domenica pomeriggio con cui iniziò furono comunque una sorpresa. L’obiettivo dichiarato era fermare gli attacchi con razzi e mortai – 470 dei quali hanno diffuso senza dubbio la paura nelle comunità di confine del sud di Israele, dopo che un raid israeliano contro Hamas aveva posto fine nel novembre 2008 a una tregua difficile ma ampiamente efficace che durava da cinque mesi.
Ma se il momento fu una sorpresa, lo fu ancora di più la ferocia senza precedenti dell’attacco sulla regione controllata da Hamas. Dopo più di due settimane di guerra, il ministro degli Esteri Tzipi Livni ostentava in un’intervista radiofonica che “Israele … è un Paese che quando spari ai suoi cittadini risponde diventando furioso – e questa è una cosa positiva”. Sia che il bersaglio di Israele fosse la popolazione civile, come accusa il rapporto commissionato dall’Onu del giudice Richard Goldstone sull’operazione Piombo Fuso, sia che i militari semplicemente mettessero in secondo piano la sopravvivenza dei palestinesi rispetto a quella delle proprie truppe, come alcuni soldati finora hanno testimoniato, le immagini raccontano una propria storia in merito al punto cui arriva “un Paese” quando diventa “furioso”.
Sebbene contestata dai militari, una ricerca esaustiva condotta dalla rispettabile organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha indicato il numero totale di morti in 1387, di cui 773 erano civili. Nello stesso periodo quattro israeliani sono stati uccisi in Israele dal lancio di razzi, e nove soldati a Gaza, quattro per fuoco amico. Poiché le frontiere erano chiuse, non c’è stata nessuna ondata di rifugiati fuori da Gaza come sarebbe successo in seguito a un attacco simile in qualsiasi altra parte del mondo.
Il bombardamento mattutino del magazzino quasi finito di Wael Samouni – dove circa un centinaio della sua famiglia allargata, incluso il suo giovane parente Hilmi, si era messo al riparo – è uno dei venti episodi su cui sta indagando la polizia militare israeliana. Il mese scorso, considerato che finora solo un soldato è stato processato per condotta di guerra – per aver rubato una carta di credito palestinese – B’Tselem ha protestato per il fatto che, essendo l’esercito stesso a condurre le indagini, ogni imputazione sarà diretta soltanto contro “i livelli più bassi” e che ci sarebbe bisogno di un’inchiesta indipendente capace di attribuire la colpa agli “alti ufficiali” e al governo che prende le decisioni per quanto riguarda i “livelli politici”.
In ogni caso, non c’è ancora alcun segno di indagine su un incidente separato avvenuto la mattina del giorno precedente, il primo dell’invasione via terra. Soldati israeliani, con i visi mimetizzati in nero, alcuni con dei rami intorno agli elmetti, assaltarono la casa dietro quella di Hilmi, dove suo zio, Atiya Samouni, un agricoltore di 46 anni, si era rifugiato con le due mogli e i 15 figli.
La famiglia dice che la porta principale era stata lasciata aperta deliberatamente così che le truppe potessero vedere mentre avanzavano che c’erano dei bambini all’interno. Secondo il loro resoconto, Atiya, che parlava un po’ di ebraico, camminò con le mani alzate verso la porta aperta della stanza dei bambini – dove la famiglia era ammassata – per mostrarsi ai soldati che ormai erano nel salotto adiacente. Suo figlio Ahmad di quattro anni lo seguì, gridando “Baba, baba” – “papà” – e Atiya gli disse: “Non avere paura”. Ma appena Atiya iniziò a parlare ai soldati venne colpito a morte. Le truppe iniziarono poi a sparare nella stanza dei bambini, mentre gli adulti urlavano “katan” e “ktanim” – “bambini piccoli” in ebraico. Cinque dei bambini furono colpiti; Ahmad fu raggiunto da due spari al petto, fatali.
Undici mesi più tardi, a prima vista la vedova Zeinat Samouni sembra allegra mentre spinge con un sorriso ospitale i visitatori a prendere uno dei dolcetti tondi che sta cucinando per l’imminente festività musulmana di Eid al-Adha nell’unica stanza che adesso divide con i sette figli sopravvissuti. Ma non riesce a smettere di piangere quando descrive come lasciarono la casa – e il cadavere del marito – con uno dei figli più grandi che trasportava il corpo sanguinante di Ahmad verso la casa di un altro parente. Quando venne la sera, diede ad Ahmad, il viso ormai giallo, del pane inzuppato nell’acqua; “Era come dar da mangiare a un uccellino”, ricorda. La famiglia chiamò un’ambulanza ma gli dissero che era troppo pericoloso avvicinarsi a quell’area. Ahmad morì nelle prime ore del lunedì mattina. “Se avessimo potuto raggiungere un’ambulanza, penso che sarebbe ancora vivo”, dice.
La figlia di Zeinat, Amal di 10 anni, porta nella tasca ovunque vada due foto consunte di suo padre e di suo fratello morti. “Voglio guardarli sempre”, dice, quasi un anno dopo che sono stati uccisi. “La mia casa non è bella senza di loro”. Anche Amal è stata ferita e dice che la testa e l’occhio destro le fanno ancora male. Ma il trauma psicologico di Amal è aggravato dal fatto che scappò prima che la madre e i fratelli e sorelle lasciassero la casa dopo gli spari. Quattro giorni dopo fu trovata, semisepolta sotto le macerie, deidratata e in stato di shock, una dei 15 altri sopravvissuti trovati nelle immediate vicinanze quando le ambulanze della Croce Rossa finalmente ottennero il permesso di avvicinarsi abbastanza per tirarli fuori. A scuola, le materie preferite di Amal sono inglese e arabo. “Non conosco molto l’inglese, ma mi piace”, dice la ragazzina, che da grande vuole fare il dottore.
Dei figli di Atiya avuti dall’altra moglie, Zahawa, il più colpito è Kannan, adesso 13enne, che ancora zoppica per il colpo di pistola alla coscia sinistra. Prima della guerra, era un appassionato centrocampista ma ora non gioca più a calcio. Anche per lui, l’impatto non è stato solo fisico. Nei mesi successivi alla sparatoria, ha avuto degli incubi – e fu trovato numerose volte a piangere nel sonno o a gridare “Vogliono uccidere mio padre”. “Non va al bagno da solo”, dice sua madre, aggiungendo che si spaventa facilmente – per esempio al suono dei colpi di pistola del vicino centro di addestramento di polizia di Hamas. Anche Kannan ha un album per gli schizzi – il consulente che lo ha seguito per quattro mesi dopo la guerra lo ha incoraggiato a disegnare. Dipinge la sparatoria contro suo padre … bambini spaventati dagli aerei sopra di loro … una moschea distrutta.
Anche per i Samouni, comunque, la vita va avanti. La famiglia di Kannan dovrebbe riuscire a breve a coltivare sei file di lattuga, peperoni e pomodori su un piccolo appezzamento di terra, grazie al progetto di riparazione dell’irrigazione della Croce Rossa – due pozzi sono stati distrutti durante l’occupazione militare di Zeitoun. Non sono abbastanza per essere venduti, come facevano una volta, ma è un inizio. Anche i cugini hanno avuto in prestito un acro di terra, dove producono olive, fichi e verdure.
Giù in strada, il 22enne Rami Samouni, il cui fratello Hamdi è stato ucciso dalle forze israeliane insieme ai 18mila polli nella stia, sta aiutando a ricostruire la casa distrutta del cugino Arafat. La ricostruzione è in parte finanziata dai 4 mila euro di compensi che il governo di Hamas ha stanziato per chiunque abbia perso del tutto la casa, insieme ai circa 3500 euro dalla rivale Autorità Palestinese di Ramallah, discretamente canalizzati attraverso il programma di sviluppo delle Nazioni Unite per assicurarsi che ai beneficiari non si applichi nessuna discriminante politica. Rami, che si laureerà l’anno prossimo con una laurea in educazione dell’università di al-Azhar, vede la ricostruzione come una metafora. “Bisogna avere speranza. Se ti consideri malato, starai male. Muori se non ricostruisci. I nostri nemici vogliono che ci arrendiamo e smettiamo di vivere. Dobbiamo andare avanti”. Nonostante i suoi discorsi sui “nemici”, Rami dice più di una volta nella nostra conversazione che accetterebbe una soluzione basata sui confini del 1967, con Israele e uno stato di Palestina che vivano fianco a fianco.
Anche altrove, ci sono prove varie ma pervasive della famosa resistenza di Gaza, anche dove i danni sono peggiori. Un anno dopo, ci sono poche viste più tetre delle macerie lasciate nell’inverno scorso dagli attacchi dinamitardi su larga scala e dalle demolizioni delle case dei distretti settentrionali di Gaza di Abed Rabbo e Atatra. Tutti, tranne una piccola minoranza, quelli rimasti senza un tetto a causa della guerra hanno affittato una casa o sono ospitati dai parenti. Ma in Atatra, dove la maggior parte delle distruzioni avvenne negli ultimi giorni di guerra, alcuni vivono ancora nelle tende. Sembra che siano le donne qui a tenere insieme le cose. La casa di Arifa abu Leila, 40enne madre di nove figli, fu distrutta dopo che la famiglia fu costretta ad andarsene dai soldati israeliani. Adesso, sotto i teloni, la famiglia ha solo una manichetta e una larga ciotola di plastica per lavarsi. Dice che la famiglia non ha mai ricevuto i 4 mila euro dalle autorità di Hamas e crede che la ragione possa essere che suo marito “era dentro Hamas ma poi se ne andò molto tempo fa”. Ma quando il marito Saleh arriva, nega categoricamente di essere mai stato dentro Hamas.
Il vicino, il 30enne Majda Ghabin, ha una ragione decisamente più positiva per vivere in una tenda. Con i soldi che ha ricevuto per la sua casa – distrutta dopo che fu costretto a uscire, fu arrestato dalle truppe israeliane, e trattenuto in Israele per cinque giorni durante la guerra – ha recuperato la sua terra e investito in carote, più convenienti da curare rispetto alle fragole che coltivava prima. “Ho pensato che era meglio continuare a lavorare piuttosto che trovare un’altra casa”, spiega. “Così posso fare un po’ di soldi e magari costruire una casa in futuro”.
Su nel distretto di Abed Rabbo, a est di Jalabia vicino al confine israeliano, le rovine hanno persino generato una loro microeconomia. Ogni mattina alle 6.30, Saber Abu Freih e la madre 60enne Ghazala arrivano a quella che una volta era la loro casa, in parte per setacciare – finora invano – le macerie alla ricerca dei gioielli che hanno lasciato indietro 11 mesi fa e in parte per caricare un carro trainato da un asino con la muratura distrutta che serve a costruire nuovi fabbricati isolanti per costruzioni di piccola scala. Un giorno di lavoro può portare 100 shekel [18,28 euro] da dividere con i sei fratelli. “Stiamo pulendo le strade e raccogliendo le pietre che saranno usate per costruire allo stesso tempo”, dice allegramente. “Possiamo raggiungere solo 10 shekel [1,83 euro] al carro. Ma cosa possiamo farci?”
Carri trainati da asini come questo vanno verso i cantieri di al-Shobaki per essere sbriciolati e trasformati in blocchi da costruzione. Qui il proprietario, Abdel Salem al Shobaki, descrive in modo succinto la spirale di affari della sua compagnia da quando i lavori iniziarono durante l’apice dell’Intifada nel 2003 come “da eccellente a buono a cattivo a incredibile”. Il periodo da “cattivo a incredibile”, che è iniziato a metà del 2007, riflette la recente storia politica di Gaza. Avendo vinto le elezioni del 2006 per il parlamento palestinese, con la costernazione praticamente di tutti, probabilmente anche di Hamas, il partito militante islamico si ritrovò rapidamente ai ferri corti non solo con Israele e la comunità internazionale, uniti nel chiedere ad Hamas di riconoscere Israele -cosa che risolutamente non ha fatto - ma anche con Mahmoud Abbas, presidente della Palestina del partito di Fatah, che a differenza dei suoi co-abitanti politici ha da tempo rinunciato alla violenza e abbracciato l’idea di una soluzione a due Stati. Nonostante le crescenti tensioni del 2006, esacerbate dal rapimento del caporale israeliano Gilad Shalit e dal conseguente conflitto militare, una breve coalizione con Fatah, mediata dai sauditi, fu messa in piedi nel febbraio 2007. Nel giugno di quell’anno però la coalizione si ruppe tra selvagge lotte intestine per le strade di Gaza, decisamente vinte da Hamas, che prese il controllo di Gaza. Abbas “licenziò” il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh, lasciando il futuro putativo stato palestinese spaccato tra la Cisgiordania sotto il suo controllo, e Gaza sotto il controllo di Hamas. E Israele impose un assedio economico totale che bloccò in un colpo quelli che una volta erano i vivaci settori manifatturieri e agricoli di Gaza – che spesso esportavano ai partner commerciali israeliani – chiudendo le frontiere a tutti tranne al passaggio verso l’interno di beni umanitari essenziali. È una politica per la quale il milione e mezzo di abitanti di Gaza sta pagando il prezzo da allora.
Tra le tante altre cose, lasciò al-Shobaki a corto di prodotti cruciali che importava regolarmente da Israele. Da giugno 2007, dice, ha avuto “4 mila tonnellate di ghiaia ma niente cemento”. Poi due mesi fa, al-Shobaki – che dice di pagare 15-20 shekel [2,75-3,65 euro] per un buon carro di macerie – riuscì finalmente a procurarsi abbastanza cemento per avviare di nuovo i lavori in corso, grazie ai tunnel attraverso i quali viene contrabbandato dall’Egitto. Gli abitanti di Gaza sono spesso scettici riguardo alla qualità del cemento egiziano – c’è in giro una storiella secondo cui una nuova moschea affiliata di Hamas nella strada sul mare della Città di Gaza è rimasta incompleta perché gli imam stanno resistendo per avere il cemento israeliano. Ma il vero problema è il prezzo. Al-Shobaki paga 1.400 shekel [256 euro] una tonnellata di cemento egiziano proveniente attraverso i tunnel – rispetto ai circa 380 shekel [69,50 euro] che pagava quando i passaggi erano aperti e arrivava da Israele. “Prima di tutto mi piacerebbe vedere una riconciliazione tra Fatah e Hamas”, dice, “poi vorrei vedere i valichi aperti. Chiunque dica che l’economia israeliana e quella di Gaza non sono connesse è stupido. Sono un’economia sola”. Comunque sia, i tunnel gli hanno permesso di ricominciare la produzione – anche se con un profitto vicino allo zero. Per la maggior parte della popolazione di Gaza, al momento sono l’unico contatto tangibile con il mondo esterno.
Una larga tendopoli si estende lungo il bordo meridionale di Gaza, a Rafah, sulla vecchia Philadelphi Road che fino al 2005 era terra di nessuno sotto il controllo israeliano tra Gaza e l’Egitto. Guardati dall’alto delle torri di guardia della sicurezza egiziana che si alzano sopra le palizzate di frontiera sul lato sud e dai blocchi di appartamenti consumati dai bombardamenti israeliani dagli anni dell’Intifada sul lato palestinese, le tende proteggono le entrate delle centinaia di tunnel dove si contrabbanda. Questi tunnel sono stati l’ancora di salvezza di Gaza da giugno 2007 – e hanno continuato a esserlo nonostante i bombardamenti israeliani quasi quotidiani durante l’operazione Piombo Fuso e i 117 lavoratori morti l’anno scorso, soprattutto a causa di collassi naturali dei tunnel. Adesso i tunnel sono tra i primi obiettivi di rappresaglia delle forse aree israeliane ogni volta che un razzo Qassam viene lanciato verso il sud di Israele in violazione di un non dichiarato ma, quasi sempre, effettivo cessate il fuoco.
Oggi, mentre il sole di fine novembre tramonta sul Mediterraneo a ovest e un solitario F16 vola in alto, una macchina per movimenti di terra è al lavoro da molte ore per riparare l’entrata di un tunnel distrutto quel mattino. Mentre sorveglia le macerie, il lavoratore dei tunnel Abu Yusef ricorda di quando una volta guadagnava 300 shekel [54,85 euro] al giorno come giardiniere in Israele quando i passaggi erano aperti, e tornerebbe volentieri a farlo piuttosto che rischiare la vita per un terzo di quello che prendeva. “Se ci fosse un altro lavoro, non guarderei più ai tunnel”, dice.
Uno dei proprietari del tunnel distrutto, che risponde solo al nome di Abu Hassan, stima che riparare il tunnel gli costerà quasi 45 mila euro ma che, alla fine, ne varrà la pena. Sciorinando i prodotti che trasporta attraverso i tunnel – “vestiti e cibo, cioccolata Galaxy, bottiglie di coca-cola vuote, biscotti” – ammette: “Mi ci vorranno cinque mesi per recuperare i costi di riparazione – prima sarebbe bastato un mese”. Gli affari, infatti, sono in crisi, soprattutto perché il mercato è saturato dai tunnel stessi. Mentre supervisiona l’arrivo di una consegna di bambù e spiega che anche il suo tunnel commercia “vestiti e pecore”, Mohammed, 27enne di Khan Younis, dice: “Non è più come era una volta – ci sono un sacco di prodotti a Gaza. Gaza è piena di bambù”.
Ogni diplomatico familiare con la zona crede che Hamas stia in realtà arricchendosi con l’economia dei tunnel creata dall’assedio. Non è solo per i 10 mila shekel [1.828,60 euro] che ogni operatore deve pagare alla municipalità di Rafah controllata da Hamas, apparentemente per “norme e salute e sicurezza” – ma che non hanno evitato la morte di 32 tra bambini e giovani minorenni quest’anno nei tunnel. Un importante uomo d’affari di Gaza dice che anche Hamas introduce beni di consumo attraverso i propri tunnel segreti – quelli che Israele crede siano usati per importare armi – e poi ingaggia commercianti domestici per distribuire i prodotti e dividere i profitti con il partito. Tutto questo non fa che sembrare ridicola l’idea che il blocco imposto da Israele danneggi Hamas piuttosto che la popolazione civile.
Grazie ai tunnel, i negozi non sono mai stati più pieni da giugno 2007, rendendo probabilmente un po’ più allegro dell’anno scorso lo scambio di regali della festività musulmana di Eid al-Adha, con tantissime merci egiziane – almeno per quelli che possono permettersele. Una buona scatola di cioccolatini importati costa circa 150 shekel [27,43 euro] rispetto ad appena 60 shekel [11 euro] quando veniva da Israele, una felpa tre volte il suo vecchio prezzo di 50 shekel [9 euro]. Ma l’Eid di quest’anno significa anche qualcos’altro: una profonda riluttanza da parte di molti abitanti di Gaza a crogiolarsi nel proprio dolore e perdita post-bellici. Certo, un commerciante di bestiame di Jabalya stima che solo il 35 per cento delle famiglie di Gaza potranno permettersi una delle pecore tradizionali per l’Eid – sudanesi, libiche o egiziane quest’anno perché importante attraverso i tunnel. Ma nelle vivaci piume rosa o nei fiori di stoffa sfoggiati tra i capelli da ragazzine perfettamente eleganti tra le rovine di Atatra, o nelle feste delle giovani donne di classe media – con le teste coperte con stile – affollate dentro l’hotel alla moda di al-Deira sul lungomare, è visibile una determinazione a tirar fuori il meglio dalla festività.
Lo stato d’animo celebrativo era certamente rafforzato dalla speranza di un imminente scambio di prigionieri per il rilascio di Gilad Shalit – e la prospettiva, effettiva o meno, che sarebbe stato seguito da una distensione almeno parziale dell’assedio israeliano. Ma quello che nemmeno le celebrazioni dell’Eid né il costante, seppur costoso, flusso di beni di consumo attraverso i tunnel possono mascherare è la portata e l’impatto della regressione di Gaza. Jadwat Khoudary, uno dei più importanti uomini d’affari di Gaza, sottolinea che persino in tempi “normali” – senza l’attuale urgentissimo bisogno di massiccia ricostruzione post-bellica – la richiesta di cemento ogni giorno a Gaza era di circa 1.500 tonnellate. Il cemento costoso che arriva attraverso i tunnel ammonta a circa 150 tonnellate, abbastanza per relativamente poche famiglie individuali per riparare le proprie case danneggiate dalla guerra. E [Khoudary] dà un esempio impressionante dell’economia di Gaza modello “Alice nel Paese delle meraviglie” attraverso una delle sue compagnie, che al contrario di centinaia di altre è – appena – riuscita ad andare avanti. Una volta fabbricava gommapiuma elastica, usata nella produzione di massa di cuscini. Ma poiché le materie prime chimiche non sono più disponibili da Israele, la fabbrica ora produce il 5 per cento di quanto faceva in passato, tagliando e formando gommapiuma elastica già pronta importata attraverso i tunnel. Ha licenziato più di 200 lavoratori; la maggior parte dei quali ha trovato lavoro “nella polizia interna di Hamas, nella polizia [regolare], nel ministero del Lavoro [di Hamas] o nelle municipalità guidate da Hamas. Come posso fargliene una colpa se io non riesco a pagare gli stipendi?”, dice.
Stiamo parlando alla vigilia dell’Eid nel suo frequentato – ma adesso, nel tardo pomeriggio, vuoto – ristorante sul lungomare. “Perché crede che non ci sia nessuno qui?”, gli chiedo. “Perché la maggior parte della gente sta digiunando prima dell’Eid. Vent’anni fa solo l’1 per cento l’avrebbe fatto. Oggi è circa il 90 per cento”. Sebbene Hamas non abbia emanato nessun editto a questo proposito, Khoudary ritiene che il fenomeno sia il risultato di messaggi trasmessi dalle moschee da quando Hamas è salito al potere. Vede questo, e un simile cambiamento nella gente che prega regolarmente nelle moschee, come una prova della “credibilità nelle strade” del partito islamico Hamas, cosa che la guerra dell’inverno 2008-09 non ha assolutamente diminuito.
Certo è visibile un indebolimento del secolarismo tra le strade di Gaza. Più donne si coprono la testa; c’è una diffusione maggiore di quelle che portano il nakab, una volta molto raro, il velo che copre l’intero viso a parte gli occhi. E la più grande pressione interna su Hamas non viene da Fatah, che è stato effettivamente represso a Gaza, ma da gruppi islamisti ancora più estremi. Secondo Khoudary, questi sviluppi sono la conseguenza di quello che lui chiama “un assedio mentale” in cui la mancanza di contatto con il mondo esterno sta ripiegando Gaza su se stessa. Per fare un solo esempio, c’è stato un blocco totale di quello che una volta era un flusso regolare di molte centinaia di studenti all’anno verso l’estero o le università israeliane, spesso per compiere studi post-laurea. Oggi Israele ha usato la chiusura per impedire agli studenti persino di viaggiare verso la Cisgiordania, figuriamoci per andare in Israele o all’estero. Grazie ai tunnel, dice Khoudary, e premesso che tu possa permettertelo, “puoi ordinare qualsiasi cosa tu voglia e averla in 36 ore. Ma l’assedio mentale è quello più pericoloso e più dannoso”. Si chiede perché Israele promuova un clima che a lungo termine non farà che incoraggiare gruppi estremisti “peggio dei talebani”. “Israele è così stupido”, dice. “Stanno punendo la gente sbagliata”.
Nessuno qui ha fatto di più per cercare di allentare questo “assedio mentale”, entro le restrizioni della chiusura totale, di John Ging, direttore dell’Agenzia Onu di sostegno ai profughi palestinesi (Unrwa) e responsabile dell’istruzione e dell’assistenza di quasi un milione di rifugiati a Gaza. Ging, ex ufficiale dell’esercito irlandese, è un uomo coraggioso; era nella sede dell’Unrwa quando il deposito dell’agenzia è stato distrutto dalle bombe al fosforo bianco israeliane durante la terza settimana dell’operazione Piombo Fuso. Nel marzo 2007, quando l’illegalità a Gaza era al suo picco da cui diminuì grazie al servizio d’ordine di Hamas, il convoglio delle Nazioni Unite di Ging fu preso in un’imboscata e il veicolo blindato fu colpito da 18 pallottole di palestinesi armati che cercarono di rapirlo. Due mesi dopo, una delle sue guardie del corpo venne ferito mentre fu aperto il fuoco sulla scuola dell’Onu che stava visitando. Anche elementi più estremi all’interno di Hamas – ma mai il governo de facto di Hamas stesso – hanno rilasciato minacciose critiche verso i riuscitissimi giochi estivi dell’Unrwa cui hanno partecipato 250mila bambini, verso gli avvertimenti di Ging allo staff palestinese dell’Unrwa di lasciare la politica fuori dalla porta quando vanno a lavorare, e – più recentemente – verso la sua forte determinazione di includere studi sull’Olocausto nel curriculum della scuola per i diritti umani dell’Unrwa.
Tuttavia ciò che dà a Ging la sua alta credibilità a Gaza è la sua instancabile difesa della popolazione civile di fronte a quella che ripetutamente chiama la politica “fallita e difettosa” dell’isolamento. La fine della guerra, dice, ha lasciato la popolazione di Gaza “peggio di prima” a causa della “speranza disattesa” che avrebbe segnato anche la fine di “quell’era di punizione collettiva… che è stata la loro vita quotidiana così a lungo”. Poiché la guerra ha finalmente generato una consapevolezza internazionale “che era la popolazione civile a pagare un prezzo devastante non soltanto in termini di perdite di vite ma [anche] nelle loro condizioni di vita”.
Ma invece della fine dell’isolamento, dice Ging, la popolazione traumatizzata di Gaza ha visto che “la vita quotidiana continua a peggiorare e, mentre ascoltano e leggono sempre più discorsi sulla guerra, vedono il processo di pace ulteriormente in pericolo”.
Ging riconosce che questa non è una “tipica emergenza umanitaria” resa visibile da “corpi emaciati e da un servizio medico distrutto” – nonostante sottolinei che l’80 per cento della popolazione di Gaza dipende dagli aiuti alimentari, che i servizi medici sono sovraccarichi ma in qualche modo resistono, e che le infrastrutture di acqua e fognature sono sull’orlo della crisi con 80 metri cubi di litri di acque reflue non trattate pompati ogni giorno nel Mediterraneo, con l’80 per cento dell’acqua potabile sotto gli standard minimi imposti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e con il 60 per cento della popolazione con solo un accesso irregolare all’acqua. Piuttosto, dice, “il problema qui è la distruzione di una società civilizzata con l’impatto che questo avrà sulla soluzione del conflitto”.
Come uomo per il quale la fiducia nel diritto internazionale è una passione trainante, ha cercato di combattere questa tendenza istituendo un corso sui diritti umani nelle scuole delle Nazioni Unite, tutt’altro che di routine, a meno di un anno dalla guerra su cui il rapporto Goldstone ha accusato soprattutto Israele ma anche Hamas di crimini di guerra. Ging è sicuro della risposta positiva dei civili di Gaza. “Bisogna solo parlargli” sostiene, per sapere che “non sono terroristi, non sono persone violente. Sono una popolazione profondamente civilizzata… che non sopporta la natura provocatoria e l’ingiustizia della loro situazione”.
Le loro aspirazioni non sono, dice, “vendetta o rivalsa o violenza o distruzione – le loro aspirazioni sono le stesse di ogni altra persona civilizzata su questo pianeta. Vogliono spazio per vivere, le libertà fondamentali dei diritti umani. Capiscono la differenza tra giusto e sbagliato e le sanzioni contro chi viola la legge, ma la loro richiesta – che ha tutto il mio supporto – è quella che gli innocenti non dovrebbero essere sanzionati”.
Come Jadwat Khoudary, Ging è spaventato dall’estremismo che le devastanti condizioni di Gaza minacciano di nutrire, persino tra gli alunni a scuola. “Come li motiviamo a realizzare il loro potenziale accademico quando le loro madri e padri, fratelli e sorelle non hanno un lavoro né una prospettiva di lavoro? Ascoltano tutti i giorni la retorica, molto distruttiva, che trae vantaggio dalla loro esperienza fisica che è molto negativa – e cerca di collegarla all’attività violenta come se fosse la via d’uscita da questa situazione”.
La scuola superiore A dell’Onu per ragazze a Zeitoun, molto vicino a dove la tragedia colse la famiglia Samouni, aiuta a illustrare il concetto. Tre delle sue studentesse furono uccise durante la guerra, 25 ferite e molte altre senza casa dalla distruzione. Nel mese scorso, è stata realizzata una giornata di attività per rafforzare un’altra iniziativa di Ging – che forse non sarebbe stata male nemmeno in molte scuole britanniche – il programma di Rispetto e Disciplina. Si andava da una parata – “Noi la chiamiamo ‘militare’ perché vogliamo la disciplina dei soldati senza la violenza”, spiega l’insegnante Soha Sohoor – a una scena teatrale ambientata in un tribunale dove le ragazze recitavano le parti di avvocatessa, maestra, medico, ingegnere e casalinga che dovevano difendersi con successo dalla sentenza di un rigorosissimo giudice misogino. Dopodiché, quattro eloquenti 14enni hanno discusso questioni che andavano dalla violenza domestica e l’impatto della guerra di gennaio rispetto alla determinazione di tutte e quattro di andare all’università. Tutti hanno detto di essere d’accordo con una soluzione a due Stati basata sui confini del 1967.
Shaima Remlawi, che sta imparando l’inglese, vuole diventare un’interprete internazionale ma si vede anche battersi per i diritti delle donne – soprattutto contro i matrimoni precoci e i padri che scoraggiano le figlie dal completare gli studi. “Non mi sposerò finché non avrò più di 20 anni”, dichiara. Afrian Naim vuole diventare una giornalista, “così potrò diffondere il messaggio dei palestinesi verso tutto il mondo”. Islam Aqel vuole diventare sia una professoressa che “una scrittrice che può scrivere libri che tutti possono leggere”. E Ahlam Al-Haj Ahmed dice: “Voglio diventare una giornalista e scrivere delle sofferenze del popolo palestinese. Ma voglio essere efficace per la società, diventare membro del Plc [il Parlamento palestinese], non con Fatah o Hamas, ma come indipendente, così posso dire agli altri quando stanno facendo qualcosa di buono e quando non lo stanno facendo”. È difficile non essere impressionati da queste ragazze, colme di sana ambizione. Ma è anche difficile non pensare – senza quel “cambiamento della situazione”, la fine dell’assedio di Gaza, mentale e fisico – quanto tempo dureranno i loro sogni prima di scontrarsi con un’inevitabile delusione.
“Un cambiamento è urgente”, dice Ging, “Perché il tempo è contro di noi. Un’intera generazione sta crescendo”.
(Traduzione di Eva Brugnettini per Osservatorio Iraq)
ho postato questo articolo perche' l'ho trovato molto umano, in effetti Gaza non e' soltanto Hamas, forse bisognerebbe investire nella speranza di questi giovani che ambiscono solo in un futuro migliore
Tutti hanno detto di essere d’accordo con una soluzione a due Stati basata sui confini del 1967.
infatti, cara Adry, il confine tra Israele e gaza e' quello del 1967. gli insediamenti a Gaza sono stati abbandonati. nonostante questo, i bravi Gazzesi hanno bombardato Shderoth per 8 anni. Tu stessa hai pubblicato che 2 giorni fa due razzi sono arrivati a Netivot. Perche' hanno sparato? cosa pensano di ottenere?
immagino che anche tu capisca che quando e se verra' restituito gilad Shalit ci sara' un'altra regolata di conti, vero?
fonte Peace reporter
22/12/2009
Gaza, verso la speranza
Il piccolo Muath esce dalla Striscia. Per tentare di curarsi in Italia
A un anno e quattro mesi ha potuto fare quello che a molti suoi concittadini è vietato: uscire dalla Striscia di Gaza. Ma il permesso concesso al piccolo Muath, purtroppo, è legato al tumore in stadio avanzato che sta divorando il suo fegato.
Per questo lui e il padre Ahmed sono arrivati in Italia, a Roma, dove un'equipe del Policlinico Umberto I lo attendeva da tempo per effettuare accertamenti e forse un trapianto. Un'attesa «estenuante» come l'ha definita Benedetta Paravia, la portavoce dell'onlus romana "Angels" che si è occupata e ha "fatto scoppiare" il caso sui giornali, provocando così l'intervento diretto del ministro Frattini presso le autorità israeliane e l'arrivo in Italia di Muath, con tanto di accoglienza in grande stile. Peccato che a Gaza restino centinaia di malati che ogni mese si vedono rifiutare il permesso di uscita per sottoporsi a cure specialistiche al di fuori della Striscia. Cure che non possono essere fornite per la mancanza di trattamenti, macchinari o pezzi di ricambio, causata dall'embargo imposto da Israele dal 2007, quando il movimento fondamentalista islamico Hamas ha preso il potere. Sono le autorità israeliane, infatti, ad avere totale autonomia decisionale sul controllo dei varchi con la Striscia e come ha ammesso Paravia «senza la collaborazione delle istituzioni non sarebbe stato possibile arrivare a una soluzione positiva e rapida del caso».
La Farnesina dal canto suo ha sottolineato la «massima collaborazione fornita da Israele». «Le autorità israeliane - si legge in una nota - hanno peraltro precisato che il bambino era già stato in cura nel settembre scorso presso una struttura ospedaliera israeliana, ribadendo la loro piena disposizione a dare riscontro a passi compiuti presso di loro».
Muath ora verrà sottoposto a tutti gli accertamenti necessari, nella speranza di poterlo salvare, ma qual è la situazione per gli altri malati? «Ad ottobre, su 300 richieste di permessi d'uscita per trattamenti ospedalieri specialistici relativi a minori, solo due sono state rifiutate - dichiara Mahmud Daher, responsabile dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per Gaza -. Ma per gli adulti la situazione continua ad essere problematica. Sempre ad ottobre - continua - sono state inoltrate alle autorità israeliane 1166 richieste totali: di queste il 71.4 percento sono state approvate, mentre le restanti, quasi il 30 percento, sono state negate o definitivamente cancellate».
Circa trecentotrenta malati con problemi cardiaci, oncologici, ortopedici o oftalmologici, oppure pazienti che fanno richiesta di effettuare diagnosi o controlli post terapia. Un dato che continua ad essere elevato, visto che a pochi chilometri da Gaza, queste persone potrebbero ricevere le cure necessarie cui avrebbero diritto. Così come elevati restano l'attesa e i passaggi burocratici necessari. L'Oms ha calcolato che dal momento in cui il medico avvia la pratica di trasferimento a quando i vari dipartimenti competenti di Fatah, Hamas e Israele trovano un accordo, passa in media un mese. E nell'attesa, in alcuni casi, c'è chi muore. Come Fatenah, la protagonista dell'omonimo cartone animato palestinese, prodotto proprio dall'Oms e dall'associazione israeliana Physicians for Human Rights. Nome di finzione, ma storia vera, di una ventisettenne di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, ma che a causa della negligenza e del conservatorismo dei medici della Striscia da un lato e delle umiliazioni e del dispotismo dei soldati israeliani dall'altro, muore prima di poter oltrepassare il valico di Eretz. Lo stesso valico superato nei giorni scorsi dal piccolo Muath, divenuto suo malgrado il simbolo di una Gaza che continua a soffrire.
Anna Maria Selini
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scusa Clara, ma che liberta' hanno i malati nel decidere dove curarsi?
cara Adry se il Hamas spendesse i soldi invece di comprar razzi ed esplosivi per comprare strutture mediche, avrebbero ospedali d'oro. Ma i saggi gazzesi hanno votato Hamas ed ora che paghino le conseguenze. Chiaramente i bambini sono vittime innocenti ed anche tutti i malati.
Qualche anno fa una ragazza passo' il posto di blocco e pianse perche' aveva una platina nella gamba. Poi si fece esplodere uccidendo 4 soldati.
un'altra passava spesso,andava a farsi curare a Beer Sheva. Era ustionata per un incidente. il viso era deturpato e quelli del Hamas le dissero: "marito non lo trovi, allora vai da Allah e diventa sua moglie". e la imbottirono di veleno che doveva introdurre nei rubinetti dell'ospedale. fu bloccata in tempo.
Cara Adry Israele non e' tenuta a curare i malati palestinesi.
Se vogliono andare in Italia, che ci vadano
sono perfettamente d'accordo che Israele non e' tenuta a curare i malati palestinesi o di Gaza, ma se questi vogliono curarsi in un altra parte del mondo, sono liberi di andarci?
invece di programmare un altro piombo fuso, non sarebbe il caso di fare proselitii, attraverso strutture idonee, per una convivenza pacifica, isolando l'estremismo?
nel primo articolo che ho postato ho letto che ci sono giovani a Gaza che vogliano fare i medici, i giornalisti e non i kamikaze.
un giorno i tuoi figli, i tuoi nipoti, le generazioni future, comunque dovranno convivere con i palestinesi e, suppongo, meglio in pace che in guerra
io capisco la tua frustazione, tu imputi a loro la mancanza di accordi per la pace, i palestinesi, dal canto loro, li imputano agli israeliani
io penso che il nostro compito non e' quello di parteggiare, ma di aiutarvi sulla strada della comprensione reciproca
tu a volte parlando dei pacifisti li consideri superflui o addirittura conniventi col nemico, io invece penso che sono piu' lungimiranti
questo e' un discorso che dobbiamo approfondire meglio, lo sai che io ti stimo, mi colpi' molto una tua frase quando parlavamo dei profughi del Rhuanda, se non ricordo male, a cui tu mandavi le arance
tra di noi si e' creato un rapporto umano, poi a volte possiamo condivere alcune opinioni, altre volte no, ma l'importante e' partire da una base di sensibilta', cosa che forse un giorno potrai condividere anche con quelli che oggi possono sembrarti nemici
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C’è un interrogativo che gli israeliani non si pongono riguardo ai palestinesi, e in particolare riguardo a Gaza. Questo interrogativo è tabù. Non solo nessuno se lo pone ad alta voce, ma veramente pochissime persone osano porselo nell’intimità della propria mente.
Tuttavia, penso che sia arrivato il momento di cominciare a porsi questo interrogativo privatamente e in pubblico. Se non lo faremo, penso che ci sarà un’operazione Piombo Fuso II, e poi un’operazione Piombo Fuso III, e ciascuna sarà peggiore della precedente, e le conseguenze per i palestinesi e gli israeliani saranno inimmaginabili.
La domanda che dobbiamo porci è questa: Se qualcuno ci avesse trattato come stiamo trattandoente di Gaza, che cosa avremmo fatto noi?
Non vogliamo arrivare a porci questa domanda, non è vero? E siccome non vogliamo, ci facciamo un obbligo di non vedere, non sentire e non pensare a come, in effetti, stiamo trattando le persone a Gaza.
Tutte queste personalità scioccate, tutte queste notizie, questi dati, questi numeri – migliaia di cose distrutte qua e decine di migliaia là. Macerie, liquami, malnutrizione, bambini che piangono, crisi umanitarie – come si può tenere il conto? A chi importa? Si sono imposti da soli queste sciagure. Dov’è che andiamo a pranzo?
Non è che non possiamo immaginare la vita a Gaza. E’ che siamo determinati a non cercare di immaginare. Se lo facessimo, potremmo non fermarci qui. A quel punto potremmo tentare di immaginare come sarebbe se il nostro paese fosse nelle condizioni in cui abbiamo lasciato Gaza. E prima o poi potremmo tentare di immaginare che cosa faremmo se vivessimo qui come loro vivono laggiù.
O neanche cosa faremmo, ma semplicemente cosa penseremmo – a proposito del popolo e del paese che ci ha fatto ciò, e che non ci permette neanche di cominciare a riprenderci dopo che la guerra è finita. Che ha bloccato i nostri confini e consente solo l’ingresso di approvvigionamenti sufficienti a tenerci a un livello di sussistenza, ed a evitare la fame e le epidemie di massa.
Che cosa dovremmo pensare, cosa faremmo, se qualcuno, qualche paese, ci avesse fatto questo?
Un sacco di gente qui, ne sono sicuro, risponderebbe con rabbia: allora perché gli abitanti di Gaza non cercano di raggiungere la pace?
Ma è così che noi avremmo reagito? È questo che gli israeliani avrebbero fatto se un esercito straniero avesse fatto a questo paese ciò che le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto a loro un anno fa? Se un altro paese avesse inviato F-16, elicotteri Apache, aerei senza pilota, armi al fosforo bianco, e battaglioni di carri armati in Israele, se una qualunque nazione avesse bombardato e ucciso qui come noi abbiamo bombardato e ucciso a Gaza, e poi ci avesse schiacciato la faccia nella polvere di questa distruzione, noi vorremmo fare la pace con loro?Dimentichiamo il “noi”; Qualcuno conosce anche un solo israeliano che vorrebbe fare la pace?
Sono sicuro che a questo punto un sacco di persone obietterebbero: e che dire di Sderot? Non è vero che i terroristi di Gaza bombardano e uccidono a Sderot? Capovolgiamo la domanda: cosa avrebbero fatto gli abitanti di Gaza se un altro paese avesse fatto a loro quello che loro hanno fatto alla gente di Sderot?
Giusto. Sì, anch’essi avrebbero reagito. Non sono certamente dei pacifisti. In realtà, i loro leader eletti sono dei fanatici che odiano gli ebrei e sono votati alla distruzione di Israele. E’ molto importante ricordarlo, e lo facciamo. Ma ciò che non vogliamo ricordare, ciò che al 100% facciamo in modo di dimenticare, è che noi facciamo ogni sorta di cose odiose a Gaza che loro non fanno a noi, e che le cose vanno in questo modo fin dal 1967.
Oltre a bloccare il flusso delle merci verso Gaza via terra, abbiamo sigillato il loro intero litorale. Non consentiamo alle navi di navigare da e verso Gaza. Qualcuno forse impedisce alle navi di andare e venire dai porti israeliani di Eilat, Ashdod e Haifa? Che cosa farebbe Israele se qualcuno cercasse di fare una cosa del genere? (Pensate a quello che Israele fece due settimane dopo che l’Egitto aveva bloccato il porto di Eilat, nel maggio 1967.)
Abbiamo interdetto anche lo spazio aereo di Gaza, impedendo agli aerei di atterrare o di decollare dalla Striscia. Per caso qualcuno impedisce agli aerei di atterrare e di decollare da Israele
? Non ci batteremmo se qualcuno facesse una cosa del genere?
er 37 anni, tra il 1967 e il 2005, i nostri soldati e i nostri coloni sono stati i dominatori della Striscia di Gaza. Se soldati e coloni stranieri avessero cercato di entrare e prendere il controllo di Israele, cosa avremmo fatto?
E per quanto riguarda gli anni di attacchi con i razzi contro la gente di Sderot, non ho mai vissuto un simile calvario, ma immagino che sia un inferno. Tuttavia, non ho mai neanche vissuto il calvario che ha vissuto, e che sta ancora vivendo, la gente di Gaza, ma so – come sa ognuno al mondo, tranne gli israeliani – che la vita a Gaza è incomparabilmente peggiore di quanto sia mai stata la vita a Sderot.
Durante la campagna per le presidenziali del 2008 negli Stati Uniti, Barack Obama visitando Sderot disse: “Se dei missili cadessero laddove dormono le mie due figlie, farei di tutto per impedirlo”.
Aveva perfettamente ragione. Mi chiedo, però, che tipo di reazione avrebbe avuto se avesse visitato anche il campo palestinese di Jabalya, quell’estate. Mi chiedo come reagirebbe se visitasse Jabalya ora.
E noi come reagiremmo? Se noi israeliani potessimo andare a Gaza e vedere di persona quello che abbiamo fatto a quel posto e alla sua gente, saremmo capaci di un sentimento di empatia? Se pensassimo che i nostri bambini potrebbero vivere in un paese proprio come la Gaza postbellica, ci permetteremmo di pensare a cosa potremmo fare?
Non possiamo andare a Gaza, ma dobbiamo iniziare a usare la nostra immaginazione. Dobbiamo avere il coraggio di metterci al posto di quelle persone. E dobbiamo smettere di fare a loro ciò che non permetteremmo mai che qualcuno faccia a noi. Altrimenti, noi israeliani non abbiamo una coscienza, e a poco a poco diventeremo capaci di tutto.
Larry Derfner è un giornalista israeliano che si occupa di questioni interne e mediorientali; scrive abitualmente sul Jerusalem Post
http://www.medarabnews.com/2010/01/02/una-questione-tabu-per-gli-israeliani/
fonte frammentivocalino
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sabato 3 gennaio 2009
Parroco di Gaza: in memoria di Cristine,morta di paura, di stenti di freddo
“Cristine è una vittima ‘indiretta’ dei bombardamenti israeliani di quest’ultima settimana… è morta di paura, di stenti e di freddo; e come lei ci sono migliaia di minori, di bambini e adolescenti, che non resistono al continuo martellamento dei bombardamenti, ai boati tremendi che il resto del mondo si ostina a non sentire o a definire incidenti collaterali”: padre Manuel Musallam, parroco della Sacra Famiglia, unica chiesa cattolica della Striscia, parla alla MISNA di Cristine al-Turk, una ragazza di 16 anni morta ieri nella sua casa della città di Gaza nel quartiere di Rimal non perché colpita da un ordigno israeliano o da un crollo ma di stenti, di freddo, dopo giorni e giorni di terrore.
Nella Striscia, per divieto di Israele, non sono ufficialmente presenti operatori dell’informazione stranieri e padre Musallam è diventato, non solo per la MISNA, un punto di riferimento anche per notizie sulle condizioni dei circa 3000 cristiani presenti a Gaza. Le sue descrizioni, testimonianze senza fronzoli, chiare e inconfutabili, raccontano anche le storie dei ‘piccoli’, degli innocenti, della gente di solito anonima e ignorata come Cristine, quello che le grandi cronache di guerra e i freddi bilanci non fanno sapere. “Da giorni - continua - stanno colpendo Gaza dal mare con le loro navi da guerra, dall’alto con aerei ed elicotteri, da terra con carri armati e cannoni; vengono colpite case di civili con dentro persone”.
Gli abitanti di Gaza uccisi in una settimana, dopo le 750 incursioni aeree ammesse da Israele, sono, secondo fonti mediche locali, 436, almeno un quarto civili dice l’Onu, inclusi 75 bambini e 21 donne. Cristine frequentava la scuola diretta da padre Musallam ed era una cristiana della piccola comunità greco-ortodossa. “Avrebbe potuto anche essere musulmana - continua padre Musallam - ma che importanza ha? Nelle stesse ore Iyad, Mohammed e Abdelsattar al-Astal – tre fratellini di età compresa tra i 7 e i 10 anni - sono stati uccisi da un missile vicino alla loro abitazione ad al-Qarara. I missili qui non guardano in faccia, non bussano a nessuna porta. Uccidono”.
E’ stanco, ma non vuole fermarsi padre Musallam, racconta di come la gente abbia saputo di proteste e manifestazioni a loro favore in diverse città e paesi del mondo, racconta della rabbia di dover sentire solo una verità. “Riusciamo a vedere i vostri telegiornali – continua – e restiamo costernati per le bugie che sentiamo. Quanto vale la vita di un palestinese? Perché un razzo artigianale lanciato dalla resistenza palestinese - ordigni che dal 2002 ad oggi avranno causato al massimo una decina di vittime - fa più notizia di 432 persone morte in una settimana? Israele dice che teme le minacce palestinesi e intanto ci butta in mare; dice che teme i razzi e intanto ci bombarda; dice che siamo terroristi e intanto uccide indiscriminatamente…: la verità è il primo pilastro della pace; la verità è che fino al 1948 Israele non esisteva, la Palestina tutta non era un deserto ma era abitata dai palestinesi; la verità è che prima ci hanno cacciato e adesso tentano di cancellare quel che resta di un popolo mentre il resto del mondo gira gli occhi dall’altra parte.
La verità è il solo strumento che abbiamo per riaprire il processo di pace; perché noi ancora ci crediamo”. Anche in memoria di Cristine che “aveva un sogno - ricorda padre Musallam - poter uscire da questa prigione dove è nata e viaggiare, vedere con i suoi occhi i posti di cui parlavamo in classe, vedere Gerusalemme, i luoghi dell’altra Palestina, la Cisgiordania, visitare i monumenti e le città che poteva vedere solo sui libri in foto; questo era il suo sogno, ma anche quello di migliaia di bambini che qui sono nati e morti”. (A cura di Gianfranco Belgrano)
io vorrei sapere come e' morta di freddo
finestre rotte, aria fredda..ilriscaldmaneto centrale evidentemente era saltato della villetta dotata di piscina..
“È stata una notte terribile, nel vero senso della parola. Dalle 21 di ieri sera alle 4 del mattino di oggi le forze israeliane hanno proceduto a un bombardamento continuo e costante. Le esplosioni erano così tante e così forti, che abbiamo passato la notte svegli. Gli aerei israeliani hanno distrutto ogni cosa che si muoveva. Hanno colpito case e tutti gli edifici più alti, incluse alcune torri qui vicino a casa nostra. Vi assicuro che il rumore era insopportabile”: a parlare con la MISNA, in quello che ormai è diventato un appuntamento quotidiano, è padre Manuel Musallam, parroco della chiesa della Santa Famiglia di Gaza City, contattato telefonicamente nella sua abitazione, dove si trova rinchiuso da sabato, quando sono iniziati i bombardamenti israeliani. “Oggi ho chiamato le famiglie che conosco e che vivono nelle zone maggiormente colpite dai bombardamenti. Erano tutti devastati da una notte insonne e dal terrore dei bambini. I bambini sono quelli che stanno soffrendo maggiormente per questa incursione; sono evidentemente traumatizzati, non fanno che piangere e non si vogliono staccare neanche per un attimo dai genitori” aggiunge il religioso, che racconta anche di come due insegnanti che lavorano nella scuola annessa alla Parrocchia e gestita insieme alle suore sono usciti miracolosamente illesi dalla distruzione delle proprie abitazioni dopo che razzi israeliani le hanno centrate nelle ultime ore. “Ricorderemo questi bombardamenti anche per il freddo. Qui è inverno adesso e il fatto di dover tenere le finestre aperte giorno e notte, per evitare che lo spostamento d’aria delle esplosioni faccia saltare tutti i vetri e le distrugga, rende tutto ancora più difficile, visto che non c’è elettricità, ma scarseggia anche il combustibile per scaldarsi un po’, per non parlare poi di acqua e cibo” dice ancora padre Musallam. Il sacerdote racconta poi come nella vita quotidiana degli abitanti di Gaza in questi ultimi giorni sia entrata di prepotenza una nuova abitudine. “Dopo ogni ondata di bombardamenti, esponenti delle varie famiglie fanno il giro di ospedali e obitori per rintracciare i membri della propria famiglia che non risultano raggiungibili al telefono. Oggi un mio amico medico mi ha raccontato che lui e alcuni suoi cugini sono rimasti per oltre un’ora a fianco di un ragazzo privo di coscienza che si trovava ricoverato all’ospedale con il viso deturpato dalle schegge di vetro e una gamba mozzata da un’esplosione. Erano convinti si trattasse di un loro nipote di cui non riuscivano ad avere notizie e che non avevano trovato tra i cadaveri dell’obitorio. A un certo punto però è arrivata la ‘vera’ famiglia del ferito e così hanno capito che il loro parente era con grande probabilità morto. Sono comunque rimasti a fianco di quel ragazzo e ai suoi familiari ancora un’ora, prima di fare ritorno a casa” racconta Musallam. Mentre prosegue la conversazione telefonica con padre Musallam le televisioni internazionali mostrano le immagini di decine di carri armati israeliani ammassati lungo il confine con Gaza. “Credo – dice il sacerdote interrogato sui possibili sviluppi di un’azione di terra – che se gli israeliani decideranno davvero di condurre anche un’offensiva di terra a Gaza ci sarà solo un grande massacro. Ci saranno molti più morti e molta più distruzione e alla fine Hamas uscirà da tutta questa storia più forte di prima. Quello che sta avvenendo in questi giorni avrà solo una conseguenza: allontanare sempre di più la speranza di arrivare alla pace. Un intervento di terra sarebbe solo un altro calcio alla parola pace”. “Vedete, ultimamente pronunciare la parola pace o riconciliazione è quasi diventato un tabù. Da entrambe le parti chi pronuncia queste parole viene guardato come un traditore. Tutta questa violenza non farà che rendere più difficile pronunciare la parola pace e dare forza, invece, ai falchi che cercano solo la guerra” dice alla MISNA padre Musallam, prima di chiudere la conversazione. [MZ]
e' morta sotto la neve di Gaza?
i sembra che sia chiaro: di paura , di freddo ecc..controllerò il bollettino metereologico di allora.. visto che la metereologia ti interessa tanto
amira hass 8 gennaio 2010
Gaza, un anno dopo
L’offensiva israeliana ha fatto del popolo palestinese il vero perdente, scrive Amira Hass.
A un anno di distanza, il quadro è chiaro. Da Gaza sono usciti due vincitori: Israele e Hamas. Il rapporto Goldstone e le voci sui mandati di cattura contro alcuni militari e politici israeliani danno l’impressione che Israele sia sulla difensiva. Ma non possiamo ignorare il fatto che quell’offensiva sproporzionata – che si è lasciata dietro 1.400 morti, 600mila tonnellate di macerie e un terzo delle terre coltivabili bruciate – ha costretto Hamas a ridurre notevolmente i suoi attacchi contro Israele.
Per gli israeliani che credono ai discorsi ufficiali, l’offensiva ha quindi raggiunto il suo scopo: niente più razzi Qassam, niente più notti insonni, niente più giorni di terrore. La politica della deterrenza ha funzionato. L’offensiva ha ricordato ad Hamas che le sue armi sono inferiori a quelle di Israele. Ha fatto capire agli abitanti di Gaza che l’idea di Hamas di essere come Hezbollah è senza fondamento.
Il progetto di Hamas
Le armi artigianali di Hamas e i suoi missili della seconda guerra mondiale hanno permesso a Israele di usare Gaza e la sua popolazione per una imponente esercitazione militare e per testare la sua tecnologia d’avanguardia. Gli hanno permesso di praticare la guerra del futuro: nel mondo di oggi le azioni sono giudicate in base ai risultati. I governi occidentali, ma anche Russia e Cina, non possono ignorare questi risultati, e probabilmente varie penne internazionali sono già pronte a firmare assegni per finanziare l’industria israeliana degli armamenti high-tech.
Lo sdegno dell’opinione pubblica internazionale non è riuscito a mettere fine neanche all’embargo contro Gaza. È servito solo a far pressione sull’Egitto perché aprisse la frontiera di Rafah, ma non su Israele, che continua ad avere le chiavi della prigione. Il governo di Hamas a Gaza non permette di discutere pubblicamente della vittoria di Israele. Da diciassette anni a questa parte i palestinesi sono sempre stati riluttanti a imputare ai loro leader la responsabilità delle sofferenze imposte da Israele. Continuano a tenere separati gli errori del loro governo dai metodi oppressivi degli occupanti.
Ma mentre l’Olp ha sempre lasciato spazio alle critiche interne, Hamas mette a tacere chi dissente accusandolo di collaborazionismo. Nonostante le sue formali richieste di interrompere il blocco, il vero scopo di Hamas è far aprire solo la frontiera di Rafah con l’Egitto e lasciare chiusi gli altri passaggi (verso Israele e verso la Cisgiordania), perché non vuole che gli abitanti di Gaza scoprano la relativa libertà della Cisgiordania. E anche perché una riconciliazione con Fatah porterebbe a nuove elezioni e a nuove alleanze. Questo impedirebbe ad Hamas di imporre il suo progetto religioso e sociale a una popolazione prigioniera e di dimostrare che può creare un modello di società islamica. Per essere un partito che non gode di alcun riconoscimento ufficiale, il suo impatto sulla politica mondiale è enorme.
I leader di Fatah in Cisgiordania fingono di essere preoccupati per Gaza. Ma in realtà sono impegnati a recuperare un po’ d’influenza sui loro cittadini, garantendo una certa distensione economica e una migliore amministrazione. I due partiti palestinesi non hanno alcuna fretta di riconciliarsi: il consolidamento dei loro regimi diametralmente opposti è la cosa più importante per entrambi. Perciò Hamas è libero di stringere la morsa sulla popolazione, allo scopo, tra l’altro, di impedire che siano messi in discussione i suoi metodi coercitivi e la logica della sua “resistenza”. La sua politica interna consiste nel separare uomini e donne e nell’estromettere le donne dalla sfera pubblica, imponendo l’abito islamico, controllando le organizzazioni di beneficenza, incoraggiando la poligamia e minacciando le ong meno accomodanti.
I principali sconfitti
Hamas si vanta del fatto che negli ultimi quindici anni la sua strategia di resistenza ha vanificato gli accordi di Oslo, impedendo ai traditori dell’Olp di arrendersi. Questo gli permette di rafforzare la sua immagine eroica agli occhi dei musulmani e della sinistra europea. I suoi ammiratori, però, non tengono conto del fatto che negli ultimi vent’anni Israele ha sempre cercato di dividere Gaza dalla Cisgiordania. La strategia di Hamas si adatta benissimo a quella di Israele, ma non lo si può dire per non macchiare la sua immagine.
Chi sono, invece, i perdenti? Senza dubbio, l’ormai indebolita Fatah. Poi l’unità dei palestinesi: un tempo l’uccisione di un bambino a Gaza provocava manifestazioni in tutta la Cisgiordania. Oggi i suoi abitanti non conoscono neanche i nomi delle vittime di Gaza. Ma i veri perdenti sono gli abitanti di Gaza, costretti ad ammettere che lo sdegno internazionale per la loro sofferenza e i miliardi di dollari promessi per la ricostruzione non hanno cambiato nulla. E che loro sono ancora prigionieri di Israele e di un regime interno sempre più repressivo.
Amira Hass è una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, e scrive per il quotidiano Ha’aretz (altri articoli di Amira Hass pubblicati da Internazionale).
amira hass 8 gennaio 2010
Gaza, un anno dopo
fonte Internazionale
Adry, manca il link.
Puoi inserirlo per favore ?
http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=1365&postcount=11
rosa.gif
Gaza, un anno dopo
L’offensiva israeliana ha fatto del popolo palestinese il vero perdente, scrive Amira Hass.
A un anno di distanza, il quadro è chiaro. Da Gaza sono usciti due vincitori: Israele e Hamas. Il rapporto Goldstone e le voci sui mandati di cattura contro alcuni militari e politici israeliani danno l’impressione che Israele sia sulla difensiva. Ma non possiamo ignorare il fatto che quell’offensiva sproporzionata – che si è lasciata dietro 1.400 morti, 600mila tonnellate di macerie e un terzo delle terre coltivabili bruciate – ha costretto Hamas a ridurre notevolmente i suoi attacchi contro Israele.
proprio cosi': hamas ha ridotto i suoi attacchi. Se il Hamas si occupasse del benessere interno, invece di scocciare i vicini di casa, tutti starebbero meglio
Per gli israeliani che credono ai discorsi ufficiali, l’offensiva ha quindi raggiunto il suo scopo: niente più razzi Qassam, niente più notti insonni, niente più giorni di terrore.
non c'e' bisogno di discorsi ufficiali: abbiamo occhi e cervello
La politica della deterrenza ha funzionato. L’offensiva ha ricordato ad Hamas che le sue armi sono inferiori a quelle di Israele. Ha fatto capire agli abitanti di Gaza che l’idea di Hamas di essere come Hezbollah è senza fondamento.
Esatto. e spero che abbiano capito che a scocciare i vicini di casa non e' una buona idea.
vorrei vedervi, a lanciar razzi su Chiasso: pensi che starebbero zitti?
...
Perche' hanno sparato? cosa pensano di ottenere?
immagino che anche tu capisca che quando e se verra' restituito gilad Shalit ci sara' un'altra regolata di conti, vero?
Quindi aspettate lo scambio per una riedizione n° 2 di Cast lead?
scusa cos'e' il 2 cast lead?
Chiedevo: avete intenzione di condurre una nuova operazione militare su Gaza una volta effettuato lo scambio di prigionieri e liberato Shalit?
avete?
beh, dipende. La "cupola di ferro" dovrebbe difenderci dai razzi e il muro che costruisce l'Egitto dovrebbe difenderci dalle infiltrazioni dal Sinai. Se le cose sono cosi', non credo
sarebbe meglio rispondere anche a queste domande
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1068557.html
http://www.haaretz.com/hasen/spages/956859.html
sintesi in italiano
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/02/acune-domande-inquietanti-su-sderot-e.html
mi viene in mente una domanda che fa infuriare noi donne
Quando una ragazza viene aggredita, (se non peggio) alcuni imbecilli chiedono: "com'eri vestita? in maniera provocante? avevi la mini"? ecc ecc
che razza di roba e' accusare una citta' di non essere attrezzata? Ohee che gli abitanti devono vivere in mezzo a rifugi e cemento armato? i loro poco educati vicini sparano in citta' e loro hanno colpa di non avere rifugi attrezzati?
io non accuso la città ci mancherebbe altro, ma cominciare a porsi delle domande è nel proprio interesse e capire se le domande poste dall'articolo sono vere e se la mancanza di fortificazione di Sderot sia stata funzionale a politiche poco chiare..mi sembra il minimo.. Sai bene che gli abitanti di Sderot hanno fatto causa allo stato proprio per questo...troppi perchè restono sospesi nella democratica Israele
e con questo? che una citta' si deve fortificare perche' ha dei vicini matti?
non giocare con le parole...money e appalti non chiari hanno impedito questo: soprattutto ha indignato la mancanza di fortificazioni alle scuole e l'opposizione del Sach. Si spendono più volentieri soldi per i muri a tutto vantaggio delle imprese dilizie evidentemente
ma che cosa c'entra? se uno riceve una pallottola in testa e' colpa sua perche' non si e' scostato in tempo?
Se da Chiasso colpiscono Como, la colpa e' dei Comesi che non sono attrezzati?
ma che cosa c'entra? se uno riceve una pallottola in testa e' colpa sua perche' non si e' scostato in tempo?
Se da Chiasso colpiscono Como, la colpa e' dei Comesi che non sono attrezzati?
A parte le cazzate che spari, va ricordato che a Sderot stanno illegalmente su terre sottratte con la forza ai palestinesi e i legittimi proprietari palestinesi sono stati rinchiusi con la forza in un ghetto.
Conseguentemente i sionisti che hanno rubato queste terre e le occupano hanno una grossa responsabilità.
mi immaginavo il crucco che saltava su...:))
riassumendo
a gaza c'è stato il funertale dell'informazione e della democrazia in medio oriente.
un "esercito" di "soldati" che ha sedato una rivolta nel più grande campo di prigionia del mondo con metodi terroristici.
con un'azione al di fuori della convenzione di ginevra.
una barbarie.
e l'età dei 1400 morti uccisi in pochi giorni lo dimostra.
gaza urla vendetta.
e soprattutto nasconde anche giochi cinici di potere da parte di elit politiche ,militari
M.O./ Amnesty: Stop a embargo Israele su Striscia Gaza
Blocco sta danneggiando popolazione civile
APCOM 18 gennaio 2010
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/01_gennaio/18/m%20o%20%20%20amnesty%20%20stop%20a%20embargo%20israele%20su%20striscia%20gaza,22533393.html
quando libereranno Ghilad?
Quando la pianteranno di tirar razzi ai vicini?
quando libereremo le 3mila persone imprigionate senza processo?
quando libereremo il milione di persone rinchiuse a gaza senza alcuna colpa?
quando la pianteremo di fare degli stati su base razziale?
vogliamo andare avanti tanto?
divertiti pure
Israele deve rilasciare tre attivisti palestinesi
amnesty 8 gennaio 2010
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2975
Che cos’è la Detenzione Amministrativa?
Le autorità israeliane posso trattenere una persona in “Detenzione Amministrativa” per quanto desiderano. Non intendono portare questi detenuti di fronte ad un tribunale dichiarando che rappresentano un rischio per la sicurezza. Non informano i detenuti ne i loro avvocati sulle ragioni che spingono a considerare queste persone un rischio per la sicurezza. Le Detenzioni Amministrative vengono decise dal Comando Militare per periodi che possono durare fino a 6 mesi e vengono spesso rinnovate poco prima che scadano. Questo processo può essere ripetuto indefinitivamente. La sofferenza mentale di essere trattenuti senza conoscere i termini della detenzione può essere considerata tortura come definito dalla Convenzione dell’ONU contro la tortura. Inoltre un periodo così lungo di detenzione senza accuse ne processo costituisce una “detenzione arbitraria” che viola lo Statuto Internazionale sui diritti Civili e Politici (Art. 9(1)) e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Art. 9).
Attualmente ci sono approssimativamente 750 Palestinesi in detenzione amministrativa di questi circa 10 sono minorenni.
http://www.infopal.it/leggi.php?id=9025
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ma e' vero??
Che cos’è la Detenzione Amministrativa?
Le autorità israeliane posso trattenere una persona in “Detenzione Amministrativa” per quanto desiderano. Non intendono portare questi detenuti di fronte ad un tribunale dichiarando che rappresentano un rischio per la sicurezza. Non informano i detenuti ne i loro avvocati sulle ragioni che spingono a considerare queste persone un rischio per la sicurezza. Le Detenzioni Amministrative vengono decise dal Comando Militare per periodi che possono durare fino a 6 mesi e vengono spesso rinnovate poco prima che scadano. Questo processo può essere ripetuto indefinitivamente. La sofferenza mentale di essere trattenuti senza conoscere i termini della detenzione può essere considerata tortura come definito dalla Convenzione dell’ONU contro la tortura. Inoltre un periodo così lungo di detenzione senza accuse ne processo costituisce una “detenzione arbitraria” che viola lo Statuto Internazionale sui diritti Civili e Politici (Art. 9(1)) e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Art. 9).
Attualmente ci sono approssimativamente 750 Palestinesi in detenzione amministrativa di questi circa 10 sono minorenni.
http://www.infopal.it/leggi.php?id=9025
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ma e' vero??
occhio adry: i 750 sono quelli in detenzione amministrativa.
cioè la prima volta, i primi sei mesi.
se tale misura viene rinnovata può essere chiamata "misura di sicurezza" decisa dalle autorità militari, dallo shabak (servizio segreto interno) e ora anche dal magav (polizia di frontiera). quindi i detenuti sono parecchi di più
la detenzione amministrativa non ha bisogno di prove. basta un sospetto, un rapporto, l'opporsi alla distruzione del proprio uliveto da parte dei coloni, ad esempio, porta quasi automaticamente alla detenzione amministrativa per almeno sei mesi.
ovviamente la detenzione amministrativa esiste solo nei confronti dei palestinesi. nessun ebreo può essere detenuto per via amministrativa.,
occhio adry: i 750 sono quelli in detenzione amministrativa.
cioè la prima volta, i primi sei mesi.
se tale misura viene rinnovata può essere chiamata "misura di sicurezza" decisa dalle autorità militari, dallo shabak (servizio segreto interno) e ora anche dal magav (polizia di frontiera). quindi i detenuti sono parecchi di più
la detenzione amministrativa non ha bisogno di prove. basta un sospetto, un rapporto, l'opporsi alla distruzione del proprio uliveto da parte dei coloni, ad esempio, porta quasi automaticamente alla detenzione amministrativa per almeno sei mesi.
ovviamente la detenzione amministrativa esiste solo nei confronti dei palestinesi. nessun ebreo può essere detenuto per via amministrativa.,
Il testo sottolinea inoltre che circa un migliaio di prigionieri sono detenuti in base a "ordini di detenzione amministrativa, senza capi d'accusa, senza processo e senza godere del diritto alla difesa".
La risoluzione invita Israele a garantire il rispetto degli standard minimi in materia di detenzione, a istituire dei processi per tutti i detenuti, a porre fine al ricorso alla "detenzione amministrativa" e a adottare misure adeguate per la detenzione dei minori e per le visite in carcere, in conformità delle norme internazional
http://www.votamauro.it/Comunicati/Comunicati2008/UEPARLAMENTOISRAELERISPETTIDIRITTIDETENUTIP/tabid/555/Default.aspx
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a me sembra abnorme tenere in carcere una persona solo in base a dei sospetti...
Palestina occupata, dicembre 2009 - La legge militare israeliana consente di trattenere i minori palestinesi in prigione per 90 giorni senza avvocato, e per 180 senza capo di imputazione. Un minore di quattordici anni può essere condannato fino a 99 anni di carcere, può essere tenuto in una cella di isolamento, dove sono assai frequenti i tentativi di suicidio. La cosa peggiore è però la detenzione amministrativa, quando le prove contro il bambino sono segrete, e lo stato di detenzione può essere prolungato a tempo indeterminato
http://www.ossin.org/palestina/biddu-ramallah-bambini-palestinesi.html
Appello Addamer: detenzione amministrativa di Salwa Saleh e Sarah Siureh.
Scritto il 2008-08-04 in Prigionieri palestinesi
qui di seguito trovate un appello per due ragazze palestinesi minorenni tuttora trattenute illegalmente in detenzione amministrativa da parte delle Autorità israeliane. Vi sono anche tutti gli indirizzi a cui inviare la protesta
http://www.infopal.it/leggi.php?id=9025
Pietro Ancona
20-01-2010, 02:26
Mi domando se gli abitanti di Gaza non si pongano la stessa domanda che si poneva Primo Levi o la Harendt sulla banalità del male e sulla sua invisibilità alle persone che vivono normalmente la loro vita le stesse che passavano davanti il garage olimpia e non sapevano o non volevano sapere che cosa succedeva dietro quella saracinesca.
Tutta il mondo sapeva da anni dei campi di Hitler e nessuno mosse in dita. Tutto il mondo sa di un milione e mezzo di esseri umani prigionieri a gaza che stanno per essere isolati ancora di più dal muro di acciaio egiziano e nessuno alza un dito un urlo di protesta.....Nessuno dei governo del civilissimo Occidente interviene
Gaza, 20 gen. (Apcom) - Più di 80 organizzazioni umanitarie hanno denunciato il blocco imposto da Israele e dall'Egitto alla Striscia di Gaza, che mette in crisi il sistema sanitario del territorio palestinese.
Le organizzazioni umanitarie, fra cui alcune agenzie delle Nazioni Unite, precisano che il blocco mette in pericolo la salute di 1,5 milione di palestinesi che vivono nella Striscia. Le Organizzazione governative hanno lanciato un appello a Israele e all'Egitto a riaprire la frontiera con Gaza. Il blocco è stato imposto quando i militanti di Hamas hanno preso il controllo della Striscia di Gaza nel 2007.
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/01_gennaio/20/m%20o%20%20%20piu%20di%2080%20ong%20denunciano%20blocco%20israele%20e%20egitto%20a%20gaza,22565943.html
Deborah Fait
20-01-2010, 15:30
Mi domando se gli abitanti di Gaza non si pongano la stessa domanda che si poneva Primo Levi o la Harendt sulla banalità del male e sulla sua invisibilità alle persone che vivono normalmente la loro vita le stesse che passavano davanti il garage olimpia e non sapevano o non volevano sapere che cosa succedeva dietro quella saracinesca.
Tutta il mondo sapeva da anni dei campi di Hitler e nessuno mosse in dita. Tutto il mondo sa di un milione e mezzo di esseri umani prigionieri a gaza che stanno per essere isolati ancora di più dal muro di acciaio egiziano e nessuno alza un dito un urlo di protesta.....Nessuno dei governo del civilissimo Occidente interviene
Vergognati per questo, dovresti essere arrestato per quello che hai scritto.
http://www.google.co.il/images?q=tbn:U99zjJQUtJoB3M::confini.files.wordpress.com/2008/01/carro_olocausto.jpg&t=1&h=196&w=152&usg=__GogTfENPuqMvKrP85QbBjkCEeIk= (http://www.google.co.il/imgres?imgurl=http://confini.files.wordpress.com/2008/01/carro_olocausto.jpg&imgrefurl=http://confini.wordpress.com/category/uncategorized/&h=450&w=350&sz=36&tbnid=U99zjJQUtJoB3M:&tbnh=255&tbnw=198&prev=/images%3Fq%3Dolocausto%2Bfoto&hl=iw&usg=__vGj2Wpi0tbDJ8d9fOf5oLna3ASM=&ei=VBNXS92rC4r44Ab8xLC1Aw&sa=X&oi=image_result&resnum=3&ct=image&ved=0CAkQ9QEwAg)
http://www.google.co.il/images?q=tbn:5ct_FdApQUUKsM::img465.imageshack.us/img465/7366/olocausto7ln.png&h=94&w=123&usg=__JbW7bxXTrKruBWeguVTg8uYkBKA= (http://www.google.co.il/imgres?imgurl=http://img465.imageshack.us/img465/7366/olocausto7ln.png&imgrefurl=http://bloomsburymonamour.splinder.com/archive/2008-01&h=306&w=402&sz=167&tbnid=5ct_FdApQUUKsM:&tbnh=94&tbnw=124&prev=/images%3Fq%3Dolocausto%2Bfoto&hl=iw&usg=__-6toG_9K4uO5IDf2d3D2vOF4iLI=&ei=VBNXS92rC4r44Ab8xLC1Aw&sa=X&oi=image_result&resnum=2&ct=image&ved=0CA0Q9QEwAQ)
http://www.google.co.il/images?q=tbn:H7DwOpLDXU4hBM::www.icn-news.com/workimg/olocausto%252520negazinisti%252520arabi.jpg&h=94&w=141&usg=__lJtUaAuSIgBk2LQ3WcUsF5Q_e44= (http://www.google.co.il/imgres?imgurl=http://www.icn-news.com/workimg/olocausto%2520negazinisti%2520arabi.jpg&imgrefurl=http://www.icn-news.com/%3Fdo%3Dnews%26id%3D7376&h=250&w=375&sz=11&tbnid=H7DwOpLDXU4hBM:&tbnh=81&tbnw=122&prev=/images%3Fq%3Dolocausto%2Bfoto&hl=iw&usg=__n0hWeR3853kmYBbxU5wSzVHxwUo=&ei=VBNXS92rC4r44Ab8xLC1Aw&sa=X&oi=image_result&resnum=4&ct=image&ved=0CA8Q9QEwAw)http://remember.org/jacobs/SmallSpoons-sm.gif (http://remember.org/jacobs/SmallSpoons.html)
mi sembra di cattivo gusto postare le foto degli ebrei ammazzati dai nazisti
qualcuno potrebbe ripostare con le foto dei bimbi palestinesi e libanesi carbonizzati
Deborah Fait
20-01-2010, 16:56
mi sembra di cattivo gusto postare le foto degli ebrei ammazzati dai nazisti
qualcuno potrebbe ripostare con le foto dei bimbi palestinesi e libanesi carbonizzati
Ma ragioni o no? NoN credo che tu non riesca a ragionare.
Vorresti paragonare la Shoa' alla guerra coi palestinesi? Ma io non ho piu' parole. Non ho piu' parole.
Cattivo gusto. UNMIOLIONEEMEZZO DI BAMBINI cattivo gusto?
Mio Dio.
Guardatele invece le foto e se vuoi metto anche quelle dei nostri israeliani colla testa svuotata dal cervello in una stazione di polizia palestines oppure ti posso mettere i cadaveri dei nostri bambini israeliani senza occhi, senza testa, senza pelle.
Eh li vuoi vedere?
Ti rendi conto cosa ha scritto Ancona?
Ti rendi conto di quello che hai scritto tu?
Mi fate molta paura, siamo arrivati al 1938.
Ma ragioni o no? NoN credo che tu non riesca a ragionare.
Vorresti paragonare la Shoa' alla guerra coi palestinesi? Ma io non ho piu' parole. Non ho piu' parole.
Cattivo gusto. UNMIOLIONEEMEZZO DI BAMBINI cattivo gusto?
Mio Dio.
Guardatele invece le foto e se vuoi metto anche quelle dei nostri israeliani colla testa svuotata dal cervello in una stazione di polizia palestines oppure ti posso mettere i cadaveri dei nostri bambini israeliani senza occhi, senza testa, senza pelle.
Eh li vuoi vedere?
Ti rendi conto cosa ha scritto Ancona?
Ti rendi conto di quello che hai scritto tu?
Mi fate molta paura, siamo arrivati al 1938.
i morti sono solo una questione numerica??
e tu non fai paura quando scrivi che "quelli non hanno diritto a niente"?
Deborah Fait
20-01-2010, 17:15
i morti sono solo una questione numerica??
e tu non fai paura quando scrivi che "quelli non hanno diritto a niente"?
ti ho spiegato il motivo.
Hai ragione, unmmilioneemezzo di bambini ammazzati non significa niente di fronte a un povero palestinese.
E dici queste oscenita' mentre si avvicina la Giornata della Memoria. Io ho gia' proposto di abolirla perche' viene spesso dissacrata da quelli come te che paragonano la scomparsa degli ebrei dall'Europa a causa di un genocidio a guerre cui Israele viene sempre trascinato.
E lo sai che ci sono altri che muouiono in africa? Ti interessano solo i palestinesi? Come mai? C'e' sotto qualcosa perche' i milioni di africani ammazzati dai musulmani sono anche persone. ma non hanno ebrei vicino eh?
Tutto questo folle amore per i palestinesi e' sospetto e sicuramente gatta ci cova.
Posso capire che non te ne frega niente degli ebrei ma in Darfur, in Nigeria, In tanti paesi d'africa muoiono bambini mangiatidalle mosche o decapitati dalle scimitarre islamiche. E tu te ne freghi ma piangi tanto sul bimbetto palestinese che non ha l'autino elettrico.
Adesso vado perche' mi hai davvero disgustata.
..... siamo arrivati al 1938.
Già, con l'olocausto si giustifica tutto...
http://th00.deviantart.net/fs9/150/i/2006/068/6/8/A_new_concentration_camp_by_Latuff2.jpg
http://www.pctunerup.com/up/results/_200812/20081227131306_014jaber-asadi.jpg
ti ho spiegato il motivo.
Hai ragione, unmmilioneemezzo di bambini ammazzati non significa niente di fronte a un povero palestinese.
E dici queste oscenita' mentre si avvicina la Giornata della Memoria. Io ho gia' proposto di abolirla perche' viene spesso dissacrata da quelli come te che paragonano la scomparsa degli ebrei dall'Europa a causa di un genocidio a guerre cui Israele viene sempre trascinato.
E lo sai che ci sono altri che muouiono in africa? Ti interessano solo i palestinesi? Come mai? C'e' sotto qualcosa perche' i milioni di africani ammazzati dai musulmani sono anche persone. ma non hanno ebrei vicino eh?
Tutto questo folle amore per i palestinesi e' sospetto e sicuramente gatta ci cova.
Posso capire che non te ne frega niente degli ebrei ma in Darfur, in Nigeria, In tanti paesi d'africa muoiono bambini mangiatidalle mosche o decapitati dalle scimitarre islamiche. E tu te ne freghi ma piangi tanto sul bimbetto palestinese che non ha l'autino elettrico.
Adesso vado perche' mi hai davvero disgustata.
se vai a guardare in Internazionale vedrai che ho postato svariati post sui diritti violati nel mondo, tu nemmeno uno
Deborah Fait
20-01-2010, 18:05
se vai a guardare in Internazionale vedrai che ho postato svariati post sui diritti violati nel mondo, tu nemmeno uno
Io non frequento tutto il forum.
Io mi occupo di milioni di cose ma lo scopo della mia vita e' Israele ed e' per questo che sopporto i conati di vomito che mi assalgono e gli insulti.
Al di la' di questo sul resto del mondo io non scrivo ma FACCIO!
Io non frequento tutto il forum.
Io mi occupo di milioni di cose ma lo scopo della mia vita e' Israele ed e' per questo che sopporto i conati di vomito che mi assalgono e gli insulti.
Al di la' di questo sul resto del mondo io non scrivo ma FACCIO!
se non frequenti tutto il forum non puoi accusare nessuno di interessarsi solo al conflitto israelo/palestinese
che ne sai di quello che FACCIO io??:confused:
Mi domando se gli abitanti di Gaza non si pongano la stessa domanda che si poneva Primo Levi o la Harendt sulla banalità del male e sulla sua invisibilità alle persone che vivono normalmente la loro vita le stesse che passavano davanti il garage olimpia e non sapevano o non volevano sapere che cosa succedeva dietro quella saracinesca.
Tutta il mondo sapeva da anni dei campi di Hitler e nessuno mosse in dita. Tutto il mondo sa di un milione e mezzo di esseri umani prigionieri a gaza che stanno per essere isolati ancora di più dal muro di acciaio egiziano e nessuno alza un dito un urlo di protesta.....Nessuno dei governo del civilissimo Occidente interviene
Immagini da un campo di concentramento, che a ben vedere sembra peggiore di Auschwitz!!!
http://img718.imageshack.us/img718/8872/noname.jpg
http://img16.imageshack.us/img16/97/nonamebl.jpg
http://img30.imageshack.us/img30/1244/nonamewf.jpg
http://img718.imageshack.us/img718/9862/nonamer.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/3696/nonameip.jpg
Lauren Booth, cognata di Tony Blair, in missione umanitaria a Gaza per portare aiuto e solidarieta' alla popolazione stremata dall'embargo
http://img695.imageshack.us/img695/639/nonamel.jpg
http://img403.imageshack.us/img403/1733/nonameh.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/2274/nonamew.jpg
http://img16.imageshack.us/img16/2690/nonameuy.jpg
http://img695.imageshack.us/img695/9897/nonameln.jpg
http://img706.imageshack.us/img706/2274/nonamew.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/1475/nonamehs.jpg
http://img30.imageshack.us/img30/1763/nonamefp.jpg
http://img707.imageshack.us/img707/2825/nonamee.jpg
http://img16.imageshack.us/img16/916/nonamewy.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/6356/nonameem.jpg
http://img685.imageshack.us/img685/6421/nonamemv.jpg
maronna nicò.
quindi è giusto chiuderli in campo di detenzione senza alcuna colpa?
me pare tanto un filmato di propaganda, tipo quelli girati negli anni trenta per giustificare altri campi......
a me pare che se si giustifica l'ingiustizia iniziale ci si rende complici anche delle soluzioni finali
Maronna Ugo: quelle sono semplici immagini recenti da Gaza.
Chi dice che Gaza e' un campo di concentramento e che gli ebrei stanno trattando i palestinesi come i nazisti trattarono loro, puo' confrontare la propaganda di Pietro Ancona con le immagini reali, e poi ognuno e' libero di trarre le proprie conclusioni.
hai ragione sicuramente tu.
e ora, per giustizia, perché non pubblichi un po' di foto di questo parco di divertimenti durante piombo fuso?
eddai, che se vuoi le trovi...
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0fNb5ci51M0&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0fNb5ci51M0&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
fa piacere sapere che Israele ha permesso la ricostruzione
hai ragione sicuramente tu.
e ora, per giustizia, perché non pubblichi un po' di foto di questo parco di divertimenti durante piombo fuso?
eddai, che se vuoi le trovi...
Aspetta, ne trovo un po' e le posto in coppia con foto di qassam e kamikaze.
Le foto da me postate non sono scattate in tempo di guerra, e servono solo a dimostrare che Gaza non e' minimamente paragonabile ai posti del mondo in cui si patisce davvero la fame 365 giorni su 365
Ma come Nicò, Gaza non era una fogna a cielo aperto, dove il mare era inquinato a tal punto che se ci entravi dentro prendevi la leptospirosi, dove non esistono strade degne di questo nome, dove vige la legge della giungla dei barbuti con monnezza ad ogni angolo di strada, e via dicendo con gli argomenti che tempo fa leggevo in altre discussioni?? Tu le ricordi?? Io benissimo, magari anche il buon Tzazza e Artas. Beh che dire, mettetevi d'accordo, giusto per sapere se adesso Gaza per l'immaginario di una certa propaganda è un buon posto per costruirci un Holiday Inn e farci le vacanze dorate...:sbadiglio:
nicò, poi bebola ti flusta
zizizizi ti flusta
Ma come Nicò, Gaza non era una fogna a cielo aperto, dove il mare era inquinato a tal punto che se ci entravi dentro prendevi la leptospirosi, dove non esistono strade degne di questo nome, dove vige la legge della giungla dei barbuti con monnezza ad ogni angolo di strada, e via dicendo con gli argomenti che tempo fa leggevo in altre discussioni?? Tu le ricordi?? Io benissimo, magari anche il buon Tzazza e Artas. Beh che dire, mettetevi d'accordo, giusto per sapere se adesso Gaza per l'immaginario di una certa propaganda è un buon posto per costruirci un Holiday Inn e farci le vacanze dorate...:sbadiglio:
Sicuro di ricordare bene, Ali'? Io le ho contestate, quelle affermazioni, non di certo avallate.
E con le foto postate, e l'ho gia' detto, voglio solo rispondere a chi sostiene che Gaza sia equiparabile ad un campo di concentramento nazista, ma allo stesso tempo non sto di certo dicendo che Gaza sia come Montecarlo...
Infatti, le foto in spiaggia a Gaza in passato le ho utilizzate proprio per far vedere che Gaza non era il putridume descritto da alcuni.
Lo ricordo benissimo, dato che eravamo i soliti tre a difendere le affermazioni di Marzia, ma sai anche che io non ritengo Gaza un campo di concentramento nazista dato che le mie critiche alla linea politica israeliana sono ben altre. Proviamo ad immaginare, una volta, come può essere ridotta Gaza dopo Piombo Fuso, e magari possiamo mettere in paragone la situazione attuale alle foto che tu hai postato. Beh, scusami ma è una ampia conferma alle critiche che vengono mosse alla guerra scatenata, che non solo ha ridotto la popolazione alla disperazione ma ha rinforzato il ruolo di Hamas nella scena politica palestinese.
Un discorso a parte merita un certo tipo di propaganda che prima afferma che Gaza era una fogna a cielo aperto, adesso invece dopo una guerra del livello di Piombo Fuso afferma che a Gaza si sta, come si dice a Roma, nà favola. Magari tra qualche gg leggeremo anche che merito della paradisiaca situazione che si vive a Gaza è di Tsahal, e se non gli piace è solamente colpa di Hamas. Un discorso surreale, ma non proprio irrazionale...:D
Deborah Fait
21-01-2010, 11:35
Ma come Nicò, Gaza non era una fogna a cielo aperto, dove il mare era inquinato a tal punto che se ci entravi dentro prendevi la leptospirosi, dove non esistono strade degne di questo nome, dove vige la legge della giungla dei barbuti con monnezza ad ogni angolo di strada, e via dicendo con gli argomenti che tempo fa leggevo in altre discussioni?? Tu le ricordi?? Io benissimo, magari anche il buon Tzazza e Artas. Beh che dire, mettetevi d'accordo, giusto per sapere se adesso Gaza per l'immaginario di una certa propaganda è un buon posto per costruirci un Holiday Inn e farci le vacanze dorate...:sbadiglio:
E' sempre pericoloso fare il bagno nel mare di gaza perche' sono privi di depuratori, come il Tevere fino a pochi anni fa, chgissa' perche' la cosa ti scandalizza tanto. In alcune zone non hanno neppure le fogne.Senza contare che loro sono abituati ma chi, come noi, e' abituato a fare il bagno in acque...si spera...depurate si becca un malanno. A Gaza e' buona norma anche bere solo acqua minerale, come in Turchia o altri paesi mediorientali. Un mio amico giornalista che era dentro durante il Piombo fuso, e' tronato in Israele in preda a dissenteria per due serttimane. Ma questa e' pulizia che niente ha a che vedere col ben di Dio fotografato e il bello e' che le foto sono su un sito arabo.;)
Deborah Fait
21-01-2010, 11:44
Lo ricordo benissimo, dato che eravamo i soliti tre a difendere le affermazioni di Marzia, ma sai anche che io non ritengo Gaza un campo di concentramento nazista dato che le mie critiche alla linea politica israeliana sono ben altre. Proviamo ad immaginare, una volta, come può essere ridotta Gaza dopo Piombo Fuso, e magari possiamo mettere in paragone la situazione attuale alle foto che tu hai postato. Beh, scusami ma è una ampia conferma alle critiche che vengono mosse alla guerra scatenata, che non solo ha ridotto la popolazione alla disperazione ma ha rinforzato il ruolo di Hamas nella scena politica palestinese.
Un discorso a parte merita un certo tipo di propaganda che prima afferma che Gaza era una fogna a cielo aperto, adesso invece dopo una guerra del livello di Piombo Fuso afferma che a Gaza si sta, come si dice a Roma, nà favola. Magari tra qualche gg leggeremo anche che merito della paradisiaca situazione che si vive a Gaza è di Tsahal, e se non gli piace è solamente colpa di Hamas. Un discorso surreale, ma non proprio irrazionale...:D
In che lingua devo dirvi che a Gaza non esistono i depuratori?
Volete inventarvi che esistono? NOn esistono, spiacente. Questo non significa CHE IL MARE SIA BRUTTO E MARRONE, IL MARE E' BLU MA PIENO DI BACILLI DEGLI SCARICHI.
E io stessa avevo scritto che la spaiggia di Gaza, se fossero fu5rbi, potrebbe fare invidia a Sharem, pero' servono i depuratori.
Non mi pare che a gaza esista disperazione e, ripeto, le foto sono state prese da un sito arabo.
Che tu, Ali, per puro odio nei miei confronti derida tutto cio' che io scrivo e' cosa molto puerile. ma quanti anni hai?
In che lingua devo dirvi che a Gaza non esistono i depuratori?.............Non mi pare che a gaza esista disperazione e, ripeto, le foto sono state prese da un sito arabo.
.........
A Gaza esistevano i depuratori. Ovvio, non all'ultimo grido, però funzionavano. Ma gli israeliani glie li hanno distrutti, come d'altronde tutte le altre infrastrutture. Una parte dei bacini di raccolta e di decantazione erano situati nella zona a valle di Erez, +o- nella striscia "no mans land", ma gli israeliani non hanno permesso che i palestinesi vi si avvicinassero per la manutenzione/ampliamenti, ecc. cosicchè alcuni mesi fa alcune dighe sono crollate e l'acqua lurida ha invaso un insediamento situato a valle. È proprio di questi giorni la notizia che gli israeliani hanno aperto una diga a monte della Striscia e scaricato un'enorme ondata di acqua nella Striscia che ha allagato la cittadina di Juhor Ad-Dik dove ora per questo i senzatetto sono centinaia.
http://www.palaestina.org/news/nachrichten/zeigeNachricht.php?ID=6907
Comunque prendo nota che la Striscia di Gaza è diventata un prestigioso centro balneare-ricreativo-gastronomico dove la felicità è assicurata. Però se permetti prima vorrei controllare...Chiederò al sig. Golstone e al medico psichiatra Dr. Ahmad Abu Tawahina, Direttore del Gaza Community Mental Health Program GCMHP.....:azitwaz:
Deborah Fait
21-01-2010, 18:39
A gaza non esistevano depuratori , se li sono distrutti insieme alla fogne per non avere niente che fosse israeliano, come poi hanno fatto con le serre.
A Betlemme le fogne spavccate a martellate all'epoca di arafat le hanno fatto solo nelle zone turistiche e nei quartieri dei ricchi, dalle altre parti , se cammini, scivoli.
A gaza non esistevano depuratori , se li sono distrutti insieme alla fogne per non avere niente che fosse israeliano, come poi hanno fatto con le serre.
A Betlemme le fogne spavccate a martellate all'epoca di arafat le hanno fatto solo nelle zone turistiche e nei quartieri dei ricchi, dalle altre parti , se cammini, scivoli.
a me non risulta
Che tu, Ali, per puro odio nei miei confronti derida tutto cio' che io scrivo e' cosa molto puerile. ma quanti anni hai?
Abbastanza per avvisarti che non ho intenzione di avere alcun confronto con una fanatica del tuo calibro, non meno estremista di un qualsiasi jihadista di Gaza, quindi è meglio che non ti spendi tanto per rispondere ai miei post (dato che io stavo parlando, oltretutto, con Raptor). Dai continua ad adempiere alla tua missione, e non rompere i coglioni al sottoscritto...:sbadiglio:
Ah, dimenticavo che ho inserito il mio ultimo post di risposta nei tuoi confronti nel thread in metasaloon, non ho
nient'altro da dirti a riguardo, quindi continua a roderti il fegato e a sputare la bile addosso a qualcuno che ha più pazienza nel rispondere ai tuoi sproloqui.
Io non frequento tutto il forum.
Io mi occupo di milioni di cose ma lo scopo della mia vita e' Israele ed e' per questo che sopporto i conati di vomito che mi assalgono e gli insulti.
Al di la' di questo sul resto del mondo io non scrivo ma FACCIO!
llo sopo della tua vita è solo nutrire il tuo ego e la visione di israele che contrabbandi come realtà..se non hai nemici non ti senti nessuno e se non ce l'hai li crei e per me sei tornata per un motivo ben preciso legato ad "alcune "scelte del governo..quindi finiscila
1 Punto:
queste foto sono ormai aut e non più usate dopo aver fuoreggiato nei blog della destra per diversi motivi
a)
commento: misconoscere questo vuol dire solo considerare i palestinesi "come esseri inferiori " senza umanità e dignità: basta nutrirli, e poi di che cosa si lamentano? testimonianza solo di una mentalità coloniale e nazionalista al limite del fascismo
http://www.sanpaolo.org/fc/0907fc/0907fc34.htm
B) Come se non si sapesse che l'assedio alimenta il contrabbando e rafforza hamas e i clan del contrabbando, confermando quanto qui viene denunciato
editoriale di haaretz: la chiusura di Gaza è immorale,disumana ,insopportabile
La continua chiusura della Striscia di Gaza è diventata una realtà insopportabile, che viola i più elementari diritti umani. Gli articoli di Amira Hass mostrano uno scandaloso quadro di estrema difficoltà, causate dalle azioni cruente di Israele Tra le altre cose, Israele vieta l'importazione di molti prodotti : tutto ciò che non è elencato come medicina, cibo o detersivo è vietato. prima del rapimento di Gilad Shalit Israele autorizzava 4000 prodotti Tutto il resto - le materie prime, il mateiale da costruzione,gli apparecchi elettrici (compresi i frigoriferi e lavatrici), pezzi di ricambio per automobili e macchine, lampadine, fiammiferi, aghi, fili, scarpe, materassi, coperte, stoviglie, libri, giocattoli e migliaia di elementi di vitale importanza per la vita quotidiana - non sono ammessi, per qualche ragione. L'incrocio tra Gaza e l'Egitto è chiuso, lasciando libero solo il Nahal Oz Ma qui le merci sono bloccate a secondo il capriccio della difesa israeliana, responsabile della tragedia gazese dal 1967 Forse Israele oggi è ora ancora più responsabile. Dopo aver causato morti e caos , non permette ai residenti di andare oltre le rovina della propria vita Il risultato è un aumento del contrabbando proveniente dall'Egitto attraverso il tunnel, che rafforza il controllo del mercato nero di Hamas . Questo stupidità è duplice - le persone sono costrette a pagare molto di più e Israele sta rafforzando hamasPeggio ancora - l'imposizione di un assedio su più di 1,5 milioni di persone che non riescono a costruire nuove case, avviare la loro auto, fornire ai bambini i pannolini e gli alimenti specifici , utilizzare la carta igienica, e persino leggere libri o giocare o suonare strumenti musicali è inumano, immorale e una violazione dei regolamenti delle Nazioni Unite. Il coordinatore delle attività di governo nei Territori sostiene che "la politica delle importazioni delle merci è stata decisa il 19 settembre, 2007." da allora, le condizioni di vita a Gaza si sono aggravate ancora di più. Il nuovo governo deve porre termine all' l'ingiustizia, non appena possibile.
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1086497.html
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1088195.html
I depuratori esistevano o vogliamo riprendere i post del 2002 dove ripetevi l''usuale mantra?
2 problema dell'acqua a Gaza
UN report: Gaza water supply on verge of collapse
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1115260.html
3AMIRA HASS:manca a Gaza il 40% dell'acqua corrente
Il comune ha bisogno dell'elettricità per poter rifornire d'acqua le case. Il 40 per cento dei residenti non ha più accesso al prezioso liquido da lunedì e, se non verranno riprestinati i rifornimenti di Diesel e di combustibile, da martedì tutta Gaza è a rischio
Le organizzazioni israeliane Adalah e Gisha hanno inoltrato una petizione all' Alta Corte di Giustizia per ripristinare il rifornimento di gasolio alla striscia di Gaza. Tale richiesta è stata rifiutata. I giornali non raggiungono più Gaza , in contatto con il mondo solo tramite piccole radio sintonizzate su Al-Jazeera Il gas di riscaldamento si esaurito da domenica ,l'unico modo per evitare il freddo è coprirsi con più coperte . L'oscurità della notte è interrotta dalla fioca illuminazione delle poche case in possesso di un generatore
ARTICOLO
http://www.haaretz.com/hasen/spages/947099.html
articolo del 2007
http://www.haaretz.com/hasen/spages/921140.html
....
A Betlemme le fogne spaccate a martellate all'epoca di Arafat le hanno fatto solo nelle zone turistiche e nei quartieri dei ricchi, dalle altre parti , se cammini, scivoli.
http://www.homolaicus.com/storia/israele-palestina/img440.png
http://www.homolaicus.com/storia/israele-palestina/img441.png
Chi è che rompeva ai palestinesi le strade e rispettive fognature ?
Notansi che l'aratro israeliano scava e rompe tutto fino a oltre un metro di profondità....così, tanto per vedere che effetto fa...
a me sembra molto chara la denuncia di Amira Hass..in quanto al resto basta spolverare i post del 2004 sullo stesso argomento su un altro forum, dove ai soliti mantra si rispondeva con la documentazione.. dare voce agli spot pubblicitari è proprio di chi vuole solo seminare zizzania per difendere il cannibalismo che opera
MO: GAZA; AMNESTY CRITICA ISRAELE, 'BASTA ASSEDIO'
(ANSA) - GERUSALEMME, 18 GEN - Amnesty Internationl torna a
chiedere a Israele la fine ''dell'assedio'' imposto attorno alla
Striscia di Gaza fin dall'avvento al potere in questa parte di
territorio palestinese degli islamico-radicali di Hamas (nel
2007), sostenendo che il blocco ''sta soffocando'' quasi un
milione e mezzo di persone. Lo si legge in un nuovo rapporto
ripreso oggi con evidenza dai media online israeliani e che il
governo ha immediatamente respinto.
Nel documento Amnesty contesta la tesi di Israele secondo cui
il blocco e' diretto contro il regime di Hamas. ''La realta' -
e' scritto nel rapporto - e' che esso non colpisce i gruppi
armati, ma punisce piuttosto l'intera popolazione della Striscia
di Gaza (1,4 milioni di abitanti), restringendo l'ingresso di
cibo, forniture mediche, attrezzature educative, materiale da
costruzione''. Una limitazione - sottolinea l'organizzazione per
i diritti umani - che impedisce tra l'altro la ricostruzione
degli edifici distrutti o danneggiati durante l'offensiva Piombo
Fuso condotta da Israele un anno fa. (ANSA).
LR
18-GEN-10 12:58 NNNN
gaza si conferma una "mattanza", ma una mattanza che continua in maniera ancora più subdola con gli effetti a medio e lungo termine delle bombe dime e al fosforo usate contro la popolazione civile
[Il gas di riscaldamento si esaurito da domenica ,l'unico modo per evitare il freddo è coprirsi con più coperte .
Mamma mia! poveretti sotto la neve....senza riscaldamento:))
[Il gas di riscaldamento si esaurito da domenica ,l'unico modo per evitare il freddo è coprirsi con più coperte .
Mamma mia! poveretti sotto la neve....senza riscaldamento:))
lì c'è appena stata l'alluvione, hanno i bambini al freddo all'umido senza riscaldamento e tu ridi?
Clara è una persona senza cuore. Tipica caratteristica dei sionisti.
Deborah Fait
22-01-2010, 18:48
L'alluvione e' durata mezz'ora. Oggi c'e' un sole che spacca le pietre e fa caldo.
continua a ridere allora.
qui si parla di emergenza umanitaria
MO: GAZA; ALLUVIONE DOPO SICCITA', TROPPA GRAZIA ALLAH /ANSA
(di Alessandro Logroscino)
(ANSA) - GERUSALEMME/GAZA, 19 GEN - Appena cinque giorni fa
aveva indetto una giornata di preghiera contro la siccita'
persistente. Oggi, dopo 24 ore di piogge torrenziali, Hamas - il
movimento islamico radicale palestinese al potere nella
disastrata Striscia di Gaza - e' costretto a proclamare lo stato
di calamita'. Se non ci fossero di mezzo vittime e sciagure, si
potrebbe parlare di una beffarda ironia della sorte. E se non si
trattasse di una cosa seria come la fede ci sarebbe da lasciarsi
sfuggire un: ''Troppa grazia, Allah''.
La realta' della cronaca, tuttavia, lascia poco spazio alle
battute. Isolata da un blocco che dura dal 2007 e in attesa di una ricostruzione di cui non si
vede neppure l'ombra, a un anno esatto dalla fine dell'ultima
offensiva militare israeliana (Piombo Fuso), la Striscia di Gaza
rischia di essere messa definitivamente in ginocchio dal
maltempo, che da ieri imperversa con precipitazioni eccezionali
nella zona. E che ha colpito in modo pesante anche la confinante
regione desertica del Neghev, nel sud di Israele.
In principio i guai erano venuti per la mancanza d'acqua:
cronica in queste terre, ma particolarmente intensa negli ultimi
mesi per i canoni della stagione. Una penuria che si era
abbattuta sulle coltivazioni, su campi di grano e fruttetti, e
aveva indotto i predicatori di Hamas a convocare il 14 gennaio i
fedeli gazawi piu' devoti nelle moschee: per invocare ''la
misercordia dell'Altissimo'' - era stato spiegato dal
'ministero' degli Affari Religiosi - ottenere la pioggia.
Senonche' l'acqua e' arrivata alla fine a catinelle,
accompagnata ieri da vento, tuoni e saette. Un fortunale in
piena regola che ha moltiplicato i danni materiali e fatto
persino qualche vittima: una donna travolta dalla furia degli
elementi di un wadi (torrente stagionale) in piena e' morta in
Israele mentre viaggiava su una jeep; un secondo cadavere e'
stato ritrovato piu' tardi; alcune altre persone - perlopiu'
nella Striscia di Gaza - risultano disperse.
Dal cielo sono caduti in poche ore fino a 70 millilitri di
acqua (due terzi delle precipitazioni medie regionali
dell'intero inverno) e le alluvioni sono state classificate dai
meteorologi come le piu' devastanti nella zona da almeno 10 anni
a questa parte. Nel Neghev israeliano hanno provocato seri danni
alle arterie stradali e il crollo di un ponte, isolando taluni
villaggi dal resto del Paese.
Attorno a Gaza City, in prossimita' di Juhor a-Dik, gli
ingorghi d'acqua hanno poi raggiunto addirittura altezze di
quattro metri, paralizzando il traffico, mentre numerose case
sono state totalmente inondate e le autorita' locali sono state
costrette a evacuare decine di famiglie.
La violenza delle intemperie si e' accanita in particolare su
alcuni insediamenti beduini, mentre dal blindatissimo confine
israeliano - per colmo di sventura - sono tracimati nei campi
della Striscia altri 3 milioni di metri cubi d'acqua:
fuoriusciti a cascata dalle falle prodottesi in un mega
serbatoio destinato in teoria a trattenere le riserve piovane.
Il 'ministro' dell'Agricoltura di Hamas, Mohammed al-Agha,
fra i piu' allarmati la settimana scorsa per il clima secco, ha
denununciato oggi lo spettro di ''una catastrofe umanitaria'' a
causa dell'alluvione. Mentre il collega dei Lavori Pubblici,
Yussef al-Mansi, ha annunciato fin d'ora ''lo stato di
calamita''' in tutta l'area a sud di Gaza City. (ANSA).
LR
19-GEN-10 16:05 NNNN
"Un sistema sanitario efficace non possono essere sostenute in modo isolato dalla comunità internazionale," Tony Laurance in Cisgiordania e Gaza, ha detto. "L'apertura delle frontiere sono necessarie per garantire la salute dei 1,4 milioni di persone a Gaza." I dati dell'OMS indicano che il 21% delle 1.103 domande , il mese scorso, per recarsi in Israele per le nomine ospedaliere sono state negate o ritardate. Ventinove pazienti sono morti lo scorso anno in attesa di rinvio
http://pensierimadyur.blogspot.com/2010/01/rischio-la-vita-di-14-persone-gaza-che.html
il freddo di Gaza
brrrrrr
io sono freddolosa. Ieri e' stato un giorno fatidico: mi sono messa il primo maglione della stagione! insieme a tutti gli Israeliani. C'e' un odore di naftalina in giro..
il cappotto? e' in armadio dall'anno scorso. la sciarpa? una volta la mia Yasmin ne ha presa una in mano (un ricordo dall'italia) e mi ha chiesto: "cos'e' questa roba"?
in quanto alla intelligente domanda di Ugodin "c'e' stata l'alluvione e tu ridi"
se non sbaglio in Canada c'e' una setta di puritani che non ride mai perche' Gesu' e' morto in croce. Se qualcuno ride o sorride gli dicono: "Gesu' e' morto in croce e tu ridi"?
Io non rido dell'alluvione ma delle idiozie che scrivete:))
Adesso vado in Galilea a vedere il Giordano in piena!!
Tzazzamita
23-01-2010, 05:58
. . le piogge che fanno impazzire i torrenti che annegano bestie e uomini proprio là dove due settimane prima le une e gli altri morivano dl sete"
Tutto va fatto perchè nulla cambi
così descrive il fenomeno Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo
evacuate centinaia di famiglie
Alluvione su Gaza. Piove sul bagnato
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=429
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in alcuni articoli si fa anche riferimento ad una diga:confused:
L'alluvione e' durata mezz'ora. Oggi c'e' un sole che spacca le pietre e fa caldo.
evidentemente ti ha dato alla testa..come se ce ne fosse bisogno..ma non ti vergogni mai?
il freddo di Gaza
brrrrrr
io sono freddolosa. Ieri e' stato un giorno fatidico: mi sono messa il primo maglione della stagione! insieme a tutti gli Israeliani. C'e' un odore di naftalina in giro..
il cappotto? e' in armadio dall'anno scorso. la sciarpa? una volta la mia Yasmin ne ha presa una in mano (un ricordo dall'italia) e mi ha chiesto: "cos'e' questa roba"?
in quanto alla intelligente domanda di Ugodin "c'e' stata l'alluvione e tu ridi"
se non sbaglio in Canada c'e' una setta di puritani che non ride mai perche' Gesu' e' morto in croce. Se qualcuno ride o sorride gli dicono: "Gesu' e' morto in croce e tu ridi"?
Io non rido dell'alluvione ma delle idiozie che scrivete:))
Adesso vado in Galilea a vedere il Giordano in piena!!
definire certi commenti antiisraeliani e fomentatori di antisemitismo è un complimento
."Questa settimana, le autorità israeliane al checkpoint di Erez hanno impedito l’uscita dalla Striscia di Gaza a 17 pazienti videolesi, affetti da varie patologie agli occhi, per essere sottoposti a trapianti di cornea, un intervento che non è effettuabile nel sistema sanitario di Gaza. A causa di questo ritardo, per tali pazienti è venuta a mancare l’opportunità del varco sanitario perché i trapianti venissero eseguiti, in quanto le cornee possono essere trapiantate solo entro un breve intervallo di tempo (24 – 48 ore dopo che sono state estratte dai corpi dei donatori). I pazienti di Gaza la cui uscita era stata impedita dovranno perciò attendere per un’altra donazione, che può esserci oppure no.All’inizio della settimana i Medici per i Diritti Umani – Israele (PHR-Israel) avevano ricevuto un avviso dal Centro Medico Musallam di Gaza. In base a tale istanza, un gruppo numeroso di 14 pazienti di Gaza, che erano stati invitati a Ramallah per il trapianto della cornea da domenica a mercoledì di questa settimana (3-5 gennaio 2010), non aveva raggiunto la loro destinazione. Altri tre pazienti si erano rivolti al PHR_Israel separatamente. Il gruppo di pazienti comprende alcune persone che erano in attesa per il trapianto della cornea da settimane o persino da mesi. L’attesa più lunga era quella del 31 enne S.A.. che era rimasto ad aspettare per questo tipo di intervento per ben tre anni.Questa settimana, il principale Centro Medico Musallam a Ramallah aveva ricevuto dagli Stati Uniti due consegne di dozzine di cornee, donate dalla Banca Internazionale del Tessuto, un’organizzazione americana che promuove trapianti di cornee e di tessuti. Ogni anno, durante l’intervallo natalizio, vengono inviate delle cornee, in quanto in quel periodo negli Stati Uniti non hanno luogo quei tipi di operazioni, come donazione al sistema sanitario palestinese, e destinate in particolar modo agli ammalati agli occhi di Gaza.L’indagine svolta dal Centro Medico di Ramallah sollevò la preoccupazione che l’uscita dei pazienti di Gaza era stata impedita dalle autorità israeliane e di conseguenza domenica il PHR-Israel aveva fatto una petizione urgente al DCO (District Coordination Office) di Gaza, responsabile per la concessione dei permessi di uscita ai pazienti. In tale istanza al DCO, il PHR aveva avvertito che impedendo l’uscita dei pazienti videolesi per le operazioni agli occhi questa settimana provocherà di conseguenza a loro la perdita dell’opportunità del trapianto della cornea eventualmente nel prossimo futuro, in quanto le cornee destinate ai trapianti hanno una data di scadenza molto vicina.Questo caso, con le sue conseguenze di vasta portata per i pazienti videolesi che ora hanno perduto l’occasione di porre un riparo alla loro vista, chiarisce le molte difficoltà che devono affrontare coloro che abitano a Gaza che necessitano di assistenza sanitaria che non è dispensabile nella Striscia di Gaza. i ritardi, l’apatia e il rifiuto da parte delle autorità israeliane che ogni mese limitano l’accesso alle cure mediche a dozzine di pazienti, assume un significato particolarmente grave in questo caso, in quanto l’impedimento dell’uscita da Gaza a questi pazienti ha determinato la perdita delle cornee (che possono essere trapiantate sono entro e non più tardi delle 48 ore dalla loro donazione). Orbene, i pazienti dovranno attendere per la donazione di un’altra cornea un tempo indeterminato e la probabilità che ciò avvenga.Il PHR – Israel protesta perciò con gran forza contro la sfrontata trascuratezza delle autorità del check point di Erez nei confronti dell’urgenza sanitaria connessa al permesso di uscita dei pazienti per gli interventi di trapianto della cornea.Per ulteriori informazioni rivolgersi a ranyaron@phr.org.il(tradotto da mariano mingarelli)
Deborah Fait
23-01-2010, 15:24
evidentemente ti ha dato alla testa..come se ce ne fosse bisogno..ma non ti vergogni mai?
No, perche' dovrei? Tu devi vergognarti sempre. Guarda che noi siamo qui, abbiamo avuto la stessa pioggia, siamo praticamente lo stesso paese.
Poi che vi vengano a raccontare che a Gaza e' peggio perche' sono piu' poveretti va benissimo ma parlare di calamita' naturale ....Senti, angelo del paradiso, ma perche' non ne adotti un pochi? Eh?
la vergogna è un fatto soggettivo..hai ragione..in quanto ad adottare? frase che parla per sè e non merita commenti visto il livello
.
http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=2251
Rapporto di Medici Senza Frontiere
La qualità dei servizi sanitari continua a diminuire
La capacità di risposta del sistema sanitario è stata notevolmente ridotta. La maggior parte delle attrezzature mediche è inaffidabile. L'embargo non consente di ottenere alcuni pezzi di ricambio. Allo stesso modo, le unità mediche si trovano a fronteggiare la carenza di medicinali.
Più di 5.000 persone sono rimaste ferite durante la guerra di gennaio. Molti sono rimasti disabili e l'unico centro di riabilitazione nella Striscia di Gaza ha difficoltà nel rifornirsi di materie prime necessarie alla fabbricazione di arti artificiali. Il tempo di attesa per una protesi si estende ora a metà del 2010. Mentre 150 pazienti disabili attendono la loro protesi, ordigni inesplosi continuano a uccidere e ferire. "Due bambini sono stati uccisi e almeno tre feriti, mentre giocavano con queste armi", spiega Jean-Luc Lambert, capo missione di MSF. "Un anno dopo, i bambini di Gaza continuano a perdere la vita per la guerra."
Coloro che sono stati sfigurati o sono rimasti ustionati, dovrebbero ricevere cure di chirurgia plastica e cure post-operatorie. Tuttavia, l’unico chirurgo plastico di Gaza lavora per il trattamento di tutti i casi, inclusi gli incidenti domestici, come le vittime da esplosione di bombole del gas o degli scontri tra fazioni palestinesi.
Si stima che il 40 per cento dei pazienti con una malattia cronica non abbia ottenuto un trattamento medico consono durante l'offensiva di gennaio (i casi in pericolo di vita e le emergenze hanno ricevuto la priorità in quella fase), con un impatto a lungo termine sulla loro salute.
“Uno dei trattamenti chemioterapici relativi alla cura di una neoplasia, combina 3 farmaci di cui solo 2 disponibili a Gaza”, continua Lambert. "Mentre il 30% dei tumori a Gaza sono al seno, non siamo in grado di effettuare correttamente le mammografie, per la carenza di un reagente."
I pazienti che non possono essere trattati nella Striscia di Gaza dovrebbero essere curati al di fuori del territorio occupato, ma le richieste di autorizzazione di viaggio sono così complicate con il risultato che molti pazienti non possono lasciare Gaza per curarsi.
===============================================
questo non credo sia negabile...
http://blog.panorama.it/mondo/2010/01/21/rabbini-per-gaza-chi-sono-costoro/
http://blog.panorama.it/mondo/files/2010/01/gaza-protest-large.jpg
osa ci fa in Italia un rabbino israeliano che parla di Gaza?
Voglio dire agli italiani, e agli europei in genere, che devono fare di più per porre fine al blocco economico che sta impedendo la ricostruzione nella Striscia dopo la guerra dello scorso anno.
http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/bernardelli_palestina.html
Palestina - La mano tesa dei rabbini - il "nobel delle religioni" al dialogo in Medio Oriente
La Fondazione Niwano assegna il premio per la pace 2006 a un’associazione israeliana che, in nome della Torah, si batte per i diritti dei palestinesi: li ha difesi facendo resistenza davanti ai bulldozer per protestare contro la demolizione delle loro case. Nel segno della convivenza, ma anche contro i kamikaze
Centotrenta rabbini israeliani che alzano la voce per difendere i diritti dei palestinesi. E che, per questo, sono disposti anche a finire davanti a un tribunale. Sono loro, riuniti nell'associazione Rabbis for Human Rights ("rabbini per i diritti umani"), i vincitori dell'edizione 2006 del premio per la pace della Fondazione Niwano, il prestigioso riconoscimento noto in tutto il mondo come il "nobel delle religioni".
L'annuncio è stato dato a Tokyo in questi giorni e torna a mettere al centro dell'attenzione Gerusalemme. Una scelta non casuale nel clima di queste settimane. Perché di fronte a un Medio Oriente spazzato dal vento dei fondamentalismi il rischio di guardare alle religioni come a "un problema in più" sulla strada della pace è tutt'altro che remoto. In direzione opposta va, invece, l'esperienza di Rabbis for Human Rights, una delle voci più controcorrente del Medio Oriente di oggi. E non tanto perché si tratta di israeliani che si danno da fare per i palestinesi. ..............................................
chi sono quelle bambine in foto? palestinesi? ma fatemi ridere
A proposito ieri in Galilea mi sono tolta il maglione dal caldo.
ehh si! la neve di Gaza, ci vuole!:))
brava vacci forse ti farebbe bene
andare dove? a sciare a Gaza?
se ti fa piacere, forse dopo gli ultimi allagamenti meglio nuotare
allagamenti abbiamo anche qui. Ed anche tubi e bacini per raccogliere l'acqua.
se usassero le forze per scavare bacini di raccolta di acqua piovana invece di scavar tunnel e spender soldi in kaassam, non si troverebbero nel fango.
ben gli sta.
http://www.kkl.it/100%20anni/activities/KKL_activity6.html
dì al tuo governo di togliere l'assedio, tanto per cominciare almeno non prleresti al vento, visto che il tuo governo ha bloccato l'importazione di ogni materia prima: certe banaità potresti anche evitarle visto la documentazione che ormai è alla portata di tutti
dì al tuo governo di togliere l'assedio, tanto per cominciare almeno non prleresti al vento, visto che il tuo governo ha bloccato l'importazione di ogni materia prima: certe banaità potresti anche evitarle
E tu di' all'Egitto di togliere il suo assedio. Hai i paraocchi rivolti perennemente verso Tel Aviv o semplicemente non ti eri accorta che Gaza confina con l'Egitto a Sud?
L'egitto è responsabile quanto Israele, ma l'assedio è stato decretato da Israele e il materiale che può arrivare o non arrivare ufficialmente viene decretato da Israele: tra questi tutto ciò che concerne l'edilizia e le materie prime.L'Egitto ha chiuso i valichi della sua frontiera, Il rifornimento di questo mteriale è bloccato da Israele, tanto che le case sono ricostruite con il fangoe il blocco ha azzerato ogni attività produttiva, rafforzando solo Hamas e il clan del contrabbando come già postato
allegati
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1086497.htm
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1086045.html
lhttp://www.haaretz.com/hasen/spages/1085622.html
http://rete-eco.it/it/approfondimenti/gaza/9185-gaza-quei-nuovi-ricchi-nel-tunnel-della-miseria
.htmlhttp://www.haaretz.com/hasen/spages/1092196.html
dì al tuo governo di togliere l'assedio, tanto per cominciare almeno non prleresti al vento, visto che il tuo governo ha bloccato l'importazione di ogni materia prima: certe banaità potresti anche evitarle visto la documentazione che ormai è alla portata di tutti
di' al tuo governo....
ehiii chi credi di essere?
.O./ Più di 80 Ong denunciano blocco Israele e Egitto a Gaza
Gaza, 20 gen. (Apcom) - Più di 80 organizzazioni umanitarie hanno denunciato il blocco imposto da Israele e dall'Egitto alla Striscia di Gaza, che mette in crisi il sistema sanitario del territorio palestinese.
Le organizzazioni umanitarie, fra cui alcune agenzie delle Nazioni Unite, precisano che il blocco mette in pericolo la salute di 1,5 milione di palestinesi che vivono nella Striscia. Le Organizzazione governative hanno lanciato un appello a Israele e all'Egitto a riaprire la frontiera con Gaza. Il blocco è stato imposto quando i militanti di Hamas hanno preso il controllo della Striscia di Gaza nel 2007
.M.O./ Piu' di 80 Ong denunciano blocco Israele e Egitto a Gaza
Gaza:Amnesty-Israele, basta assedio
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/01/18/visualizza_new.html_1674814740.html
Deborah Fait
25-01-2010, 11:08
di' al tuo governo....
ehiii chi credi di essere?
e' quello che dice Raptor: una che vede le travi negli occhi di Gerusalemme ma non parla mai dell'Egitto.
E' una che non sa che Israele ha aspettato 8 anni di bombardamenti per reagire.
E' una che odia Israele con tutte le sue forze e non si preoccupa nemmeno di nasconderlo.
In poche parole e' la solita antisemita cattocomunista.
Dato che le discussioni vengono riportate a livello di attacco personale per mancanza di argomenti, non vale nemmeno la pena rispondere :sbadiglio:
Chi legge, giudichi!
Deborah Fait
25-01-2010, 11:42
Dato che le discussioni vengono riportate a livello di attacco personale per mancanza di argomenti, non vale nemmeno la pena rispondere :sbadiglio:
Chi legge, giudichi!
Giusto! Immagino che non sia comodo scrivere quello che scrive fiammifero contro Israele e avere sempre qualche rompiballe di ebreo che mette i bastoni tra le ruote:D:D
.O./ Più di 80 Ong denunciano blocco Israele e Egitto a Gaza
Gaza, 20 gen. (Apcom) - Più di 80 organizzazioni umanitarie hanno denunciato il blocco imposto da Israele e dall'Egitto alla Striscia di Gaza, che mette in crisi il sistema sanitario del territorio palestinese.
Le organizzazioni umanitarie, fra cui alcune agenzie delle Nazioni Unite, precisano che il blocco mette in pericolo la salute di 1,5 milione di palestinesi che vivono nella Striscia. Le Organizzazione governative hanno lanciato un appello a Israele e all'Egitto a riaprire la frontiera con Gaza. Il blocco è stato imposto quando i militanti di Hamas hanno preso il controllo della Striscia di Gaza nel 2007
.M.O./ Piu' di 80 Ong denunciano blocco Israele e Egitto a Gaza
Gaza:Amnesty-Israele, basta assedio
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/01/18/visualizza_new.html_1674814740.html
Mentre e' in corso l'"assedio" di Gaza, dal valico di Kerem Shalom entrano oggi 68 TIR di aiuti umanitari, beni commerciali e per l'agricoltura. Sempre oggi, dal valico di Karni entrano 96 TIR carichi di farina, mangime per animali e carburante per uso domestico e pubblico. Sempre dal valico di Karni, 1 TIR pieno di fragole e uno pieno di prodotti floreali escono da Gaza per essere esportati. Ricapitolando, oltre 160 TIR di merci varie (aiuti, carburante e beni vari) per un totale di quasi 5.000 tonnellate di merci varie in entrata, e due TIR escono per l'esportazione.
Il confine egiziano rimane costantemente sigillato, ma chi assedia e' Israele.
Chi legge giudichi.
Mentre e' in corso l'"assedio" di Gaza, dal valico di Kerem Shalom entrano oggi 68 TIR di aiuti umanitari, beni commerciali e per l'agricoltura. Sempre oggi, dal valico di Karni entrano 96 TIR carichi di farina, mangime per animali e carburante per uso domestico e pubblico. Sempre dal valico di Karni, 1 TIR pieno di fragole e uno pieno di prodotti floreali escono da Gaza per essere esportati. Ricapitolando, oltre 160 TIR di merci varie (aiuti, carburante e beni vari) per un totale di quasi 5.000 tonnellate di merci varie in entrata, e due TIR escono per l'esportazione.
Il confine egiziano rimane costantemente sigillato, ma chi assedia e' Israele.
Chi legge giudichi.
http://www.infopal.it/leggi.php?id=7933
Come Palestinesi, Israeliani e organizzazioni internazionali per i diritti umani, noi sottoscrittori vorremo concentrare l'attenzione dei membri del Consiglio dei Diritti Umani sulla recente decisione dell'Alta Corte di Giustizia israeliana (ACGI) in merito alla Risoluzione del Consiglio A/HRC/S-6/L.1, che chiede che Israele, la Potenza Occupante, sollevi l'assedio imposto alla Striscia di Gaza.
Per contrasto, come Potenza Occupante sotto la Quarta Convenzione di Ginevra, gli obblighi di Israele verso la popolazione civile della Striscia di Gaza includono, non solo il dovere di non ostacolare la fornitura di beni ed aiuti alla popolazione, ma anche un dovere positivo di “portare i necessari beni alimentari, medici e di altro genere”[1], di “assicurare e mantenere, in cooperazione con le autorità locali e nazionali, le strutture mediche e gli ospedali ed i servizi di salute pubblica ed igiene”[2] e di “acconsentire a programmi di aiuto facilitandoli con tutti gli strumenti a disposizione. Questi programmi devono consistere soprattutto nella fornitura di beni alimentari, medicinali e vestiti”[3]. Si noti che sotto la legge di occupazione la fornitura di aiuti alla popolazione civile di Gaza attraverso l’intermediazione di un soggetto terzo, non solleva Israele, la Potenza Occupante, dagli obblighi menzionati[4].
bla bla. e che la piantino!
nessuna di quelle organizzazioni da te citate ha mai chiesto
Di liberare Shalit?
di smettere di tirar razzi su Israele?
di educare i bambini al martirio?
Shalit richiede una soluzione politica, non spetta alle organizzazioni umanitarie..Alla Croce Rossa spetta il compito, come è avvenuto, di visitarlo
Mentre e' in corso l'"assedio" di Gaza, dal valico di Kerem Shalom entrano oggi 68 TIR di aiuti umanitari, beni commerciali e per l'agricoltura. Sempre oggi, dal valico di Karni entrano 96 TIR carichi di farina, mangime per animali e carburante per uso domestico e pubblico. Sempre dal valico di Karni, 1 TIR pieno di fragole e uno pieno di prodotti floreali escono da Gaza per essere esportati. Ricapitolando, oltre 160 TIR di merci varie (aiuti, carburante e beni vari) per un totale di quasi 5.000 tonnellate di merci varie in entrata, e due TIR escono per l'esportazione.
Il confine egiziano rimane costantemente sigillato, ma chi assedia e' Israele.
Chi legge giudichi.
1) se si vuole stroncare il traffico dei tunnel per forza devono entrare anche beni primari, soprattutto in vista delle critiche internazionali sempre più forti
2) come già detto sono i pezzi di ricambio per i depuratori, le materie prime per riavviare l'economia e la ricostruzione ciò che sono vietati
3 in qualunque modo si pone il problema l'assedio è indegno per se stesso: impedire libertà di movimento , di studio ecc vuol dire non considerare come essere umani l'altro sia da parte egiziana che israeliana
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3 in qualunque modo si pone il problema l'assedio è indegno per se stesso: impedire libertà di movimento , di studio ecc vuol dire non considerare come essere umani l'altro sia da parte egiziana che israeliana[/QUOTE]
giusto,che si cominci con liberare Shalit
la croce Rossa non puo' visitare Shalit: Hamas si e' sempre rifiutato di concedere visite.
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3 in qualunque modo si pone il problema l'assedio è indegno per se stesso: impedire libertà di movimento , di studio ecc vuol dire non considerare come essere umani l'altro sia da parte egiziana che israeliana
giusto,che si cominci con liberare Shalit
la croce Rossa non puo' visitare Shalit: Hamas si e' sempre rifiutato di concedere visite.[/QUOTE]
la Croce Rossa non puo ' visitare neanche Salwa e Sara in detenzione amministrativa dal 2008, se non erro
La Croce Rossa ha visitato Shalit..ed eragiusto
Striscia di Gaza, negata visita a ministro belga
PEACE REPORTER
Il ministro Michel: 'Non è normale' - Israele ha negato al ministro belga per lo Sviluppo internazionale Charles Michel la possibilità di recarsi nella Striscia di Gaza. È quanto riferisce la radio israeliana citando il vice capo della diplomazia Danny Ayalon. Il ministero degli Esteri avrebbe spiegato al ministro Michel che autorizzare visite ufficiali nella Striscia di Gaza significherebbe legittimare il ruolo di Hamas. Ayalon ha aggiunto che qualsiasi aiuto umanitario che il Belgio intende destinare attraverso Hamas potrebbe essere utilizzato dai terroristi. In un comunicato stampa la risposta di Michel: "Non è normale che l'accesso a Gaza venga negato a un ministro il cui Paese conduce progetti lì". Il Belgio provvede a donare aiuti umanitari ai cittadini di Gaza attraverso due agenzie che fanno capo alle Nazioni Unite. È dal dicembre 2009, come scrisse il 'The Jerusalem Post', che il primo ministro Benyamin Netanyahu ha deciso di negare l'accesso alla Striscia di Gaza da Israele ai rappresentanti politici di altri Paesi.
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3 in qualunque modo si pone il problema l'assedio è indegno per se stesso: impedire libertà di movimento , di studio ecc vuol dire non considerare come essere umani l'altro sia da parte egiziana che israeliana
giusto,che si cominci con liberare Shalit
la croce Rossa non puo' visitare Shalit: Hamas si e' sempre rifiutato di concedere visite.[/QUOTE]
l'assedio e indegno e una vergogna per israele da qualunque parte lo si legga e giustificarlo per me è essenzialmente antiisraeliano, vuol dire non aver capito le conseguenze internazionali che sta creando così come il Muro egiziano...inutile lamentarsi poi
http://blog.panorama.it/mondo/2009/12/07/gaza-per-la-prima-volta-una-squadra-di-medici-visita-gilad-shalit/
per la prima volta, una squadra di medici visita Gilad Shalit
Sono stato a Gaza. Un privilegio straordinario. Eccetto le automobili di funzionari e diplomatici, non più di 30 persone varcano ogni giorno questa faticosa frontiera. Gerusalemme è a meno di 100 chilometri, ma ci si trasferisce in un altro mondo. Appena superati i controlli cominciamo a vedere un paesaggio che ci accompagnerà sino al cuore della città : un immenso campo di macerie. Tutto l'impianto industriale della striscia è stato distrutto. E così pure tutti gli uffici pubblici. Il poco traffico è mischiato : vecchie Mercedes e arrugginite peugeot devono fare i conti con lo sterminato numero di asinelli che continuano ad essere essenziale mezzo di trasporto. Il territorio della Striscia è grande quanto il mare di galilea, ed è un grande mare di guai. Si coglie subito nella gente che incontriamo la nota propria dei paesi poveri : metà della popolazione di gaza ha menodi 18 anni. Ma è poca la gente che si incontra, sopratutto se si pensa che vi abitano un milione e mezzo di persone. "La più grande prigione del mondo", venne definita da un saggio uomo di Dio, quando anni fa ci si lasciò trasportare dall'esultanza per la partenza dal territorio degli ultimi coloni israeliani. Purtroppo quel saggio aveva ragione . la città veniva lasciata per essere subito chiusa ermeticamente su se stessa. Senza lavoro, senza possibilità di movimenti, senza rifornimenti essenziali. E quindi senza energia elettrica e senza carburanti. Gli ospedali senza medicinali. la gente senza un soldo. Abbiamo visitato scuole alla quali si cerca di portare non solo materiale scolastico, ma anche cibo per i bambini. Siamo entrati nella miseria di famiglie rimaste senza il padre, ucciso dai bombardamenti. Case distrutte sostituite da tende e da abitacoli in lamiera.Dove pensare di trovare un "tesoro" nel campo devastato di gaza ? Eppure il tesoro c'è, e ci ha accompagnato in tutto il nostro breve viaggio. ospiti della parrocchia cattolica, abbiamo cominciato a vederlo subito : la gente. Il suo coraggio, la sua capcità di sorridere, la sua laboriosità in mezzo a tanti guai. Sono le donne a dare il segno dell'iniziativa, della vigilanza e del volto buono e sereno delle giornate. E quindi i bambini. ordinatissimi nei loro abiti da scuola, sorridenti. Lieti. Due giovani preti di origine argentina, ricchi di sapienza e di coraggio. la chiesa ordinata ed accogliente. Le due comunità cristiane, la cattolica e l'ortodossa, unite nell'impegno comune di promuovere la speranza. le Figlie di madre teresa di calcutta e la loro casa di bambini poveri e soli. La comunità cristiana, numericamente piccolissima davanti al grande mondo islamico, un mondo aspramente diviso al suo interno e continuamente esposto a provocare una tragedia nella tragedia per le sue violente rivalità interne. La comunità cristiana guarda a tutti come a suoi figli e fratelli e spezza con tutti il pane della carità e della speranza. da JesusLa luce oltre Gaza – 468 « Conversando con Gerusalemme
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/01/don-giovanni-nicolini-spezzare-il-pane.html
Adry: mai la croce Rossa ha visitato Shalit. Mai.
Il hamas afferma che in questa maniera evita di far scoprire dove viene tenuto.
Adry: mai la croce Rossa ha visitato Shalit. Mai.
Il hamas afferma che in questa maniera evita di far scoprire dove viene tenuto.
E' vero non la visitato la Croce Rossa ma:
[...]
Per più di tre anni i suoi carcerieri non hanno permesso una sola visita medica: né dalla Croce Rossa, né da alcun altro organo internazionale. Ma ora quattro medici francesi hanno visitato Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito da Hamas. Finalmente un passo concreto verso la sua liberazione? [...]
Lunedì 7 Dicembre 2009
La fonte è quella che aveva postato più su Adry.
«Un’altra guerra contro Hamas è inevitabile»
di Maurizio Blondet
23/01/2010
http://img34.yfrog.com/img34/2120/page113q.jpg
La quiete del fronte Sud (Gaza...) è temporanea. Si prepara un colpo più concentrato con effetti di più lunga durata. L'operazione Piombo Fuso sarà un pallido ricordo. Serrare i ranghi dunque. Si pesca a piene mani tra i «religiosi» in armi, piamente obbedienti alle ingiunzioni di sterminio contenute nella Bibbia.«Un’altra guerra contro Hamas è inevitabile»: l’ha sancito il generale israeliano Tom Samia, già capo del Comando Sud (quello contro Gaza), in un’intervista alla radio dell’esercito.
Perchè un altro attacco, dopo le stragi e le distruzioni compiute poco più di un anno fa con «Piombo Fuso»? Perchè, ha detto il generale, «non è da credere che Hamas di colpo si arrenda senza essere colpito molto più gravemente di quanto è stato con Piombo Fuso». Israele, stavolta, deve sferrare «un colpo più concentrato con effetti di più lunga durata», anche con la rinnovata occupazione di alcune aree di Gaza. «Dobbiamo creare una situazione in cui Hamas resti senza ossigeno».
La dichiarazione dell’ex capo del Southern Command è stata confermata dall’attuale capo del Southern Command, generale Yoav Galant. «La quiete del fronte Sud è temporanea», ha avvertito Galant durante una visita ai comuni israeliani a ridosso della Striscia col suo milione e mezzo di prigionieri affamati (che sarebbe il Fronte Sud). Niente paura, ha aggiunto: il glorioso Tsahal si sta tenacemente addestrando per il prossimo conflitto, e «i civili si stanno ben preparando per un’altra tornata di combattimenti». ('Another war with Hamas is inevitable')
Queste dichiarazioni bellicose vengono proprio nel momento in cui Hamas, che controlla la Striscia, sta premendo sulle altre fazioni di resistenza palestinesi perchè smettano di tirare i loro razzetti oltre confine. La settimana scorsa alcune fazioni che non rispondono ad Hamas (Jihad Islamica, Fronte Popolare e non precisati Comitati di resistenza popolare) hanno sparato una decina di missili giovedì 14 gennaio. Risultato: nove morti fra i palestinesi, per le rappresaglie dei caccia F-16 israeliani. Nessuna vittima dall’altra parte. (Le Hamas exhorte à cesser les pilonnages d'Israël)
L’anno scorso, finita l’operazione Piombo Colato, Israele rifiutò di entrare in formale stato di tregua con Hamas (non gli si deve riconoscere nemmeno la dignità di nemico). Nonostante questo, Hamas ha dichiarato una tregua unilaterale e l’ha osservata, per quanto consentano le fazioni più estremiste che evidentemente non controlla. Israele per contro ha indurito la «cura dimagrante» – ossia il blocco di ogni bene essenziale a Gaza – contando che questo facesse mancare l’ossigeno ad Hamas, ossia il favore della popolazione assediata ed affamata.I risultati non devono essere brillanti. La Autorità Palestinese, il gruppo rivale di Hamas favorito da Israele, il cui capo Mahmud Abbas campa in Cisgiordania (Territori Occupati) solo grazie al sostegno israelo americano, ha fatto perdere la pazienza ad Efraim Halevy, ex capo del Mossad: «Abbas è inutile ed è tempo di rovesciarlo», ha detto Halevy sempre alla radio dell’esercito.
«Appena Israele e USA smettono di finanziarlo, l’Autorità Palestinese svanirà. Abbas e la sua fazione devono riconoscerlo, e agire con modestia nelle loro minacce ad Israele».
Le terribili minacce ad Israele da parte dell’Autorità Palestinese: ha condannato pubblicamente le nuove espansioni degli insediamenti ebraici nei Territori Occupati, che Israele continua nonostante le implorazioni del presidente americano, e dichiarato che Abu Abbas non avrebbe ripreso i negoziati se non cessavano le espansioni. Quali negoziati non si sa, visto che il regime israeliano non negozia con l’Autorità Palestinese sugli insediamenti, che avvengono sulle terre che l’Autorità, col permesso di Sion, controlla un poco. Di fatto, non riconosce come interlocutore la suddetta Autorità, nè riconosce come nemico legittimo Hamas. Israele negozia solo con se stessa.
In compenso, il capo dello Shin Beth Yuval Diskin ha minacciato Abu Mazen, l’ottobre scorso, con queste parole: se non chiedi alle Nazioni Unite di rimandare il voto sul Rapporto Goldstone, ridurremo la tua Cisgiordania “in una seconda Gaza”. Una minaccia un po’ più concreta. Abu Mazen ha chiesto all’Onu di rimandare la votazione. (Diskin to Abbas: Defer UN vote on Goldstone or face 'second Gaza')
SCANSANO LA LEVA 40 SU CENTO – I generali israeliani sono sempre scontenti di qualcosa. Il generale Azi Zamir, che comanda il direttorato del personale di Tsahal, s’è lamentato con il corpo insegnante delle scuole perchè «non instilla abbastanza i valori militari nella gioventù». Il fatto è, spiega l’accasciato generale, che il 28% dei ragazzi, e il 46% delle ragazze, evitano di arruolarsi. Fatta la media, ben 37 giovani israeliani su 100 scansano il servizio di leva. Anzitutto i giovani delle scuole talmudiche, e proprio i più fanatici haredim, hanno ottenuto dal parlamento l’esenzione legale del servizio (devono studiare la Torah). Ma molti, sospetta il generale, si dichiarano «haredim» e studenti talmudici proprio per scansare la naja.
Specialmente il 38% delle ragazze «usano l’argomento falso dell’osservanza religiosa per evitare la leva. E’ una strumentalizzazione cinica della legge», ha tuonato il generale: «Già oggi il concetto di nazione in armi è in demolizione, e se questa tendenza continua saremo presto sull’orlo dell’abisso».Sull’orlo dell’abisso? «Se si conta la gioventù arabo-israeliana, siamo di fronte a una situazione in cui il 70% dei giovani non fa il servizio militare», lamenta il generale Zamir.Ai giovani arabi, benchè in teoria cittadini, in Israele è vietato fare il servizio militare. Sarebbe «la morte di Israele come Stato ebraico» (dizione equivalente a «La morte della Germania come Stato ariano»), la minoranza etnica deve restare disarmata: come gli iloti a Sparta. E’ la sola democrazia del Medio Oriente .Il peso del servizio armato, ha lamentato ancora il generale, è ben lungi dall’essere equamente distribuito: «La Israeli Defense Force ha attualmente 450 mila riservisti fra i 21 e i 40 anni, ma solo 100 mila di loro si presentano ad adempiere ai 10 giorni di servizio della riserva all’anno».
In compenso, grandi sforzi – ha riconosciuto il generale – sono stati messi in atto per convincere gli haredim a fare i soldati. Vengono inquadrati in corpi speciali, coi loro rabbini di fiducia come cappellani militari, e sono assicurate loro le ore di studio talmudico. Ben mille haredim l’anno sono così arruolati. Molte delle atrocità commesse a Gaza sono state perpetrate da questi «religiosi» in armi, piamente obbedienti alle ingiunzioni di sterminio contenute nella Bibbia. Il guaio è che i soldati haredim obbediscono più ai loro rabbini che ai loro colonnelli laici, e sempre più spesso si mettono al servizio dei coloni ebraici negli insediamenti illegali. (Officer: IDF on brink of abyss over draft dodging)
«Bisogna fare di più», ha aggiunto il generale, «per aiutare i soldati che completano il loro servizio, specialmente i 20 mila soldati combattenti dimessi ogni anno dopo un servizio estremamente massacrante». E’ la parola esatta: massacrante. Esausti dal massacro, i giovani sono spesso mandati all’estero in vacanze pagate dallo Stato, per sanare le loro ferite psichiche. Alcuni vanno persino a New York a fare i traslocatori. Altri a Bombay, attratti dalla spiritualità indù.
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
bla bla. e che la piantino!
nessuna di quelle organizzazioni da te citate ha mai chiesto
Di liberare Shalit?
di smettere di tirar razzi su Israele?
di educare i bambini al martirio?
Voi sapete benissimo cosa fare la liberazione di Shalit .Scarcerate tutti i palestinesi non so cosa aspettate …
Voi avete smesso di lanciare diversi attacchi aerei?
In Israele ci sono aule scolastiche per tutti i bambini palestinesi?
Deborah Fait
26-01-2010, 08:10
Dunque, Roderigo e Ali e tutti gli altri, capisco che vi secchi che io definisca lo scacchiere ANTISEMITA. Per carita', vi capisco benissimo.
Pero', carissimi, qui io vedo Andry che posta il sito di Blondet e vedo la neonazi che posta articoli di Blondet.
Secondo voi, carissimi, chi e' Blondet, amico e consigere di Dacia Valent? Eh? E' Blondet un neonazista antisemita fino alla punta dei suoi capelli se li ha?
Quindi , carissimi, dal momento che vedo che articoli di quella gentaglia vengono tranquillamente pubblicati senza cche nessuno di voi protesti mi autorizza a dire che lo Scacchiere e' ANTISEMITA.
Adry: mai la croce Rossa ha visitato Shalit. Mai.
Il hamas afferma che in questa maniera evita di far scoprire dove viene tenuto.
infatti nell'articolo si parlava di una squadra di medici, non di Croce Rossa
Dunque, Roderigo e Ali e tutti gli altri, capisco che vi secchi che io definisca lo scacchiere ANTISEMITA. Per carita', vi capisco benissimo.
Pero', carissimi, qui io vedo Andry che posta il sito di Blondet e vedo la neonazi che posta articoli di Blondet.
Secondo voi, carissimi, chi e' Blondet, amico e consigere di Dacia Valent? Eh? E' Blondet un neonazista antisemita fino alla punta dei suoi capelli se li ha?
Quindi , carissimi, dal momento che vedo che articoli di quella gentaglia vengono tranquillamente pubblicati senza cche nessuno di voi protesti mi autorizza a dire che lo Scacchiere e' ANTISEMITA.
qual'e' l'articolo di M. Blondet che ho postato??
infatti nell'articolo si parlava di una squadra di medici, non di Croce Rossa
nessun medico ha mai visitato Gilad Shalit, Adry
Deborah Fait
26-01-2010, 11:32
qual'e' l'articolo di M. Blondet che ho postato??
Tu hai postato dal suo sito www.kleber (http://www.kleber) ecc ecc e' un sito nazista....non e' che infopal sia meglio.
Deborah Fait
26-01-2010, 11:34
nessun medico ha mai visitato Gilad Shalit, Adry
confermo, nessun medico has visitato Shalit , aNDRY. Non e' detto che quello che scrivono i media italiani corrisponda sempre a verita'.
In tre anni nessuno lo ha visto.
nessun medico ha mai visitato Gilad Shalit, Adry
:risata: :altno38x45:
Cara :witchfly: sionista,
E quanti sarebbero i medici che visitano gli 11'000 prigionieri palestinesi? :sarcas: E quelli a cui è permesso spostarsi dalla Striscia verso la Cisgiordania o viceversa?
:angrycart: :rave:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1133038.html
:azitwaz:
Deborah Fait
26-01-2010, 11:47
:risata: :altno38x45:
Cara :witchfly: sionista,
E quanti sarebbero i medici che visitano gli 11'000 prigionieri palestinesi? :sarcas: E quelli a cui è permesso spostarsi dalla Striscia verso la Cisgiordania?:angrycart: :rave:
:azitwaz:
o svizzero nazista, i prigionieri palestinesi godono di tutti i diritti di una democrazia, sono visitati dalla Croce Rossa, se hanno bisogno da medici, se serve vengono ricoverati in ospedale e curati a nostre spese. Possono avere rapporti intimi colla moglie e ricevere tutte le visite che vogliono.
confermo, nessun medico has visitato Shalit , aNDRY. Non e' detto che quello che scrivono i media italiani corrisponda sempre a verita'.
In tre anni nessuno lo ha visto.
http://www.ilgiornale.it/ansa.pic1?ID=4984
(ANSA) - TEL AVIV,6 DIC - Quattro medici francesi avrebbero visitato la settimana scorsa il soldato Ghilad Shalit, prigioniero di Hamas a Gaza dal 2006.La notizia e' stata diffusa dalla Bbc in lingua araba e giornale arabo al Hayat. Ma il padre di Shalit, Noam, si e' subito detto ignaro di questo sviluppo. Secondo la Bbc e al Hayat, e' la prima volta che il prigioniero israeliano e' stato visto da persone che non appartengono al braccio armato di Hamas. In Israele la notizia non ha alcuna conferma.
============================================
il fatto che la notizia non abbia trovato conferma in Israel, vuol dire necessariamene che non sia avvenuta la visita dei medici?
o svizzero nazista, i prigionieri palestinesi godono di tutti i diritti di una democrazia, sono visitati dalla Croce Rossa, se hanno bisogno da medici, se serve vengono ricoverati in ospedale e curati a nostre spese. Possono avere rapporti intimi colla moglie e ricevere tutte le visite che vogliono.
Frottole.:baeh:
Quando va bene i prigionieri palestinesi possono al massimo ricevere una visita parentale all'anno della durata di pochi minuti.
Voi preferite inviare i vostri medici a Haiti per ripulire la vostra immagine e la vostra coscienza.
Del nazista lo dai a tuo fratello, alle guardie delle vostre prigioni e a quelli che tengono 1,5 milioni di persone in un lager.:angry6:
:azitwaz:
Hava Leh
26-01-2010, 12:05
o svizzero nazista, i prigionieri palestinesi godono di tutti i diritti di una democrazia, sono visitati dalla Croce Rossa, se hanno bisogno da medici, se serve vengono ricoverati in ospedale e curati a nostre spese. Possono avere rapporti intimi colla moglie e ricevere tutte le visite che vogliono.
aggiungo: possono leggere giornali e vedere la tv. restando cosi' informati. Possono pure istruirsi ed acquistare titoli accademici. In ogni carcere ci sono i medici ed infermieri di turno.
Ma non rapporti intimi con le mogli, e le visite dei famigliari sono permesse in orari precisati.
Deborah Fait
26-01-2010, 12:34
aggiungo: possono leggere giornali e vedere la tv. restando cosi' informati. Possono pure istruirsi ed acquistare titoli accademici. In ogni carcere ci sono i medici ed infermieri di turno.
Ma non rapporti intimi con le mogli, e le visite dei famigliari sono permesse in orari precisati.
Ti assicuro che a Ramle lo facevano. Solo chi e' accusato di terrorismo ha delle restrizioni ma in ogni carcere, o almeno in tantissimi, ci sono camere con letto, adibite ai rapporti intimi. Ho visto anche le foto all'epoca in cui Ygal Amir voleva incontrare la sua bella:mad:. Mio nipote che anni fa lavorava nelle carceri me lo ha confermato.Inoltre hanno i computer, giradisci, tutto quello che serve per passare il tempo.
Deborah Fait
26-01-2010, 12:35
http://www.ilgiornale.it/ansa.pic1?ID=4984
(ANSA) - TEL AVIV,6 DIC - Quattro medici francesi avrebbero visitato la settimana scorsa il soldato Ghilad Shalit, prigioniero di Hamas a Gaza dal 2006.La notizia e' stata diffusa dalla Bbc in lingua araba e giornale arabo al Hayat. Ma il padre di Shalit, Noam, si e' subito detto ignaro di questo sviluppo. Secondo la Bbc e al Hayat, e' la prima volta che il prigioniero israeliano e' stato visto da persone che non appartengono al braccio armato di Hamas. In Israele la notizia non ha alcuna conferma.
============================================
il fatto che la notizia non abbia trovato conferma in Israel, vuol dire necessariamene che non sia avvenuta la visita dei medici?
Nessuna conferma e poi e' stata smentita.
Vedi, in Israele sappiamo tutto quello che succede e Gilad Shalit e' figlio di tutti noi.
Ti assicuro che a Ramle lo facevano. Solo chi e' accusato di terrorismo ha delle restrizioni ma in ogni carcere, o almeno in tantissimi, ci sono camere con letto, adibite ai rapporti intimi. Ho visto anche le foto all'epoca in cui Ygal Amir voleva incontrare la sua bella:mad:. Mio nipote che anni fa lavorava nelle carceri me lo ha confermato.Inoltre hanno i computer, giradisci, tutto quello che serve per passare il tempo.
corsi di cha cha cha, mambo e salsa...
una follia. ci sono prigioni, tra cui una nel negev, che sono costituite da tende circondate da filo spinato.
secondo il centro legale palestinese la maggior parte dei prigionieri è ferita o ammalata e non riceve cure mediche.
attualmente i detenuti ammnistrativi (che cioè non conoscono nemmeno il perché sono rinchiusi nei campi di detenzione) sono 6 mila.
Deborah Fait
26-01-2010, 13:21
corsi di cha cha cha, mambo e salsa...
una follia. ci sono prigioni, tra cui una nel negev, che sono costituite da tende circondate da filo spinato.
secondo il centro legale palestinese la maggior parte dei prigionieri è ferita o ammalata e non riceve cure mediche.
attualmente i detenuti ammnistrativi (che cioè non conoscono nemmeno il perché sono rinchiusi nei campi di detenzione) sono 6 mila.
Sei un bnugiardo come d'uso.
Io le ho viste le prigioni del neghev ,dove sono i peggiori, sono prigioni normali.
Chi ti paga per scrivere simili porcherie?
Sei un bnugiardo come d'uso.
Io le ho viste le prigioni del neghev ,dove sono i peggiori, sono prigioni normali.
Chi ti paga per scrivere simili porcherie?
sei talmente maleducata e boriosa che non meriteresti nemmeno risposta.
Centri di detenzione
Attualmente esistono 24 centri, cosi' suddivisi:
- 5 centri per interrogatori
- 7 centri di detenzione
- 3 campi di detenzione militare
- 9 prigioni
Tutti i centri risultano essere estremamente affollati. I detenuti sono spesso costretti a dormire su assi di legno coperti da sottili materassi. La fornitura di coperte e' molto rara e nella maggior parte dei casi offerta dalle famiglie o da organizzazioni umanitarie. La corrente elettrica e' dappertutto fornita sporadicamente ed ogni tipo di movimento al di fuori delle celle e' severamente proibito dopo il tramonto.
Condizioni all'interno dei centri
Costantemente Addameer insieme ad altre organizzazioni di diritti umani ha presentato petizioni presso la Suprema Corte di Giustizia israeliana, denunciando le pessime condizioni rilevate all'interno dei centri. La Corte ha, pero', sempre rigettato ogni petizione.
Un vasto numero di prigionieri attualmente in detenzione risulta essere ferito o ammalato, ricevendo sporadici se non inesistenti cure mediche. I controlli medici sono eseguiti frequentemente attraverso le sbarre delle celle ed eventuali trasferimenti in ospedale per ulteriori accertamenti, possono essere ritardati anche per lunghi periodi.
Conseguentemente, il numero di detenuti che, una volta rilasciati, soffre di problemi cronici di salute, come malattie della pelle, debolezza, ulcera, affaticamento, risulta essere molto elevato.
Richieste presentate da organizzazioni umanitarie israeliane allo scopo di fornire assistenza medica all'interno dei campi, alla stesa stregua di petizioni presentate dalla Croce Rossa Internazionale, sono state sempre sistematicamente rigettate..
Ulteriori abusi includono percosse con bastoni, pugni, calci, abusi verbali e minacce.
Il cibo risulta molto spesso inadeguato per una corretta nutrizione ed e' altresi' somministrato in quantita' molto ridotte.
Controlli e monitoraggi effettuati da Addameer fino al 13 Marzo 2004 hanno rilevato la mancata somministrazione di pasti e bevande caldi.
Per i detenuti affetti da malattie o disturbi come diabete, problemi di pressione sanguigna, etc, nessuna cura particolare e' prestata nella somministrazione del cibo.
I centri di detenzione non offrono alcun tipo di ricambio di biancheria ai detenuti. I vestiti di molti prigionieri rimangono sporchi di sangue, a seguito delle ferite riportate durante l'arresto, per svariati mesi.
L'esercito israeliano continua a vietare alla Croce Rossa Internazionale di rifornire i centri di libri, vestiti ed altri effetti personali utili ai detenuti.
Condizioni nei campi militari
Le situazioni piu' difficili sono state riscontrate nei campi di detenzione militare.
Attualmente ne esistono tre: Megiddo, Over e Ketziot.
Le condizioni dei detenuti all'interno dei campi sono assolutamente al di sotto degli standard internazionali legali e medici richiesti.
1) Case study : Ketziot Military Camp
Una delle situazioni piu' critiche e difficili e' stata rilevata all' interno del Ketziot Military Detention Camp, nel deserto del Negev.
Il campo e' stato riaperto dal governo israeliano il 12 Aprile 2002.
La prigione, gia' durante la prima Iintifada, era rinomata per i maltrattamenti e le condizioni inumane a cui i detenuti erano regolarmente sottoposti.
Attualmente circa cinquecento palestinesi, di cui trecento sulla base di un ordine di detenzione amministrativa, affollano il campo.
La detenzione di prigionieri palestinesi nel centro di Ketziot rappresenta inoltre una chiara e grave violazione dell'articolo 49, comma 1, della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 , ai sensi del quale:
"Trasferimenti forzati sia individuali che di massa e deportazioni di persone protette dal territorio occupato al territorio dello Stato Occupante o a quello di qualsiasi altro stato, sono proibite, per qualsiasi motivo."
La prigione e' ripartita in quattro sezioni, A, B, C, D, ognuna delle quali consta di quattro unita', a loro volta costituite da tre tende. In ciascuna tenda, alta approssimativamente tre metri e larga cinque metri, sono sistemati dai venti ai ventidue detenuti.
I detenuti sono costretti a dormire su sottilissimi materassi di spugna e nulla e' fornito per l'igiene personale.
Attualmente circa sessanta detenuti presentano problematiche condizioni di salute dovute alle durissime condizioni igieniche e strutturali del campo.
I servizi medici messi a disposizione dall'amministrazione del centro risultano del tutto inadeguati.
Nel campo di Ketziot, come del resto in ogni altro campo di detenzione israeliano, le visite delle famiglie rimangono rigorosamente vietate.
2) Case studies presso Ofer Military Camp. Fornito il 14/05/2002 al rappresentante legale di Addameer.
Il detenuto A. fu condannato a nove mesi di detenzione da scontare nel carcere di Naftha.
Il 28 Aprile 2002 fu trasferito presso il campo militare di Ofer . Una volta raggiunto il campo fu condotto in un luogo appartato da un ufficiale dell'esercito e da un poliziotto israeliano. Gli fu intimato di togliere i pantaloni. A seguito del rifiuto, A. fu scaraventato al suolo e, dopo essere stato ammanettato, fu ripetutamente colpito con pugni e calci.
A seguito del linciaggio, A. riporto' fratture alle mani e lividi lungo tutto il corpo.
Nei giorni successivi il direttore del campo riferi' ad A. che una commissione era stata costituita per investigare il suo caso.
Il detenuto B. fu arrestato a Ramallah, il 31 Marzo 2002.
Fu ferito da un soldato israeliano nella parte sinistra della schiena durante un raid finalizzato alla cattura di terroristi e di affiliati ad organizzazioni terroristiche.
Caricato su una camionetta, fu trasferito al campo militare di Ofer. Qui B. rimase ammanettato e bendato per 2 giorni, senza che nessun pasto gli venisse somministrato.
La ferita riportata a seguito dello sparo era ancora aperta, ma nessun tipo di cura gli fu prestato. Solo dopo quattro giorni un dottore cambio' il bendaggio senza pero' esaminare o pulire la ferita. Nella sezione in cui fu alloggiato, B. fu costretto a dormire su di una tavola di legno, senza materasso e con solo due coperte, benche' fosse inverno. Nessun cambio di vestiti gli fu fornito per ventisette giorni. Per lo stesso periodo non gli fu permesso di disinfettare la ferita ne' di accedere alle doccie.
Dopo il diciannovesimo giorno di permanenza al campo, fu chiamato per l'interrogatorio, durato 2 giorni. Durante lo svolgimento dell'interrogatorio fu ripetutamente percosso sulla ferita al fine di ottenere informazioni circa l'uccisione di due soldati avvenuta a Ramallah e per costringerlo a diventare un collaboratore. Al termine dell'interrogatorio fu condotto di nuovo nel suo hangar e rilasciato dopo otto giorni.
Diritti negati
Diniego al diritto d'istruzione
Severe restrizioni sono poste a carico dei detenuti per quanto concerne il diritto all'istruzione.
Ai detenuti adulti e' permessa l'iscrizione esclusivamente a programmi o corsi istituiti presso selezionate universita' israeliane. Programmi di studio presso universita' palestinesi e arabe sono strettamente vietati sulla base di "motivi di sicurezza".
La scelta dei corsi e' altresi' sottoposta a severe limitazioni. Non e' infatti consentito accedere allo studio di programmi concernenti materie come "Democrazia e Dittatura", "Storia del Medio Oriente attraverso il pensiero dei Nuovi Storici", "Democrazia e Sicurezza Nazionale"ed altri corsi similari..
Conseguentemente molti detenuti sono costretti a rinunciare a studiare, sia per i costi elevati delle universita' israeliane, sia per restrizioni ed impossibilita' relative alla lingua.
Ai bambini e' accordato un limitato accesso al'istruzione, con una forte discriminazione basata sul sesso.
Ai minorenni maschi in detenzione e' concesso di frequentare alcune scuole israeliane; le ragazze minorenni sono invece tassativamente escluse da ogni possibilita' di studiare durante il periodo di detenzione.
Al contrario, nessun tipo di restrizione e' applicata, in tema di istruzione, ai minori israeliani in detenzione.
Restrizioni al diritto all'istruzione costituiscono una chiara violazione di quanto statuito dall'articolo 77 dello "Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners", adottato in seno alle Nazioni Unite nel 1955 e prescrivente che:
(1) gli stati contraenti sono tenuti a provvedere all' istruzione di tutti i prigionieri in grado di trarne beneficio, inclusa l'istruzione alla religione nei Paesi dove e' possibile. L'istruzione per gli analfabeti ed i bambini e' obbligatoria e a carico dall'amministrazione del centro".
(2) per quanto possibile, l'istruzione dei prigionieri dovrebbe essere integrata con il sistema di istruzione del loro Paese in modo da agevolare la continuazione degli studi anche dopo il rilascio".
Restrizioni per avvocati e rappresentanti legali
Avvocati e rappresentanti legali dei detenuti incontrano enormi problemi nell'incontrare i loro clienti. Spesso ai detenuti e' permesso incontrare i loro rappresentanti solo ammanettati e, alle volte, bendati.
Le visite ai prigionieri detenuti per ragioni non di natura politica risultano essere molto più agevoli. Le procedure sono spesso molto veloci e le perquisizioni effettuate nei confronti degli avvocati sono piuttosto superficiali.
Nel caso di prigionieri politici, i rappresentanti legali sono tenuti a presentare con largo anticipo una previa richiesta di visita all’amministrazione del centro prima di vedersi, eventualmente, accordato il permesso ad incontrare il loro assistito. Ottenuto il permesso , prima di accedere all’interno del centro, sono tenuti a compilare una lista comprendente i nomi dei prigionieri che intendono visitare.
Le attese sono costantemente lunghissime ed estenuanti. Il 24 Giugno 2004, Mahmoud Hassan, rappresentante lagale di Addameer, fu costretto ad aspettare più di tre ore prima di poter accedere all’interno della prigione di Shatta.
Rigidissime perquisizioni corporali, spesso attraverso modalita' umilianti, e del materiale di lavoro sono eseguite all’ingresso del centro. In molti casi gli avvocati sono obbligati a togliere le scarpe per essere controllati elettronicamente. Di recente, in alcune prigioni è stato addirittura vietato l’ingresso di ogni genere di materiale di lavoro.
I detenuti affrontano processi presso una corte militare, presieduta da un giudice, membro dell'esercito. Tali processi prendono luogo ricorrentemente durante la notte e sono spesso decisi sulla base di "secrete evidence" a cui ne' i detenuti, ne' i rispettivi avvocati hanno accesso.
Frequentemente i detenuti affrontano il processo senza alcuna rappresentanza legale.
Talvolta, infatti, gli avvocati non sono avvisati circa la data del giudizio, oppure non e' permesso loro di parteciparvi.
Nel tentativo di porre fine alle illegali restrizioni cui sono costretti a sottostare, avvocati appartenti ad organizzazioni per la difesa dei diritti umani insieme a rappresentanti del "Palestinian Bar Association" sono attualmene impegnati nel discutere possibili strategie e forme di protesta da intraprendere.
Tra queste, vi e' l'intenzione di boicottare le corti militari israeliane fino a che non sara' concesso loro libero accesso ai clienti, cosi' come previsto dal diritto internazionale.
Durante gli incontri un soldato in grado di capire l’arabo è generalmente presente nella stanza, allo scopo di prendere nota di quanto detto nel corso del colloquio. Tale comportamento avviene in chiara e palese violazione di quanto statuito dalla Corte Suprema israeliana che ha sancito l’obbligo per i soldati di rispettare una distanza di sicurezza tale per cui non possano essere in grado di ascoltare le conversazioni tra rappresentante legale e detenuto.
Restrizioni alle visite di familiari
L’attuale regolamentazione israeliana delle visite di familiari ai detenuti risale ad una legge del 21 Giugno 1996. Sulla base di quanto previsto dalla legge, soltanto i parenti di primo grado aventi un età inferiore a sedici e superiore a sessanta sono ammessi a visitare i detenuti nelle prigioni israeliane.
Fratelli, sorelle, genitori, figli/e che non rientrano nella suddetta categoria rimangono conseguentemente impossibilitati. Divieto assoluto, senza alcun tipo di deroga, è poi previsto per tutti gli altri a partire dal secondo grado di parentela.
Per quanto riuarda le prigioni all’interno di Israele, il diritto ad accedervi per le famiglie palestinesi è ulteriormente limitato dalla necessità di ottenere un permesso rilasciato dall’amministrazione dei centri di detenzione. Tali permessi sono inderogabilmente cancellati durante periodi ritenuti “politicamente difficili” o per ragioni di sicurezza.
Durante gli incontri le famiglie sono separate dai detenuti attraverso barriere di vetro. Differentemente, i detenuti israeliani non sono separati da alcun tipo di barriera durante le visite.
Il permesso di recarsi a casa, per ragioni di forza maggiore come malattie gravi o decessi dei propri cari, non e' previsto per i detenuti palestinesi. I detenuti israeliani ne possono invece usufruire senza particolari restrizioni.
fonte: centro legale addameer per l'assistenza ai prigionieri
cliccare qui (http://www.addameer.org/italian/files/pubDefenderIT.html)
Deborah Fait
26-01-2010, 13:37
Ti ho chiesto : chi ti paga? Cosa c'e', di maleducazione in questa domanda?
Chi ti paga?
Uno non puo comportarsi come te gratis.
confermo, nessun medico has visitato Shalit , aNDRY. Non e' detto che quello che scrivono i media italiani corrisponda sempre a verita'.
In tre anni nessuno lo ha visto.
(ANSA) - TEL AVIV,6 DIC - Quattro medici francesi avrebbero visitato la settimana scorsa il soldato Ghilad Shalit, prigioniero di Hamas a Gaza dal 2006.La notizia e' stata diffusa dalla Bbc in lingua araba e giornale arabo al Hayat. Ma il padre di Shalit, Noam, si e' subito detto ignaro di questo sviluppo. Secondo la Bbc e al Hayat, e' la prima volta che il prigioniero israeliano e' stato visto da persone che non appartengono al braccio armato di Hamas. In Israele la notizia non ha alcuna conferma.
E' pacifico che Hamas non permetterebbe una visita con tutti i crismi da parte della Croce Rossa Internazionale, con la paura che venga identificato il nascondiglio, oppure che venga infiltrato qualche membro del Mossad.
Ti ho chiesto : chi ti paga? Cosa c'e', di maleducazione in questa domanda?
Chi ti paga?
Uno non puo comportarsi come te gratis.
mi ripaga la mia coscienza.
è così bello dormire tranquilli e potersi guardare allo specchio.
ma non so se tu mi puoi capire..
sei talmente maleducata e boriosa che non meriteresti nemmeno risposta.
Centri di detenzione
Attualmente esistono 24 centri, cosi' suddivisi:
- 5 centri per interrogatori
- 7 centri di detenzione
- 3 campi di detenzione militare
- 9 prigioni
Tutti i centri risultano essere estremamente affollati. I detenuti sono spesso costretti a dormire su assi di legno coperti da sottili materassi. La fornitura di coperte e' molto rara e nella maggior parte dei casi offerta dalle famiglie o da organizzazioni umanitarie. La corrente elettrica e' dappertutto fornita sporadicamente ed ogni tipo di movimento al di fuori delle celle e' severamente proibito dopo il tramonto.
Condizioni all'interno dei centri
Costantemente Addameer insieme ad altre organizzazioni di diritti umani ha presentato petizioni presso la Suprema Corte di Giustizia israeliana, denunciando le pessime condizioni rilevate all'interno dei centri. La Corte ha, pero', sempre rigettato ogni petizione.
Un vasto numero di prigionieri attualmente in detenzione risulta essere ferito o ammalato, ricevendo sporadici se non inesistenti cure mediche. I controlli medici sono eseguiti frequentemente attraverso le sbarre delle celle ed eventuali trasferimenti in ospedale per ulteriori accertamenti, possono essere ritardati anche per lunghi periodi.
Conseguentemente, il numero di detenuti che, una volta rilasciati, soffre di problemi cronici di salute, come malattie della pelle, debolezza, ulcera, affaticamento, risulta essere molto elevato.
Richieste presentate da organizzazioni umanitarie israeliane allo scopo di fornire assistenza medica all'interno dei campi, alla stesa stregua di petizioni presentate dalla Croce Rossa Internazionale, sono state sempre sistematicamente rigettate..
Ulteriori abusi includono percosse con bastoni, pugni, calci, abusi verbali e minacce.
Il cibo risulta molto spesso inadeguato per una corretta nutrizione ed e' altresi' somministrato in quantita' molto ridotte.
Controlli e monitoraggi effettuati da Addameer fino al 13 Marzo 2004 hanno rilevato la mancata somministrazione di pasti e bevande caldi.
Per i detenuti affetti da malattie o disturbi come diabete, problemi di pressione sanguigna, etc, nessuna cura particolare e' prestata nella somministrazione del cibo.
I centri di detenzione non offrono alcun tipo di ricambio di biancheria ai detenuti. I vestiti di molti prigionieri rimangono sporchi di sangue, a seguito delle ferite riportate durante l'arresto, per svariati mesi.
L'esercito israeliano continua a vietare alla Croce Rossa Internazionale di rifornire i centri di libri, vestiti ed altri effetti personali utili ai detenuti.
Condizioni nei campi militari
Le situazioni piu' difficili sono state riscontrate nei campi di detenzione militare.
Attualmente ne esistono tre: Megiddo, Over e Ketziot.
Le condizioni dei detenuti all'interno dei campi sono assolutamente al di sotto degli standard internazionali legali e medici richiesti.
1) Case study : Ketziot Military Camp
Una delle situazioni piu' critiche e difficili e' stata rilevata all' interno del Ketziot Military Detention Camp, nel deserto del Negev.
Il campo e' stato riaperto dal governo israeliano il 12 Aprile 2002.
La prigione, gia' durante la prima Iintifada, era rinomata per i maltrattamenti e le condizioni inumane a cui i detenuti erano regolarmente sottoposti.
Attualmente circa cinquecento palestinesi, di cui trecento sulla base di un ordine di detenzione amministrativa, affollano il campo.
La detenzione di prigionieri palestinesi nel centro di Ketziot rappresenta inoltre una chiara e grave violazione dell'articolo 49, comma 1, della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 , ai sensi del quale:
"Trasferimenti forzati sia individuali che di massa e deportazioni di persone protette dal territorio occupato al territorio dello Stato Occupante o a quello di qualsiasi altro stato, sono proibite, per qualsiasi motivo."
La prigione e' ripartita in quattro sezioni, A, B, C, D, ognuna delle quali consta di quattro unita', a loro volta costituite da tre tende. In ciascuna tenda, alta approssimativamente tre metri e larga cinque metri, sono sistemati dai venti ai ventidue detenuti.
I detenuti sono costretti a dormire su sottilissimi materassi di spugna e nulla e' fornito per l'igiene personale.
Attualmente circa sessanta detenuti presentano problematiche condizioni di salute dovute alle durissime condizioni igieniche e strutturali del campo.
I servizi medici messi a disposizione dall'amministrazione del centro risultano del tutto inadeguati.
Nel campo di Ketziot, come del resto in ogni altro campo di detenzione israeliano, le visite delle famiglie rimangono rigorosamente vietate.
2) Case studies presso Ofer Military Camp. Fornito il 14/05/2002 al rappresentante legale di Addameer.
Il detenuto A. fu condannato a nove mesi di detenzione da scontare nel carcere di Naftha.
Il 28 Aprile 2002 fu trasferito presso il campo militare di Ofer . Una volta raggiunto il campo fu condotto in un luogo appartato da un ufficiale dell'esercito e da un poliziotto israeliano. Gli fu intimato di togliere i pantaloni. A seguito del rifiuto, A. fu scaraventato al suolo e, dopo essere stato ammanettato, fu ripetutamente colpito con pugni e calci.
A seguito del linciaggio, A. riporto' fratture alle mani e lividi lungo tutto il corpo.
Nei giorni successivi il direttore del campo riferi' ad A. che una commissione era stata costituita per investigare il suo caso.
Il detenuto B. fu arrestato a Ramallah, il 31 Marzo 2002.
Fu ferito da un soldato israeliano nella parte sinistra della schiena durante un raid finalizzato alla cattura di terroristi e di affiliati ad organizzazioni terroristiche.
Caricato su una camionetta, fu trasferito al campo militare di Ofer. Qui B. rimase ammanettato e bendato per 2 giorni, senza che nessun pasto gli venisse somministrato.
La ferita riportata a seguito dello sparo era ancora aperta, ma nessun tipo di cura gli fu prestato. Solo dopo quattro giorni un dottore cambio' il bendaggio senza pero' esaminare o pulire la ferita. Nella sezione in cui fu alloggiato, B. fu costretto a dormire su di una tavola di legno, senza materasso e con solo due coperte, benche' fosse inverno. Nessun cambio di vestiti gli fu fornito per ventisette giorni. Per lo stesso periodo non gli fu permesso di disinfettare la ferita ne' di accedere alle doccie.
Dopo il diciannovesimo giorno di permanenza al campo, fu chiamato per l'interrogatorio, durato 2 giorni. Durante lo svolgimento dell'interrogatorio fu ripetutamente percosso sulla ferita al fine di ottenere informazioni circa l'uccisione di due soldati avvenuta a Ramallah e per costringerlo a diventare un collaboratore. Al termine dell'interrogatorio fu condotto di nuovo nel suo hangar e rilasciato dopo otto giorni.
Diritti negati
Diniego al diritto d'istruzione
Severe restrizioni sono poste a carico dei detenuti per quanto concerne il diritto all'istruzione.
Ai detenuti adulti e' permessa l'iscrizione esclusivamente a programmi o corsi istituiti presso selezionate universita' israeliane. Programmi di studio presso universita' palestinesi e arabe sono strettamente vietati sulla base di "motivi di sicurezza".
La scelta dei corsi e' altresi' sottoposta a severe limitazioni. Non e' infatti consentito accedere allo studio di programmi concernenti materie come "Democrazia e Dittatura", "Storia del Medio Oriente attraverso il pensiero dei Nuovi Storici", "Democrazia e Sicurezza Nazionale"ed altri corsi similari..
Conseguentemente molti detenuti sono costretti a rinunciare a studiare, sia per i costi elevati delle universita' israeliane, sia per restrizioni ed impossibilita' relative alla lingua.
Ai bambini e' accordato un limitato accesso al'istruzione, con una forte discriminazione basata sul sesso.
Ai minorenni maschi in detenzione e' concesso di frequentare alcune scuole israeliane; le ragazze minorenni sono invece tassativamente escluse da ogni possibilita' di studiare durante il periodo di detenzione.
Al contrario, nessun tipo di restrizione e' applicata, in tema di istruzione, ai minori israeliani in detenzione.
Restrizioni al diritto all'istruzione costituiscono una chiara violazione di quanto statuito dall'articolo 77 dello "Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners", adottato in seno alle Nazioni Unite nel 1955 e prescrivente che:
(1) gli stati contraenti sono tenuti a provvedere all' istruzione di tutti i prigionieri in grado di trarne beneficio, inclusa l'istruzione alla religione nei Paesi dove e' possibile. L'istruzione per gli analfabeti ed i bambini e' obbligatoria e a carico dall'amministrazione del centro".
(2) per quanto possibile, l'istruzione dei prigionieri dovrebbe essere integrata con il sistema di istruzione del loro Paese in modo da agevolare la continuazione degli studi anche dopo il rilascio".
Restrizioni per avvocati e rappresentanti legali
Avvocati e rappresentanti legali dei detenuti incontrano enormi problemi nell'incontrare i loro clienti. Spesso ai detenuti e' permesso incontrare i loro rappresentanti solo ammanettati e, alle volte, bendati.
Le visite ai prigionieri detenuti per ragioni non di natura politica risultano essere molto più agevoli. Le procedure sono spesso molto veloci e le perquisizioni effettuate nei confronti degli avvocati sono piuttosto superficiali.
Nel caso di prigionieri politici, i rappresentanti legali sono tenuti a presentare con largo anticipo una previa richiesta di visita all’amministrazione del centro prima di vedersi, eventualmente, accordato il permesso ad incontrare il loro assistito. Ottenuto il permesso , prima di accedere all’interno del centro, sono tenuti a compilare una lista comprendente i nomi dei prigionieri che intendono visitare.
Le attese sono costantemente lunghissime ed estenuanti. Il 24 Giugno 2004, Mahmoud Hassan, rappresentante lagale di Addameer, fu costretto ad aspettare più di tre ore prima di poter accedere all’interno della prigione di Shatta.
Rigidissime perquisizioni corporali, spesso attraverso modalita' umilianti, e del materiale di lavoro sono eseguite all’ingresso del centro. In molti casi gli avvocati sono obbligati a togliere le scarpe per essere controllati elettronicamente. Di recente, in alcune prigioni è stato addirittura vietato l’ingresso di ogni genere di materiale di lavoro.
I detenuti affrontano processi presso una corte militare, presieduta da un giudice, membro dell'esercito. Tali processi prendono luogo ricorrentemente durante la notte e sono spesso decisi sulla base di "secrete evidence" a cui ne' i detenuti, ne' i rispettivi avvocati hanno accesso.
Frequentemente i detenuti affrontano il processo senza alcuna rappresentanza legale.
Talvolta, infatti, gli avvocati non sono avvisati circa la data del giudizio, oppure non e' permesso loro di parteciparvi.
Nel tentativo di porre fine alle illegali restrizioni cui sono costretti a sottostare, avvocati appartenti ad organizzazioni per la difesa dei diritti umani insieme a rappresentanti del "Palestinian Bar Association" sono attualmene impegnati nel discutere possibili strategie e forme di protesta da intraprendere.
Tra queste, vi e' l'intenzione di boicottare le corti militari israeliane fino a che non sara' concesso loro libero accesso ai clienti, cosi' come previsto dal diritto internazionale.
Durante gli incontri un soldato in grado di capire l’arabo è generalmente presente nella stanza, allo scopo di prendere nota di quanto detto nel corso del colloquio. Tale comportamento avviene in chiara e palese violazione di quanto statuito dalla Corte Suprema israeliana che ha sancito l’obbligo per i soldati di rispettare una distanza di sicurezza tale per cui non possano essere in grado di ascoltare le conversazioni tra rappresentante legale e detenuto.
Restrizioni alle visite di familiari
L’attuale regolamentazione israeliana delle visite di familiari ai detenuti risale ad una legge del 21 Giugno 1996. Sulla base di quanto previsto dalla legge, soltanto i parenti di primo grado aventi un età inferiore a sedici e superiore a sessanta sono ammessi a visitare i detenuti nelle prigioni israeliane.
Fratelli, sorelle, genitori, figli/e che non rientrano nella suddetta categoria rimangono conseguentemente impossibilitati. Divieto assoluto, senza alcun tipo di deroga, è poi previsto per tutti gli altri a partire dal secondo grado di parentela.
Per quanto riuarda le prigioni all’interno di Israele, il diritto ad accedervi per le famiglie palestinesi è ulteriormente limitato dalla necessità di ottenere un permesso rilasciato dall’amministrazione dei centri di detenzione. Tali permessi sono inderogabilmente cancellati durante periodi ritenuti “politicamente difficili” o per ragioni di sicurezza.
Durante gli incontri le famiglie sono separate dai detenuti attraverso barriere di vetro. Differentemente, i detenuti israeliani non sono separati da alcun tipo di barriera durante le visite.
Il permesso di recarsi a casa, per ragioni di forza maggiore come malattie gravi o decessi dei propri cari, non e' previsto per i detenuti palestinesi. I detenuti israeliani ne possono invece usufruire senza particolari restrizioni.
fonte: centro legale addameer per l'assistenza ai prigionieri
cliccare qui (http://www.addameer.org/italian/files/pubDefenderIT.html)
ovviamente e' un sito antisemita..
http://blog.panorama.it/mondo/2009/12/07/gaza-per-la-prima-volta-una-squadra-di-medici-visita-gilad-shalit/
Medio Oriente, quattro medici francesi hanno visitato Gilad Shalit
http://www.agenziami.it/articolo/5194/Medio+Oriente+quattro+medici+francesi+hanno+visitato+Gilad+Shalit/
detenzione prigionieri
Detenuti palestinesi : Intervista a Magda Mughrabi,
http://it.peacereporter.net/articolo/18718/Israele-Palestina%2C+Ong+al+lavoro
sul negev e il trattamento dei detenuti: due articoli di haaretz che devo ritrovare
questo è quanto riportato da fonti internazionali,mi sembra difficile inventare il tutto...o perlomeno questo risulta
menzogna. Gilad non ha visto nessun medico
Deborah Fait
26-01-2010, 13:56
ovviamente e' un sito antisemita..
Ma che spiritosa, posso ridere?:D:D:D
Il sito e' contro Israele nel senso che filopalestino e qui di antisemita e' Ugodin, per quello dorme bene la notte perche' esprime il suo odio.
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1125886.html
e ce ne sono altri che compaiono anche su YN
in quanto alla visita medica i link sono quelli riportati da più fonti e serie il primo è della Momigiani e compare su una rivista considerata non certo di sinistra
mi ripaga la mia coscienza.
è così bello dormire tranquilli e potersi guardare allo specchio.
ma non so se tu mi puoi capire..
Non credo. E' gente che esulta per i morti ammazzati e spera nella soluzione finale per Gaza. Personalmente ti ringrazio per quello che posti
Deborah Fait
26-01-2010, 14:26
Non credo. E' gente che esulta per i morti ammazzati e spera nella soluzione finale per Gaza. Personalmente ti ringrazio per quello che posti
Come vedi ugodin, sei molto apprezzato dal nazifascista Ezra, dalla neonazista Amor e da tutti quelli che odiano Israele.
Un grandissimo onore per te e anche per me lo e' essere dall'altra parte.
ci si riferisce a questi naturalmente
http://nasofi.blogspot.com/
del resto G:Levy e altri sono stati definiti nazifascisti: le parole hanno un senso se usate nel corretto contesto in caso contrario si ottiene di solito il contrario e si rischia di trovarsi dall'altra parte nel senso vero del termine, cominciano a emergere sempre più alleanze a rischio tra la destra neocon eisraeliana e fascisti inglesi eUsa per esempio che cominciano a preoccupare anche ebrei della diaspora molto moderati
Non posso proprio permettermi di odiare la Terra Santa, fidati.
Odio la maleducazione e la falsità. Quanto al nazifascista....all'antisemita....all'antisionista....all'odiatore di Israele.....e tutto il repertorio di cazzate che scrivi alla gente, fossi in te comincerei a preoccuparmi di una cosa: dette da te, oltre a far ridere, potrebbero risultare anche un complimento
Deborah Fait
26-01-2010, 14:43
Non esiste una nazione che si chiami terrasanta, esiste una nazione sovrana di nome ISRAELE.
Lo so che questo ti fa venire le bolle di rabbia ma esiste e sempore esistera'.
Deborah Fait
26-01-2010, 14:45
ci si riferisce a questi naturalmente
http://nasofi.blogspot.com/
del resto G:Levy e altri sono stati definiti nazifascisti: le parole hanno un senso se usate nel corretto contesto in caso contrario si ottiene di solito il contrario e si rischia di trovarsi dall'altra parte nel senso vero del termine, cominciano a emergere sempre più alleanze a rischio tra la destra neocon eisraeliana e fascisti inglesi eUsa per esempio che cominciano a preoccupare anche ebrei della diaspora molto moderati
come ti permetti, lurida schifosa? Come ti permetti?
come ti permetti, lurida schifosa? Come ti permetti?
Se tu rappresenti Israele preferisco chiamarla Terra Santa
come ti permetti, lurida schifosa? Come ti permetti?
articolo apparso su haretz se è per questo..
http://www.huffingtonpost.com/max-blumenthal/neo-nazis-for-israel_b_156497.html
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3551269,00.html
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1189411375152&pagename=JPArticle%2FShowFull
ed è solo un modo per avvertire: spero che questo sito sia stato chiuso esattamente come masada2000
Deborah Fait
26-01-2010, 15:08
articolo apparso su haretz se è per questo..
http://www.huffingtonpost.com/max-blumenthal/neo-nazis-for-israel_b_156497.html
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3551269,00.html
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1189411375152&pagename=JPArticle%2FShowFull
ed è solo un modo per avvertire: spero che questo sito sia stato chiuso esattamente come masada2000
sei davvero un luridissima maledetta brutta persona.
Fai tanto schifo brutta vergognosa.
Il sito e' di nazisti russi che vivono in Israele . Schifosa, schifosa.
Come ti permetti schifosa.
avvertire di una tendenza non vuol dire che ciò sia ancora esistente , ma alcuni segni preoccupano visto che questo viene riportato ufficialmente ed è meglio stroncarli sul nascere non credo che sia un caso che le comunità svizzere, olandesi abbiano preso lle distanze sull'islamofobia e non mi sembra un buon segno che nelle violente manifestazione della destra inglese siano presenti bandiere israeliane, non mi sembra che sia un buon segno definire nazifascisti G: levy e gli intellettuali ebrei e israeliani non in linea: chi ha a cuore la democrazia in Israele non può non sottolineare ciò
Deborah Fait
26-01-2010, 16:04
Sei talmente cretina che manco ti informi prima di mettere notizie infami. Questi gruppo di russi nazisti non esiste piu'. Non sono ebrei, alcuni di loro sono stati rimpatriati, compresa la madre di uno , il capo, che era venuta qui con documenti falsi.
Ci sara' ancora qualcuno naturalmente, purtroppo dall'Europa puo' arrivare di tutto, anche questi animali.
e chi parla di russi nazisti? a parte che esistono ancora solo che ora vengono arrestati . Il sito e quanto postato riguardano altro
http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/images/stories/strawberry011.JPG
http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1713&Itemid=27
e' magnifico. Il sapore delle fragole innaffiate dalle fogne palestinesi... Perche' i Gazzesi innaffiano spesso e volentieri le fragole con i loro #######
Io non mangerei le fragole palestinesi neppure a pagamento
nessuno ti obbliga a mangiarli, indirettamente confermi che i depuratori sono stati fatti saltare. Cmq sono soggetti alle norme sanitarie europeee, visto che è merce esportata
e' magnifico. Il sapore delle fragole innaffiate dalle fogne palestinesi... Perche' i Gazzesi innaffiano spesso e volentieri le fragole con i loro #######
Io non mangerei le fragole palestinesi neppure a pagamento
clara complimenti!!! finalmente ammetti uno dei crimini di guerra più odiosi: il bombardamento di acquedotto e depuratore da parte dell'artiglieria, marina e aviazione israeliana.....
ti citeremo come testimone per il giudice goldstone
buon appetito, gente!:)):))
l'intestino e' vostro, non mio.
io ci tengo alla salute :ciao:
Deborah Fait
26-01-2010, 17:33
Mio Dio che amor, che amor!
Allora fiammifero chi ha fatto saltare i depuratori ? I gazesi ma anni fa e se lo sono fatto da soli, ti parlo della fine degli anni 80.
Molti anni fa, quando l'Operazione Cast lead non era nemmeno all'orizzonte , noi in Iusraele eravamo messi in guardia dal comprare verdura ma soprattutto fragole dai palestinesi perche' le concimano con merda umana e sono piene di batteri.
Non parlavano solo di Gaza ma anche dell'ANP.
Le fragole sono un prodotto delicato perche' piene di buchi nei quali entrano tutti i tipo di porcherie non del tutto igieniche.
Anche bere acqua da rubinetto dei territori fa venire il scagot, figurarsi mangiare fragole o salata.
Comunque buon pro vi facciano, godetevele.
Io mangio solo quelle israeliane.
già risposto e deimostrato quanto concerne i depuratori e il problema delle acque..in quanto alle fragole non vedo perchè ironizzare..una ripresa economica dovrebbe essere auspicata da tutti e mi fa piacere che l'UE contribuisca: la strada è questa
Deborah Fait
26-01-2010, 17:42
già risposto e deimostrato quanto concerne i depuratori e il problema delle acque..in quanto alle fragole non vedo perchè ironizzare..una ripresa economica dovrebbe essere auspicata da tutti e mi fa piacere che l'UE contribuisca: la strada è questa
Certo ma noi vi abbiamo avvisati , per pura bonta'.
Quanto ai depuratori sono stati distrutti dopo la prima uscita di israele da gaza, negli anni 80 e non li hanno piu' rifatti.
mio marito Benny e' un agronomo e lavora nell'Istituto di ricerche Agricole Vulcani. Dice che mangiar fragole di Gaza e' come bere direttamente da un pozzo nero. Ma fate come volete, gente!:))
Se per sostenere l'economia palestinese siete disposti a patire dalla diarrea all'epatite...salute!:))
Noi israeliani stiamo un po' piu' attenti
è per questo che avete fatto saltare il depuratore?
per fare venire la diarrea agli europei?????
ma siete diaboliche voi due.........
e l'europa che ha fatto accordi commerciali per favorire l'agricoltura israeliana.
begli stupidi gli europei......
no, per farvi venire la peste bubbonica....:)):))
Deborah Fait
26-01-2010, 17:49
è per questo che avete fatto saltare il depuratore?
per fare venire la diarrea agli europei?????
ma siete diaboliche voi due.........
e l'europa che ha fatto accordi commerciali per favorire l'agricoltura israeliana.
begli stupidi gli europei......
Mettiti d'accordo con Ali, o antisemita, fino a ieri sbaritavate che i depuratori ci sono. Abbiamo litigato io e Ali per settimane, anni fa. Adesso aNCHE tu dici che non ci sono. Walla!
no no.
me ne importa una sega.
preferisco segnalare il tutto a un commissario europeo per rivedere gli accordi verdi con israele.
Deborah Fait
28-01-2010, 08:43
http://www.worldbulletin.net/images_2/other/gaza-islamist-leader-2.jpg
:D:D:D
La leadership islamista di Gaza. Questi sono i vostri adorati.:D:D:D
Questi sono quelli che vorreste al posto degli odiati ebrei.:blow:
a parte che è un problema palestinese... dimostra soltanto quello che si è sempre detto: l'assedio ha rafforzato hamas come il commento dimostra in linea come sempre Israele e Hamas per indebolire Abu Mazen
Deborah Fait
28-01-2010, 08:53
a parte che è un problema palestinese... dimostra soltanto quello che si è sempre detto: l'assedio ha rafforzato hamas come il commento dimostra in linea come sempre Israele e Hamas per indebolire Abu Mazen
Formidabile Fiammifero. Anche questo e' colpa di Israele.:D:D:D
La peste nera era colpa degli ebrei, tutto era colpa degli ebrei in Europa e adesso tutto e' colpa di Israele in MO./
Siete folli di odio, mi diapiace per voi. Poveretti.
Una cosa vi consiglio: finche' tratterete i palestinesi in simile modo razzista, considerandoli dei poveri scemi irresponsabili, incolpevoli delle porcate che fanno, non li aiuterete MAI!
Non lo dico io: l'assedio ha alimentato e rafforzato solo Hamas, l'espansione delle colonie indebolito Abu Mazen. Oggi questo è il dato di fatto.. dopo tre anni di questa follia.. Irresponabili? ma dove.. problema internazionale e arabo-palestinese con la formazione di uno Stato loro...
Il problema è che sono molti a condividere questa tesi. come ben si sa..c'è solo l'incertezza della sceltaed io privilegio commentatori israeliani moderati..e per fortuna hamas ha "ripulito" Gaza dall'estremismo del califfato e di al queda. A me interessa il rafforzamento di Abu mazen e quindi non posso certo approvare una linea che rafforza Hamas Condivido la lettera firmata da Jstreet e da 53 deputati usa e inviata a obama che sollecitano la fine delle misure draconiane
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1145672.html
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1145382.html
http://www.worldbulletin.net/images_2/other/gaza-islamist-leader-2.jpg
:D:D:D
La leadership islamista di Gaza. Questi sono i vostri adorati.:D:D:D
Questi sono quelli che vorreste al posto degli odiati ebrei.:blow:
Peccato che questi personaggi non sono la "leadership islamista" di Gaza, ma un gruppo armato qaedista minoritario ed il suo leader che negli ultimi mesi si sono scontrati numerose volte con l'intelligence e le forze di sicurezza di Hamas.
bah, è la stessa foto che un tizio ha postato su dsc per sbertucciare i palestinesi.
vedo che beborona ha fatto copia e incolla anche da noi...
a sono palestinesi?
e io che credevo fossero i capi dei coloni ebrei....
Mettiti d'accordo con Ali, o antisemita, fino a ieri sbaritavate che i depuratori ci sono. Abbiamo litigato io e Ali per settimane, anni fa. Adesso aNCHE tu dici che non ci sono. Walla!
"Sbaritavate" e che cos'è?? Roba che si mangia??:D:D Ricordi male, non avevi litigato con me per i depuratori di Gaza ma per gli insulti che rivolgevi nei confronti di Marzia, spalleggiata dal resto del forum tranne le solite tre eccezioni. La discussione tra noi due si basava su come muta un certo di propaganda, prima Gaza era una fogna a cielo aperto, dove era impossibile vivere senza venire
aggredito da torme di topi, sicuramente "islamisti e antisemiti", e via dicendo con la rappresentazione di uno scenario degno del film con Will Smith "Io sono leggenda". Dopo "Piombo Fuso", una improvvisa mutazione, a Gaza si vive bene, si fanno le spese nei negozi, si mangia in abbondanza, i bambini giocano contenti e tutto merito dei bombardamenti "umanitari" dell'IDF. Quando si dice essere misericordiosi e caritatevoli, ma sopratutto ipocriti...:D:D
Deborah Fait
28-01-2010, 10:37
"Sbaritavate" e che cos'è?? Roba che si mangia??:D:D Ricordi male, non avevi litigato con me per i depuratori di Gaza ma per gli insulti che rivolgevi nei confronti di Marzia, spalleggiata dal resto del forum tranne le solite tre eccezioni. La discussione tra noi due si basava su come muta un certo di propaganda, prima Gaza era una fogna a cielo aperto, dove era impossibile vivere senza venire
aggredito da torme di topi, sicuramente "islamisti e antisemiti", e via dicendo con la rappresentazione di uno scenario degno del film con Will Smith "Io sono leggenda". Dopo "Piombo Fuso", una improvvisa mutazione, a Gaza si vive bene, si fanno le spese nei negozi, si mangia in abbondanza, i bambini giocano contenti e tutto merito dei bombardamenti "umanitari" dell'IDF. Quando si dice essere misericordiosi e caritatevoli, ma sopratutto ipocriti...:D:D
Io ricordo che sui depuratori di gaza ho litigato con Marzia che asseriva di aver fatto il bagno . Il forum non ha partecipato c'erano naacal, liame io , marzia e tu.
Inutile che tu insinui sempre Ali perche' se c'e' qualcuno che lecca i culi quello sei tu basta vedere che non posso dire nemmeno una parola a Hava che arriva il giustiziere. Se qualcuno facesse cosi' con me lo avresti gia' etichettato come servi, leccaculo ecc.ecc. Per fortuna io non sono difesa da nessuno perche' so farlo eda sola. Se qualcuno lo ha fatto una sola volta si e' beccato i tuoi improperi.
Quelle foto non c'entrano niente coi depuratori, dicono soltanto che non tutto e' distrutto come affermate voi,. dicono che i gazesi non muoiono di fame e di sete come dite voi e la cretina di cognata di Tony Blair, la biondona delle foto, arrivata colle barche dei VIVA PALESTINA si e' anche fatta fotografare in mezzo ad ogni ben di dio. Prenditela con lei, e' lei la scema che urla "aiutoooo, muoionoooooo" e poi l;a fotografano in un supermarcato srapieno.
Sai la propaganda!:whistler::whistler::sbadiglio:
http://www.amnesty.it/Gaza-il-blocco-israeliano-soffoca-la-vita-quotidiana.html
un anno dopo la fine di "Piombo fuso", il blocco israeliano di Gaza continua a soffocare la vita quotidiana
18/01/2010
Amnesty International Un anno dopo la fine dell'offensiva militare a Gaza, Amnesty International ha dichiarato che Israele deve porre fine al soffocante blocco della Striscia di Gaza, che isola 1.400.000 palestinesi dal mondo esterno e li costringe a vivere in condizioni di povertà disperate. L'organizzazione per i diritti umani ha raccolto e reso note una serie di testimonianze di persone che ancora hanno difficoltà a ricostruire le loro vite a seguito dell'operazione "Piombo fuso", che provocò 1400 morti e alcune migliaia di feriti.
"Le autorità israeliane affermano che il blocco di Gaza, in vigore dal giugno 2007, è la risposta al lancio indiscriminato di razzi contro il sud d'Israele da parte dei gruppi armati palestinesi. La realtà, tuttavia, è che il blocco non prende di mira i gruppi armati ma piuttosto punisce l'intera popolazione di Gaza, limitando l'ingresso di cibo, forniture mediche, strumenti educativi e materiale da costruzione" - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "Ai sensi del diritto internazionale, il blocco rappresenta una punizione collettiva e va tolto immediatamente".
A Israele, in quanto potenza occupante, il diritto internazionale richiede di assicurare il benessere degli abitanti di Gaza, tra cui i loro diritti alla salute, all'educazione, al cibo e a un alloggio adeguato.
Durante l'operazione "Piombo fuso", dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, furono uccisi 13 israeliani tra i quali tre civili nel sud d'Israele e decine furono i feriti a seguito del lancio indiscriminato di razzi da parte dei gruppi armati palestinesi.
A Gaza, gli attacchi israeliani danneggiarono o distrussero edifici e infrastrutture civili, tra cui scuole, ospedali e impianti idrici ed elettrici. Migliaia di case vennero distrutte o furono gravemente lesionate.
Delle 641 scuole di Gaza, 280 vennero danneggiate e 18 distrutte. Poiché più della metà della popolazione di Gaza ha meno di 18 anni, l'interruzione dei programmi educativi a causa dei danni provocati dall'operazione "Piombo fuso" sta avendo un impatto devastante.
Anche gli ospedali hanno subito le conseguenze dell'offensiva militare e del blocco. Le autorità israeliane negano spesso, senza fornire spiegazione, l'ingresso a Gaza dei camion dell'Organizzazione mondiale della sanità, contenenti aiuti sanitari.
I pazienti con gravi patologie che non possono essere curati sul posto continuano a vedersi negare o ritardare il permesso di lasciare la Striscia di Gaza. Il 1° novembre 2009, Samir al-Nadim, padre di tre figli, è deceduto dopo che il permesso di lasciare Gaza per subire un'operazione al cuore era stato rimandato per 22 giorni.
Amnesty International ha parlato con molte famiglie, le cui abitazioni vennero distrutte nel corso dell'operazione militare israeliana e che a un anno di distanza vivono ancora in alloggi temporanei.
Un anno fa, durante il conflitto, Mohammed e Halima Mslih lasciarono il villaggio di Juhor al-Dik insieme ai loro quattro bambini. Mentre erano assenti, la loro casa venne demolita dai bulldozer israeliani. "Quando siamo tornati, c'erano tutte macerie. La gente ci dava da mangiare, perché non ci era rimasto più niente" - ha raccontato Mohammed Mslih. La famiglia Mslih ha trascorso i primi sei mesi dopo il cessate il fuoco in una tenda di nylon. Ora è riuscita a costruire un'abitazione permanente ma teme che le continue incursioni israeliane possano abbatterla nuovamente.
La disoccupazione a Gaza sta crescendo vorticosamente, dato che le piccole attività commerciali rimaste in piedi stentano......continua
Adry....come spieghi questa foto?
Lauren Booth Photographed Shopping at Grocery Store in Gaza "Concentration Camp"
http://blog.camera.org/lauren%20booth%20shopping%20in%20gaza.jpgLauren Booth, the sister in law to former British Prime Minister, Tony Blair, recently offered her opinion (http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1221489063620&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull) that Gaza resembled a "concentration camp" and decried the humanitarian situation there, claiming it rivaled that of Darfur.
This photo taken during her recent excursion to Gaza with the Free Gaza Committee shows Ms. Booth shopping in a well-stocked, computerized, grocery store in the alleged concentration camp.
ecco la signora Booth a Gaza. morti di fame, eh?
Adry....come spieghi questa foto?
Lauren Booth Photographed Shopping at Grocery Store in Gaza "Concentration Camp"
http://blog.camera.org/lauren%20booth%20shopping%20in%20gaza.jpgLauren Booth, the sister in law to former British Prime Minister, Tony Blair, recently offered her opinion (http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1221489063620&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull) that Gaza resembled a "concentration camp" and decried the humanitarian situation there, claiming it rivaled that of Darfur.
This photo taken during her recent excursion to Gaza with the Free Gaza Committee shows Ms. Booth shopping in a well-stocked, computerized, grocery store in the alleged concentration camp.
ecco la signora Booth a Gaza. morti di fame, eh?
Beh, intanto me la spiego andando a visitare il blog dal quale hai tratto questa notizia, mentre tu ti sei ben guardata da mettere il link.
Questo:
http://blog.camera.org/archives/2008/09/lauren_booth_photographed_shop.html
Subito mi salta agli occhi che il post con la foto ed il commento è datato:
Posted by SS at September 19, 2008 12:46 PM
Dopo di che sono andato a vedere la Homepage del sito, questa:
http://blog.camera.org/ (http://blog.camera.org/)
che è un sito sicuramente di parte.
Dopo di che per me la foto potrebbe essere stata scattata ovunque.:sbadiglio:
Adry....come spieghi questa foto?
Lauren Booth Photographed Shopping at Grocery Store in Gaza "Concentration Camp"
http://blog.camera.org/lauren%20booth%20shopping%20in%20gaza.jpgLauren Booth, the sister in law to former British Prime Minister, Tony Blair, recently offered her opinion (http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1221489063620&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull) that Gaza resembled a "concentration camp" and decried the humanitarian situation there, claiming it rivaled that of Darfur.
This photo taken during her recent excursion to Gaza with the Free Gaza Committee shows Ms. Booth shopping in a well-stocked, computerized, grocery store in the alleged concentration camp.
ecco la signora Booth a Gaza. morti di fame, eh?
http://www.asianews.it/notizie-it/Amnesty:-I-crimini-di-guerra-di-Israele-e-di-Hamas-a-Gaza-15674.html
Amnesty accusa anche Hamas di aver messo in pericolo in modo deliberato i civili palestinesi, attaccando Israele da posizione vicino a zone residenziali. Hamas è anche colpevole di lanciare in modo “indiscriminato” razzi contro le cittadine del sud di Israele, mettendo in pericolo la loro vita, anche se vi sono state poche vittime.
cerca su google la Signora Booth che fa shopping a Gaza e ' su tutte le reti, comprese quelle pro palestinesi
cerca su google la Signora Booth che fa shopping a Gaza e ' su tutte le reti, comprese quelle pro palestinesi
segnalami qualche sito
ancora questa storia..ma va? come se non si sapesse che esiste il contrabbando che rafforza Hamas...come se bastasse alimentare lo zoo per considerare questo "ripsetto per la vita umana"..c'è un tale disprezzo in queste foto che , non a caso girano sempre meno, che fa venire i brividi. Impedire agli studenti di studiare, alle fabbriche di lavorare, alle imprese di costruire, alle persone di muoversi liberamente non macchia solo Gaza, ma la stessa israele. Una politica della crudeltà che non merita altra definizione
Gaza, Onu “impaziente” per il blocco di Israele sui materiali edili
Striscia di Gaza - Nella stretta e affollata striscia di Gaza, c’è un posto stranamente tranquillo. Visto dal tetto della vicina scuola delle Nazioni Unite, sembra il set di un film, o forse un campo d’addestramento militare.Esteso lungo il terreno sabbioso di Khan Younis, è un grosso complesso abitativo: 151 alloggi, con spazio per altri 450. La maggior parte è quasi completata. Tutti sono disabitati.
E’ uno dei 26 progetti - tra cui case, scuole e ospedali - che sono in costruzione da anni. Tutti sono andati avanti fino al giugno 2007. A quel punto, il movimento islamico Hamas - che ha sparato centinaia di razzi sulle città meridionali di Israele - ha preso il controllo della striscia di Gaza dopo mesi di violenti combattimenti con il suo rivale laico, Fatah.Come reazione, Israele e l’Egitto hanno rafforzato il loro blocco sulla striscia di Gaza, consentendo l’ingresso di poco altro oltre ai generi alimentari primari e alle medicine.
Negli ultimi dieci mesi, l’Onu sta tenendo intensi negoziati ad alto livello con Israele, alla ricerca del permesso di portare materiali come porte, finestre, tubi e piastrelle per portare a termine questi 26 progetti.Ma i funzionari Onu dicono che non stanno facendo progressi. La loro delusione diventa sempre più forte.
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=8762
U.S. lawmakers to Obama: Press Israel to ease Gaza siege
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1145382.html
Deborah Fait
28-01-2010, 16:30
Clara, non puoi dire a queste p[ersone che a Gaza nessuno muore di fame. Si incazzanop come belve.
Lo ripetono da un anno e ancora nessuno e' morto colla pancia gonfia.
Li fai soffrire clara.
:D
dopo la cura al fosforo di quei terroristi che si fanno chiamare "esercito israeliano", donne e bambini non hanno più sti problemi
mai parlato di soffrire la fame, se mai di malnutrizione e di totale disprezzo verso la dignità umana
Deborah Fait
28-01-2010, 16:43
dopo la cura al fosforo di quei terroristi che si fanno chiamare "esercito israeliano", donne e bambini non hanno più sti problemi
Questo non hai il coraggio di scriverlo su DSC, vero traditore vigliacco?
mai parlato di soffrire la fame, se mai di malnutrizione e di totale disprezzo verso la dignità umana
Analizzando la foto si nota che si tratta di un negozietto piccolo piccolo e per questo sembra stracolmo e la merce sembra abbondante. La merce in vendita consiste in pochi prodotti preconfezionati o scatolame.
Ecco il negozietto visto dall'esterno: Non mi sembra un supermercato...
http://2.bp.blogspot.com/_-Dqntok-aHM/SMtUSpiSfdI/AAAAAAAACC0/oamsy3ob-iU/s400/booth+in+gaza.jpg
Va poi detto che la povertà significa mancanza di mezzi per procurarsi il necessario. Nella Striscia una buona parte delle popolazione è in questa condizione e sopravvive solo grazie ai programmi alimentari dell'UNWRA e affini. Ovviamente c'è anche qualcuno che può permettersi qualcosa di più e per costoro il mercato (possibilmente il mercato nero) vende merce importata di contrabbando, come probabilmente lo è quella visibile sulla foto.
Comunque ora la striscia non è autosufficiente dal punto di vista alimentare perchè gli israeliani hanno distrutto le colture, gli allevamenti, le serre, i campi, tagliato gli ulivi, ucciso il bestiame, ecc. e impediscono ai contadini di recarsi sui loro campi e ai pescatori di uscire in mare aperto.
Questo non hai il coraggio di scriverlo su DSC, vero traditore vigliacco?
guarda beborona, lascia stare i martini, perché l'ho scritto non più di mezzora fa...
Deborah Fait
28-01-2010, 17:11
ah si, non ho letto adesso allora vado a risponderti, traditore vigliacco.
Dopo di che per me la foto potrebbe essere stata scattata ovunque.:sbadiglio:
Edric, queste obiezioni non le sollevi mai davanti ad altre foto, a quanto mi risulta... :whistler:
Analizzando la foto si nota che si tratta di un negozietto piccolo piccolo e per questo sembra stracolmo e la merce sembra abbondante. La merce in vendita consiste in pochi prodotti preconfezionati o scatolame.
Ecco il negozietto visto dall'esterno: Non mi sembra un supermercato...
http://2.bp.blogspot.com/_-Dqntok-aHM/SMtUSpiSfdI/AAAAAAAACC0/oamsy3ob-iU/s400/booth+in+gaza.jpg
Quindi tu giudichi l'assortimento e la grandezza di un negozio dalla foto della porta d'ingresso?
Tu sei un comico nato :D
ah si, non ho letto adesso allora vado a risponderti, traditore vigliacco.
detto da te che non sai cosa sia l'onore è un complimento
Analizzando la foto si nota che si tratta di un negozietto piccolo piccolo e per questo sembra stracolmo e la merce sembra abbondante. La merce in vendita consiste in pochi prodotti preconfezionati o scatolame.
Ecco il negozietto visto dall'esterno: Non mi sembra un supermercato...
http://2.bp.blogspot.com/_-Dqntok-aHM/SMtUSpiSfdI/AAAAAAAACC0/oamsy3ob-iU/s400/booth+in+gaza.jpg
Va poi detto che la povertà significa mancanza di mezzi per procurarsi il necessario. Nella Striscia una buona parte delle popolazione è in questa condizione e sopravvive solo grazie ai programmi alimentari dell'UNWRA e affini. Ovviamente c'è anche qualcuno che può permettersi qualcosa di più e per costoro il mercato (possibilmente il mercato nero) vende merce importata di contrabbando, come probabilmente lo è quella visibile sulla foto.
Comunque ora la striscia non è autosufficiente dal punto di vista alimentare perchè gli israeliani hanno distrutto le colture, gli allevamenti, le serre, i campi, tagliato gli ulivi, ucciso il bestiame, ecc. e impediscono ai contadini di recarsi sui loro campi e ai pescatori di uscire in mare aperto.
Che sia vera o no, non ha alcuna importanza: testimonia solo quello che si è sempre detto: il contrabbando ha rafforzato i clan e la mentalità coloniale che contraddistingue tutto ciò: una punizione collettiva che priva gli uomini di ogni dignità, libertà di movimento e di studio. Questo è lo scandalo, in questo consiste l'immoralità dell'aassedioe di chi lo ha deciso: la vita è altro
Deborah Fait
28-01-2010, 17:30
T'e' capi' Raptor? Anche la spesa della biondona e' colpa di Israele.
T'e' capi' Raptor? Anche la spesa della biondona e' colpa di Israele.
identifichi Israele con gli attuali eletti, tra cui questo?
http://mirumir.altervista.org/2009/03/avigdor-lieberman-un-profilo-del.html
Quest'uomo è giunto a dire pubblicamente alla Knesset nel novembre 2006 che i parlamentari arabi dovevano essere impiccati come collaborazionisti, a causa della loro opposizione alle politiche del governo. “La seconda guerra mondiale si è conclusa con il processo di Norimberga. I capi del regime nazista, insieme ai loro collaboratori, furono giustiziati. Spero che questo ......
cosa c'entra LIeberman?
io ti ho fatto una domanda specifica: come spieghi questa foto?
to' eccoti un sito
http://www.hurryupharry.org/2008/09/12/lauren-booth-in-gaza/
Edric, queste obiezioni non le sollevi mai davanti ad altre foto, a quanto mi risulta... :whistler:
Vero. C'è da dire che non dò una grande importanza alle foto in genere, perchè non è difficile dimostrare attraverso un'immagine quello che si vuole. Anche un negozietto, utilizzando un grandangolo, per i meno esperti può diventare un centro commerciale.
Prendo per buona qualche foto se proviene da fonti più che attendibili, tipo grossi quotidiani, giornali o riviste comunque quotate (ed anche lì talvolta ci sarebbe da obbiettare probabilmente).
Quindi in genere considero le foto abbastanza inutili sia che siano scattate da palestinesi, sia che siano scattate da israeliani od altri ancora.
Spesso non mi piaciono neanche le foto che vengono usate per sostenere la causa palestinese. Spesso le trovo patetiche e ripetitive, usate strumentalmente per commuovere.
Credo in generale l'abuso di certi strumenti porti alla fine all'effetto contrario. Per lo meno quello è l'effetto che fanno a me.
Trovo poco serio e poco corretto invocare il messaggio: "Che ne sapete voi! Noi siamo qui, le cose sono diverse da quelle che si raccontano". E poi a sostegno un post con una foto di più di due anni fa!, senza mettere la fonte.
Visto che per Clara, come per altri, è un'abitudine utilizzare forme di propaganda, non vedo perchè non farlo notare.
Anzi, mi prendo personalmente l'impegno di farlo tutte le volte che mi si storce un pò il naso. Non ho nessuna intenzione di difendere persone come lei, dopo gli insulti che ha riversato su persone che non sono neppure su questo forum
Originalmente inviato da clara http://www.metaforum.it/forum/images_mf/buttons/viewpost.gif (http://metaforum.it/forum/showthread.php?p=251694#post251694)
confermo e quoto. i mondo e' pieno di ebrei rinnegati che vengono strumentalizzati. compresa quella vecchia scema.
Qui chiudo per quanto mi riguarda questa polemica ma non sono disponibile nei suoi confronti a fare nessuno sconto.
io ti ho risposto e quindi non ho altro da aggiungere se non allegando una serie di documentazioni: vera o non vera il problema è quello che sottintende..che è molto peggio..se è per questo
Gerusalemme, 28 gen. (Ap) - Human Rights Watch è convinta che Hamas abbia deliberatamente colpito bersagli civili israeliani durante la guerra del gennaio 2009. L'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani accusa la leadership della Striscia di Gaza di aver compiuto azioni che possono essere classificate come crimini di guerra. Hamas ha sempre sostenuto di aver mirato alle installazioni militari israeliane con il lancio di razzi dalla Striscia e di aver colpito solo accidentalmente bersagli civili. Tre civili israeliani son stati uccisi dai razzi sparati dai gruppi islamici a Gaza nella guerra del gennaio 2009. La reazione israeliana, durata tre settimane, è costata la vita a 1.400 civili, in maggioranza civili. Sia Israele che Hamas hanno respinto le accuse di crimini di guerra e non intendono accogliere la richiesta delle Nazioni unite di svolgere indagini internazionali . Hamas dice di aver ucciso civili israeliani per errorehttp://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=856131
Io ricordo che sui depuratori di gaza ho litigato con Marzia che asseriva di aver fatto il bagno . Il forum non ha partecipato c'erano naacal, liame io , marzia e tu.
Inutile che tu insinui sempre Ali perche' se c'e' qualcuno che lecca i culi quello sei tu basta vedere che non posso dire nemmeno una parola a Hava che arriva il giustiziere. Se qualcuno facesse cosi' con me lo avresti gia' etichettato come servi, leccaculo ecc.ecc. Per fortuna io non sono difesa da nessuno perche' so farlo eda sola. Se qualcuno lo ha fatto una sola volta si e' beccato i tuoi improperi.
Quelle foto non c'entrano niente coi depuratori, dicono soltanto che non tutto e' distrutto come affermate voi,. dicono che i gazesi non muoiono di fame e di sete come dite voi e la cretina di cognata di Tony Blair, la biondona delle foto, arrivata colle barche dei VIVA PALESTINA si e' anche fatta fotografare in mezzo ad ogni ben di dio. Prenditela con lei, e' lei la scema che urla "aiutoooo, muoionoooooo" e poi l;a fotografano in un supermarcato srapieno.
Sai la propaganda!:whistler::whistler::sbadiglio:
Ti ricordi male, sopratutto evita di dipingere quel thread come una discussione tra Deborah Fait e tre utenti in disaccordo con lei perchè a quella discussione parteciparono ben più di quattro utenti. Cmq, vedo che ormai sei proprio alla frutta, perchè io nn accuso chiunque mi capita a tiro, e che ti è vicino a livello di idee e impostazione, di essere un leccaculo o un servo, lo faccio con quelle persone che lo dimostrano di essere. Che adattano i loro thread a seconda del momento, che a seconda del forum e degli utenti che lo frequentano cambiano impostazione riguardo il conflitto israelopalestinese. Dalle mie parti questi soggetti sono definiti dei voltagabbana, delle banderuole che vanno dove le porta il vento, ed anche questo discorso lo abbiamo fatto in più di una occasione.
Devo farti la lista degli utenti che abbiamo incontrati nei forum che sono vicini alle tue idee, che difendono Israele, e con i quali non ho mai avuto alcuna polemica e tantomeno li ho mai accusati di essere dei tuoi leccaculo o dei servi?? Falla finita che è meglio, ti stai rendendo ridicola, perchè tutte le volte che ho accusato qualcuno di essere un tuo leccaculo, oltre perchè dimostrava una innegabile propensione al voltafaccia, è stato quando gli stessi si accodavano alle tue vergognose campagne calunniatrici e intrise di denigrazioni personali. Questa logica del branco mi è sempre stata sui coglioni, ed era questo il motivo per cui presi le difese di Marzia, ed in più di una occasione di Liame, e lo faccio oggi con Hava, Ugodin e Fiammifero.
Vuoi sapere perchè prendo le difese di Hava?? Perchè lei, a differenza degli altri utenti con i quali periodicamente ti metti a litigare, non ti ha mai provocato, non ti ha mai insultato, non ti ha mai attaccato a livello personale, e questo atteggiamento nn si può dire che sia lo stesso da parte tua nei suoi confronti. E nn venirmi a dire che tu agisci da sola, perchè ricordo anche quando lo sport di criticare ed attaccare Hava era praticato in una sorta di attacco condiviso con Sara e Clara. Per carità, non sarebbe la prima volta che usi questo atteggiamento con altri ebrei, in altri tempi ed altri luoghi ricordo quando definisti Mottele (lo ricordi vero??) un "antisemita" perchè votava Shinui, e sinceramente qs atteggiamento ha rotto alquanto le palle. Mettiti l'anima in pace, nonostante i tuoi deliri e le tue analisi ridicole sulle motivazioni che portano la maggioranza degli utenti di questo forum a stimare Hava (e bada bene che i pochi che la avversano in maniera pretestuosa oltre a te sono Amor e Volpone e questo la dice lunga) è perchè la stessa si è sempre confrontata civilmente con tutti.
Non ti inventare fesserie, per carità, in più di una occasione io ho preso le tue difese, sono fatto cosi' qualcuno mi ha definito come una sorta di "avvocato del Diavolo" (:D), e Raptor e molti altri lo possono testimoniare. Questo perchè ritenevo gratuite e deliranti le accuse nei tuoi confronti, gli insulti, il razzismo palesato e le provocazioni, se non riesci neanche ad ammetterlo presa come sei dal dipingermi come una sorta di persecutore o giustiziere solo nei tuoi confronti è un tuo esclusivo problema di ipocrisia.
Per quanto riguarda l'argomento del thread è evidente che un certo tipo di propaganda prima afferma che a Gaza si viveva cm in una fogna a cielo aperto, dove tutto è distrutto, in mano a barbuti con la coda e le corna, e dove i sorci la facevano da padroni instaurando una sorta di shari'a della monnezza. Ora, cm di incanto, dopo i bombardamenti di Tzahal è tornata la felicità, si vive in allegria, i negozi sono pieni, i bambini corrono felici, ed i vecchi continuano a biasciare i do'ha nelle strade libere da liquami mefitici sgranando il loro tasbih, vero?? Lascia perdere, Deborah, veramente lascia perdere perchè stai diventando surreale nella tua faziosità....:sbadiglio:
bah, è la stessa foto che un tizio ha postato su dsc per sbertucciare i palestinesi.
vedo che beborona ha fatto copia e incolla anche da noi...
a sono palestinesi?
e io che credevo fossero i capi dei coloni ebrei....
Vabbè, raccontiamola tutta: la foto immortala il sottoscritto, insieme ai suoi luogotenenti Ugodin (il miliziano senza passamontagna, posizionato avanti rispetto agli altri due in quanto mio unico erede al ruolo di Khalifa), Artas e Roderigo, mentre emana una fatwa nei confronti di Deborah. Le armi che imbracciano sono solamente di difesa, in quanto fuori dalla moschea c'è Deborah che è pronta a colpire con tonnellate di escrementi impoveriti alle fragole palestinesi, la moschea, covo di eversione, dove si sta tenendo il raduno...:D:D:D
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/01_gennaio/28/obama%20%20non%20abbandoniamo%20israele,22708708.html
(ANSA) - WASHINGTON, 28 GEN - Il presidente Barack Obama ha detto che gli Stati Uniti ''non abbandoneranno mai il loro sostegno ad Israele''. Ma per giungere ad una soluzione di pace nella regione ''non possono essere ignorate le istanze dei palestinesi'', ha aggiunto il presidente Usa. 'Stiamo lavorando per rafforzare la capacita' delle due parti di tornare a parlarsi al tavolo dei negoziati'', ha aggiunto Obama.
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un altro pacifista antisemita:))
Amira Hass:Israele consente solo: cibo, medicine e detersivi a Gaza
Israele consente solo cibo, medicine e detersivo nella Striscia di Gaza. Migliaia di oggetti, compresi i prodotti di vitale importanza per l'attività quotidiana, sono vietati.Complessivamente solo 30 o 40 oggetti commerciali sono ora consentiti nella Striscia di Gaza, rispetto al 4000 approvati prima dell'inizio dell'assedio,secondo i commercianti e gli attivisti per i diritti umani.Il numero di oggetti cambia in base a ciò che è deciso dal coordinatore delle attività di governo nei Territori. Il COGAT ha rifiutato la richiesta del rappresentante della PA per un elenco aggiornato e scritto di ciò che è autorizzato Le informazioni passano solo per telefono I pochi oggetti liberamente permessi si dividono in tre categorie: cibo, medicine e detersivo. Tutto il resto è vietato : materiale edile , indispensabile per la ricostruzione di Gaza, elettrodomestici come i frigoriferi e lavatrici, pezzi di ricambio di macchine e parti di automobili, tessuti, fili, aghi, lampadine, candele, fiammiferi, libri, strumenti musicali, pastelli, abbigliamento, calzature, materassi, lenzuola, coperte, posate, stoviglie, tazze, bicchieri e animali. Molti dei prodotti sono importati attraverso il tunnel e si trovano nei mercati di GazaLa pasta , che era stato vietata in passato, è ora consentito, dopo che il senatore John Kerry ha espresso il suo stupore per tale divieto ,ma il tè, caffè, insaccati, la semola, prodotti lattiero-caseari e la maggior parte dei prodotti sono vietati. Israele non consente l'importazione di frutta, latte e prodotti in piccole confezioni di alimenti surgelati, solo una quantità limitata di carburante industriale è consentito
Il numero di oggetti cambia in base a ciò che è deciso dal coordinatore delle attività di governo nei Territori. Il COGAT ha rifiutato la richiesta del rappresentante della PA per un elenco aggiornato e scritto di ciò che è autorizzato Le informazioni passano solo per telefono I pochi oggetti liberamente permessi si dividono in tre categorie: cibo, medicine e detersivo. Tutto il resto è vietato : materiale edile , indispensabile per la ricostruzione di Gaza, elettrodomestici come i frigoriferi e lavatrici, pezzi di ricambio di macchine e parti di automobili, tessuti, fili, aghi, lampadine, candele, fiammiferi, libri, strumenti musicali, pastelli, abbigliamento, calzature, materassi, lenzuola, coperte, posate, stoviglie, tazze, bicchieri e animali. Molti dei prodotti sono importati attraverso il tunnel e si trovano nei mercati di GazaLa pasta , che era stato vietata in passato, è ora consentito, dopo che il senatore John Kerry ha espresso il suo stupore per tale divieto ,ma il tè, caffè, insaccati, la semola, prodotti lattiero-caseari e la maggior parte dei prodotti sono vietati. Israele non consente l'importazione di frutta, latte e prodotti in piccole confezioni di alimenti surgelati, solo una quantità limitata di carburante industriale è consentitoL'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari ha riferito che durante la prima settimana di maggio, 2,2 milioni di litri di carburante industriale - circa il 70 per cento della fornitura settimanale necessaria per il funzionamento della centrale - è stata autorizzata a Gaza. UNRWA riceve la benzina e il diesel separatamente
Benzina e diesel per le autovetture private e pubbliche di trasporto non sono state importate da Israele dal 2 novembre 2008, fatta eccezione per una piccola quantità concessa all'l'UNRWA. L'unione del gas di Gaza stima che circa 100.000 litri di gasolio e 70.000 litri di benzina giungono ai Gazesi ogni giorno attraverso il tunnel egiziano, ma poiché il carburante egiziano è più pesante di quello israeliano,provoca danni alle automobiliIsraele proibisce l'importazione del legno. Il divieto di carta igienica, pannolini ed assorbenti igienici è stato revocato tre mesi fa e tra breve Israele consentirà l'importazione di saponi e detergenti a Gaza. Anche lo shampoo è stato autorizzato .Cinque settimane fa Israele ha permesso la margarina, il sale e il dolcificante artificiale I legumi sono stati ammessi negli i ultimi due mesi e il lievito due settimane fa Contrariamente a quanto si dice , Israele non ha vietato lo zucchero.http://www.haaretz.com/hasen/spages/1086045.html
amira hass ritorno a gazahttp://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/03/amira-hass-ritorno-gaza.html
cosa c'entra LIeberman?
io ti ho fatto una domanda specifica: come spieghi questa foto?
to' eccoti un sito
http://www.hurryupharry.org/2008/09/12/lauren-booth-in-gaza/
La foto è del settembre 2008. Ed è la stessa che c'era nel sito che ho trovato io. Basta guardare nelle proprietà dell'immagine.
Siamo a nel gennaio 2010. Una anno dopo l'operazione Cast Lead.
Dal blog di Vittorio Arrigoni
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Giornata dell'amnesia
27/01/2010
Si consiglia a chi è di debole di memoria una cura al fosforo,
ma soffrono più di amnesia circa l'olocausto a Gaza o dala parti di Tel Aviv?
La cura di fosforo bianco israeliano somministrato ai civili di Gaza un anno fa:
http://img641.imageshack.us/img641/7946/whitephosphorus3.png
http://img641.imageshack.us/img641/9664/whitephosphorus12.jpg
http://img641.imageshack.us/img641/2893/whitephosphorus11.png
http://img526.imageshack.us/img526/6559/whitephosphorus14.png
_____________________________
Nota admin:
Quando si postano immagini impressionabili, è opportuno usare il tag SPOILER e avvisare i lettori.
volete fare a gara di foto?
perche' foto di israeliani fatti a pezzi dai palestinesi le ho anch'io.
Deborah Fait
29-01-2010, 09:04
La foto è del settembre 2008. Ed è la stessa che c'era nel sito che ho trovato io. Basta guardare nelle proprietà dell'immagine.
Siamo a nel gennaio 2010. Una anno dopo l'operazione Cast Lead.
Mi spiace contraddirti ma la signora cognata di Blair ha fatto pubblicare le sue foto dopo essere arrivata a Gaza colle barche portanti apparecchi a custici da dar da mangiare ai gazesi morituri.
Non dirmi che la biondona l' ha fatto per imbrogliare i suoi amori , non dirmi che nel segreto della sua anima la bionda e' filoisraeliana :)
Tutte le foto postate da Raptor provengono da un sito ARABO!
Deborah Fait
29-01-2010, 09:07
Dal blog di Vittorio Arrigoni
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Giornata dell'amnesia
27/01/2010
Si consiglia a chi è di debole di memoria una cura al fosforo,
ma soffrono più di amnesia circa l'olocausto a Gaza o dala parti di Tel Aviv?
La cura di fosforo bianco israeliano somministrato ai civili di Gaza un anno fa:
Innanzitutto chiedo che le foto postate dal nick antisemita neonazista amor vengano nascoste perche' potrebbero impressionare qualciuno, in secondo luogo , come dice Endric, possono essere fotografate dovunque. A Gaza non c'e' stata l'unica guerra.
Mi spiace contraddirti ma la signora cognata di Blair ha fatto pubblicare le sue foto dopo essere arrivata a Gaza colle barche portanti apparecchi a custici da dar da mangiare ai gazesi morituri.
Non dirmi che la biondona l' ha fatto per imbrogliare i suoi amori , non dirmi che nel segreto della sua anima la bionda e' filoisraeliana :)
Tutte le foto postate da Raptor provengono da un sito ARABO!
e insisti, già detto che queste nonmascherano quanto in realtà denunciano le organizzazioni umanitarie : tunnel, restrizioni, contrabbando e mentalità coloniale. Infatto non girano più proprio per il motivo che ho detto: sono controproducenti
Deborah Fait
29-01-2010, 09:28
e insisti, già detto che queste nonmascherano quanto in realtà denunciano le organizzazioni umanitarie : tunnel, restrizioni, contrabbando e mentalità coloniale. Infatto non girano più proprio per il motivo che ho detto: sono controproducenti
Rispondevo a Edric, non a te.
Rispondevo a Edric, non a te.
io rispondo quando lo decido... e come voglio..ci mancherebbe altro
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/01_gennaio/29/Hamas:%20%C2%ABIsraele%20ha%20assassinato%20un%20nostro%20uomo%20a%20Dubai%C2%BB,22719590.html?mod=frame&provid=14
Hamas: «Israele ha assassinato
un nostro uomo a Dubai»
=================================================
il Messaggero e' un giornale di sinistra?:confused:
Innanzitutto chiedo che le foto postate dal nick antisemita neonazista amor vengano nascoste perche' potrebbero impressionare qualciuno, in secondo luogo , come dice Endric, possono essere fotografate dovunque. A Gaza non c'e' stata l'unica guerra.
Solo una sionista convinta può chiamarmi “antisemita neonazista amor “ , evidentemente disturbata perché nei miei commenti punto il dito contro la politica sionista che oramai è diventata una politica di apertheid, e di pulizia etnica.
Concordo con il fatto che quello che ha fatto Israele a Gaza fa impressione , e le immagini sono teorizzanti …
Infatti , esiste l’inchiesta di Goldstone contro i crimini di Guerra all’ONU.
Edric non aveva commentato le mie foto …
La mia fonte è sicura perché l’autore ha partecipato alla guerra di Gaza ed è stato il solo giornalista italiano presente nel Medio Oriente. Mi sai dire un’altra guerra dove è mai stato usato il fosforo bianco e da chi?
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/01_gennaio/29/Hamas:%20%C2%ABIsraele%20ha%20assassinato%20un%20nostro%20uomo%20a%20Dubai%C2%BB,22719590.html?mod=frame&provid=14
Hamas: «Israele ha assassinato
un nostro uomo a Dubai»
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il Messaggero e' un giornale di sinistra?:confused:
a parte che se anche lo fosse che problema sarebbe, visto che questa è una notizia? misteri dll'informazione
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1146208.html
Deborah Fait
30-01-2010, 18:17
a parte che se anche lo fosse che problema sarebbe, visto che questa è una notizia? misteri dll'informazione
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1146208.html
Esatto. e' una notizia come quella di 8 giorni fa dove dicevano che era morto di cancro in un ospedale di Dubai.
Naturalmente voi fate caso solo a certe notizie.....
veramente apre la pagina online di haaretz in questo momento
Deborah Fait
30-01-2010, 18:21
veramente apre la pagina online di haaretz in questo momento
e che me frega? Io non considero Haarez in Vangelo dei Vangeli.
Io spero che sia stato Israele a uccidere quel figlio di ma una settimana fa gli stessi parlavano di morte per cancro....
Your situation isn't good," said a high-ranking European diplomat recently. "No one believes Bibi [Prime Minister Benjamin Netanyahu] and we don't want any connection with [Foreign Minister Avigdor] Lieberman. Only a dramatic and surprising diplomatic move, like [former prime minister] Ariel Sharon's disengagement, will change the impression."
A few hours later, Time magazine published an interview with U.S. President Barack Obama, in which he expressed disappointment with Israel's unwillingness to make "bold gestures" toward the Palestinians. n a speech at a conference not long ago, an Israeli diplomat serving in a European capital touted Israel's hoary PR line, distinguishing between "the only democracy in the Middle East" and its autocratic Arab neighbors.
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"We share common values," the Israeli told the Europeans. To his surprise, a member of the audience stood up and replied to him: "What common values? We have nothing in common with you."
In diplomatic conversations, Europeans are critical of Israel because of the Gaza blockade, the construction in the Jewish settlements, the home demolitions in East Jerusalem, the pervasive loathing of the right-wing government and even the social gaps and the way Israel is moving away from the European welfare-state model.
The Netanyahu-Lieberman government is nearly always described as "hard-line" in the foreign media. This is not entirely fair: The government of Ehud Olmert and Tzipi Livni went to war in Lebanon and Gaza and built thousands of apartments for Jews in East Jerusalem and the West Bank settlement blocs - many more than did Netanyahu, who has refrained from employing military force and has declared a 10-month freeze on settlement construction. But they liked the Kadima government because Olmert and Livni made the right noises about their desire for peace and a final status agreement, whereas they don't believe Netanyahu when he talks about "two states for two peoples." The fact that Olmert and Livni achieved nothing in the negotiations makes no difference. It's the intentions that count. Netanyahu and his aides have answers to the accusations against Israel. The blame for the Gaza blockade lies squarely with the Palestinians, who chose Hamas to reign over them and kidnapped soldier Gilad Shalit. "You are worrying about the humanitarian rights of 1.5 million Palestinians in Gaza. You should be worrying about one Israeli who is being held there," Netanyahu's people tell UN representatives.
In East Jerusalem, the government is hiding behind Mayor Nir Barkat and the planning and construction institutions, which are approving building plans for Jews and home demolitions for Palestinians. And for the diplomatic stagnation, it is blaming Palestinian Authority President Mahmoud Abbas, who is refusing to renew the talks.
There is one little problem: The world isn't buying Israel's explanations and it isn't prepared to condemn Palestinian obduracy. Obama has split the blame for the stagnation between the two sides and has also taken some of it upon himself ("We raised expectations").
American envoy George Mitchell's appeal to the members of the Quartet that they urge Abbas to return to talks, has gone unanswered. This week he completed another frustrating visit to the region, with zero results.
Obama's approach - to "park" the diplomatic process for lack of achievements and to concentrate on domestic issues - has not surprised Netanyahu. Three months ago, a senior Israeli official said the Obama administration would probably put off the Israeli-Palestinian problem to his second term, explaining: "Now they're weak, they have unemployment and the economic crisis, Afghanistan, Pakistan and Iraq, and they aren't emerging from that. They don't have the strength to complete an agreement. In the meantime, the maintenance will continue."
U.S. officials are hoping talks will be renewed within six months. The main thing is that there be some negotiations. They have no expectations of more than that.
continua qui
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1145985.html
e che me frega? Io non considero Haarez in Vangelo dei Vangeli.
Io spero che sia stato Israele a uccidere quel figlio di ma una settimana fa gli stessi parlavano di morte per cancro....
io spero di essere morto dopo aver supplicato di risparmiarlo.. quel figlio di
...... e le immagini sono teorizzanti …
Terrorizzanti, angoscianti, terribili, traumatiche...
Sei grande Amor...rosa.gif
Deborah Fait
30-01-2010, 22:18
Tel Aviv, 29 gen. (Adnkronos)- Israele ha inviato all'Onu un proprio documento nel quale nega di aver commesso crimini di guerra durante l'invasione della Striscia di Gaza, a cavallo fra il 2008 e il 2009. "Questa mattina abbiamo consegnato all'Onu un rapporto sulle indagini e le operazioni che si sono svolte durante "piombo fuso", ha detto il ministro israeliano della Difesa Ehud Barak, aggiungendo che l'esercito del suo Paese "e' diverso da ogni altro, sia dal punto di vista morale che professionale"<WBR>. Il documento di 40 pagine, ha dichiarato intanto il portavcoe del ministero degli Esteri Yigal Palmor, sottolinea come sia stato "fatto di tutto" perche' l'operazione "piombo fuso" si svolgesse nell'ambito del diritto internazionale"<WBR>. Il testo israeliano giunge dopo il rapporto Goldstone sull'invasione a Gaza che, alla fine dell'estate scorsa, ha accusato sia Israele che Hamas di aver compiuto crimini di guerra. Quel rapporto, respinto da Israele, fu realizzato su mandato del Consiglio Onu per i Diritti Umani. L'assemblea generale dell'Onu ha poi deciso di preparare un proprio rapporto basato su documentazione proveniente dalle due parti ed e' a questo richiesta che risponde oggi Israele. Secondo i dati palestinesi, durante i 22 giorni dell'offensiva "piombo fuso" furono uccisi oltre 1200 palestinesi, fra cui 400 donne e bambini. L'esercito israeliano afferma che i palestinesi uccisi furono 1166 e gli israeliani 13.
ancora una volta un rapporto compilato dall'esercito, dal capo dell'ufficio legale dello stesso ente che ha eseguito il massacro a gaza.
è stato redatto dal maggiore generale avichai mandelblit lo stesso uomo che ha assolto se stesso.
ancora una volta nessuna indagine, un'autoassoluzione
Mi spiace contraddirti ma la signora cognata di Blair ha fatto pubblicare le sue foto dopo essere arrivata a Gaza colle barche portanti apparecchi a custici da dar da mangiare ai gazesi morituri.
Non dirmi che la biondona l' ha fatto per imbrogliare i suoi amori , non dirmi che nel segreto della sua anima la bionda e' filoisraeliana :)
Tutte le foto postate da Raptor provengono da un sito ARABO!
Deborah leggi bene nella didascalia delle foto. Queste solo le prime due foto postate da Raptor
http://img718.imageshack.us/img718/8872/noname.jpg
Wednesday, Jan. 23, 2008 (AP Photo/Khalil Hamra)
http://img16.imageshack.us/img16/97/nonamebl.jpg
Friday,Jan. 25, 2008. (Ap Photo/Lefteris Pitarakis)
Quanto alla prima delle due foto che ritraggono la biondona (quella all'interno di un market) la può trovare qui:
http://blog.camera.org/archives/2008/09/lauren_booth_photographed_shop.html
in un post del 19 settembre 2008.
A voi le conclusioni.
Deborah Fait
31-01-2010, 09:54
spiacente ma la guerra e' incominciata il 27 dicembre 2008 ed e' proseguita nel 2009. Forse hanno sbagliato le date o le hanno cambiate apposta. Quelle foto , in scena cioe' in diretta, le abbiamo viste in TV durante le dirette da Gaza e Egitto.
Inoltre la Booth e' arrivata colle barche della "salvezza" :D:D e mentre gli altri sono ripartiti lei e' rimasta a Gaza perche' voleva entrare in Israele e non aveva il permesso essendo persona non grata. le foto sono state fatte mentre attendeva di poter partiire.
come già detto queste foto non hanno più valore, visto che sono controproducenti per la propaganda, gli spot della destra vanno e vengono secondo la moda di quel momento, poi gradatamente spariscono
http://rete-eco.it/it/approfondimenti/politiche-israeliane/11327-propagande-et-desinformation-a-lisraelienne-ii.html
umiliazione e offesa della dignità umana, privazione dei diritti che costituiscono l'essenza dell'essere: libertà di movimento, di studio, di lavoro, di esercitare le proprie scelte... questo è lo scandalo e l'infamia: l'uso delle bombe sonore pima dell'attacco,
Eyad al-SERRAJ : Non sono ammessi fiori a Gaza
Al popolo di Gaza non è permesso nè vivere nè pensare normalmente.Il nostro diritto alla terra, alla libertà ,alla giustizia ,alla salute sono sistematicamente violentati . L'obiettivo è quello di distruggere ciò che è rimasto - la nostra identità. È la nostra identità che fa paura : la nostra umanità, il nostro attaccamento alla famiglia ,alla santa Gerusalemme, al falafel ,alla musica di Fairuz e alle donne con i loro abiti tradizionali. Ho trascorso tre mesi in attesa di un permesso medico o di un permesso di viaggio. Tutti i tentativi sono falliti fino a quando non è intervenuta Uri Hadar e ,così ,ho ottenuto il permesso di un giorno per recarmi dal mio medico a Tel Aviv........
Quando ho attraversato il confine, ho visto la BBC e pochi giornalisti in attesa di recarsi a Gaza, ma Israele ha continuato a negare l'autorizzazione alla stampa Lo stesso giorno venti diplomatici europei sono state bloccati . Lo stesso giorno Israele ha deciso di tagliare la fornitura di combustibile a Gaza e di chiudere le frontiere alle Nazioni Unite per il rifornimento di cibo. Lo stesso giorno l'esercito israeliano ha ucciso quattro palestinesi a Gaza, pur sottolineando la propria adesione alla tregua.....
sintesi personale
articolo completo qui
http://www.kibush.co.il/show_file.asp?num=30149
quello di gaza è davvero il più grande ghetto mai esistito.
persone rinchiuse senza colpa e trattate come bestie.
e se solo provano a ribellarsi li massacrano.
da 60 anni.
poi vi chiedete perché esiste l'estremismo islamico
..informativamente corretti
http://www.terrasanta.net/terrasanta/ter_det.jsp?wi_number=2015&wi_codseq=TS1001
http://www.terrasanta.net/terrasanta/ter_det.jsp?wi_number=2015&wi_codseq=TS1001
Di quei ben quattro miliardi e mezzo di dollari preannunciati a Sharm, allora, se ne vedono ben pochi a Gaza. I soldi, come succede da anni, continuano a essere uno strumento di pressione nei confronti di Hamas. Strumento di pressione che finora non ha funzionato, salvo rendere disperata e inumana la vita di un milione e mezzo di persone. Il cemento, per esempio, è merce rara.
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se non ho capito male questi soldi promessi per la ricostruzione non sono mai arrivati..
la ricostruzione dipende dai soldi o dall'entrata delle merci? da entrambe?
chi puo' essere danneggiato dalla ricostruzione delle case dei civili?
potrebbero passare armi? anche con una ferrea vigilanza?
o e' un'ulteriore punizione?
il lavoro della ricostruzione non potrebbe essere una valida alternativa alla disoccupazione? tranne poi lamentarsi che vivono di beneficenza..
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/03/m%20o%20%20%20operato%20al%20bambino%20gesu%20bimbo%20della%20striscia%20di%20gaza,22804965.html
M.O./ Operato al Bambino Gesù bimbo della Striscia di Gaza
Gli stanno asportando tumore al fegato, caso ha commosso Italia
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=8728
Gaza, sistema sanitario allo sfacelo a causa del blocco israeliano
di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 21 gennaio 2010
Il blocco su Gaza (imposto da Israele nel giugno 2007, in seguito alla presa del potere da parte del movimento islamico Hamas, e sostenuto anche dall’Egitto) sta mettendo a rischio la salute degli abitanti della Striscia.
A lanciare l’allarme sono state le Nazioni Unite e ottanta organizzazioni umanitarie riunite sotto la sigla Aida (Association for International Development Agencies).
Le strutture mediche e gli impianti del territorio palestinese – affermano l’Onu e le ong - sono allo sfacelo.
Sono 15 gli ospedali e 43 le cliniche distrutte o danneggiate durante l’offensiva militare israeliana di un anno fa. La maggior parte di esse non è mai stata ricostruita in quanto il blocco impedisce anche l’importazione di i materiali edilizi, che - a detta di Tel Aviv - potrebbero essere utilizzati dai militanti palestinesi per costruire piattaforme per il lancio di razzi.
Max Gaylard, coordinatore delle attività Onu a Gaza, ha ricordato che poi che l’assedio sta ostacolando la fornitura di attrezzature mediche e la formazione del personale sanitario.
Al tempo stesso, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a Gaza risulta il 20 per cento dei farmaci di base.
Nel complesso – affermano le organizzazioni autrici dell’appello - le sanzioni israeliane stanno "minando il funzionamento del sistema sanitario e mettendo a rischio la salute di 1,4 milioni di persone ".
Morti nell’attesa
Preoccupanti sono anche le limitazioni poste da Israele al trasferimento all’estero di pazienti che necessitano di cure mediche non disponibili nella Striscia, come alcuni interventi al cuore e il trattamento per determinati tipi di tumore.
Stando ai dati dell’Oms, a partire dal novembre 2007 sono stati 88 i malati gravi morti mentre attendevano di essere trasferiti.
Tra tutti viene ricordato il caso della 19enne Fidaa Talal Hijjy, affetta dal linfoma Hodgkin e morta mentre attendeva di lasciare Gaza per subire un trapianto di midollo.
Le agenzie internazionali affermano di avere avanzato per tre volte la richiesta di trasferimento alle autorità israeliane, ma che l’autorizzazione è arrivata solo l’11 novembre, il giorno successivo al suo decesso.
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tirando le somme, tra case distrutte, suolo contaminato, cibo razionato, difficolta' nelle cure..non mi sembra che se la passino poi cosi' bene....
no, Adry, non se la passano bene.
Ora da ieri ed oggi in Israele sono arrivati dal mare tre botti piene di esplosivo. Se fossero scoppiate avrebbero ammazzato un sacco di gente che passa i week end a passeggiare sulla riva.
Uno alla spiaggia di Ashkelon uno ad Ashdod ed uno qui vicino, a Palmachim. I congegni erano collegati con un cellulare.
Ora dimmi: da dove hanno l'esplosivo?
da dove se lo sono procurato? chi ha pagato? da dove vengono i soldi?
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Israele-chili-esplosivo-trovati-spiaggia/01-02-2010/1-A_000079661.shtml
clara, forse a te piace provocare e allora è anche giusto assecondarti.
spiegami per favore: come facevano gli ebrei del ghetto di varsavia a pagare le armi per resistere ai nazisti se stavano morendo di fame?
no, Adry, non se la passano bene.
Ora da ieri ed oggi in Israele sono arrivati dal mare tre botti piene di esplosivo. Se fossero scoppiate avrebbero ammazzato un sacco di gente che passa i week end a passeggiare sulla riva.
Uno alla spiaggia di Ashkelon uno ad Ashdod ed uno qui vicino, a Palmachim. I congegni erano collegati con un cellulare.
Ora dimmi: da dove hanno l'esplosivo?
da dove se lo sono procurato? chi ha pagato? da dove vengono i soldi?
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Israele-chili-esplosivo-trovati-spiaggia/01-02-2010/1-A_000079661.shtml
da sempre i soldi per le armi si trovano e gli embarghi sulle armi ne facilitano la vendita: hamas è quello che è,ma non sono arrivati i soldi dei donatori e soprattutto non è possibile comprare il materiale per la ricostruzione.. questo è grave a tre anni da questa oscenità. Si favorisce solo il contrabbando
In quanto ai barili c'è un particolare che mi lascia sempre perplessa: tutto il mare è sorvegliato dalla marina come fanno tre barilotti a non essere avvistati?
no, Adry, non se la passano bene.
Ora da ieri ed oggi in Israele sono arrivati dal mare tre botti piene di esplosivo. Se fossero scoppiate avrebbero ammazzato un sacco di gente che passa i week end a passeggiare sulla riva.
Uno alla spiaggia di Ashkelon uno ad Ashdod ed uno qui vicino, a Palmachim. I congegni erano collegati con un cellulare.
Ora dimmi: da dove hanno l'esplosivo?
da dove se lo sono procurato? chi ha pagato? da dove vengono i soldi?
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Israele-chili-esplosivo-trovati-spiaggia/01-02-2010/1-A_000079661.shtml
veramente io mi riferivo ai civili non ad Hamas
http://www.terrasanta.net/terrasanta/ter_det.jsp?wi_number=2015&wi_codseq=TS1001
Di quei ben quattro miliardi e mezzo di dollari preannunciati a Sharm, allora, se ne vedono ben pochi a Gaza. I soldi, come succede da anni, continuano a essere uno strumento di pressione nei confronti di Hamas. Strumento di pressione che finora non ha funzionato, salvo rendere disperata e inumana la vita di un milione e mezzo di persone. Il cemento, per esempio, è merce rara.
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se non ho capito male questi soldi promessi per la ricostruzione non sono mai arrivati..
la ricostruzione dipende dai soldi o dall'entrata delle merci? da entrambe?
chi puo' essere danneggiato dalla ricostruzione delle case dei civili?
potrebbero passare armi? anche con una ferrea vigilanza?
o e' un'ulteriore punizione?
il lavoro della ricostruzione non potrebbe essere una valida alternativa alla disoccupazione? tranne poi lamentarsi che vivono di beneficenza..
1 non sono mai arrivati
2 israele non permette materiale edilizio per la ricostruzione e il funzionalmento dei depuratori: la disoccupazione aumenta proprio per questo e così l'uso della droga, a tutto vantaggio dei clan del contrabbando
veramente io mi riferivo ai civili non ad Hamas
Adry di cosa e' composto il Hamas? di persone! che vivono ed agiscono a Gaza. Ogni membro di hamas ha genitori, fratelli, sorelle. mogli...
Se tutti fossero stufi del Hamas, si rivolterebbero. non lo fanno evidentemente sono contenti cosi'
e' come se tu dicessi : i nazisti non erano la popolazione tedesca...
Adry di cosa e' composto il Hamas? di persone! che vivono ed agiscono a Gaza. Ogni membro di hamas ha genitori, fratelli, sorelle. mogli...
Se tutti fossero stufi del Hamas, si rivolterebbero. non lo fanno evidentemente sono contenti cosi'
e' come se tu dicessi : i nazisti non erano la popolazione tedesca...
a prescindere dal fatto che ci sono anche i votanti per l'ANP, non credo che tutto il popolo faccia parte di Hamas, ci sono anche i cristiani, le persone piu' evolute, queeli che non aspirano al kamikaze ma a fare i medici o altre professioni
che poi ci sia un radicamento di fanatismo e' indubbio, tipo elogio del "martirio"
ho cercato di capirne le radici, la cultura, ho aperto qualche trend, ma questo approfondimento e' rimasto lettera morta
secondo te questo fanatismo si sconfigge con la repressione o con l'apertura umana?
si sconfigge punendoli e lasciandoli senza casa e con poche cure o con la distensione?
vogliamo dare un futuro diverso ai bambini di Gaza o lasciarli in una situazione che un giorno li incattivira'?
vogliamo tagliare le gambe al fanatismo o lo vogliamo coltivare?
io penso che e' dovere degli adulti costruire una convivenza pacifica per le nuove generazioni costrette comunque a dividere un territorio
questo al di la' dei torti e delle ragioni
come ha fatto il popolo tedesco a permettere il nazismo lo abbiamo affrontato in un altro trend, Hava me lo ha spiegato con l'identificarsi nel dittatore
...
e' come se tu dicessi : i nazisti non erano la popolazione tedesca...
Se vuoi te lo dico io: i nazisti non erano la popolazione tedesca.
Come per fortuna tu non sei la popolazione israeliana.
http://www.haaretz.com/hasite/images/iht_daily/D020406/468bradley2.jpg
Fear of peace will be the death of Israel
The fear of peace has left Israel as a country which is prepared for nuclear warfare but not for non-violent protest on behalf of Palestinians. The fear of peace, and the blackmail of the right on behalf of settlement, has contorted Israel into a body which, unable to countenance the perils of treating the sickness of occupation, will eventually be killed by it. Israel's defense minister, for one, is convinced: "The lack of a solution to the problem of border demarcation within the historic Land of Israel - and not an Iranian bomb - is the most serious threat to Israel's future."
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1147257.html
no, Adry, non se la passano bene.
Ora da ieri ed oggi in Israele sono arrivati dal mare tre botti piene di esplosivo. Se fossero scoppiate avrebbero ammazzato un sacco di gente che passa i week end a passeggiare sulla riva.
Uno alla spiaggia di Ashkelon uno ad Ashdod ed uno qui vicino, a Palmachim. I congegni erano collegati con un cellulare.
Ora dimmi: da dove hanno l'esplosivo?
da dove se lo sono procurato? chi ha pagato? da dove vengono i soldi?
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Israele-chili-esplosivo-trovati-spiaggia/01-02-2010/1-A_000079661.shtml
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=187412e162ee1862
02/2010
PALESTINA-ISRAELE
A Gaza sono a favore della pace con Israele e criticano la gestione di Hamas
E’ quanto evidenzia un sondaggio.
sara'. Pero' continuano a sparar razzi ed ora anche mandano ordigni esplosivi per mare.
chiusi in una gabbia da tre anni, quando tutti dicono che questo alimenta l'estremismo e la disperazione.che cosa si pretende? confini sicuri non opprressione e assedi infami, possano garantire sicurezza, il resto sono solo parole in nome dello status quo
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http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=306542b93a685372
Domenica a Gaza a un anno dall’attacco
Una visita lampo, domenica 31 gennaio, a Gaza. Abbiamo accompagnato suor Susan e una coppia di simpatici cavalieri del Santo Sepolcro americani, 80enni ma con uno spirito ed una vitalità invidiabili. Abbiamo attraversato il check point di Erez verso le 8.30. Con il nostro amico taxista abbiamo fatto un giro nella zona Nord della striscia, teatro dei terribili bombardamenti ed incursioni di un anno fa (leggi i post di un anno fa: uno, due, tre). Il paesaggio è rimasto lo stesso. Tra le rovine lavorano dei disperati (uomini e bambini) che cercano di recuperare detriti o ferro. Le macerie sono state in questo modo pian piano portate via. Ecco il nuovo video:
Video Youtube (3'45”)
Poi siamo stati alla messa parrocchiale dove siamo stati accolti come sempre molta cordialità dal parroco e dai cristiani. Ho ritrovato la piccola Sara (foto sopra) incontrata a Betlemme per Natale! Insieme alla nostra amica Sabah (che lavora per la nostra piccola organizzazione) ci siamo spostati verso il centro della striscia, nella zona chiamata Musadder. Muhamed, il big boss della scuola, ci ha ricevuto con tutti gli onori e ci ha mostrato per l’ennesima volta migliaia di foto dei suoi progetti con le donne, i bambini, i contadini…
Con lui siamo andati a vedere i lavori della costruzione della casa di Mona (Ricordate?) per la quale avevamo stanziato i soldi (delle vostre offerte!). I muri sono stati fatti. Forse presi dall’entusiasmo hanno aggiunto muri e fondamenta. Pare che anche altri aiutino questa poveretta, stimolati dal nostro esempio. Mi è subito balzato alla memoria l’immagine delle grandi case, iniziate e mai finite, più volte contemplata qui a Gaza. Allora abbiamo ribadito con forza e autorità al nostro Muhamend che i nostri soldi servono solo per finire, come si deve (cioè completa di soffitto, serramenti, pavimento, luce, acqua, ecc), la nostra camera col bagno. Inshallah!
Dopo le nostre imprese edilizie, Lorenzo si è accordato con Sabah per un nuovo progettino. Riguarda la fornitura di occhiali da vista a 100 persone (bambini e adulti). Noi dovremmo pagare la visita e gli occhiali. Insallah! Vi terremo informati. Visitata un’altra famiglia povera della zona Musadder e rifiutato faticosamente (sigh) per motivi di tempo un interessante invito a pranzo a casa di Muhamed ci siamo diretti di nuovo verso Erez.
http://www.infopal.it/leggi.php?id=13417
Da sei case di proprietà a una di fango, vuota.
2010-01-27
sara'. Pero' continuano a sparar razzi ed ora anche mandano ordigni esplosivi per mare.
perchè non gli insegnate a cantare sull'attenti e sorridendo: "grazie, grazie israele, che ci hai rinchiuso nel più grande ghetto del mondooooooooo
e che ci massacriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
e ammazzi i nostri bambini....................
con un "esercito" democraticooooooo
e armi intelligentiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"
è che sono palestinesi e saranno sicuramente stonati.
non come gli israeliani che invece.......
http://rete-eco.it/it/approfondimenti/gaza/11576-video.html
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