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Visualizza Versione Completa : Un concetto diverso di diversità



taccaromiceto
30-12-2009, 21:34
Trasferito da: Quel ragazzo senza braccia sul treno dell'indifferenza


in realtà il razzismo c'entrerebbe.
in questo caso, secondo me, prima di discriminazione e razzismo arriva il basso QI.

interessante come l'alibi rispetto all'accusa di razzismo o di atteggiamento discriminatorio sia "la legge è uguale per tutti!".
mi pare di averlo letto spesso in questi giorni qui sul forum.

la mancanza di rispetto delle diversità, diviene garanzia di uguaglianza. inquietante cortocircuito.

A meno che io non debba considerare, le donne che portano il niqab minorate mentali,lasciati dire che il paragone ''la legge è uguale per tutti'' non c'entra un cazzo.

Francesca
30-12-2009, 22:01
Così come non è escluso che si assista/possa assistere a testimonianze avvilenti di pregiudizio e noncuranza.

Come questa? :)


A meno che io non debba considerare, le donne che portano il niqab minorate mentali

Certo che in un thread simile uscirsene con questa espressione è da campioni di savoir fair.
Talmente inopportuno che fa ridere anche me :D

Alessandra
30-12-2009, 22:20
A meno che io non debba considerare, le donne che portano il niqab minorate mentali,lasciati dire che il paragone ''la legge è uguale per tutti'' non c'entra un cazzo.

Giusto. Se fossi in te io proporrei che il biglietto lo pagassero pure i controllori, ecchecazzo.

taccaromiceto
30-12-2009, 22:30
Certo che in un thread simile uscirsene con questa espressione è da campioni di savoir fair.
Talmente inopportuno che fa ridere anche me :D


E' stato l'utente Tabish a paragonare il mio ''la legge è uguale per tutti'' usato nel post sul burqa da vietare,con questo caso.

Quindi TABISH ha paragonato le esigenze delle donne fanatiche a quello di un minorato (mentali o fisico,poco cambia).


Io semmai ho scritto che non centra un cazzo,ma la tua voglia di fare la maestrina senza conoscere le cose ti ha ingannato.

taccaromiceto
30-12-2009, 22:32
Giusto. Se fossi in te io proporrei che il biglietto lo pagassero pure i controllori, ecchecazzo.

Anche tu devi aver studiato al cepu insieme all'uccellino di Del Piero.

Non hai capito nente di quello che hai scritto,ma da una con le tue facoltà , non me l'aspetto.

E' E L E M E N T A R E che se io rispondo piccato ad un tentato accostamento,vuol dire che non ritengo tale accostamento opportuno.

Quindi,sono dell'idea che quella stronza della contrullore,non doveva trattare in quel modo il povero diversamente abile.

Ma non so nemmeno perchè sto a scrivere cose che comunque non capirai,in malafede (?)

Alessandra
30-12-2009, 22:40
E' stato l'utente Tabish a paragonare il mio ''la legge è uguale per tutti'' usato nel post sul burqa da vietare,con questo caso.

Quindi TABISH ha paragonato le esigenze delle donne fanatiche a quello di un minorato (mentali o fisico,poco cambia).


Io semmai ho scritto che non centra un cazzo,ma la tua voglia di fare la maestrina senza conoscere le cose ti ha ingannato.

Ti stupirai di sapere che la maestrina ha appena lanciato una pizza in faccia a Tremonti e tirato un colpo non indifferente con una pala a Brunetta. Se non hai letto oggi "Il Giornale", vai al thread "Aggressione al Papa".

Alessandra
30-12-2009, 22:43
Anche tu devi aver studiato al cepu insieme all'uccellino di Del Piero.

Non hai capito nente di quello che hai scritto,ma da una con le tue facoltà , non me l'aspetto.

E' E L E M E N T A R E che se io rispondo piccato ad un tentato accostamento,vuol dire che non ritengo tale accostamento opportuno.

Quindi,sono dell'idea che quella stronza della contrullore,non doveva trattare in quel modo il povero diversamente abile.

Ma non so nemmeno perchè sto a scrivere cose che comunque non capirai,in malafede (?)

L'uccellino di Del Piero? :confused:

Juliet
30-12-2009, 22:47
Quindi,sono dell'idea che quella stronza della contrullore,non doveva trattare in quel modo il povero diversamente abile.

Ma non so nemmeno perchè sto a scrivere cose

Parolacce a parte.

Ringraziamo Amarena per averci informati.

taccaromiceto
30-12-2009, 22:49
Ti stupirai di sapere che la maestrina ha appena lanciato una pizza in faccia a Tremonti e tirato un colpo non indifferente con una pala a Brunetta. Se non hai letto oggi "Il Giornale", vai al thread "Aggressione al Papa".

Fatto sta che hai preso un granchio grosso come una casa,intromettendoti in cose che non conoscevi,facenda la figura di quella che non capisce una mazza (ed uso un eufemismo).

taccaromiceto
30-12-2009, 22:50
............

Juliet
30-12-2009, 22:53
naturamnete quel pollo di rod taglia le polemiche senza dire niente a chi le ha causate paragonando 2 cose che non centrano un cazzo.

Rod, sei una merda!


Secondo me non hai capito. Calmati.

kalandar
30-12-2009, 22:54
Trasferito da: Quel ragazzo senza braccia sul treno dell'indifferenza



A meno che io non debba considerare, le donne che portano il niqab minorate mentali,lasciati dire che il paragone ''la legge è uguale per tutti'' non c'entra un cazzo.




la mancanza di rispetto delle diversità, diviene garanzia di uguaglianza. inquietante cortocircuito.


che significa esattamente "diversità"?

taccaromiceto, senza girarci troppo intorno, ricomponiti.
altrimenti la chiudiamo subito.

taccaromiceto
30-12-2009, 22:55
cosa non ho capito.

Qui rod non ha capito che tabish mi ha profondamente offeso,cercando di paragonare i 2 casi.

LEI ha accostato il caso del niqab a quello del diversamente abile,non io.

Io ci sarei anche andato a finire volentieri in metasaloon,per la mia risposta eccessiva,ma l'intervento provocatore ed offensivo di Tabish doveva fare la stessa fine.


Saluti da colui che ha un fratello (l'unico) diversamente abile.

Juliet
30-12-2009, 22:58
cosa non ho capito.

Qui rod non ha capito

.


Tu non hai capito le motivazioni profondamente umane e corrette di Amarena.

E ti sei lasciato fuorviare.

Non hai capito.

Francesca
30-12-2009, 22:59
Saluti da colui che ha un fratello (l'unico) diversamente abile.

Mi dispiace, tacca.
Per lui e per te.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:00
che significa esattamente "diversità"?

taccaromiceto, senza girarci troppo intorno, ricomponiti.
altrimenti la chiudiamo subito.

Ci sono diversità cercate e diversità di cui si è vittime.

Nel primo caso mi sembra che ci sia una diversità cercata e scelta,per questo la legge non può ammettere ommissioni.

Nel secondo caso la legge non può che prenderne atto e cercare di rendere meno pesanti possibili le diversità imposte dal fato/incidenti.


Scusami ma sono imbestialito :mad:.

Con un fratello nelle condizioni del mio,mai e poi mai mi permetterei di mancare di rispetto ad un disabile.

Se ci fossi stato io su quel vagone,la contrullore volava fuori dal finestrino mentre il treno era in corsa :mad:

Juliet
30-12-2009, 23:01
Se ci fossi stato io su quel vagone,la contrullore volava fuori dal finestrino mentre il treno era in corsa :mad:

Anche questo è sbagliato. Stai sbagliando tutto.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:02
Tu non hai capito le motivazioni profondamente umane e corrette di Amarena.

E ti sei lasciato fuorviare.

Non hai capito.

MA io non ce l'avevo con Amarena,ma non potevo lasciar passare un'affermazione di tabish che mi sapeva tanto di ''taccaromiceto la penserebbe così,perchè secondo lui le diversità davanti alla legge,non contano''

Capisci che una cosa del genere,non potevo lasciarla passare?

Alessandra
30-12-2009, 23:02
cosa non ho capito.

Qui rod non ha capito che tabish mi ha profondamente offeso,cercando di paragonare i 2 casi.

LEI ha accostato il caso del niqab a quello del diversamente abile,non io.

Io ci sarei anche andato a finire volentieri in metasaloon,per la mia risposta eccessiva,ma l'intervento provocatore ed offensivo di Tabish doveva fare la stessa fine.


Saluti da colui che ha un fratello (l'unico) diversamente abile.

Taccaro, solo tu hai colto l'offesa. Fra l'altro non si capisce perchè secondo te sia offensivo paragonare una discriminazione di un disabile alla discriminazione di una donna che porta il niqab.
Sempre di discriminazione si tratterebbe.
Se tu avessi una sorella che porta il niqab e che venisse maltrattata e discriminata per quel motivo, parleresti diversamente.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:04
Anche questo è sbagliato. Stai sbagliando tutto.

Ne sono perfettamente cosciente.

Nel mondo però esistono tante ingiustizie,alcune sono insopportabili.

A pesare i 2 mali,credo che la mia soluzione (figurata,si capisce) sarebbe la meno peggio.

Juliet
30-12-2009, 23:05
MA io non ce l'avevo con Amarena,ma non potevo lasciar passare un'affermazione di tabish che mi sapeva tanto di ''taccaromiceto la penserebbe così,perchè secondo lui le diversità davanti alla legge,non contano''

Capisci che una cosa del genere,non potevo lasciarla passare?


Chiare le tue buone intenzioni, che abbiamo capito tutti.

Ma sei troppo impulsivo.

Prova a rileggere le frasi di Amarena.

Roderigo
30-12-2009, 23:05
Tasbih ha fatto soltanto una analogia.
L'analogia è un paragone tra rapporti, non tra cose.

Di fronte all'affermazione formale della legge uguale per tutti, affermazione che rifiuta di rapportarsi alla differenza tra le parti, la donna con il velo sta alla donna senza velo, come l'uomo senza braccia sta all'uomo con le braccia.

E' una storia vecchia. L'aveva tra gli altri raccontata Don Milani in Lettera ad una professoressa, là dove accusa la scuola di essere classista e razzista, non perchè fa differenze tra il ricco e il povero, ma proprio perchè non ne fa.

Francesca
30-12-2009, 23:05
Anche questo è sbagliato. Stai sbagliando tutto.

Sarà sbagliato, ma è la stessa reazione che avrei avuto io.
Siamo arrabbiati, sicuramente con la vita non con le persone, ma siamo arrabbiati.
La rabbia certamente si stempera in condizioni normali, ma basta poco perchè torni a galla.
E' brutto, ma è umano.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:06
Taccaro, solo tu hai colto l'offesa. Fra l'altro non si capisce perchè secondo te sia offensivo paragonare una discriminazione di un disabile alla discriminazione di una donna che porta il niqab.
Sempre di discriminazione si tratterebbe.
Se tu avessi una sorella che porta il niqab e che venisse maltrattata e discriminata per quel motivo, parleresti diversamente.

No,mia sorella non verrebbe discriminata,perchè gli verrebbe imposto quello che viene imposto a tutti.

E poi l'ho già spiegata,una diversità cercata è diversa da una diversità subita.

L'offesa non la comprendi perchè grazie a Dio,di ingiustizie dovute ai problemi di un fratello,non ne conosci.

Per me è stato come gettarmi aceto e sale su una ferita aperta.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:11
, la donna con il velo sta alla donna senza velo, come l'uomo senza braccia sta all'uomo con le braccia.

Questo vuol dire dimenticarsi un piccolo particolare.

Una differenza sostanziale.

Una donna che SCEGLIE di mettere il niqab pur sapendo che in Italia ciò potrebbe creare problemi.

Un ragazzo che ha subito l'onta da parte del fato di non portare più gli arti superiori,NON SCEGLIE di salire sul treno senza biglietto,è stato costretto dal suo handicap.


Per capire il paragone totalmente sballato:

La donna può scegliere di non mettere il Niqab,almeno per strada.
Dubito che il diversamente abile possa mettersi le braccia.

Francesca
30-12-2009, 23:11
Mi spiace si sia creato questo incidente.
Non so come si possa riparare.
Per parte mia autorizzo Rod a cancellare il post in cui dicevo che l'espressione di Tacccaromiceto era inopportuna.
Non ci siamo capiti e mi dispiace.

Juliet
30-12-2009, 23:11
Sarà sbagliato, ma è la stessa reazione che avrei avuto io.
Siamo arrabbiati, sicuramente con la vita non con le persone, ma siamo arrabbiati.
La rabbia certamente si stempera in condizioni normali, ma basta poco perchè torni a galla.
E' brutto, ma è umano.



Resta il fatto che ci si deve controllare emotivamente.

Detto ciò capisco anch'io Taccaromiceeto.

Altro discorso.
Quella frase "baciare le mani " applicata ad una persona che ... non ha braccia ... fa riflettere sui risvolti, sia quelli positivi che negativi.

Grazie a te per avercela fatta notare.

kalandar
30-12-2009, 23:16
Ci sono diversità cercate e diversità di cui si è vittime.

Nel primo caso mi sembra che ci sia una diversità cercata e scelta,per questo la legge non può ammettere ommissioni.

Nel secondo caso la legge non può che prenderne atto e cercare di rendere meno pesanti possibili le diversità imposte dal fato/incidenti.


Scusami ma sono imbestialito :mad:.

Con un fratello nelle condizioni del mio,mai e poi mai mi permetterei di mancare di rispetto ad un disabile.

Se ci fossi stato io su quel vagone,la contrullore volava fuori dal finestrino mentre il treno era in corsa :mad:

prego.

ho capito.

se rileggi con calma, capirai che cosa intendevo dire. certo è chiaro che abbiamo un concetto diverso di diversità.
io, se vuoi, rivendico il diritto ad essere diversi.

Juliet
30-12-2009, 23:19
cosa non ho capito.

Qui rod non ha capito che tabish mi ha profondamente offeso,cercando di paragonare i 2 casi.

ha accostato il caso del niqab a quello del diversamente abile,non io.

Io ci sarei anche andato a finire volentieri in metasaloon,per la mia risposta eccessiva,ma l'intervento provocatore ed offensivo di Tabish doveva fare la stessa fine.


Saluti da colui che ha un fratello (l'unico) diversamente abile.






Scusa, qual'è questa frase?

Perchè, nella concitazione generale, forse è sfuggita .

taccaromiceto
30-12-2009, 23:20
Mi spiace si sia creato questo incidente.
Non so come si possa riparare.
Per parte mia autorizzo Rod a cancellare il post in cui dicevo che l'espressione di Tacccaromiceto era inopportuna.
Non ci siamo capiti e mi dispiace.

Non c'è problema,equivoco rientrato.

Rod non deve cancellare nulla.

Ci tenevo solo a far capire che non sono una bestia che sfoga sul pc i propri problemi.

Sono solo una persona che si era sentita profondamente offesa ed ha esagerato nel rispondere.

Ma credimi,quello che si passa a fianco di un diversamente abile,non è augurabile a nessuno.
Figuriamoci il disabile stesso cosa vive sulla sua pelle.

Roderigo
30-12-2009, 23:21
Questo vuol dire dimenticarsi un piccolo particolare.

Una differenza sostanziale.

Una donna che SCEGLIE di mettere il niqab pur sapendo che in Italia ciò potrebbe creare problemi.

Un ragazzo che ha subito l'onta da parte del fato di non portare più gli arti superiori,NON SCEGLIE di salire sul treno senza biglietto,è stato costretto dal suo handicap.


Per capire il paragone totalmente sballato:

La donna può scegliere di non mettere il Niqab,almeno per strada.
Dubito che il diversamente abile possa mettersi le braccia.
Perciò, ho precisato che l'analogia è un paragone non è tra cose (la ragazza e il ragazzo), ma tra rapporti.

10 sta a 5 come 4 sta a 2,
non significa che:
10 è 4; 5 è 2.
significa solo che 10 è il doppio di 5 come 4 è il doppio di 2.

oppure:

A sta a C come 1 sta a 3
non significa che:
A è 1; C è 3.
significa solo che A è primo come 1 e C è terzo come 3.

Alessandra
30-12-2009, 23:22
No,mia sorella non verrebbe discriminata,perchè gli verrebbe imposto quello che viene imposto a tutti.

E poi l'ho già spiegata,una diversità cercata è diversa da una diversità subita.

L'offesa non la comprendi perchè grazie a Dio,di ingiustizie dovute ai problemi di un fratello,non ne conosci.

Per me è stato come gettarmi aceto e sale su una ferita aperta.

Non ho dubbi. Ma portare il niqab non è esattamente una scelta come portare un cappotto verde o blu. In Italia è comunque un simbolo che può provocare atteggiamenti sgradevoli, aggressivi e discriminatori anche piuttosto pesanti.
Ripeto, se tu avessi una sorella che in Italia porta il niqab senza fare male a nessuno e venisse maltrattata e discriminata ad esempio da dei controllori, parleresti diversamente.
Potresti non concordare con lei su quel simbolo che indossa, ma saresti molto arrabbiato ugualmente con quei controllori.

Juliet
30-12-2009, 23:22
Perciò, ho precisato che l'analogia è un paragone non è tra cose (la ragazza e il ragazzo), ma tra rapporti.

10 sta a 5 come 4 sta a 2,
non significa che:
10 è 4; 5 è 2.
significa solo che 10 è il doppio di 5 come 4 è il doppio di 2.

oppure:

A sta a C come 1 sta a 3
non significa che:
A è 1; C è 3.
significa solo che A è primo come 1 e C è terzo come 3.



Rapporti o proporzioni ?

Juliet
30-12-2009, 23:24
Non ho dubbi. Ma portare il niqab non è esattamente una scelta come portare un cappotto verde o blu. In Italia è comunque un simbolo che può provocare atteggiamenti sgradevoli, aggressivi e discriminatori anche piuttosto pesanti.
Ripeto, se tu avessi una sorella che in Italia porta il niqab senza fare male a nessuno e venisse maltrattata e discriminata ad esempio da dei controllori, parleresti diversamente.
Potresti non concordare con lei su quel simbolo che indossa, ma saresti molto arrabbiato ugualmente con quei controllori.



Resta il fatto che il ragazzo in oggetto non indossava il niqab e non aveva braccia.

Francesca
30-12-2009, 23:25
Non c'è problema,equivoco rientrato.

Rod non deve cancellare nulla.

Ci tenevo solo a far capire che non sono una bestia che sfoga sul pc i propri problemi.

Sono solo una persona che si era sentita profondamente offesa ed ha esagerato nel rispondere.

Ma credimi,quello che si passa a fianco di un diversamente abile,non è augurabile a nessuno.
Figuriamoci il disabile stesso cosa vive sulla sua pelle.

Forse non hai letto altri post sull'argomento, ma io ho una figlia autistica, quindi so benissimo cosa si passa.
Ecco perchè sono stata così reattiva. rosa.gif

taccaromiceto
30-12-2009, 23:25
Scusa, qual'è questa frase?

Perchè, nella concitazione generale, forse è sfuggita .

Tabish:

interessante come l'alibi rispetto all'accusa di razzismo o di atteggiamento discriminatorio sia "la legge è uguale per tutti!".
mi pare di averlo letto spesso in questi giorni qui sul forum.


In questo ho visto un accostamento tra il mio comportamento e quello della contrullore.
Per questo non ci ho visto più,ma l'equivoco sembra risolto.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:27
Forse non hai letto altri post sull'argomento, ma io ho una figlia autistica, quindi so benissimo cosa si passa.
Ecco perchè sono stata così reattiva. rosa.gif

Allora puoi capire come mi sono sentito nel momento in cui ho visto accostato la mia motivazioni sul principio che ''la legge è uguale per tutti'' a quella capotreno.

Roderigo
30-12-2009, 23:29
Rapporti o proporzioni ?
La proporzione è un rapporto.
L'esempio più semplice e banale.



Mi spiace si sia creato questo incidente.
Non so come si possa riparare.
Per parte mia autorizzo Rod a cancellare il post in cui dicevo che l'espressione di Tacccaromiceto era inopportuna.
Non ci siamo capiti e mi dispiace.
Dato che non c'è più flame, posso rimettere il thread nello spazio pubblico.

Francesca
30-12-2009, 23:29
Non ho dubbi. Ma portare il niqab non è esattamente una scelta come portare un cappotto verde o blu. In Italia è comunque un simbolo che può provocare atteggiamenti sgradevoli, aggressivi e discriminatori anche piuttosto pesanti.
Ripeto, se tu avessi una sorella che in Italia porta il niqab senza fare male a nessuno e venisse maltrattata e discriminata ad esempio da dei controllori, parleresti diversamente.
Potresti non concordare con lei su quel simbolo che indossa, ma saresti molto arrabbiato ugualmente con quei controllori.

Ale, in linea di principio hai ragione, però le due cose sono assai diverse, non neghiamolo.
L'handicap è una cosa pesantissima, che investe sfere che vanno aldilà della razionalità.
Un ragazzo senza deficit cognitivi ma con gravissimi deficit motori è una persona delicata e fragile, perchè la sua vita è fatta di frustrazione e dolore.
Essere discriminati per il proprio handicap non è la stessa cosa che esserlo per una scelta o per un credo religioso.

kalandar
30-12-2009, 23:34
Allora puoi capire come mi sono sentito nel momento in cui ho visto accostato la mia motivazioni sul principio che ''la legge è uguale per tutti'' a quella capotreno.

e mi dovete scusare se questo in qualche modo va a toccare ferite ma quello che ho scritto, però esattamente come l'ho scritto io, lo ripeto.
perchè è esattamente ciò che penso.

Jacaranda
30-12-2009, 23:35
Ne sono perfettamente cosciente.

Nel mondo però esistono tante ingiustizie,alcune sono insopportabili.

A pesare i 2 mali,credo che la mia soluzione (figurata,si capisce) sarebbe la meno peggio.

Questo tua concezione delle ingiustizie se fosse estesa in misura esponenziale a tutta l'umanità "minore" finirebbe per creare una gerarchia delle discriminazioni: una forma mica tanto larvata di apartheid nell'apartheid. Difficilissima da sostenere e troppo discrezionale da "giudicare".

Roderigo
30-12-2009, 23:37
Mi sembra in argomento.


Scusa il ritardo, leggo ora.
Ni3 mi, la tua è una decodifica approssimativa del principio di uguaglianza, di cui all’ art 3 della nostra Carta Costituzionale, parametro privilegiato della legittimita’ costituzionale di tutte le leggi.( quindi, voglio dire, sentenze in cui esso è declinato e spiegato e interpretato in tutte le forme non mancano di certo). Capisco il punto da cui parti: una volta venuta ad essere una legge, che disciplina una circostanza aggravante in questo caso, questa deve trovare uniforme applicazione, in osservanza del principio di uguaglianza. Questo tipo di normazione,pero', sarebbe funzionale ad un regime o ad una monarchia assoluta; si legifera perchè cosi’ piace al sovrano dopodiché tutti obbediscono. Una norma, in realta', ha sempre una sua occasio ( nasce in un certo momento storico) e ha sempre una ratio, una sua funzionalizzazione. Le contingenze storiche che hanno originato l’ occasio possono venir meno senza che per questo la norma smetta di disciplinare la materia, ma la ratio deve sempre persistere. ( Esempio: le guarentigie parlamentari varate subito dopo la caduta del regime fascista. Si veniva da un’ esperienza totalitaria in cui il parlamento era stato completamente svilito. La ratio era quella di preservare e garantire l’ autonmia dei rappresentanti del popolo. 30 anni dopo, con un sistema democratico consolidato, l’ occasio è venuta meno, ma non per questo, le immunita’ parlamentari smettono di assolvere alla funzione di garanzia: se venisse meno la ratio, allora esse diventerebbero un privilegio inaccettabile, lesive del principio di pari trattamento giudiziario.)

La legge, una qualsiasi legge, non nasce dal nulla, nasce dal fatto. Il principio di uguaglianza nasce dal fatto che l’ uguaglianza non c’ era. Non c’ era l’ uguaglianza della donna rispetto all’ uomo, quella del nero rispetto al bianco, quella dell’ ebreo rispetto al cattolico,quella dell'oppositore rispetto al fascista. La Carta Costituzionale è redatta storicamente come reazione ad un regime politicamente dittatoriale che produceva discriminazioni giuridiche e sociali. L’ occasio legis è del tutto superata secondo te? Viviamo in una societa’ assolutamente paritaria? E se anche l’ occasione storica del principio di uguaglianza fosse superato , la ratio dell’ art, 3 potrebbe mai addirittura essere rovesciata fino a farle assumere connotati di segno opposto rispetto a quelli originari? (proprio l' art 3 dovrebbe oggi''tutelare'' l' uomo dalla donna, il ricco dal povero, il bianco dal nero?) Il buon interprete non puo' esimersi dal compito ermeneutico fondamentale di rintracciare occasio e ratio di una legge per la sua corretta applicazione.

Altra considerazione: pari trattamento di fronte alla legge_uguaglianza_ non significa livellamento di tutti i comportamenti, senza tener conto delle diverse caratteristiche morfologiche o delle diverse situazioni di fatto che presiedono o preesistono a quei comportamenti. Principio di uguaglianza significa uguaglianza in condizioni di uguaglianza. Parita’ in condizioni di parita’. Un bando ministeriale di concorso pubblico per l’ arruolamento nelle Forze Dell’ ORdine che prevedesse identiche prove atletiche per uomini e donne sarebbe immediatamente tacciato di incostituzionalita’, per violazione dell’ art 3.Cost. Si partecipa in condizioni di parita’ se si prende atto che lo svilpuppo muscolare di una donna è inferiore a quello dell’ uomo. Come vedi , si realizza, quindi, uguaglianza di trattamento attraverso l’ applicazione di criteri disuguali. In soldoni, Ni3mi, secondo me un buon giudice non applichera’ l’ aggravante nel caso che indichi. Al massimo, se il movente fosse del tipo ''razziale, i futili motivi.

Alessandra
30-12-2009, 23:38
Resta il fatto che il ragazzo in oggetto non indossava il niqab e non aveva braccia.


Se non si era capito, rispondevo a Taccaromiceto.
La rabbia per un trattamento ingiusto può essere suscitata anche in altri casi. Non solo nel caso la vittima sia un disabile.
Il trattamento ingiusto prescinde dalla condizione di chi lo subisce.
Una persona disabile è diversa da un anziano, come un anziano è diverso da un bambino, da un rom, un extracomunitario, una donna, una donna che indossa il niqab, uno zingaro, un meridionale, una persona priva di caratteristiche generalmente discriminabili, un malato, ecc.
Il trattamento ingiusto fa rabbia sempre.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:39
Questo tua concezione delle ingiustizie se fosse estesa in misura esponenziale a tutta l'umanità "minore" finirebbe per creare una gerarchia delle discriminazioni: una forma mica tanto larvata di apartheid nell'apartheid. Difficilissima da sostenere e troppo discrezionale da "giudicare".

Non hai afferrato.

''Il male minore'' non lo invento mica io stasera

kalandar
30-12-2009, 23:39
Ale, in linea di principio hai ragione, però le due cose sono assai diverse, non neghiamolo.
L'handicap è una cosa pesantissima, che investe sfere che vanno aldilà della razionalità.
Un ragazzo senza deficit cognitivi ma con gravissimi deficit motori è una persona delicata e fragile, perchè la sua vita è fatta di frustrazione e dolore.
Essere discriminati per il proprio handicap non è la stessa cosa che esserlo per una scelta o per un credo religioso.

io ho parlato di discriminazione, di rigidità della legge che, in nome di una certa uguaglianza, non ha rispetto delle diversità.

se volete entrare nel merito di quale diversità sia più degna di nota, più sofferta, più meritevole di attenzione...fatelo.
personalmente me ne tiro fuori.
non mi passa lontanamente per la testa di indagare questo aspetto della questione.

Juliet
30-12-2009, 23:41
L'esempio più semplice e banale.



Si, le piccole cose sono quelle che contano.

E' quell'atto del baciare le mani da parte di uno che le mani non che fa riflettere, lo stesso atto in situazioni diverse ha valenze diverse.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:41
e mi dovete scusare se questo in qualche modo va a toccare ferite ma quello che ho scritto, però esattamente come l'ho scritto io, lo ripeto.
perchè è esattamente ciò che penso.

A sto punto non so che dirti,bastava dire non intendevo paragonare chi vuole fare rispettare una legge a chi può farlo con chi vuole far rispettare la legge a chi non può rispettarla.

Ma pazienza.

Jacaranda
30-12-2009, 23:42
Non hai afferrato.

''Il male minore'' non lo invento mica io stasera

Spiegamelo, allora.

Roderigo
30-12-2009, 23:43
Ale, in linea di principio hai ragione, però le due cose sono assai diverse, non neghiamolo.
L'handicap è una cosa pesantissima, che investe sfere che vanno aldilà della razionalità.
Un ragazzo senza deficit cognitivi ma con gravissimi deficit motori è una persona delicata e fragile, perchè la sua vita è fatta di frustrazione e dolore.
Essere discriminati per il proprio handicap non è la stessa cosa che esserlo per una scelta o per un credo religioso.
In effetti, può essere giudicato in modo diverso, secondo una classifica di gravità, finire in un campo di concentramento perchè sei comunista, o perchè sei ebreo, o perchè sei zingaro, o perchè sei omosessuale, o perchè sei un disabile.

Però, è un fatto che ci sono finiti tutti insieme, nello stesso periodo.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:44
io ho parlato di discriminazione, di rigidità della legge che, in nome di una certa uguaglianza, non ha rispetto delle diversità.

L'Uguaglianza è un dovere quando si ha a che fare con persone che possono scegliere di rispettare o meno questa o quella legge,ergendosi in caso contrario,al di sopra della legge stessa.

Nel caso invece di uno che NON può rispettarla,mi sembra grottesco richiederla.

Francesca
30-12-2009, 23:45
io ho parlato di discriminazione, di rigidità della legge che, in nome di una certa uguaglianza, non ha rispetto delle diversità.

se volete entrare nel merito di quale diversità sia più degna di nota, più sofferta, più meritevole di attenzione...fatelo.
personalmente me ne tiro fuori.
non mi passa lontanamente per la testa di indagare questo aspetto della questione.

Sono tutte ugualmente "degne di nota", tutte ugualmente "meritevoli di attenzione", non tutte, però, sono ugualmente "sofferte".
E in questo caso ho la dolorosa presunzione, purtroppo, di dire il vero.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:46
Spiegamelo, allora.

Meglio un assassino in circolazione che un innocente in galera.

Il principio che fa evitare la galera a tanta gente,Alberto Stasi ne è un esempio lampante.

taccaromiceto
30-12-2009, 23:47
In effetti, può essere giudicato in modo diverso, secondo una classifica di gravità, finire in un campo di concentramento perchè sei comunista, o perchè sei ebreo, o perchè sei zingaro, o perchè sei omosessuale, o perchè sei un disabile.

Però, è un fatto che ci sono finiti tutti insieme, nello stesso periodo.

Credo che un bel corso di paragoni non farebbe affatto male.

Magari ci penso per l'epifania.

Roderigo
30-12-2009, 23:48
L'Uguaglianza è un dovere quando si ha a che fare con persone che possono scegliere di rispettare o meno questa o quella legge,ergendosi in caso contrario,al di sopra della legge stessa.

Nel caso invece di uno che NON può rispettarla,mi sembra grottesco richiederla.
Una legge può dire:

Dato che sono vietate le serrate, allora sono vietati anche gli scioperi, la legge è uguale per tutti.

Durante il fascismo si diceva effettivamente così.

E gli operai erano nelle condizioni di poter scegliere di rispettare la legge, poiché l'essere scioperanti non era una loro irrimediabile caratteristica psicofisica.

Juliet
30-12-2009, 23:48
Se non si era capito, rispondevo a Taccaromiceto.
La rabbia per un trattamento ingiusto può essere suscitata anche in altri casi. Non solo nel caso la vittima sia un disabile.
Il trattamento ingiusto prescinde dalla condizione di chi lo subisce.
Una persona disabile è diversa da un anziano, come un anziano è diverso da un bambino, da un rom, un extracomunitario, una donna, una donna che indossa il niqab, uno zingaro, un meridionale, una persona priva di caratteristiche generalmente discriminabili, un malato, ecc.
Il trattamento ingiusto fa rabbia sempre.


Ho capito. E non sai quanto. E concordo pure.

Solo che questo è un discorso di rapporti e proporzioni.

E poi quella frase che ci ha fatto notare Amarena.

kalandar
30-12-2009, 23:49
L'Uguaglianza è un dovere quando si ha a che fare con persone che possono scegliere di rispettare o meno questa o quella legge,ergendosi in caso contrario,al di sopra della legge stessa.

Nel caso invece di uno che NON può rispettarla,mi sembra grottesco richiederla.

taccaromiceto, per esempio, cosa pensi dell'obiezione di coscienza?

Roderigo
30-12-2009, 23:50
Credo che un bel corso di paragoni non farebbe affatto male.

Magari ci penso per l'epifania.
Ci vorrebbe anche un bel corso di lingua italiana.

Così giusto per distinguere l'analogia dal puro e semplice paragone.

Francesca
30-12-2009, 23:52
In effetti, può essere giudicato in modo diverso, secondo una classifica di gravità, finire in un campo di concentramento perchè sei comunista, o perchè sei ebreo, o perchè sei zingaro, o perchè sei omosessuale, o perchè sei un disabile.

Però, è un fatto che ci sono finiti tutti insieme, nello stesso periodo.

No, sbagli.
Lo sterminio dei disabili iniziò molto prima.
Furono i primi, attraverso il famigerato "Progetto Aktion T4".

Guarda qui
http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/index.htm

E soprattutto qui
http://www.mentecritica.net/lo-sterminio-delle-persone-con-disabilita-nella-germania-nazista/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/michela/13779/

Juliet
30-12-2009, 23:52
Ci vorrebbe anche un bel corso di lingua italiana.

Così giusto per distinguere l'analogia dal puro e semplice paragone.


Ma le figure retoriche sono molto importanti ?

Margot
30-12-2009, 23:53
Tabish:

interessante come l'alibi rispetto all'accusa di razzismo o di atteggiamento discriminatorio sia "la legge è uguale per tutti!".
mi pare di averlo letto spesso in questi giorni qui sul forum.


In questo ho visto un accostamento tra il mio comportamento e quello della contrullore.
Per questo non ci ho visto più,ma l'equivoco sembra risolto.

Quando ho letto il tuo intervento ho avuto sentore dell' esistenza di un retroscena, ma devi ammettere che se non lo si conosceva perchè ne è sfuggita la lettura all' altro thread, il tuo intervento poteva sembrare a gamba tesa. Tutto risolto.

Ho quotato la frase di Tabish, perchè ne capisco lo spirito e perchè proprio ieri contestavo a Ni3mi il modo di intendere il principio di uguaglianza. Mica con questo vorrei, pero', mai intendere che Ni3mi si sarebbe comportato come il controllore sul treno! Credo di poter dire che vale la stessa cosa per Tabish nei tuoi confronti.

Alessandra
30-12-2009, 23:54
Sono tutte ugualmente "degne di nota", tutte ugualmente "meritevoli di attenzione", non tutte, però, sono ugualmente "sofferte".
E in questo caso ho la dolorosa presunzione, purtroppo, di dire il vero.

Sull'individualità della sofferenza altrui nessuno può nemmeno immaginare.
Proprio per questo è meglio non fare graduatorie. rosa.gif

kalandar
30-12-2009, 23:54
Sono tutte ugualmente "degne di nota", tutte ugualmente "meritevoli di attenzione", non tutte, però, sono ugualmente "sofferte".
E in questo caso ho la dolorosa presunzione, purtroppo, di dire il vero.

ma la maggiore o minore sofferenza non era in discussione. parlavo di discriminazioni e diversità.

personalmente invece ritengo di non potermi esprimere su questo argomento.

Francesca
30-12-2009, 23:57
ma la maggiore o minore sofferenza non era in discussione. parlavo di discriminazioni e diversità.

Ok, allora avevo capito male, ora mi è chiaro.

Roderigo
30-12-2009, 23:58
No, sbagli.
Lo sterminio dei disabili iniziò molto prima.
Furono i primi, attraverso il famigerato "Progetto Aktion T4".

Guarda qui
http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/index.htm

E soprattutto qui
http://www.mentecritica.net/lo-sterminio-delle-persone-con-disabilita-nella-germania-nazista/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/michela/13779/
Intendevo dire nello stesso periodo (storico).

Secondo me, qualunque sia la categoria che si inizia a discriminare, tutte le altre sono a rischio.

C'è una famosa poesia di Bertold Brecht.

Perciò, sono scettico nel fare la graduatoria delle discriminazioni e delle sofferenze. Ciascuna tira la volata alle altre.

Alessandra
31-12-2009, 00:00
Credo che un bel corso di paragoni non farebbe affatto male.

Magari ci penso per l'epifania.

Non fare sarcasmo, paragoni e graduatorie sulla sofferenza altrui. Non la puoi mai immaginare.
Credo che per l'epifania convenga riflettere a tutti come evitare il più possibile trattamenti ingiusti in generale.

Francesca
31-12-2009, 00:00
Intendevo dire nello stesso periodo (storico).

Secondo me, qualunque sia la categoria che si inizia a discriminare, tutte le altre sono a rischio.

C'è una famosa poesia di Bertold Brecht.

Perciò, sono scettico nel fare la graduatoria delle discriminazioni e delle sofferenze. Ciascuna tira la volata alle altre.

Qual è la poesia?

(giorni fa ho scritto che non avrei visto uno spettacolo di Brecht manco a pagamento [la cosa poi è falsa perchè ne ho visti due!], però mò la cosa mi interessa) :p

Roderigo
31-12-2009, 00:02
Qual è la poesia?

(giorni fa ho scritto che non avrei visto uno spettacolo di Brecht manco a pagamento [la cosa poi è falsa perchè ne ho visti due!], però mò la cosa mi interessa) :p

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Juliet
31-12-2009, 00:03
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Credevo tu intendessi questa :)


Lode del comunismo

È ragionevole, chiunque lo capisce: è facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l'idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.

Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l'ordine, invece.
È la semplicità
che è difficile a farsi.

Bertold Brecht

Francesca
31-12-2009, 00:03
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Ne conoscevo l'ultima frase, non l'avevo mai letta per intero.
Grazie.

taccaromiceto
31-12-2009, 00:13
Non fare sarcasmo, paragoni e graduatorie sulla sofferenza altrui. Non la puoi mai immaginare.
Credo che per l'epifania convenga riflettere a tutti come evitare il più possibile trattamenti ingiusti in generale.

I trattamenti ingiusti sono le discriminazioni.

E' discriminante quando alla maggioranza viene permesso di fare una determinata cosa,mentre alla minoranza tale possibilità è vietata.

Quando si chiede ad una persona di ''amalgamarsi'' al contesto del paese in cui si vive,pur rispettando la propria libertà di culto,non credo che ci sia niente di discriminatorio.
Specie se si richede rispetto di leggi preesistenti.
Alcune addirittura del 1931.

Alessandra
31-12-2009, 00:16
Non c’è il minimo dubbio


Sappi che negli insegnamenti che ti impartirò non c’è il minimo dubbio. Io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istituito. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini, traformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci.

Chi accetta realisticamente una trasformazione che è regresso e degradazione, vuol dire che non ama chi subisce tale regresso e tale degradazione, cioé gli uomini in carne e ossa che lo circondano. Chi invece protesta con tutta la sua forza, anche sentimentale, contro il regresso e la degradazione, vuol dire che ama quegli uomini in carne ed ossa. Amore che io ho la disgrazia di sentire e che spero di comunicare a te.


P. Paolo Pasolini, Bologna 1922 – Un campo nei pressi di Ostia 1975

http://www.pulsazioni.net/category/pasolini

Juliet
31-12-2009, 00:23
Non c’è il minimo dubbio


Epperò i dubbi fanno parte della vita.

Pasolini, grande uomo che è vissuto di dubbi e nei dubbi ci ha lasciato.

Alessandra
31-12-2009, 00:37
Epperò i dubbi fanno parte della vita.

Pasolini, grande uomo che è vissuto di dubbi e nei dubbi ci ha lasciato.

In quel caso, no, non aveva alcun dubbio.

Quel gesto che tanto ti (ci) ha colpito dell'uomo senza braccia che bacia le mani del controllore, è indubbiamente l'esito di una condizione di degradazione e d'ingiustizia, contro cui protestare con tutte le nostre forze, anche sentimentali.

Juliet
31-12-2009, 00:45
Quel gesto che tanto ti (ci) ha colpito dell'uomo senza braccia che bacia le mani del controllore, è indubbiamente l'esito di una condizione di degradazione e d'ingiustizia, contro cui protestare con tutte le nostre forze, anche sentimentali.


E' stata Amarena a farcelo notare accennando allo stato di diritto
http://www.metaforum.it/forum/showpost.php?p=249875&postcount=5

A me ha evocato alcune immagini ad altri forse altre,
certo mi pare un'osservazione precisa.

Edric
01-01-2010, 20:11
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Senza togliere nulla alla potenza di questo testo poetico, è attribuito a B.Brecht ma in realtà è una poesia di Martin Niemölle (http://it.wikiquote.org/wiki/Martin_Niem%C3%B6ller) (pastore luterano tedesco)

Juliet
01-01-2010, 20:31
Senza togliere nulla alla potenza di questo testo poetico, è attribuito a B.Brecht ma in realtà è poesia di Martin Niemölle (http://it.wikiquote.org/wiki/Martin_Niem%C3%B6ller) (pastore luterano tedesco)


Mannaggia come sei fiscale Edric ;)!
L'avrà detto anche Brecht no ?


O come diceva il musicista Charles Mingus:
“Then one day they came and they took me.
And I could say nothing because I was guilty as they were,
For not speaking out and saying that all men have a right to freedom. "

"Allora un giorno vennero a prendermi.
Ed io non ebbi la possibilità di dire nulla perchè ero colpevole come loro,
Per non aver parlato chiaro e detto che tutti gli uomini hanno diritto alla libertà"

http://nicolavilla.nova100.ilsole24ore.com/2008/05/prima-vennero-a.html

Roderigo
02-01-2010, 00:59
Senza togliere nulla alla potenza di questo testo poetico, è attribuito a B.Brecht ma in realtà è una poesia di Martin Niemölle (http://it.wikiquote.org/wiki/Martin_Niem%C3%B6ller) (pastore luterano tedesco)

E' vero, ne avevamo parlato qui (http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?p=101177#post101177).

Questo sembra confermare la tesi che quel che si impara in Internet è più facile a dimenticarsi, perchè tanto si sa che è conservato altrove, in una memoria virtuale.

Edric
02-01-2010, 12:24
Non potrebbe essere diversamente data la quantità di informazioni. Io mi ricordavo solo che forse non era sua, proprio per la discussione che avevamo fatto già in passato, ma non mi ricordavo di chi era.
E' anche significativo, ma non dipende da internet, come i personaggi più conosciuti, come Brecht ad esempio, si attirino i meriti di altri come se non bastassero quelli che già meritatamente hanno.

Alessandra
02-01-2010, 13:15
Questo sembra confermare la tesi che quel che si impara in Internet è più facile a dimenticarsi, perchè tanto si sa che è conservato altrove, in una memoria virtuale.

Dovrebbe allora valere anche per le cose imparate sui libri o sui giornali cartacei. Anche in questo caso si sa che restano conservate.
Sì, forse la facilità con cui si ritiene sia possibile recuperare un'informazione dal web, può portare ad un "immagazzinamento" più labile, ma forse giocano anche altri fattori come l'esperienza sensoriale più consistente nell'approccio con il cartaceo.
Tenere in mano un libro, un giornale, sfogliarlo, implica qualcosa di più del semplice movimento del mouse e secondo me questo maggiore impegno sensoriale e di movimento, contribuisce a mantenere maggiormente le cose in memoria.

Non so se sia legato esclusivamente al fatto che io faccio parte di una generazione che ha giocato la sua prevalente esperienza cognitiva sul cartaceo, ma ogni volta che leggo sul web una cosa che desidero conservare, non creo una cartella virtuale, oppure lo faccio anche, ma comunque se mi interessa molto la stampo.
Sul lavoro, dove ho responsabilità rispetto alle mail che ricevo, non mi fido mai di lasciarle archiviate sul pc e stampo comunque tutto quello che necessita di essere conservato o anche solo se richiede una risposta che non ho il tempo di scrivere in tempo reale.

In effetti siamo completamente OT, però l'argomento è interessante.

Juliet
02-01-2010, 14:56
Senza togliere nulla alla potenza di questo testo poetico, è attribuito a B.Brecht ma in realtà è una poesia di Martin Niemölle (http://it.wikiquote.org/wiki/Martin_Niem%C3%B6ller) (pastore luterano tedesco)



Non sono d'accordo, Edric. Il testo della poesia citato da Roderigo è stato correttamente da lui attribuito a Brecht. Perchè lo è. Su questo non vi è dubbio alcuno.

Il tema che ci proponi - da sempre molto dibattuto - riguarda l'opportunità o meno del compiere operazioni culturali quali le rivisitazioni letterarie . Potrebbe forse anche questo essere considerato un concetto diverso di (diversità di) letteratura, a mio avviso .

Sono temi che coinvolgono anche arti diverse tra loro e alcuni esempi, i primi che ho trovato, potrebbero essere:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Pincio
Esempio della storia della letteratura - uno per tutti - .
http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/amorepsiche/letteratura/index.html

Concordo con te sul fatto che i remake possono non essere molto felici e/o d'effetto inferiore all'originale, ma non in questo caso poichè la riscrittura dello stile e l'inserimento di un tema tanto importante come quello dell'omosessualità da soli giustificano la rivisitazione. Per non configurare elementi di plagio è fondamentale che la ripresa concettuale inserisca elementi di originalità.

Questo molto in breve, perchè ci sono interi libri, tesi opposte e ottiche diverse sull'argomento "re-makes".

In ogni caso la citazione è corretta perchè evidentemente si è voluto citare la poesia di Brecht (in cui è inserito il tema dell'omosessualità) e non quella del N.